Tag - lavoratori portuali

Puntata dell’1/09/2026@0
ll primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Ciccio Collina delegato sindacale del SI Cobas licenziato il 26 maggio 2026 dal terminal Logiport del gruppo Grimaldi a Salerno a causa del suo impegno per la sicurezza e contro il traffico di armi. I motivi formali presentati dall’azienda Logiport (Gruppo Grimaldi) sono definiti pretestuosi dalle sigle sindacali e dai movimenti di solidarietà. Secondo la denuncia del SI Cobas e dei comitati territoriali, le reali ragioni del provvedimento sono di natura politica e sindacale: Lotta per la sicurezza nei porti: Collina si batteva da anni per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e contro i rischi lavorativi all’interno del Terminal commerciale. Opposizione al traffico di armi: Il delegato ha guidato e sostenuto l’impegno sindacale e le denunce dei portuali contro l’economia di guerra, contestando il transito e il carico nel porto di Salerno di navi cargo (in particolare della compagnia Zim) contenenti armamenti destinati a conflitti internazionali. Attività sindacale conflittuale: Il licenziamento viene inquadrato come una ritorsione mirata a colpire l’organizzazione sindacale del SI Cobas all’interno dello scalo salernitano, disincentivando ulteriori scioperi e forme di protesta dei lavoratori portuali. Chiunque può concretamente in questo momento aiutare Ciccio: La raccolta fondi ufficiale per supportare la cassa di resistenza e coprire le spese legali e di sussistenza di Ciccio Collina è coordinata dai sindacati territoriali ed è appoggiata da un’organizzazione di volontariato dedicata. Ecco i dettagli per effettuare la donazione: SI Cobas Napoli:Intestatario: EGUAGLIANZA E SOLIDARIETA’ O.D.V. (Nota: per i sistemi bancari la parola “solidarieta” va scritta con l’apostrofo finale e non con la lettera accentata) IBAN: IT59H0623011010000017097877 Causale obbligatoria: per Ciccio Collina Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata lo abbiamo affrontrato in compagnia di Riccardo del SUDD Cobas, per commentare assieme la vittoria dei lavoratori della vertenza Acca srl. Infatti dopo il licenziamento di tutti gli operai da parte di questo ramo d’azienda di una colosso cinese della logistica e del pronto moda, 70 giorni consecutivi di picchetti, sgomberati temporaneamente con la forza, sia dalle forze dell’ordine che da una banda di padroni (anche totalmente esterni all’azienda), grazie alla determinazione dei lavoratori, del sindacato e dei solidali, hanno vinto un’importante battaglia per il comparto. Siamo scesi nei dettagli, con il nostro ospite, su come si è riusciti ad arrivare a tanto e le implicazioni politiche e sindacali che ha fatto emergere questa vicenda. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Durante il corso della puntata abbiamo provato a ricordare che c’è una guerra in corso contro i lavoratori, si perchè muore un lavoratore in media ogni 6 ore. Abbiamo trasmesso durante la puntata alcuni interventi tenutosi durante il dibattito assemblea che si è tenuto in Piazza della Stazione a Brandizzo il 30/08/2026 in occasione dell’anniversario della strage che ha ucciso sul lavoro 5 manutentori durante il loro lavoro. Dal sito dell’assemblea nazionale lavoratori manutenzione (https://www.anlm.it/brandizzo-30-agosto-2023-30-agosto-2026/), tra i promotori, leggiamo: “È il terzo anniversario della strage di Brandizzo. Mentre aspettiamo la prima udienza del processo che vede imputato non solo il manutentore che quella sera doveva scortare la ditta, ma anche la catena di comando fino ai vertici di RFI, perchè consapevoli di ciò che accadeva sui binari, l’ex AD Strisciuglio viene promosso a capo di tutto il gruppo FSI: una promessa di impunità. Quanto accaduto a Brandizzo è destinato a ripetersi perché quel modo di operare soddisfa interessi economici che portano a ritenere sacrificabili i lavoratori. Non ci arrendiamo all’idea che il profitto vinca sulla sicurezza. “ Buon ascolto
September 4, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata dell’1/09/2026@2
ll primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Ciccio Collina delegato sindacale del SI Cobas licenziato il 26 maggio 2026 dal terminal Logiport del gruppo Grimaldi a Salerno a causa del suo impegno per la sicurezza e contro il traffico di armi. I motivi formali presentati dall’azienda Logiport (Gruppo Grimaldi) sono definiti pretestuosi dalle sigle sindacali e dai movimenti di solidarietà. Secondo la denuncia del SI Cobas e dei comitati territoriali, le reali ragioni del provvedimento sono di natura politica e sindacale: Lotta per la sicurezza nei porti: Collina si batteva da anni per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e contro i rischi lavorativi all’interno del Terminal commerciale. Opposizione al traffico di armi: Il delegato ha guidato e sostenuto l’impegno sindacale e le denunce dei portuali contro l’economia di guerra, contestando il transito e il carico nel porto di Salerno di navi cargo (in particolare della compagnia Zim) contenenti armamenti destinati a conflitti internazionali. Attività sindacale conflittuale: Il licenziamento viene inquadrato come una ritorsione mirata a colpire l’organizzazione sindacale del SI Cobas all’interno dello scalo salernitano, disincentivando ulteriori scioperi e forme di protesta dei lavoratori portuali. Chiunque può concretamente in questo momento aiutare Ciccio: La raccolta fondi ufficiale per supportare la cassa di resistenza e coprire le spese legali e di sussistenza di Ciccio Collina è coordinata dai sindacati territoriali ed è appoggiata da un’organizzazione di volontariato dedicata. Ecco i dettagli per effettuare la donazione: SI Cobas Napoli:Intestatario: EGUAGLIANZA E SOLIDARIETA’ O.D.V. (Nota: per i sistemi bancari la parola “solidarieta” va scritta con l’apostrofo finale e non con la lettera accentata) IBAN: IT59H0623011010000017097877 Causale obbligatoria: per Ciccio Collina Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata lo abbiamo affrontrato in compagnia di Riccardo del SUDD Cobas, per commentare assieme la vittoria dei lavoratori della vertenza Acca srl. Infatti dopo il licenziamento di tutti gli operai da parte di questo ramo d’azienda di una colosso cinese della logistica e del pronto moda, 70 giorni consecutivi di picchetti, sgomberati temporaneamente con la forza, sia dalle forze dell’ordine che da una banda di padroni (anche totalmente esterni all’azienda), grazie alla determinazione dei lavoratori, del sindacato e dei solidali, hanno vinto un’importante battaglia per il comparto. Siamo scesi nei dettagli, con il nostro ospite, su come si è riusciti ad arrivare a tanto e le implicazioni politiche e sindacali che ha fatto emergere questa vicenda. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Durante il corso della puntata abbiamo provato a ricordare che c’è una guerra in corso contro i lavoratori, si perchè muore un lavoratore in media ogni 6 ore. Abbiamo trasmesso durante la puntata alcuni interventi tenutosi durante il dibattito assemblea che si è tenuto in Piazza della Stazione a Brandizzo il 30/08/2026 in occasione dell’anniversario della strage che ha ucciso sul lavoro 5 manutentori durante il loro lavoro. Dal sito dell’assemblea nazionale lavoratori manutenzione (https://www.anlm.it/brandizzo-30-agosto-2023-30-agosto-2026/), tra i promotori, leggiamo: “È il terzo anniversario della strage di Brandizzo. Mentre aspettiamo la prima udienza del processo che vede imputato non solo il manutentore che quella sera doveva scortare la ditta, ma anche la catena di comando fino ai vertici di RFI, perchè consapevoli di ciò che accadeva sui binari, l’ex AD Strisciuglio viene promosso a capo di tutto il gruppo FSI: una promessa di impunità. Quanto accaduto a Brandizzo è destinato a ripetersi perché quel modo di operare soddisfa interessi economici che portano a ritenere sacrificabili i lavoratori. Non ci arrendiamo all’idea che il profitto vinca sulla sicurezza. “ Buon ascolto
September 4, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata dell’1/09/2026@1
ll primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Ciccio Collina delegato sindacale del SI Cobas licenziato il 26 maggio 2026 dal terminal Logiport del gruppo Grimaldi a Salerno a causa del suo impegno per la sicurezza e contro il traffico di armi. I motivi formali presentati dall’azienda Logiport (Gruppo Grimaldi) sono definiti pretestuosi dalle sigle sindacali e dai movimenti di solidarietà. Secondo la denuncia del SI Cobas e dei comitati territoriali, le reali ragioni del provvedimento sono di natura politica e sindacale: Lotta per la sicurezza nei porti: Collina si batteva da anni per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e contro i rischi lavorativi all’interno del Terminal commerciale. Opposizione al traffico di armi: Il delegato ha guidato e sostenuto l’impegno sindacale e le denunce dei portuali contro l’economia di guerra, contestando il transito e il carico nel porto di Salerno di navi cargo (in particolare della compagnia Zim) contenenti armamenti destinati a conflitti internazionali. Attività sindacale conflittuale: Il licenziamento viene inquadrato come una ritorsione mirata a colpire l’organizzazione sindacale del SI Cobas all’interno dello scalo salernitano, disincentivando ulteriori scioperi e forme di protesta dei lavoratori portuali. Chiunque può concretamente in questo momento aiutare Ciccio: La raccolta fondi ufficiale per supportare la cassa di resistenza e coprire le spese legali e di sussistenza di Ciccio Collina è coordinata dai sindacati territoriali ed è appoggiata da un’organizzazione di volontariato dedicata. Ecco i dettagli per effettuare la donazione: SI Cobas Napoli:Intestatario: EGUAGLIANZA E SOLIDARIETA’ O.D.V. (Nota: per i sistemi bancari la parola “solidarieta” va scritta con l’apostrofo finale e non con la lettera accentata) IBAN: IT59H0623011010000017097877 Causale obbligatoria: per Ciccio Collina Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata lo abbiamo affrontrato in compagnia di Riccardo del SUDD Cobas, per commentare assieme la vittoria dei lavoratori della vertenza Acca srl. Infatti dopo il licenziamento di tutti gli operai da parte di questo ramo d’azienda di una colosso cinese della logistica e del pronto moda, 70 giorni consecutivi di picchetti, sgomberati temporaneamente con la forza, sia dalle forze dell’ordine che da una banda di padroni (anche totalmente esterni all’azienda), grazie alla determinazione dei lavoratori, del sindacato e dei solidali, hanno vinto un’importante battaglia per il comparto. Siamo scesi nei dettagli, con il nostro ospite, su come si è riusciti ad arrivare a tanto e le implicazioni politiche e sindacali che ha fatto emergere questa vicenda. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Durante il corso della puntata abbiamo provato a ricordare che c’è una guerra in corso contro i lavoratori, si perchè muore un lavoratore in media ogni 6 ore. Abbiamo trasmesso durante la puntata alcuni interventi tenutosi durante il dibattito assemblea che si è tenuto in Piazza della Stazione a Brandizzo il 30/08/2026 in occasione dell’anniversario della strage che ha ucciso sul lavoro 5 manutentori durante il loro lavoro. Dal sito dell’assemblea nazionale lavoratori manutenzione (https://www.anlm.it/brandizzo-30-agosto-2023-30-agosto-2026/), tra i promotori, leggiamo: “È il terzo anniversario della strage di Brandizzo. Mentre aspettiamo la prima udienza del processo che vede imputato non solo il manutentore che quella sera doveva scortare la ditta, ma anche la catena di comando fino ai vertici di RFI, perchè consapevoli di ciò che accadeva sui binari, l’ex AD Strisciuglio viene promosso a capo di tutto il gruppo FSI: una promessa di impunità. Quanto accaduto a Brandizzo è destinato a ripetersi perché quel modo di operare soddisfa interessi economici che portano a ritenere sacrificabili i lavoratori. Non ci arrendiamo all’idea che il profitto vinca sulla sicurezza. “ Buon ascolto
September 4, 2026
Radio Blackout - Info
La trasparenza non basta
di Federico Giusti Cosa si cela dietro all’avvento dell’economia di guerra e alla militarizzazione del corpo sociale Non è la prima volta, e non sarà l’ultima, che ai cittadini venga …
Puntata del 02/06/2026@0
Il primo approfondimento della serata lo abbiamo realizzato intervistando Peppe D’Alesio, Coord. prov. SiCobas Napoli e Salerno, rispetto alla situazione critica dei porti campani. Infatti il 23 maggio si è assistito a ben 3 licenziamenti tra i porti di Napoli e Salerno di natura ritorsiva nei confronti di chi è iscritto al sindacato conflittuale. In particolar modo ci siamo concentrati sulla vicenda di Ciccio Collina, RSA del SiCobas, prima raggiunto da un provvedimento disciplinare calatogli dall’ alto all’ improvviso poi  tramutato il giorno stesso in licenziamento. Quasi accessorio specificare che  le cause ufficiali di questo licenziamento sono pretesti formali per evitare che si diffonda una cultura della salute sul posto di lavoro, che non piace e non fa risparmiare abbastanza le aziende coinvolte. Ovviamente la risposta con picchetti e scioperi è stata pronta e si rilancia essere sempre più determinata da parte di colleghi, sindacalisti e solidali. Questi ultimi di centrale importanza se pensiamo anche quanto peso hanno questi licenziamenti rispetto alle mobilitazioni nazionali dei portuali in protesta contro il genocidio e in ottica generale anti- militarista. Abbiamo perciò fatto anche una panoramica sulla situazione di questa lotta diffusa in tutto il paese e all’ estero, per poi farci dare dal nostro ospite o prossimi appuntamenti che vedranno coinvolto il SiCobas Napoli. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata è stato quello del prossimo sciopero dei macchinisti e capotreno del gruppo FSI, previsto per l’11 giugno, ne abbiamo parlato in compagnia di una capotreno dell’ Assemblea nazionale Pdm/pdb. Le motivazioni di questo sciopero sono molteplici e il 4 giugno si svolgerà un’ assemblea preparatoria in presenza a Messina, per cercare di mettere a confronto diretto la grande mole di lavoratrici e lavoratori che fanno parte di questo gruppo autogestito. Oltre alle rivendicazioni riguardanti le condizioni di salute e sicurezza di chi lavora e di chi viaggia sulle linee ferroviarie italiane, sullo sfondo resta un contratto collettivo nazionale di comparto che non viene aggiornato da 20 anni, con tutte le condizioni salariali che questa situazione comporta. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in collegamento telefonico con Mahmood del SiCobas Torino, riguardo alle lotte che stanno mettendo in atto gli addetti e le addette alle pulizie dei punti vendita Zara, per le quali è partita anche una campana di boicottaggio nei confronti della multinazionale del fashion: “ZARA SFRUTTA I LAVORATORI BOICOTTA ZARA SOLIDARIETÀ CON GLI OPERAI IN SCIOPERO PER DIFESA POSTO DI LAVORO E MIGLIORI CONDIZIONI DI VITA La ricca multinazionale Zara ha deciso di cambiare l’orario dei lavoratori appalto pulizie Samsic nei punti vendita di Torino. Questa decisione aziendale alla ricerca del massimo profitto va contro l’interesse dei lavoratori: infatti tale cambiamento d’orario causerebbe una riduzione delle ore lavorate (fino al 50%) con grave perdita di salario. Perciò la nostra organizzazione sindacale ha aperto lo stato di agitazione rivendicando il mantenimento dell’attuale orario di lavoro più altre richieste di miglioramento delle condizioni di vita. Di fronte alla chiusura aziendale, i lavoratori del sindacato da ieri sono in sciopero e ora stanno portando avanti la protesta operaia con un presidio davanti al più prestigioso negozio di Zara in città sul passeggio di via Roma. AVANTI FINO ALLA VITTORIA” Buon ascolto
Puntata del 02/06/2026@1
Il primo approfondimento della serata lo abbiamo realizzato intervistando Peppe D’Alesio, Coord. prov. SiCobas Napoli e Salerno, rispetto alla situazione critica dei porti campani. Infatti il 23 maggio si è assistito a ben 3 licenziamenti tra i porti di Napoli e Salerno di natura ritorsiva nei confronti di chi è iscritto al sindacato conflittuale. In particolar modo ci siamo concentrati sulla vicenda di Ciccio Collina, RSA del SiCobas, prima raggiunto da un provvedimento disciplinare calatogli dall’ alto all’ improvviso poi  tramutato il giorno stesso in licenziamento. Quasi accessorio specificare che  le cause ufficiali di questo licenziamento sono pretesti formali per evitare che si diffonda una cultura della salute sul posto di lavoro, che non piace e non fa risparmiare abbastanza le aziende coinvolte. Ovviamente la risposta con picchetti e scioperi è stata pronta e si rilancia essere sempre più determinata da parte di colleghi, sindacalisti e solidali. Questi ultimi di centrale importanza se pensiamo anche quanto peso hanno questi licenziamenti rispetto alle mobilitazioni nazionali dei portuali in protesta contro il genocidio e in ottica generale anti- militarista. Abbiamo perciò fatto anche una panoramica sulla situazione di questa lotta diffusa in tutto il paese e all’ estero, per poi farci dare dal nostro ospite o prossimi appuntamenti che vedranno coinvolto il SiCobas Napoli. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata è stato quello del prossimo sciopero dei macchinisti e capotreno del gruppo FSI, previsto per l’11 giugno, ne abbiamo parlato in compagnia di una capotreno dell’ Assemblea nazionale Pdm/pdb. Le motivazioni di questo sciopero sono molteplici e il 4 giugno si svolgerà un’ assemblea preparatoria in presenza a Messina, per cercare di mettere a confronto diretto la grande mole di lavoratrici e lavoratori che fanno parte di questo gruppo autogestito. Oltre alle rivendicazioni riguardanti le condizioni di salute e sicurezza di chi lavora e di chi viaggia sulle linee ferroviarie italiane, sullo sfondo resta un contratto collettivo nazionale di comparto che non viene aggiornato da 20 anni, con tutte le condizioni salariali che questa situazione comporta. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in collegamento telefonico con Mahmood del SiCobas Torino, riguardo alle lotte che stanno mettendo in atto gli addetti e le addette alle pulizie dei punti vendita Zara, per le quali è partita anche una campana di boicottaggio nei confronti della multinazionale del fashion: “ZARA SFRUTTA I LAVORATORI BOICOTTA ZARA SOLIDARIETÀ CON GLI OPERAI IN SCIOPERO PER DIFESA POSTO DI LAVORO E MIGLIORI CONDIZIONI DI VITA La ricca multinazionale Zara ha deciso di cambiare l’orario dei lavoratori appalto pulizie Samsic nei punti vendita di Torino. Questa decisione aziendale alla ricerca del massimo profitto va contro l’interesse dei lavoratori: infatti tale cambiamento d’orario causerebbe una riduzione delle ore lavorate (fino al 50%) con grave perdita di salario. Perciò la nostra organizzazione sindacale ha aperto lo stato di agitazione rivendicando il mantenimento dell’attuale orario di lavoro più altre richieste di miglioramento delle condizioni di vita. Di fronte alla chiusura aziendale, i lavoratori del sindacato da ieri sono in sciopero e ora stanno portando avanti la protesta operaia con un presidio davanti al più prestigioso negozio di Zara in città sul passeggio di via Roma. AVANTI FINO ALLA VITTORIA” Buon ascolto
Puntata del 02/06/2026@2
Il primo approfondimento della serata lo abbiamo realizzato intervistando Peppe D’Alesio, Coord. prov. SiCobas Napoli e Salerno, rispetto alla situazione critica dei porti campani. Infatti il 23 maggio si è assistito a ben 3 licenziamenti tra i porti di Napoli e Salerno di natura ritorsiva nei confronti di chi è iscritto al sindacato conflittuale. In particolar modo ci siamo concentrati sulla vicenda di Ciccio Collina, RSA del SiCobas, prima raggiunto da un provvedimento disciplinare calatogli dall’ alto all’ improvviso poi  tramutato il giorno stesso in licenziamento. Quasi accessorio specificare che  le cause ufficiali di questo licenziamento sono pretesti formali per evitare che si diffonda una cultura della salute sul posto di lavoro, che non piace e non fa risparmiare abbastanza le aziende coinvolte. Ovviamente la risposta con picchetti e scioperi è stata pronta e si rilancia essere sempre più determinata da parte di colleghi, sindacalisti e solidali. Questi ultimi di centrale importanza se pensiamo anche quanto peso hanno questi licenziamenti rispetto alle mobilitazioni nazionali dei portuali in protesta contro il genocidio e in ottica generale anti- militarista. Abbiamo perciò fatto anche una panoramica sulla situazione di questa lotta diffusa in tutto il paese e all’ estero, per poi farci dare dal nostro ospite o prossimi appuntamenti che vedranno coinvolto il SiCobas Napoli. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata è stato quello del prossimo sciopero dei macchinisti e capotreno del gruppo FSI, previsto per l’11 giugno, ne abbiamo parlato in compagnia di una capotreno dell’ Assemblea nazionale Pdm/pdb. Le motivazioni di questo sciopero sono molteplici e il 4 giugno si svolgerà un’ assemblea preparatoria in presenza a Messina, per cercare di mettere a confronto diretto la grande mole di lavoratrici e lavoratori che fanno parte di questo gruppo autogestito. Oltre alle rivendicazioni riguardanti le condizioni di salute e sicurezza di chi lavora e di chi viaggia sulle linee ferroviarie italiane, sullo sfondo resta un contratto collettivo nazionale di comparto che non viene aggiornato da 20 anni, con tutte le condizioni salariali che questa situazione comporta. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in collegamento telefonico con Mahmood del SiCobas Torino, riguardo alle lotte che stanno mettendo in atto gli addetti e le addette alle pulizie dei punti vendita Zara, per le quali è partita anche una campana di boicottaggio nei confronti della multinazionale del fashion: “ZARA SFRUTTA I LAVORATORI BOICOTTA ZARA SOLIDARIETÀ CON GLI OPERAI IN SCIOPERO PER DIFESA POSTO DI LAVORO E MIGLIORI CONDIZIONI DI VITA La ricca multinazionale Zara ha deciso di cambiare l’orario dei lavoratori appalto pulizie Samsic nei punti vendita di Torino. Questa decisione aziendale alla ricerca del massimo profitto va contro l’interesse dei lavoratori: infatti tale cambiamento d’orario causerebbe una riduzione delle ore lavorate (fino al 50%) con grave perdita di salario. Perciò la nostra organizzazione sindacale ha aperto lo stato di agitazione rivendicando il mantenimento dell’attuale orario di lavoro più altre richieste di miglioramento delle condizioni di vita. Di fronte alla chiusura aziendale, i lavoratori del sindacato da ieri sono in sciopero e ora stanno portando avanti la protesta operaia con un presidio davanti al più prestigioso negozio di Zara in città sul passeggio di via Roma. AVANTI FINO ALLA VITTORIA” Buon ascolto
LIVORNO: PORTUALI BLOCCANO IL TRANSITO DI UNA NAVE CARICA DI ARMI USA. LA POLIZIA SGOMBERA IL PRESIDIO
All’alba di sabato 18 aprile i lavoratori del porto di Livorno hanno bloccato il transito di una nave che stava trasportando armamenti statunitensi verso la base militare Usa di Camp Derby. Non appena ricevuta l’informazione sul transito della nave cargo, il sindacato di base Usb, il Gruppo Autonomo Portuali e l’Ex Caserma Occupata di Livorno hanno organizzato il presidio. Lavoratori, lavoratrici, attiviste e attivisti si sono raggruppati sul ponte che deve essere aperto per consentire il transito delle navi dal porto, preparandosi alla resistenza passiva. Poco dopo la Polizia è intervenuta con i reparti della celere per sgomberare il presidio di lavoratori, compagne e compagni livornesi. “La Polizia ancora una volta si è schierata dalla parte della guerra”, commenta Simone, del Gruppo Autonomi Portuali. “La celere si è schierata dalla parte di chi esporta guerra, di chi permette un certo tipo di traffico catalogandolo come ‘servizio essenziale’. Noi sappiamo che il traffico di armi non è un servizio essenziale, la nostra non è interruzione di pubblico servizio”, continua Simone. “Ribadiamo ancora una volta – conclude – che siamo noi quelli dalla parte giusta. Che bloccare le armi è giusto, non è un reato. Questa forma di repressione e di delegittimazione delle lotte deve finire”. L’intervista di Radio Onda d’Urto a Simone, compagno del Gruppo Autonomo Portuali di Livorno. Ascolta o scarica. [L’immagine si riferisce alle giornate di mobilitazione per la Palestina e la Global Sumud Flotilla del settembre 2025]
April 18, 2026
Radio Onda d`Urto
Stop ai transiti di morte e al riarmo
Nella giornata di ieri, nel porto di Piombino una nave del Ministero della Difesa ha scaricato una enorme quantità di materiale bellico, decine di mezzi militari e container contenenti, probabilmente, esplosivo. Oltre il danno del rigassificatore, Piombino è stata trasformata in un vero e proprio HUB del traffico di armi. Questa volta sono stati coinvolti dei lavoratori della acciaieria JSW e della Piombino Logistics, dato che una parte del materiale bellico è stata trasportata all’interno dello stabilimento siderurgico e caricata su rotaia su un treno merci che sembra destinato ad arrivare alla stazione di Palmanova in Friuli Venezia Giulia per poi essere imbarcata dal porto di Monfalcone. USB, non appena ricevuta notizia e in tempi strettissimi, ha proceduto a proclamare lo sciopero specifico per il carico, scarico e trasporto di armamenti per tutti i lavoratori coinvolti della JSW e per i macchinisti di Mercitialia (società cargo del Gruppo FSI) per permettere ai lavoratori di potersi rifiutarei di movimentare il carico di morte. Perché per noi è inaccettabile che si decida di militarizzare porti, fabbriche e la stessa rete ferroviaria italiana per alimentare le politiche di riarmo e di guerra del nostro paese. Con le federazioni di Livorno e di Pisa e altri militanti dei movimenti siamo in presidio di protesta presso la stazione di Livorno Calambrone per esprimere la nostra contrarietà all’ennesimo carico di morte che transita nel nostro territorio. Al momento il treno sta accumulando un fortissimo ritardo e sembra venga deviato in un altro percorso per evitare i presidi. Invitiamo tutti e tutte i compagni a fare lo stesso durante il tragitto che questo treno percorrerà fino probabilmente al porto di Monfalcone per essere imbarcato vero qualche teatro di guerra. Bisogna opporsi al riarmo e alla guerra; non saranno i lavoratori e le lavoratrici a pagare il prezzo! Il piano di riarmo da 800 mld € e il piano di militarizzazione dei porti e delle infrastrutture strategiche da 100 mld €, entrambi lanciati dalla Commissione UE, ci conducono alla guerra, all’impoverimento dei nostri salari e alla perdita di servizi pubblici. In 8 giorni di aggressione da parte di Israele e degli USA l’unica cosa che vediamo è il rincaro immediato dei prezzi di carburanti, energia e beni di prima necessità, cosa che sta riportando al centro una questione riguardante direttamente l’economia reale e la tenuta sociale del Paese. Abbiamo già pagato di tasca nostra l’impennata inflattiva della guerra in Ucraina, con un potere d’acquisto dei nostri salari diminuito dell’8/10%; non possiamo permetterci un’altra fase di aumento dei prezzi che rischia di diminuire ulteriormente il potere d’acquisto dei lavoratori e di colpire duramente il sistema produttivo. Tutto questo mentre l’apparato produttivo è già attraversato da crisi industriali, ristrutturazioni e processi di dismissione che stanno colpendo interi settori strategici. Fermare i transiti di morte e scioperare contro le armi significa lottare per la pace e per le proprie condizioni di lavoro! Usb Livorno Unione Sindacale di Base
March 13, 2026
Pressenza
Livorno si prepara: 6 febbraio sciopero internazionale dei portuali
Venerdì 6 febbraio 2026 la mobilitazione internazionale lanciata da diverse organizzazioni sindacali di lavoratori e lavoratrici portuali d’Europa e del Mediterraneo toccherà anche Livorno e il suo porto. Dalle ore 7:00 si svolgerà un presidio convocato al Terminal Darsena … Leggi tutto L'articolo Livorno si prepara: 6 febbraio sciopero internazionale dei portuali sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.