Tag - Unrwa

Fra le strade di Chatila, dove tutto è Palestina
Premessa. Oggi il Libano è sotto il fuoco israeliano.Trentamila libanesi stanno scappando verso nord, dopo “l’ordine di evacuazione” [che è un modo gentile per dire “minaccia di morte”] dell’IDF. Non sappiamo se fra questi vi siano anche gli abitanti di Chatila. Non sappiamo se abbiano un altro posto dove andare. Sappiamo però come, nel nostro piccolo, possiamo aiutarli. Buona lettura
ddl antisemitismo: ragion di stato filoisraeliana contro dissenso
Le norme in discussione in Parlamento hanno un unico fine: silenziare e reprimere le critiche al genocidio e all’apartheid di Israele. Siamo di fronte a un sequestro a fini geopolitici della memoria dello sterminio di ebree ed ebrei. di Nicola Perugini e Tatiana Montella Memoria strumentalizzata, dissenso criminalizzato: perché la definizione IHRA minaccia la democrazia italiana Negli ultimi mesi, l’Italia
February 10, 2026
La Bottega del Barbieri
Palestina e memoria: non dimentichiamo, mai!
Oggi per la Palestina: – corrispondenza da Anbamed del 30 e 31 gennaio; – corrispondenza da Radio Onda d’Urto del 30 gennaio; – da Operazione Colomba sulle aggressioni in Cisgiordania; – da Avvenire riproposto da Anbamded sulle colonie in Cisgiordania; – Altreconomia sulla demolizione degli edifici dell’Unrwa; – da Avvenire sul progetto di ricostruzione di Gaza; – Enrico Vigna raccoglie
January 31, 2026
La Bottega del Barbieri
Palestina: resistenza, solidarietà, coraggio, dignità
Articoli di Ilaria De Bonis, di Donata Columbro e Roberta Cavaglia , di Daniele Ratti e Massimiliano Bonvissuto, di Enrico Semprini. Con aggiornamenti e link.   Anbamed 16 gennaio e 17 gennaio: aggiornamenti sulla situazione a Gaza e in Cisgiordania; per Peace and War, Ilaria De Bonis focalizza la situazione della condizione nelle tende; Anan, Ilan e Mansour – situazione
January 17, 2026
La Bottega del Barbieri
Palestina – lo sguardo non si abbassa
Articoli, analisi e riflessioni storiche di Andrea Carugati, Lucia Montanaro, Amal Oraby, Luca Saltalamacchia, Enrico Semprini. Con aggiornamenti dalla Palestina di Anbamed e di Radio Onda d’Urto. Prima parte dell’analisi sul dispositivo giuridico relativo all’arresto di Mohammad Hannoun e degli altri solidali; seconda parte dell’inchiesta di Daniele Ratti e Massimiliano Bonvissuto; seconda selezione tratta dal libro di Noam Chomsky e
January 10, 2026
La Bottega del Barbieri
Amnesty International: “La decisione di Israele di vietare l’azione delle ong a Gaza è un’escalation del genocidio”
“La decisione del governo israeliano di revocare il permesso di operare nella Striscia di Gaza, a partire dal 1° gennaio 2026, a una serie di organizzazioni umanitarie tra le quali Medici senza frontiere, Consiglio norvegese per i rifugiati, CARE e Oxfam non è solo un oltraggio ma costituisce anche una deliberata escalation del genocidio contro le persone palestinesi”. Lo ha dichiarato Erika Guevara Rosas, Alta direttrice delle campagne e delle ricerche di Amnesty International. “Impedire aiuti salvavita mentre la popolazione civile è colpita dalle fame, dalle malattie e dalle bombe nonostante il cosiddetto cessate il fuoco è una clamorosa violazione del diritto internazionale e un assalto all’umanità, una punizione collettiva su scala catastrofica”, ha aggiunto Guevara Rosas. “A questo si aggiunga che la Knesset ha appena approvato una nuova legge contro l’Unrwa, che affida alle autorità israeliane il potere di interrompere le forniture di acqua, elettricità, carburante e le comunicazioni alle strutture dell’agenzia Onu, sequestrare le sue proprietà a Gerusalemme Est, compresi i principali uffici e i centri di istruzione e formazione. La legge, inoltre, priva la stessa agenzia dei privilegi e delle immunità garantiti dal diritto internazionale. Questo voluto tentativo di smantellare il mandato dell’Unrwa fa parte di una sistematica campagna contro i meccanismi internazionali e i servizi umanitari essenziali”, ha proseguito Guevara Rosas. “Il mondo non può rimanere in silenzio. Chiediamo ai governi, alle istituzioni e ai leader di agire immediatamente per pretendere la fine di queste atrocità in quanto bloccare gli aiuti e i servizi salvavita è una consapevole strategia di punizione collettiva, per opporsi allo smantellamento delle attività dell’Unrwa a Gerusalemme Est e nella Striscia di Gaza e di tutte le altre organizzazioni umanitarie e per garantire senza alcun ostacolo l’accesso umanitario e le risorse indispensabili per proteggere le persone palestinesi. Ogni ora che passa senza agire costa vite umane”, ha concluso Guevara Rosas. Amnesty International
December 31, 2025
Pressenza
Israele, nuova legge contro l’UNRWA
“Il voto del Parlamento israeliano su una nuova legge contro l’UNRWA è scandaloso. Questa legge interrompe l’erogazione di acqua, elettricità, carburante e comunicazioni all’UNRWA. Concede inoltre al governo israeliano il potere di confiscare i beni delle Nazioni Unite a Gerusalemme, tra cui la sede centrale dell’UNRWA e il suo principale centro di formazione professionale,” ha denunciato il Commissario Philippe Lazzarini. Dopo l’ONU, Israele sospenderà dal 1° gennaio 2026 le attività di circa 37 Ong a Gaza, tra cui Medici Senza Frontiere, ActionAid e Oxfam. Nel contesto di una grave crisi umanitaria nel territorio palestinese, devastato dall’aggressione militare israeliana, ancora privo di acqua corrente ed elettricità, la decisione rischia di rendere l’emergenza irrecuperabile per la già tormentata popolazione civile. ANBAMED
December 31, 2025
Pressenza
Notizie da Gerusalemme, da Gaza e dalla Cisgiordania, dallo Yemen… e da Genova
Il notiziario quotidiano di ANBAMED oggi riferisce che il Parlamento israeliano ha approvato una legge per l’interruzione definitiva di corrente elettrica e acqua alle sedi a Gerusalemme dell’UNRWA, che fornisce servizi a oltre 110˙000 rifugiati e gestisce due campi profughi: il campo di Shuafat e il campo di Qalandia, enti e istituzioni come l’Indian Corner Clinic all’ingresso di Bab al-Sahira e le scuole maschili e femminili di Gerusalemme, Sur Baher. ANBAMED inoltre riferisce che il consulente per i media dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi (UNRWA), Adnan Abu Hasna, ha affermato che 1,6 milioni di palestinesi nella Striscia di Gaza soffrono attualmente di livelli pericolosi o multipli di malnutrizione o insicurezza alimentare, poiché l’occupazione israeliana continua a ostacolare l’ingresso di rifornimenti umanitari essenziali per l’inverno. Il funzionario dell’UNRWA ha spiegato che il clima di bassa pressione ha causato lo sradicamento di migliaia di tende e l’allagamento di vaste aree residenziali da parte di acqua piovana e liquami e, sottolineando che la maggior parte delle cosiddette tende sono state montate alla rinfusa con pezzi di plastica e qualche pezzo di stoffa e non sono praticamente degne di essere vere tende in grado di proteggere i loro abitanti, che la gente di Gaza ha la sensazione che la guerra continui, ma in altri modi e forme, e ha affermato che il continuo deterioramento della situazione umanitaria, il numero crescente di malati e l’impossibilità di portare centinaia di tipi di generi alimentari e non alimentari, pezzi di ricambio per le stazioni fognarie e idriche, attrezzature mediche e medicinali, rappresentano inequivocabilmente della forme di ostilità bellica contro la popolazione civile. Contemporaneamente l’UNFPA / Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione ha lanciato un allarme per la situazione sanitaria in Yemen: “Sottolineando che anni di conflitto hanno portato i servizi di base del Paese sull’orlo del collasso e lasciato milioni di donne e ragazze in una situazione di estrema vulnerabilità, UNFPA ha riferito che ogni giorno in Yemen tre donne muoiono a causa di complicazioni prevenibili della gravidanza, che 6,2 milioni di donne e ragazze non hanno accesso ai servizi di protezione di base e che 7 milioni di persone in Yemen hanno urgente bisogno di supporto psicologico”. Ricordando che sono trascorsi “3 anni, 10 mesi e 5 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina”, sull’esito dei colloqui di Trump con Zelensky e Putin ANBAMED osserva che i commenti sono contrastanti e propone le analisi di Sergio Serra su un testo scritto nel 1943 da Vasilij Semënovič Grossman, un ebreo, nato in Ucraina – a Berdičev – nel 1905, che nell’agosto 1944 fu tra i primi a entrare nel campo di sterminio di Treblinka e a documentare l’olocausto. Dell’incontro di Trump con Netanyahu, ANBAMED riferisce che “non ha portato novità”: «Elogi reciproci e carinerie per coprire il vuoto di proposte concrete. Minacce a Hamas ed all’Iran condite con promesse di un futuro di pace nella regione con l’attuazione degli accordi di Abramo e tante armi da esportare alle monarchie del Golfo». Intanto * nella Striscia di Gaza proseguono le violazioni del cessate-il-fuoco da parte di Israele, “All’alba di oggi l’artiglieria ha bombardato Rafah in contemporanea con un raid aereo sulla stessa zona. L’aeronautica israeliana ha colpito il campo profughi di Maghazi, nel centro della Striscia. Carri armati israeliani hanno lanciato obici contro Deir Balah. Nel nord, aerei israeliani hanno colpito Beit Lahia”; * in Cisgiordania nella sola giornata di ieri sono stati effettuati 35 attacchi, “I più gravi sono avvenuti a Nablus, el-Bira, el-Khalil e Jenin. A Betlemme, un gruppo di coloni armati ha invaso un villaggio, devastando case e distruggendo raccolti agricoli. Hanno ridotto in fin di vita un anziano di 80 anni, Ibrahim Iybiayat, e suo nipote Mustafà di 14 anni. Come al solito, i soldati che hanno accompagnato gli aggressori non hanno mosso un dito. Nessuno di loro è stato arrestato…”; * in Italia, del proprio colloquio con lui nel carcere di Genova, gli avvocati di Mohammed Hannoun – Emanuele Tambuscio e Fabio Sommovigo – hanno riferito: “È stato molto lucido e preciso nel ricostruire tutti i passaggi dei finanziamenti e da domani cominceremo a studiarli nei dettagli. Ha sempre operato in maniera tracciabile e sempre con associazioni registrate, molte delle quali anche in Israele. Oggi chiarirà alcuni passaggi con la Gip rilasciando una dichiarazione spontanea, ma su nostro consiglio non si sottoporrà a interrogatorio, perché ancora non abbiamo ricevuto tutti gli atti depositati”. ANBAMED riferisce gli interventi del professor Montanari e del GAP / Giuristi e Avvocati per la Palestina e che a Genova, dove domani alla 1231° ora in silenzio per la pace verrà chiesto il suo rilascio , davanti al carcere dove Mohammed Hannoun è detenuto ieri si è svolta una “manifestazione di solidarietà con gli attivisti arrestati sulla base di documentazione e giurisprudenza israeliana”. ANBAMED / NL 1951 – 30 dicembre 2025 ANBAMED
December 30, 2025
Pressenza
La nuova Nakba
Rifiuti L’accumulo dei rifiuti attorno ai campi di sfollati è un pericolo per la salute della popolazione. Il municipio di Gaza ha denunciato gli attacchi dell’artiglieria israeliana contro gli operatori impegnati a rimuovere i cumuli di rifiuti. “Oltre ad aver chiuso gli accessi alle discariche che ricadono nella zona sotto l’occupazione, i caccia e l’artiglieria prendono di mira i nostri mezzi”. La politica israeliana mira a rendere impossibile la vita a Gaza, per facilitare la deportazione “volontaria” della popolazione. Il responsabile del municipio di Gaza città addetto all’ambiente ha affermato, in un collegamento con Anbamed, “il significato di una determinazione di Israele a rendere la vita impossibile è quello di costringerci a partire. Vogliono ripetere la cacciata del 1948. Nella sola città di Gaza si sono accumulati 350 mila metri cubi di rifiuti e non abbiamo i mezzi per rimuoverle, anche a causa del blocco di rifornimento di carburanti”. Rifugiati L’Assemblea generale dell’ONU ha innovato l’incarico all’Unrwa per i prossimi 3 anni. 151 a favore, 10 contrari e 14 astenuti. I tentativi israeliani di annientare la memoria storica della Nakba sono falliti. L’attacco frontale del governo di Tel Aviv contro l’Unrwa mira infatti alla cancellazione degli strumenti internazionali che garantiscono i diritti storici dei palestinesi: il diritto al ritorno, lo status di rifugiati, il risarcimento. L’esercito israeliano ha deportato tutti gli abitanti dei campi profughi di Jenin, Tulkarem e Nour Shams, per cancellare la memoria delle deportazioni del 1948. Per ammettere il loro ritorno, i militari hanno proposto la rinuncia allo status di “rifugiato” e il non ritorno degli uffici e scuole dell’Unrwa. Ostaggi La vita di Marwan Barghouti è in pericolo.  Ieri, il figlio del leader incarcerato Marwan Barghouti ha diffuso il seguente grido: “Stamattina mi sono svegliato con una telefonata da un prigioniero rilasciato. Mi ha detto: ‘Tuo padre è stato maltrattato fisicamente. Gli hanno rotto denti e costole, gli hanno tagliato via parte di un orecchio e gli hanno rotto le dita a più riprese per divertimento’. Cosa dovrei fare? Con chi dovrei parlare? A chi dovrei rivolgermi? Viviamo in questo incubo ogni giorno… Mio padre ha 66 anni ormai, oh Dio, da dove prenderà la forza?” La famiglia ha tentato di appurare la veridicità delle informazioni e la reale identità del relatore del messaggio. Ma le autorità carcerarie israeliane non ammettono visite e non forniscono informazioni e respingono ogni richiesta delle istituzioni internazionali di visitarlo. Libertà per Marwan Barghouti Sono oltre 30 gli ospedali che parteciperanno mercoledì 10dicembre alla giornata di mobilitazione “La sanità non si imprigiona” per chiedere la liberazione degli oltre 90 sanitari palestinesi detenuti nelle carceri palestinesi. Da Trento a Palermo si terranno dei flashmob che, ricordiamo, sono aperti a tutti i cittadini. Per leggere tutto l’elenco degli ospedali coinvolti: La sanità non si imprigiona – Anbamed È in corso in Italia ed a livello internazionale, la campagna in favore della liberazione dei prigionieri politici palestinesi e in particolare per mettere fine alle torture e maltrattamenti. Al centro di tale campagna vi è l’obiettivo di salvare il Mandela palestinese, Marwan Barghouti, da 23 anni in carcere.  La campagna viene lanciata alla vigilia della giornata mondiale di solidarietà con il popolo palestinese indetta dall’ONU: Campagna internazionale per la liberazione dei prigionieri politici palestinesi – Anbamed ANBAMED
December 6, 2025
Pressenza
PALESTINA: ALLA CATASTROFE UMANITARIA SI AGGIUNGE QUELLA AGRICOLA
Si continua a morire per mano israeliana a Gaza come in Cisgiordania. Nelle ultime 24 ore, 3 vittime per colpi d’arma da fuoco israeliani a nord della città di Rafah; 10 i palestinesi uccisi a Gaza. Salgono così a 238 i palestinesi uccisi dall’entrata in vigore del cessate il fuoco, l’11 ottobre, a cui si aggiungono 600 feriti. 510 invece i corpi recuperati da sotto le macerie. Israele ha ucciso 2 persone pure in Cisgiordania. Altre 2 – con 7 feriti – in Libano, sempre per mano – impunita – di Israele, su cui preme Trump per creare una qualche forza internazionale nella Striscia e per fare uscire dai territori occupati a Gaza da Tel Aviv almeno 200 militanti di Hamas, disseminati nei tunnel sotto il terreno. Sopra il terreno, intanto, gli aiuti continuano a non entrare, mentre lo spettro della fame torna a insistere su una popolazione già allo stremo. “Nella Striscia di Gaza siamo di fronte a una catastrofe umanitaria e agricola senza precedenti” – ha fatto sapere l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) Nel suo rapporto annuale, l’organizzazione ha infatti confermato che oltre l’80% dei terreni coltivati nella Striscia è stato distrutto da Tel Aviv e che meno del 5% dei terreni agricoli risulta ancora coltivabile. A completare il quadro della drammatica situazione a Gaza, le ultime stime dell’UNRWA, secondo la quale oltre il 90% della popolazione soffre di malnutrizione. L’agenzia fa sapere inoltre che “circa 75.000 sfollati hanno trovato rifugio negli oltre 100 edifici dell’UNRWA a Gaza, che per la danneggiati e/o sovraffollati.” Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, l’aggiornamento da Gaza di Sami Abu Omar, cooperante per diversi progetti nella Striscia e nostro storico collaboratore  Ascolta o scarica Guardando al fronte diplomatico, gli Usa hanno inviato a diversi membri del Consiglio di Sicurezza Onu una bozza di risoluzione con l’istituzione di una forza internazionale a Gaza per almeno 2 anni. La risoluzione darebbe agli Usa e ai paesi partecipanti (soprattutto Paesi arabi) un ampio mandato fino a fine 2027. La risoluzione farà da base alle trattative fra Stati per istituire la forza internazionale, da dispiegare in gennaio. La Resistenza palestinese e in particolare Hamas ha fatto sapere alla Turchia di essere pronta a cedere la gestione della Striscia a un organismo terzo, tecnico, ma composto da personalità palestinesi. Dentro Israele, decine di funzionari e il presidente del sindacato Histadrut sono stati arrestati per corruzione. E dopo essere sparita per diverse ore, è stata trasferita in prigione anche la procuratrice capo dell’esercito. Yifat Tomer-Yerushalmi. La 51enne avvocata, maggiore generale dell’esercito israeliano, ha ammesso piena responsabilità nella fuga di notizie che ha reso noto al mondo, attraverso la diffusione di un filmato, le terribili sevizie e torture a cui sono stati sottoposti i prigionieri palestinesi nei centri di detenzione israeliani. Il video, girato a Sde Teiman, mostrava i soldati della «Force 100» abusare in branco di un uomo che ha subito lesioni rettali, colon perforato, costole fratturate, un polmone forato.
November 4, 2025
Radio Onda d`Urto