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Dossier: “Made in Italy per l’industria del genocidio”. Sul coinvolgimento italiano a Gaza
Rilanciamo volentieri l’importante dossier a cura di Giovani Palestinesi d’Italia, People’s Embargo for Palestine, Palestine Youth Movement e Weapon Watch e con il contributo dell’European Legal Support Center. Il documento prende in considerazione oltre 400 spedizioni di materiale bellico e oltre 220.000 tonnellate di carburante che l’Italia ha inviato a Israele a partire dall’ottobre 2023, con il coinvolgimento di 11 regioni italiane e di aziende come Leonardo S.p.A. di cui il documento indica spedizioni verso la società israeliana Elbit Systems. Siamo davanti a un genocidio che non si è mai arrestato. Un crimine contro l’umanità che ha portato alla completa devastazione della striscia di Gaza e al progressivo furto di terra corredato di centinaia di pogrom e omicidi nella Cisgiordania occupata. A tutto questo dobbiamo anche aggiungere la recente approvazione alla Knesset della pena di morte per gli ostaggi palestinesi accusati di terrorismo e detenuti nelle terribili carceri israeliane. Ne risulta un sistema che ha definitivamente svelato la sua base suprematista e razzista che mira al completo annientamento della popolazione palestinese. Davanti a uno scenario internazionale in cui Israele si rende protagonista delle aggressioni immotivate verso il Libano e l’Iran con il concreto pericolo di una escalation globale della guerra regionale in corso, come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università chiediamo conto al governo italiano del suo operato e del suo ruolo nella mattanza in atto, invochiamo sanzioni economiche a livello internazionale e pretendiamo l’embargo completo delle armi verso Israele, di cui non è più possibile accettare l’impunità. Made+in+Italy+per+l’Industria+del+Genocidio (1)Download Disponibile anche su www.osservatoriorepressione.info e su «il Manifesto». Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
L’approvvigionamento globale di pane è in pericolo…
L’Iran ha colpito un impianto chimico a Beersheba, in Israele, con un missile, in uno degli episodi più delicati dell’escalation in corso. Il missile iraniano, un tipo di munizione a grappolo, ha colpito più di 20 siti nell’area, provocando vasti incendi e dense colonne di fumo nero. Tre squadre specializzate […] L'articolo L’approvvigionamento globale di pane è in pericolo… su Contropiano.
March 31, 2026
Contropiano
La tempesta perfetta su industria e lavoro. 14 marzo manifestazione per il “No” sociale
Guerra ed inflazione: Meloni applaude Trump mentre si addensano le nubi della tempesta perfetta su industria e lavoro. 14 marzo manifestazione per il no sociale, 28 marzo assemblea operaia L’aumento dei prezzi di carburanti, energia e beni di prima necessità sta riportando al centro una questione che riguarda direttamente l’economia […] L'articolo La tempesta perfetta su industria e lavoro. 14 marzo manifestazione per il “No” sociale su Contropiano.
March 11, 2026
Contropiano
Dare il voto alle auto?
-------------------------------------------------------------------------------- Foto di Daniel Reche da Pixabay -------------------------------------------------------------------------------- “La tua auto voterebbe per noi”. Così, alla vigilia delle elezioni in Baden Wurttemberg, il partito nazista Afd (perché poi “neo”?) della Repubblica Federale Tedesca ha trasformato le automobili in elettori e i cittadini in delegati dei rispettivi veicoli (in Italia dobbiamo quindi aspettarci che le nostre auto votino sì al Referendum…). Il problema è che l’industria dell’auto è in difficoltà in quasi tutto il mondo: consuma, sia quella termica che quella elettrica, troppo spazio, risorse, energia, tempo e salute. E in Germania più che altrove, perché è stato ed è ancora il settore fondamentale del suo sviluppo e ha puntato troppo sulla permanenza della propulsione termica che le politiche climatiche hanno messo ovunque in discussione. La guerra all’Iran e il blocco dello stretto di Hormuz non faranno che aggravarla. L’Afd ne dà la colpa al governo tedesco e alle politiche ambientali dell’Unione Europea (peraltro in via di smantellamento), anche se sia l’UE che molti Stati membri hanno già imboccato il “piano B”: sostituire all’industria dell’auto come settore portante quella delle armi. Sono supportati in questa scelta dalla moltiplicazione delle guerre innescata da quella in Ucraina, dal montare dello spirito bellicista che le alimenta e ne è alimentato, ma soprattutto dalla incapacità generale di concepire delle alternative. Invece è proprio alle alternative che bisognerebbe pensare. E non da ora. Perché per l’auto privata c’è poco futuro. L’auto, con la sua tecnologia prima fordista e poi toyotista, ma soprattutto con la sua fame di spazi, tempo e risorse, ha dato la sua impronta al ventesimo secolo: con la brutalizzazione del paesaggio e lo smembramento delle città, invadendo il campo e sostituendosi al trasporto pubblico per farle posto, a partire dalla Germania, anche prima che a questo provvedessero i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Poi con l’individualismo che, proprio a partire dalla strada, non ha fatto che alimentare familismo, ostentazione, competitività, aggressività e possesso (cioè proprietà: ieri indispensabile per avere un’auto a disposizione; oggi del tutto superflua). Le classi popolari, principali vittime di questi processi, li hanno subiti e condivisi senza rendersi conto della direzione in cui le spingevano. I loro rappresentanti, invece di metterle in guardia, li hanno favoriti scambiando la motorizzazione di massa, con tutte le sue implicazioni, per un processo di democratizzazione. La politica, e con essa le organizzazioni “di sinistra” che si proponevano di cambiare il mondo in direzione di una maggiore giustizia sono rimaste impigliate e imprigionate nella cultura dell’auto, facendosene promotrici (come oggi sono rimaste vittime della cultura della rete e dei social senza nemmeno rendersene conto, ma ben consapevoli di quanto sia difficile sottrarvisi o contrastarla). Eppure, l’alternativa all’auto privata c’era e c’è: nel trasporto pubblico, ieri come oggi e poi in quello flessibile e condiviso da almeno due decenni, nei veicoli autonomi domani, nella città dei 15 minuti, in un turismo di fruizione e godimento e non di mero consumo dei luoghi. A condizione di adottare – in questo campo come in tutti gli altri – un approccio alle questioni della vita quotidiana che privilegi la condivisione rispetto al possesso, la solidarietà rispetto alla competizione, la sobrietà rispetto all’ostentazione, la partecipazione rispetto al dominio, la quiete della conflittualità quotidiana rispetto alla tempesta della guerra. Non è mai troppo tardi, anche se a farsi carico di porre il freno al dominio dell’auto sta ormai provvedendo (senza dirlo, anzi fingendo di fare il contrario) il potere in carica oggi, quello dei residui governi democratici, tutti impegnati ad aprire la strada alle forze che nella militarizzazione tanto dell’industria che della vita quotidiana si trovano e si troveranno sempre di più a loro agio. -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Dare il voto alle auto? proviene da Comune-info.
March 8, 2026
Comune-info
La nottola di Draghi, nel tramonto UE
Nel silenzio nebbioso che ormai caratterizza “l’Europa” – ossia quella cosa storta chiamata Unione Europea – la voce di Mario Draghi viene presa dai settori meno decerebrati dell’establishment e fatta squillare al di sopra della platea mormorante. Ma i tempi sono cambiati. E anziché esibirsi nelle sedi istituzionali più importanti […] L'articolo La nottola di Draghi, nel tramonto UE su Contropiano.
February 4, 2026
Contropiano
Intifada a Torino
La manifestazione nazionale di Torino per Askatasuna, che poteva tradursi in un ulteriore momento di crescita e di graduale unificazione, ha segnato invece un punto di arresto e di contrasti interni. Non è la prima volta e non sarà l’ultima. In genere, dopo questi episodi, c’è il rischio di un […] L'articolo Intifada a Torino su Contropiano.
February 4, 2026
Contropiano
La Germania è in crisi, vaga nella nebbia
Premessa Le ultime notizie dal paese teutonico indicano che la sua crisi economica non si arresta ed entra ormai nel suo quarto anno. Appare per altro verso ormai chiaro che essa è più grave di quanto possa sembrare a prima vista e che non si tratta tanto di una crisi congiunturale, ma […] L'articolo La Germania è in crisi, vaga nella nebbia su Contropiano.
February 2, 2026
Contropiano
Produzione industriale, il declino
Da dati forniti dalla segreteria nazionale della CGIL rileviamo alcune delle tanti situazioni di crisi riguardanti diversi settori della struttura industriale del nostro Paese con la produzione in calo ininterrotto da almeno tre anni (2025: -0,9%). Mentre la legge di bilancio pone la produzione di armi nella scia di una […] L'articolo Produzione industriale, il declino su Contropiano.
December 28, 2025
Contropiano
Crisi industriali. Bloccare tutto per non chiudere
Quasi nello stesso momento nel quale si festeggiava l’assegnazione alla cucina italiana del riconoscimento UNESCO di patrimonio dell’umanità, i dati ISTAT gelavano il vuoto ottimismo governativo sullo stato dell’industria. Dopo quasi due anni di calo continuativo della produzione industriale, nello scorso mese di settembre c’era stata un ripresa. La crisi […] L'articolo Crisi industriali. Bloccare tutto per non chiudere su Contropiano.
December 13, 2025
Contropiano
La UE alla prova dei mercati semi-chiusi
Le contraddizioni strutturali dell’Unione Europea – nel brusco passaggio dal rappresentare la sponda orientale dall’alleanza subordinata con gli Usa con aspirazioni imperialiste autonome a insieme “involontariamente indipendente” perché ormai al limite del core business statunitense – stanno venendo fuori piano piano. La Commissione Europea (di fatto il “governo” della UE) […] L'articolo La UE alla prova dei mercati semi-chiusi su Contropiano.
December 9, 2025
Contropiano