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Ex Mercati Generali, parabola esemplare dell’urbanistica della Capitale
Foto AMBM 28 2 2026 Il Dossier di Carteinregola sulla vicenda degli ex Mercati Generali La destinazione degli ex Mercati generali sull’Ostiense, VIII municipio, da mesi  è uno dei fronti più caldi dei conflitti che vedono contrapposti cittadini e realtà territoriali  e Amministrazione capitolina. Una trasformazione di un pezzo di città pubblica cominciata più di vent’anni fa e mai conclusa,  su cui incombe un progetto  nel quale  la stragrande maggioranza delle funzioni sono destinate al profitto, con  ben pochi vantaggi pubblici e una concessione  a privati per 60 anni. Carteinregola si schiera dalla parte di chi chiede a gran voce di fermare l’operazione e di ripensare a un progetto di autentico  interesse pubblico, insieme alla cittadinanza. SOMMARIO * Dal Progetto Urbano Ostiense-Marconi  alla prima convenzione con il privato * Le ripetute  richieste di modifica da parte del Concessionario * Arriva lo Stop dell’ANAC * La linea politica della Giunta Gualtieri e la nuova proposta di adeguamento del vecchio concessionario * Perché riteniamo che la nuova proposta di adeguamento del concessionario non rispetti le condizioni del bando e soprattutto non sia di interesse pubblico * Le Manifestazioni, le conferenze urbanistiche civiche e la Diffida al Comune * Le domande di Carteinregola La concessione riguarda un’estesa area di proprietà comunale – 8,5 ettari – nel cuore della città, a pochi passi da Piramide e dalla stazione Roma-Lido,   un progetto che si trascina da 27 anni –  tanti  sono trascorsi dalla prima delibera di Consiglio comunale – passando attraverso 5 consigliature: Sindaco Veltroni (centrosinistra), Sindaco Alemanno (centrodestra), Sindaco Marino (centrosinistra), Sindaca Raggi (Movimento Cinque Stelle), Sindaco Gualtieri (centrosinistra). DAL PROGETTO URBANO OSTIENSE-MARCONI  ALLA PRIMA CONVENZIONE CON IL PRIVATO Nel 1999 il Consiglio Comunale approva il Progetto Urbano Ostiense Marconi  che prevede di trasformare lo storico  complesso mercatale – poi spostato a Guidonia nel 2002 – destinandolo a “servizi pubblici, verde, attrezzature ed infrastrutture” con “l’inserimento di funzioni urbane universitarie”, per poi virare,  dopo la rinuncia della vicina Università Roma Tre, su “ un nuovo centro di aggregazione giovanile, nel quale, a fianco di attività formative e culturali”  sia“proposta un’ampia gamma di attività ricreative e di intrattenimento, con l’obiettivo di creare luoghi di incontro per la comunità”. Con quella prospettiva si istituisce  una nuova sottozona urbanistica del Piano Regolatore “M7- area degli Ex Mercati Generali”[i],  destinata a servizi generali e locali sia pubblici che privati. Nel  2003 è pubblicato il bando di gara[ii], che si conclude con l’assegnazione  della  concessione al Raggruppamento Temporaneo di Impresa (RTI) guidato da  Lamaro Appalti S.p.A. (in seguito la RTI si trasformerà in  Sviluppo Centro Ostiense S.r.l., ), nel 2006 è stipulata la convenzione[iii], che prevede  “l’ obbligo di concludere i lavori entro dicembre 2015”[iv]– , obbligo mai  rispettato, dato che “a oggi risulta realizzato solo il 25,7% dell’opera”-  e un canone annuo per il Comune  di 165.000 euro –  mai versati, dato che sarebbe scattato  “al completamento del 30% dei lavori”[v]. LE RIPETUTE  RICHIESTE DI MODIFICA DA PARTE DEL CONCESSIONARIO ex mercati progetto 5 10 2005 da archilovers Comincia così una lunga storia, fatta di ripetute richieste di modifiche e integrazioni avanzate dal concessionario, con aumento dell’importo dell’intervento, spostamento dei termini di conclusione dei lavori, ridistribuzione delle volumetrie e cambi di destinazione, a fronte di una progressiva riduzione dei vantaggi pubblici e dei servizi per la cittadinanza. A scorrere la cronologia della vicenda[vi]  e a leggere  gli  atti amministrativi che si sono susseguiti, colpisce che ogni nuova proposta del concessionario sia stata accettata dalle diverse Amministrazioni  con motivazioni che facevano proprie  quelle del privato,  in particolare quelle riguardanti la remuneratività dell’intervento. Nel 2009 è approvato il progetto definitivo[vii],  ma poco dopo il Concessionario  “chiede l’affidamento in proprio favore dei lavori relativi all’edificio “E”[viii], prima escluso dall’intervento[ix], che viene inserito nel 2010 con una “Variante innovativa”, che l’amministrazione approva il 2 agosto 2012 in cambio di  “nuovi oneri assunti dal Concessionario per la progettazione ed esecuzione dei lavori di riqualificazione dell’edificio “E” e degli interventi sulla viabilità esterna”. “Per garantire il riequilibrio del piano economico-finanziario…vista l’impossibilità di un aumento della S.U.L. e delle volumetrie previste dal P.R.U. Ostiense-Marconi” si effettua  “una rimodulazione delle funzioni previste all’interno di alcuni edifici…e una revisione dei limiti quantitativi percentuali delle funzioni fissati nel  2003”, considerati  “adeguamenti funzionali” che “appaiono indispensabili per far fronte ai mutamenti urbani e alle trasformazioni sociali ed economiche medio tempore intervenuti, poiché in caso contrario, consistenti spazi del complesso rischierebbero di essere sottoutilizzati, compromettendo pesantemente la redditività dell’investimento sorretta esclusivamente dai risultati della gestione”[x].  La nuova convenzione integrativa “modifica  parzialmente l’oggetto delle opere da eseguire, elevandone l’importo, modificandone le tempistiche, spostando  il decorrere  della durata della concessione dalla stipula della variante (2.8.2012) mentre le opere, come modificate, dovrebbero essere completate e messe in funzione entro il dicembre 2015“.  I “servizi per la cultura e il tempo libero” che da  Bando e Delibera di Consiglio comunale dovevano essere non inferiori al 35% della superficie,  scendono al 27,69%[xi] e lì restano in tutti gli atti  successivi, fino a oggi. Rendering da slide progetto 2015 Ma tali modifiche  non bastano: a  settembre 2013  il Concessionario presenta una nuova istanza all’Amministrazione che a suo dire  risponde alla  “necessità di rimodulare le destinazioni funzionali al fine di ristabilire l’equilibrio economico-finanziario del progetto; l’istanza è motivata dalle mutate condizioni di mercato sia in senso ampio e generale sia specifiche in relazione al contesto territoriale”[xii]. La rimodulazione prevede una riduzione dei“servizi per la ristorazione” e dei “servizi per il terziario”, a fronte di un incremento della destinazione commerciale, dal previsto “massimo 35%” a più del 45% della superficie[xiii]; è inserita  anche una percentuale destinata a “residenze universitarie” del 5,85%, a prezzi calmierati[xiv]. Tale “Proposta di adeguamento” del progetto del concessionario, approvata dalla Giunta Marino[xv] però non raggiunge l’approvazione dell’Assemblea capitolina, e la pratica viene ereditata dalla successiva Giunta  Raggi, che, a parte l’aggiornamento del Piano Economico Finanziario, lascia immutate le destinazioni previste  e nel settembre 2017 approva il progetto definitivo della Seconda Variante,   autorizzando  la stipula di una seconda convenzione integrativa[xvi]. Stipula che non avverrà mai, per cause non esplicitate negli atti ufficiali, ma di cui si trovano cenni nella Deliberazione del 2022 dell’ANAC [xvii], nella quale  l’Autorità Nazionale Anticorruzione riferisce:“Gli atti approvativi della seconda variante hanno dato luogo ad una serie di vicende giudiziarie, anche di rilievo penale (…) sono emerse concrete criticità nei rapporti tra la concessionaria e la subconcessionaria”[xviii] ARRIVA LO STOP DELL’ANAC L’ANAC comincia a occuparsi della vicenda degli ex Mercati Generali nel gennaio 2022,  e nel successivo settembre invia al Comune di Roma una Deliberazione contenente numerosi rilievi riguardanti “le criticità emerse dall’istruttoria” invitando  il Comune a “comunicare le determinazioni assunte in proposito”. Nel dettagliato documento si fa  presente,  oltre al“grave ritardo nella esecuzione dell’opera”, la “illegittimità della seconda variante”, vista la  notevole divergenza  del progetto con  quanto era stato previsto  dal bando del 2003 [xix],  che renderebbe  necessaria  una nuova gara di evidenza  pubblica. Per ANAC “le motivazioni a base della variante appaiono plasticamente tese a soddisfare esigenze del concessionario, consistenti nel recupero dell’investimento mediante la successiva gestione dell’opera. Tuttavia, tali mutate esigenze si riferiscono ad una diversa valutazione delle condizioni di mercato, che avrebbero consentito al concessionario il recupero dell’investimento (che è rischio assunto dal concessionario). Pertanto risulta inammissibile e illegittima una variante che modifichi in modo sostanziale l’opera originaria, dovendo in tal caso procedersi ad un nuovo affidamento (…)” . E,  sottolinea l’Autorità, “il mutamento delle condizioni di mercato, soprattutto tenuto conto della durata mediamente lunga di una concessione, è elemento fisiologico del rapporto che non giustifica ex se una modifica della concessione” [xx], tanto più che, come evidenziato  nell’articolo 4 della convenzione in essere dal 2003[xxi], tali modifiche potevano essere introdotte solo “…in presenza di circostanze di fatto di diritto imprevedibili non presenti nell’ambito dell’offerta nell’ambito della fase di aggiudicazione della Concessione, comunque tali da determinare in ambo i  casi variazioni degli elementi descritti ed  inclusi nel Piano Economico e Finanziario asseverato e presentato in sede di gara”. Conclude ANAC [xxii]che  la seconda variante “non risponde a nessuna esigenza del concedente e  non è stata ricondotta a nessuna delle tassative ipotesi previste dalla normativa di riferimento” e invita il Comune a comunicare  “le  proprie determinazioni in merito alle criticità rilevate”, entro  il termine del 5 maggio 2023. LA LINEA POLITICA DELLA GIUNTA GUALTIERI E LA NUOVA PROPOSTA DI ADEGUAMENTO DEL VECCHIO CONCESSIONARIO La Giunta Gualtieri, a cui va riconosciuto il trovarsi in una – scomoda  – posizione determinata dall’eredità delle scelte delle amministrazioni precedenti, avrebbe avuto la possibilità di riprendere in mano la situazione e, ripartendo  dai rilievi dell’ANAC, di riportare al centro dell’intervento  l’obiettivo che aveva “dato il la” all’operazione: la riqualificazione di un pezzo di città pubblica, che all’interesse pubblico e ai bisogni dei cittadini avrebbe dovuto principalmente rispondere. Rendering dal sito di Roma Capitale 2025 Invece l’Amministrazione Gualtieri ha preferito rimanere nel solco tracciato in precedenza, lasciando al soggetto privato il compito di rinunciare alla “seconda variante innovativa” e a presentare una Proposta di revisione della concessione, di cui  prende atto, limitandosi a  revocare  il progetto approvato dalle precedenti giunte in quanto “non è più di interesse per l’Amministrazione”[xxiii].   Con la nuova proposta progettuale preliminare presentata il  13 dicembre 2022 il  concessionario manifesta l’intenzione di   “realizzare un Campus studentesco capace di soddisfare il crescente fabbisogno di residenze universitarie e di creare un nuovo popolo cittadino dedicato ai giovani studenti preservando gli spazi e le funzioni destinate a cultura e  tempo libero senza modificare le funzioni e le dotazioni e attrezzature pubbliche precedentemente previste” . Con la Delibera di Giunta n. 155  del  5 maggio 2023[xxiv] la Giunta  dichiara le motivazioni  dell’archiviazione del vecchio progetto e dell’ingresso del nuovo, oltre alla risposta ai rilievi dell’ANAC,  con le sempiterne motivazioni dell’interesse del Concessionario, che   avrebbe la necessità di  ridurre   “i servizi per il commercio” il cui incremento adesso è  considerato  “non irrilevante – cioè “eccedente” – rispetto ai limiti quantitativi previsti in fase di gara”. Ma soprattutto – considera la Giunta –  “anche in ragione della pandemia da COVID-19 e del conflitto in corso in Ucraina si registra una flessione dell’interesse al commercio fisico ed in particolare alle grandi strutture di vendita” a cui aggiunge l’interesse  a  “scongiurare situazioni che potrebbero andare a detrimento degli esercizi commerciali di quartiere già provati dalle conseguenze dei citati eventi straordinari”(esercizi di quartiere di cui fino ad allora nessuno si era interessato). Specchietto riassuntivo destinazioni a cura di Carteinregola Ma soprattutto è piuttosto indicativo della linea della Giunta Gualtieri rispetto agli ex Mercati Generali il passaggio della citata Delibera dove si indica  quali sono gli aspetti nei quali  la Giunta considera che sia “potenzialmente ravvisabile” il  pubblico interesse,  “inteso come l’interesse proprio della pluralità e collettività di individui che costituiscono la comunità dei cittadini romani”. Sono  un elenco di 4: al primo posto “l’opportunità di garantire un’imponente riqualificazione urbana nell’area degli Ex Mercati Generali sulla via Ostiense in grado di costituire una nuova centralità della città con potenziali ritorni di immagine, incremento dei turismo a livello cittadino in un  contesto che presenta molte criticità”, a cui segue  “la realizzazione di nuovi edifici e la ristrutturazione di quelli esistenti, parte dei quali destinati a funzioni pubbliche e già acquisiti nella disponibilità dell’amministrazione comunale e sui quali la concessionaria garantirà la manutenzione straordinaria per l’intera durata della concessione”;  quindi “la potenziale creazione di un significativo indotto occupazionale”, chiudendo con la possibilità “di realizzare gli interventi …in termini più rapidi di quelli che occorrerebbero nel caso  se si decidesse di azzerare la procedura fin qui posta in essere e dare avvio ad un nuovo procedimento di affidamento”. A questo  si aggiunge più oltre la considerazione  dell’ “ulteriore difficoltà di reperire le risorse necessarie al ristoro delle ingenti spese fin qui sostenute dall’attuale concessionario”. “Potenziali ritorni di immagine”, “incremento dei turismo”, “difficoltà a  reperire le risorse per rimborsare le spese già sostenute”, argomenti e linguaggio che non ci si aspetterebbe di trovare  sulla bandiera dell’interesse pubblico issata da un’amministrazione capitolina e da un  Municipio che pubblicamente  si avvalgono di ben altri slogan, soprattutto se si riferiscono  alla trasformazione di un enorme pezzo di città pubblica. Quanto al  sempiterno appello ai posti di lavoro, che naturalmente rispettiamo profondamente, troppo spesso abbiamo visto essere il jolly/ foglia di fico di  operazioni ad alto tasso di profitto privato promosse  da amministrazioni di vario colore politico. Nell’elenco non manca nemmeno l’accenno al rischio contenzioso, anche se già  la deliberazione ANAC del 2022 in più passaggi aveva sottolineato il mancato rispetto delle tempistiche da parte del concessionario e le sue responsabilità  nell’eccessivo prolungamento della procedura[xxv]. L’ANAC comunque fin dal maggio 2023 prende atto  del “sostanziale adeguamento” delle raccomandazioni fornite dall’Autorità”, poi ancora nel gennaio 2024 e nell’agosto 2024, quando comunica che “il Consiglio dell’Autorità ha preso atto dell’effettivo superamento delle principali criticità evidenziate e riconosce  l’intendimento dell’amministrazione di proseguire e di dare nuovo impulso alla realizzazione dell’opera nell’alveo delle condizioni originarie, anche progettuali, previste dal bando di gare dal contratto di concessione”.[xxvi] PERCHÉ RITENIAMO CHE LA NUOVA PROPOSTA DI ADEGUAMENTO DEL CONCESSIONARIO NON RISPETTI LE CONDIZIONI DEL BANDO E SOPRATTUTTO NON SIA DI INTERESSE PUBBLICO Pur nel rispetto del  parere istituzionale,  non siamo d’accordo con il giudizio dell’Autorità[xxvii], perché, come il Comitato civico per la tutela dell’area degli ex Mercati generali e molte altre associazioni, cittadini e comitati,  riteniamo che anche il nuovo progetto tirato fuori dal cappello dal concessionario, il “Campus studentesco”  abbia ben poco di interesse pubblico, nel merito e nel metodo. Illustrazioni dalla Relazione illustrativa del progetto di studentato Nel merito, va innanzitutto osservato che la  destinazione “residenze collettive quali studentati”  non è prevista nella sottozona M7 e che  all’art. 6 delle VIGENTI Norme Tecniche del Piano Regolatore   gli studentati rientrano nella categoria “residenziale” e  non “turistico ricettiva” [xxviii]. Tuttavia le modifiche alle  NTA adottate con Delibera di AC l’11 dicembre 2024,  pur lasciando la stessa suddivisione,  introducono una modifica all’Art. 6 che, se mantenuta, cambierà le prospettive delle destinazioni di questa trasformazione (e di molte altre proposte che  potrebbero essere avanzate da privati): infatti nella categoria delle destinazioni d’uso b)Turistico-ricettive nella delibera adotatat è stata  inserita la sottocategoria b2) strutture ricettive extra-alberghiere – in cui rientrano  “ostelli per la gioventù e studentati (con personale e servizi comuni di assistenza alla clientela)[xxix] , che è proprio la fattispecie del nuovo progetto, come del resto della maggior parte degli studentati privati che si stanno realizzando  in città , in cui sono presenti “servizi” di varia natura oltre all’alloggio. Una funzione, lo studentato, che, già introdotta in misura contenuta –  5,85% della superficie  –  nella seconda variante del 2014, nel nuovo progetto è  lievitata fino a decuplicarsi e a occupare  più della metà della superficie, il 61,13%. E qui va subito chiarito un equivoco: gli “studentati” realizzati su una proprietà pubblica possono ricoprire un interesse pubblico solo se sono destinati a tutti gli studenti a prezzi calmierati, magari con quote ulteriormente abbattute per i meritevoli meno abbienti. Qui invece parliamo di alloggi di lusso affittati a prezzi di mercato, che solo per il 20% delle unità[xxx], si dichiarano destinate ad “affitti calmierati”, ma che anche in quel caso prevedono 500 euro al mese a posto letto (in camera doppia, escluso IVA ed eventuali servizi ad hoc”)[xxxi]. Con la beffa di un calcolo del prezzo abbattuto che prende come termine di paragone  le rette di studentati privati di alta fascia e in altre zone ben più prestigiose[xxxii]. E va detto  detto che invece il progetto della  seconda variante (poi non approvato)  prevedeva quantomeno che tutti gli alloggi studenteschi fossero a un prezzo concordato, inferiore del “30% “rispetto all’importo medio richiesto dal mercato per struttura analoga nella stessa zona urbana di cui fa parte il complesso” (anche  le strutture sportive dovevano essere “ assoggettate al regime delle tariffe agevolate e/o all’ uso gratuito da parte delle scuole …”)[xxxiii] Infine: nella Deliberazione della Giunta capitolina n. 334 dell’8 agosto 2025, si legge che si “autorizza alla stipula della nuova convenzione integrativa” “mediante la quale si preveda (…) l’obbligo di destinare lo studentato all’uso esclusivo degli studenti universitari almeno durante i dieci mesi di durata dell’anno accademico e per l’intera durata della concessione”. Quest’ultima specificazione non l’abbiamo ritrovata nella convenzione poi stipulata[xxxiv] Invece l’Amministrazione considera  la “Revisione progettuale” del concessionario   in linea con “l’originaria idea dell’amministrazione per l’area” con  “la trasformazione del complesso in un nuovo Centro di Aggregazione giovanile nel quale, a fianco di attività formative e culturali,  sia proposta un’ampia gamma di attività ricreative e  di intrattenimento, con l’obiettivo di creare un’offerta di luoghi di incontro altamente qualificata”. riepilogo a cura del Comitato Civico per la tutela dell’area degli ex Mercati Ma di quali giovani e di quali studenti stiamo parlando? Di cittadini – a partire dai meno abbienti – o di clienti? Perché la differenza tra un pezzo di città rigenerato per la collettività e  non per il profitto o per offrire servizi ai più ricchi  dovrebbe prevedere la maggior parte delle strutture accessibili gratuitamente o a prezzi accessibili. Il Comitato civico ha calcolato che  solo una esigua parte degli spazi, circa il 6% della SUL totale di progetto, sarà fruibile gratuitamente dai cittadini. Riguardo al metodo,  va detto che il dialogo con il territorio, prima delle decisioni irreversibili, anche in questo caso è stato inesistente. Nessuna partecipazione, e nemmeno informazione, agli abitanti  per condividere la nuova proposta; solo un’ iniziativa poco pubblicizzata  per illustrare  al pubblico il progetto pochi giorni prima  dell’approvazione dell’interesse pubblico da parte dell’Assemblea Capitolina.  Quando si è sparsa la voce,  e  i cittadini si sono mobilitati chiedendo un  confronto prima della sottoscrizione della seconda convenzione integrativa[xxxv],  sono stati ignorati e il Comune ha proceduto  alla stipula con il concessionario il 10 novembre 2025[xxxvi]. Sono persino state autorizzate le ruspe, che  nel gennaio scorso hanno cominciato a distruggere l’area naturalistica che nel frattempo si era formata nella zona  intorno a stagni creati dalle falde sotterranee. Con il montare delle proteste poi, il Comune ha aperto a un confronto organizzando dei tavoli,  troppo tardivo per essere preso sul serio, e troppo bloccato dagli impegni già presi con il concessionario per poter ricostruire speranze e fiducia. LE MANIFESTAZIONI, LE CONFERENZE URBANISTICHE CIVICHE E LA DIFFIDA AL COMUNE Una manifestazione enormemente partecipata ha sfilato il  28 febbraio per le strade che circondano gli Ex Mercati, riuscendo a riunire i tanti comitati cittadini che difendono i propri territori da interventi che, come questo, hanno ben poco di interesse pubblico e molto di operazioni private dei soliti fondi immobiliari. L’ultimo atto è una diffida inviata al Comune il 15 aprile 2026, dove i cittadini del Comitato Civico  sollevano  una serie di obiezioni[xxxvii], di cui la principale è che,  in quella che viene descritta  come una  semplice revisione dell’opera originaria, “il 1461,13% della SUL disponibile interesserà un’attività inesistente nelle indicazioni del bando di gara e nella prima variante innovativa”. Si precisa anche che non è rispettata nemmeno   “la percentuale dell’attività per cultura e tempo libero” che resta al 27,69%,  oltre 7 punti sotto  quella minima prevista  dal bando (35%).  Tra i tanti punti sollevati dal  lungo elenco di aspetti critici anche la mancata attivazione del Processo Partecipativo previsto dal Regolamento comunale fin dal 2006 e del “dibattito pubblico “ previsto dal Codice dei contratti pubblici[xxxviii],a cuisi aggiungono “i danni ambientali cagionati”. La diffida si conclude con la richiesta di revocare in autotutela gli atti amministrativi assunti in violazione delle normative citate. Come Carteinregola chiediamo, come detto in apertura, che il progetto sia sospeso e sia rimesso sui binari di una trasformazione di un pezzo  di città pubblica all’insegna dell’interesse pubblico e dei bisogni delle persone, soprattutto di quelle meno privilegiate. E che tale trasformazione sia portata avanti all’insegna della trasparenza, dell’informazione e della partecipazione delle cittadine  e dei cittadini, come una Amministrazione che si dice democratica ha il dovere di realizzare sempre, e non solo scrivere nei programmi elettorali.  Come ha osservato Sarah Gainsforth nella conferenza stampa del 15 aprile 2026: non è possibile che in tutti questi anni si sia messo mano al progetto per andare incontro alle esigenze di redditività del concessionario privato rispetto ai cambiamenti delle condizioni di mercato e che i cittadini non abbiamo mai avuto voce in capitolo sulle esigenze del territorio, anche alla luce dei cambiamenti intercorsi in vent’anni , a partire da quelli climatici. a cura di Anna Maria Bianchi Missaglia 28 aprile 2026 Vai a Ex mercati Generali – VIII Municipio – Cronologia e materiali Per osservazioni e precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com -------------------------------------------------------------------------------- NOTE [i] sottozona urbanistica del Piano Regolatore “M7- area degli Ex Mercati Generali” integrata  all’art. 14 delle N.T.A. del P.R.G.; [ii] il 7 novembre 2003 il  Bando di gara  è pubblicato in Gazzetta Ufficiale –il Dipartimento VI Urbanistica avvia la procedura di gara di licitazione privata ai sensi dell’art.89 del RD 23 maggio 1924, n. 827 dell’affidamento in concessione amministrativa del complesso degli Ex Mercati Generali subordinando l’aggiudicazione al perfezionamento dell’Accordo di programma [iii] Il 14 novembre 2006 è stipulata la Convenzione – (rep. 9612) Registrata all’Agenzia Entrate Roma 1, il 21/11/2006 n. 14346 serie 1- tra Comune di Roma e Lamaro Appalti S.p.A. (mandataria R.T.I.) con oggetto: concessione parte complesso Ex Mercati Generali. [iv] Dalla Deliberazione ANAC 14 settembre 2022: “…in sede di convenzione, l’importo presunto dell’intervento, da eseguirsi a totale cura e spese del concessionario, è stato stimato in Euro 142.543.230,00, oltre I.V.A. e compresi gli oneri della sicurezza (art. 13 della convenzione)”(dalla DGC 144/2009)  La Concessione prevede l’ obbligo di concludere i lavori entro dicembre 2015. Nella deliberazione dl 2022 l’ANAC rileva che “a oggi risulta realizzato solo il 25,7% dell’opera. Al completamento del 30% dei lavori scattava un canone annuo al Comune di 165.000 euro, mai versati. [v] Cit. Deliberazione ANAC 14 settembre 2022 [vi] Vai a Ex mercati Generali – VIII Municipio – Cronologia e materiali [vii] 7 maggio 2009 Deliberazione Giunta Capitolina n. 144 Approvazione del progetto definitivo dei lavori di riconversione funzionale in un “Centro di Aggregazione Giovanile” di una parte del complesso degli ex Mercati Generali in Via Ostiense, in concessione alla Sviluppo Centro Ostiense S.r.l. Importo complessivo di Euro 191.366.353,99, oltre I.V.A. 10% (Protocollo N. 5964 del 27/04/2009) SCARICA DELIBERAZIONE [viii] 3 luglio 2009 il Concessionario “sulla base di quanto previsto da Bando” con istanza (prot. n. 12510) “chiede l’affidamento in proprio favore dei lavori relativi all’edificio “E” mediante procedura negoziata senza pubblicazione di bando di gara ai sensi dell’art. 147 D.Lgs. n. 163/2006, con contestuale inclusione anche di detto edificio nella concessione e conseguente aggiornamento del Piano economico-finanziario dell’investimento ai sensi dell’art. 4 della Convenzione del14 novembre 2006” (da Deliberazione 68/20012) maggio 2011 l’U.O. Città Storica del Dipartimento Urbanistica chiede (prot.n. 9500) al Concessionario “di manifestare la propria disponibilità anche per la eventuale realizzazione delle seguenti opere: 1. tratto stradale di allaccio del Complesso degli Ex Mercati Generali alla viabilità ad uso pubblico già realizzata nell’ambito della Convenzione “Argonauti”; importo stimato di Euro 1.200.000,00; 2. 3. sistemazioni superficiali su Via F. Negri; importo stimato di Euro 900.000,00; sistemazioni superficiali su Via Ostiense per il tratto antistante l’area di concessione importo stimato di Euro 900.000,00” (da Deliberazione Giunta Capitolina n. 68/2012) il 13 giugno 2011 il Concessionario si rende disponibile (prot. n. 12459) e il 26 luglio 2011, presenta una Proposta. di Variante Innovativa avente ad oggetto: a) i lavori di riqualificazione dell’edificio “E”, con la ricollocazione delle funzioni pubbliche ivi originariamente previste (biblioteca comunale, Uffici pubblici, centro anziani spazi pubblici composti da un’area conferenze e tre sale da riunione) in altri edifici del Complesso, fatta eccezione per il centro ricreativo rimasto nell’edificio“E”, lavori sulla viabilità esterna  e vari altri interventi di rimodulazione b) l’assimilazione delle destinazioni dell’edificio “E” a quelle degli altri edifici del“Recinto”; c) i lavori di sistemazione e riassetto della viabilità esterna al Complesso (…) d) le sistemazioni superficiali di Via Negri e della Via Ostiense per il tratto antistante (…) e) la riorganizzazione funzionale dell’edificio “X” di nuova realizzazione nell’area sud-est del Complesso, compatibile con le caratteristiche del Complesso e con le funzioni già in esso previste, in modo da incrementare la redditività dell’investimento ed ottenere il riequilibrio del Piano Economico Finanziario, tenuto conto dei nuovi oneri assunti dal Concessionario per la progettazione ed esecuzione dei lavori di riqualificazione dell’edificio “E” e degli interventi sulla viabilità esterna in precedenza indicati; [ix] All’Art. 4   della Convenzione sottoscritta il  14 novembre 2006 “Corrispettivo della concessione – canone di concessione” si legge : “…qualora l’amministrazione voglia apportare modificazioni alla presente convenzione, ovvero  in presenza di circostanze di fatto di diritto imprevedibili non presenti nell’ambito dell’offerta nell’ambito della fase di aggiudicazione della Concessione, comunque tali da determinare in ambo i  casi variazioni degli elementi descritti ed  inclusi nel Piano Economico e Finanziario asseverato e presentato in sede di gara, le Parti si danno reciprocamente atto della volontà di discutere e valutare tali evenienze allo scopo di porre in essere tutte le misure necessarie ed adeguate e raggiungere il ri-equilibrio economico finanziario del progetto“. [x] Vedi nota 10 maggio 2011 (prot.n. 9500)  dell’U.O. Città Storica del Dipartimento Urbanistica al Concessionario [xi] Dalla nota del  10 maggio 2011 l’U.O. Città Storica del Dipartimento Urbanistica (prot.n. 9500): l’’aumento delle superfici riservate al terziario e la diminuzione di quelle per la cultura e il tempo libero che tuttavia nel loro insieme, se si considera l’aggiunta di quelle relative all’edificio “E”, non alterano in misura sensibile la quota percentuale del 50% indicata nel bando; [xii] da Deliberazione 218/2025 La Concessionariaha rappresentato all’Amministrazione la necessità di rimodulare le destinazioni funzionali al fine di ristabilire l’equilibrio economico-finanziario del progetto; l’istanza – motivata dalle mutate condizioni di mercato sia in senso ampio e generale sia specifiche in relazione al contesto territoriale di immediato interesse – era ritenuta condizione imprescindibile per continuare nell’attuazione delle opere previste; De Delibera ANAC  delibera n. 431  del 14 settembre 2022 …la Concessione, infatti, fu sottoscritta dal Comune di R. nel novembre 2006 con obbligo di concludere i lavori entro dicembre 2015. Ad oggi risulta realizzato solo il 25,7% dell’opera. Al completamento del 30% dei lavori scattava un canone annuo al Comune di 165.000 euro, mai versati. (…) In un contratto di concessione di opere pubbliche, il rischio del recupero dell’investimento è valutato in sede di offerta ed è assunto dal concessionario sulla scorta delle condizioni (es.: opera, mercato, modalità di gestione) poste a base di gara. Pertanto, il mutamento delle condizioni di mercato, soprattutto tenuto conto della durata mediamente lunga di una concessione, è elemento fisiologico del rapporto che non giustifica ex se una modifica della concessione. Nel caso di specie, dunque, le parti non hanno indicato la fattispecie di riferimento, tra quelle previste dalla norma, giustificante l’adozione della variante, né tale fattispecie è emersa dagli atti esaminati. Al riguardo, va ricordato che la richiesta di variante è stata formulata dal concessionario nel 2013, quando i lavori avevano subito già un gravissimo ritardo (come detto, i lavori dovevano completarsi nel dicembre 2015): di talché le mutate esigenze del mercato appaiono comunque in larga parte imputabili ai ritardi accumulati dal concessionario. Quanto all’interesse pubblico (che deve giustificare l’adozione di una variante), Anac osserva che non va confuso l’interesse pubblico alla realizzazione dell’opera (rimasta immutato nel tempo) con l’interesse pubblico alla realizzazione e al godimento di una opera diversa, rispetto a quella originariamente posta a base di gara: solo quest’ultima eventualmente giustificherebbe l’adozione di una variante. Le motivazioni a base della variante appaiono plasticamente tese a soddisfare esigenze del concessionario, consistenti nel recupero dell’investimento mediante la successiva gestione dell’opera. Tuttavia, tali mutate esigenze si riferiscono ad una diversa valutazione delle condizioni di mercato, che avrebbero consentito al concessionario il recupero dell’investimento (che è rischio assunto dal concessionario). Pertanto risulta inammissibile e illegittima una variante che modifichi in modo sostanziale l’opera originaria, dovendo in tal caso procedersi ad un nuovo affidamento. Secondo il Comune di R. non ci sarebbero i presupposti dell’autotutela annullatoria o revocatoria (non sussistendo una diversa valutazione dell’interesse pubblico alla realizzazione dell’opera). Pertanto, per l’Amministrazione comunale, l’eventuale risoluzione contrattuale darebbe luogo a un contenzioso rilevante. I lavori sono infatti fermi da oltre cinque anni, dal 2016, e ciò – scrive Anac – sembra solo compromettere il primario interesse pubblico alla realizzazione dell’opera. Nemmeno la progettazione esecutiva della seconda variante (approvata con determina dirigenziale) è stata poi contrattualizzata, rendendo ciò oggettivamente grave e ingiustificabile da parte del Comune di R. [xiii] Dalla  DGC 66/2015   “Servizi per il commercio” che passano dal 35,00% al 45,63% della S.U.L. complessiva, di cui il 37,73% per il “Netto Vendita” e il 7,90% per le Superfici Accessorie“ [xiv] 5 novembre 2014 la Concessionaria “Sviluppo Centro Ostiense S.r.l.” presenta la seconda emissione della seconda proposta preliminare di adeguamento del progetto, al fine di riequilibrare il livello economico e finanziario dell’intervento che prevede: variazioni architettoniche:la riqualificazione degli spazi pubblici del Complesso con una serie di piazze (9) (…) la modifica del sistema di edifici commerciali a blocchi isolati con un assetto unitario e galleria pedonale coperta; un nuovo impianto planimetrico del Recinto riduzione delle altezze degli edifici verso la Ferrovia Roma Lido; una rampa aggiuntiva, su Via Ostiense, di accesso ai parcheggi interrati.; variazioni delle destinazioni d’uso: l’inserimento della funzione turistico-ricettiva avente S.U.L. pari a 5.000,00 mq. a vocazione studentesca per ridare vigore al progetto iniziale denominato “Città dei Giovani”. Come da nota esplicativa allegata al PEF: “… La struttura ricettiva prevista dovrà avere come utente finale privilegiato lo studente universitario fuori sede, cui dovrà essere garantito, per il periodo dell’anno coincidente con le attività didattiche previste dagli Atenei di riferimento, una tariffa agevolata rispetto all’importo medio richiesto da analogo mercato di riferimento per la locazione del posto letto nella zona di cui fa parte il Complesso.”; lo spostamento degli spazi a canone calmierato, pari a 1.500 mq., precedentemente computati nei “servizi per il terziario”, che con la nuova variante vengono, inseriti nella destinazione “servizi per la cultura e il tempo libero”; -il reperimento su Via Francesco Negri dei parcheggi pubblici esterni (…)da Deliberazione 66/2015) [xv] 13 marzo 2015 Deliberazione della  Giunta Capitolina n. 66 con la quale “la giunta capitolina accoglie l’istanza di riequilibrio economico finanziario del concessionario approvando con prescrizioni la proposta preliminare di adeguamento del progetto”SCARICA LA DELIBERAZIONE  La Deliberazione approva con prescrizioni la Proposta di adeguamento del progetto del concessionario [xvi] 15 settembre 2017 Deliberazione n. 199 della Giunta capitolina Complesso degli ex Mercati Generali siti in Roma in Via Ostiense. Approvazione del Progetto Definitivo di 2a Variante che approva il progetto definitivo e autorizza la stipula della seconda convenzione integrativa (Che non sarà poi mai sottoscritta) SCARICA LA DELIBERA (scarica l’elenco degli elaborati allegati alla delibera con le istruzioni per scaricarli dal sito istituzionale) [xvii] 14 settembre 2022  Anac, con la delibera n. 431  avanza numerosi rilievi al Comune riguardo e invita il Comune di Roma a comunicare all’Autorità  le determinazioni assunte in ordine ai profili di criticità segnalati [xviii]Dalla  Delibera ANAC  delibera n. 431  del 14 settembre 2022 Gli atti approvativi della seconda variante hanno dato luogo ad una serie di vicende giudiziarie, anche di rilievo penale, che hanno condotto all’applicazione delle misure di sostegno previste dall’art. 32 d.l. 90/2014. Neanche l’attivazione di tale procedimento – concluso in data 15.1.2021 – ha consentito di addivenire alla contrattualizzazione della seconda variante attuativa, in quanto sono emerse concrete criticità nei rapporti tra la concessionaria e la subconcessionaria [xix] De Delibera ANAC  delibera n. 431  del 14 settembre 2022 La variante è stata richiesta dal concessionario (in data 18.9.2013), cioè il Raggruppamento di imprese, al fine di adeguare l’opera alle mutate esigenze del mercato mutate, per garantire il recupero dell’investimento e ha comportato l’ampliamento delle aree date in concessione, rispetto a quelle destinate ad uso pubblico: in particolare l’ampliamento delle aree commerciali e di parcheggi, nonché l’introduzione di aree turistico ricettive. Ciò ha elevato il valore del contratto di oltre il 60%, rispetto a quello iniziale: l’importo della concessione, infatti, in seguito alla seconda variante, sarebbe elevato a 233.114.687 euro, rispetto all’originario importo di 142.543.230 euro. [xx] De Delibera ANAC  delibera n. 431  del 14 settembre 2022 la Concessione, fu sottoscritta dal Comune di R. nel novembre 2006 con obbligo di concludere i lavori entro dicembre 2015. Ad oggi risulta realizzato solo il 25,7% dell’opera. Al completamento del 30% dei lavori scattava un canone annuo al Comune di 165.000 euro, mai versati. (…) Quanto all’interesse pubblico (che deve giustificare l’adozione di una variante), Anac osserva che non va confuso l’interesse pubblico alla realizzazione dell’opera (rimasta immutato nel tempo) con l’interesse pubblico alla realizzazione e al godimento di una opera diversa, rispetto a quella originariamente posta a base di gara: solo quest’ultima eventualmente giustificherebbe l’adozione di una variante. [xxi] 14 novembre 2006 è stipulata la Convenzione – (rep. 9612) Registrata all’Agenzia Entrate Roma 1, il 21/11/2006 n. 14346 serie 1- tra Comune di Roma e Lamaro Appalti S.p.A. (mandataria R.T.I.) con oggetto: concessione parte complesso Ex Mercati Generali – 2 agosto 2012 viene stipulata la convenzione integrativa (rep. 12491) [xxii] ANAC muove anche rilievi riguardanti la composizione societaria, per i quali rimandiamo alla lettura della Deliberazione [xxiii] 5 maggio 2023  Deliberazione n. 155 della  Giunta capitolina Complesso degli Ex Mercati Generali siti in Roma in Via Ostiense. Revoca della Deliberazione della Giunta Capitolina n. 199 del 15 settembre 2017, di approvazione del progetto della seconda variante e presa d’atto della proposta di revisione della concessione da parte del Concessionario (Prot. N. 11938 ) con cui si prende atto della rinuncia del concessionario alla seconda variante innovativa e contestualmente che il progetto risultante della seconda variante approvato con delibera di Giunta  n. 66 /2015 e 199 /2017 non è più di interesse per l’Amministrazione, e pertanto procede alla revoca. Nella delibera inoltre si prende atto dell’avvenuta presentazione della Proposta di revisione della concessione da parte del concessionario,  demandando gli uffici di effettuare l’istruttoria finalizzata alla valutazione del pubblico interesse della proposta da parte dell’Assemblea Capitolina; SCARICA LA DELIBERAZIONE . La delibera di giunta è  trasmessa all’ANAC [xxiv] Vedi punto precedente [xxv] La  Delibera ANAC  delibera n. 431  del 14 settembre 2022  in più passaggi sottolinea il mancato rispetto delle tempistiche da parte del concessionario e le sue responsabilità  nell’eccessivo prolungamento della procedura. [xxvi] 17 maggio 2023 L’ ANAC prende atto del sostanziale adeguamento delle raccomandazioni fornite dall’autorità con la delibera 431/2022 quantomeno con riferimento alla seconda variante adottata, fermo restando gli ulteriori approfondimenti istruttori». 22 gennaio 2024 (prot. QN/2024/18267): Presentazione nuova Proposta del concessionario Documentazione progettuale (prot. QN/2024/34801)Ulteriore integrazione (prot. QN/2024/54065) 5 agosto 2024 il presidente dell’ANAC comunica che il Consiglio dell’Autorità ha preso atto dell’effettivo superamento delle principali criticità evidenziate e riconosce  l’intendimento dell’amministrazione di proseguire e di dare nuovo impulso alla realizzazione dell’opera nell’alveo delle condizioni originarie, anche progettuali, previste dal bando di gare dal contratto di concessione (pag.16 D.A.C. n. 218/2025). [xxvii]   L’8 aprile 2025 il Dipartimento infrastrutture Lavori Pubblici aggiorna l’autorità ANAC sull’ulteriore corso del procedimento e rappresenta l’intenzione del concessionario di coinvolgere un ulteriore soggetto nella concessione, illustrando il quadro degli obblighi finalizzati a definire i tempi per la progettazione e per la costruzione del complesso, sterilizzare il rischio di dilatazione della durata della concessione a causa di ritardi nei tempi di esecuzione dei lavori, scongiurare usi difformi delle residenze universitarie, garantire la piena assunzione del rischio economico finanziario dell’operazione da parte del concessionario, ridurre il rischio da contenzioso,  garantire che l’eventuale coinvolgimento di ulteriori soggetti avvenga nel rispetto dei limiti e delle condizioni normative previste richiamati agli articoli 20 e 21 della convenzione, precisando altresì che tali impegni sono oggetto dell’atto d’obbligo unilaterale del Concessionario e che, nell’ipotesi di positiva deliberazione [nell’originale “delibazione”] dell’interesse pubblico, costituiranno il contenuto della convenzione integrativa da approvare -il  28 aprile 2025 il presidente dell’ANAC comunica (prot. QN/87627)che l’Autorità deliberato di prendere atto della relazione citata” e “raccomanda a Roma Capitale in esito alla valutazione interesse pubblico alla prosecuzione del rapporto, di formalizzare il conseguente assetto di interessi entro l’ambito preannunciato”   28 le NTA del PRG vigenti prevedono all’ Art.6. Classificazione delle destinazioni d’uso ( comma  1. Le destinazioni d’uso previste dalle presenti Norme – salvo diversa o aggiuntiva classificazione adottata nelle componenti di cui ai Titoli III e IV – sono articolate in sette funzioni: abitative, commerciali, servizi, turistico-ricettive, produttive, agricole, parcheggi non pertinenziali. Sulla base di tali funzioni e del Carico urbanistico (CU) di cui all’art. 3, comma 6, le principali destinazioni d’uso sono così classificate): Abitative: abitazioni singole – (CU/b); abitazioni collettive (studentati, convitti, conventi, collegi, residenze sanitarie per anziani) – (Cu/b) (…) d) Turistico-ricettive: strutture ricettive alberghiere – (fino a 60 posti letto: CU/b; oltre 60 posti letto e motel: CU/m); strutture ricettive extra-alberghiere – (fino a 60 posti letto e ostelli: CU/b; oltre 60 posti letto: CU/m); strutture ricettive all’aria aperta – (CU/m); [xxix] La Deliberazione dell’11 dicembre 2024 (Vedi Modifiche  NTA PRG cronologia materiali) https://www.carteinregola.it/idossier-2/modifiche-al-piano-regolatore-di-roma-cronologia-materiali/delibera-di-adozione-modifiche-piano-regolatore/  modifica alcuni articoli e commi delle NTA all’ Art.6. Classificazioni d’uso interviene  sulla  suddivisione: 1. Le destinazioni d’uso previste dalle presenti Norme – salvo diversa o aggiuntiva classificazione adottata nelle componenti di cui ai Titoli III e IV – sono articolate in cinque macro-categorie funzionali: Residenziale, Turistico-ricettivo, Produttivo e Direzionale, Commerciale, Rurale. Sulla base di tali macro-categorie funzionali e del Carico urbanistico (CU) di cui all’art. 3, comma 6, sono individuate le seguenti destinazioni d’uso: a)     Residenziale: a1) abitazioni singole (CU/b); a2) abitazioni collettive: convitti, conventi, studentati (nel rispetto della Legge 338/2000), case per anziani) – (Cu/b); a3) abitazioni ad uso ricettivo: alloggi ad uso turistico ai sensi della normativa regionale (R.R. n.17/2008 e s.m.i.) non soggetti a cambio di destinazione d’uso ai fini urbanistici quali “bed and breakfast”, guest house, affittacamere, case e appartamenti per vacanze e dipendenze (CU/b); b)Turistico-ricettive b1) strutture ricettive alberghiere (fino a 60 posti letto: CU/b; oltre 60 posti letto: CU/m); b2) strutture ricettive extra-alberghiere – fino a 60 posti letto, hostel, ostelli per la gioventù e studentati (con personale e servizi comuni di assistenza alla clientela):CU/b; oltre 60 posti letto: (CU/m); strutture ricettive all’aria aperta – (CU/m); [xxx] Nella Relazione illustrativa All. 1 Deliberazione 218/2025 pag. 26 Oltre 1.602 unità abitative per studenti divise tra stanze singole e monolocali e doppie pag. 28 :  Gli edifici dedicati disporranno nel complesso di circa 544 posti letto affittati a canoni calmierati e di circa 1.512 posti letto con canoni a libero mercato, ospitando oltre 2.000 studenti che avranno a disposizione unità abitative di alta qualità.- pag. 30 Si stima la realizzazione di oltre 1,602 unità: 80% a canone libero 20% a canone calmierato [xxxi] All. 1 Deliberazione 218/2025 pag  30 Le unità a canone calmierato saranno affittate al canone di € 500 a posto letto, escluso IVA ed eventuali servizi ad hoc. [xxxii] Vedi Relazione illustrativa pagina 42 [xxxiii] Nella Deliberazione della  Giunta Capitolina n. 66 “nell’ambito della revisione del programma … fine di esaltare alcuni obiettivi di rilevante interesse generale al medesimo sottesi“, si è “ritenuto opportuno prevedere che le strutture sportive progettate all’interno del perimetro dell’intervento siano assoggettate al regime delle tariffe agevolate e/o possibile uso gratuito da parte delle scuole in giorni e orari concordati, secondo le prescrizioni regolamentari vigenti in materia di concessione di impianti sportivi di proprietà Capitolina“; [xxxiv] la nuova Convenzione integrativa , con gli omissis dei dati sensibili di  alcuni nominativi ivi citati è scaricabile dal web dal sito istituzionale. [xxxv] Settembre 2025 Alcuni residenti che abitano nella zona degli ex mercati generali pubblicano  una  petizione  online indirizzata al sindaco di Roma Roberto Gualtieri e al presidente dell’VIII Municipio, Amedeo Ciaccheri, per chiedere la modifica del progetto e l’inclusione di nuovi servizi per il quartiere. La petizione raccoglie oltre 700 firme. 28 ottobre 2025 Assemblea  pubblica di fronte agli ex Mercati per chiedere di aprire un dibattito sul progetto, prima della firma della nuova convenzione [xxxvi] 10 novembre 2025[5] Si stipula la convenzione integrativa tra Roma Capitale e il concessionario , di cui ora fa parte un nuovo partner, individuato nel Gruppo Hines; la durata resta invariata: 57 anni di gestione con Decorrenza: 36 mesi da comunicazione approvazione Progetto Esecutivo [xxxvii] 15 aprile 2026 Conferenza stampa alla città dell’Altraeconomia del Comitato Civico per la Tutela dell’Area degliEx Mercati Generali per la presentazione della Diffida al Comune di Roma in quanto“Gli scriventi ritengono che gli atti amministrativi sin qui emessi con riferimento all’ultima proposta progettuale presentata dagli Operatori e la nuova convenzione integrativa presentino gravi profili di illegittimità e di irregolarità, tali da impedire il prosieguo del procedimento e imporre un ripensamento dell’intera operazione immobiliare. Ciò, nell’interesse pubblico e collettivo dei cittadini di Roma e della stessa città“ [xxxviii] Regolamento per l’attivazione del processo di partecipazione dei cittadini alle scelte di trasformazione urbana approvato di cui alla DCC 57/2006, e del Dibattito Pubblico previsto all’all. I.6 dell’art. 40 d.lgs. 36/2023 ,
April 28, 2026
carteinregola
Progetto ICARO, Polstrada-MIM: se voli troppo in alto, cadi e ti fai male!
Il Progetto ICARO 26 è un’iniziativa promossa dal Ministero dell’Istruzione insieme ad altri enti primo fra tutti la Polizia Stradale e il Ministero dei Trasporti, (insieme ad associazioni, università, aziende) con l’obiettivo «di educare gli studenti alla sicurezza stradale, al rispetto delle regole e alla cittadinanza responsabile. Si inserisce nel quadro più ampio dell’educazione civica che oggi viene considerata prioritaria nella formazione degli studenti, soprattutto per contrastare comportamenti rischiosi e promuovere la cultura della legalità». Ancora una volta, quindi, non si affronta il disagio, le ragioni profonde che portano ai cosiddetti comportamenti a rischio che non sono solo quelli alla guida, ma coinvolgono tutta la sfera di vita dei giovani. Dal progetto formativo si individuano diversi temi condivisibili, dalla mancanza di consapevolezza che la “guida” non è un atto individuale, ma sociale, agli effetti degli “scroll” compulsivi al cellulare tra un semaforo e l’altro o peggio durante la guida. Restano fuori però, in quest’ultimo esempio, le cause della dipendenza dalle applicazioni contenute nei telefonini, e tante altre cause che, proprio perché Icaro si rivolge addirittura anche alle scuole primarie, andrebbero affrontate in termini formativi e non solo semplicisticamente “informativi”. C’è un altro comportamento a rischio, ad esempio il fumo da tabacco legalmente venduto con la supervisione-tassazione statale sebbene alla base delle oltre 90mila morti all’anno, quindi ben oltre le morti sull’asfalto (circa 3mila l’anno): ebbene, è come se entrassimo nelle scuole per mostrare agli studenti e alle studentesse i polmoni anneriti dal fumo o un filmato di un reduce da ictus che cammina col deambulatore oppure cercassimo di convincere bimbi e le bimbe che hanno una vita davanti a loro e che il tabagismo causa in media una perdita di 10 anni di vita rispetto al resto della popolazione. Non ci si discosta dal solito equivoco tra deterrenza e prevenzione. La Polizia, in divisa e armata, nelle scuole non fa prevenzione, ma fa, o tenta di fare, quando il tarlo della trasgressione non si insinua nelle giovani menti, solamente deterrenza: causa-effetto-sanzione, il trinomio perfetto del “buon padre di famiglia” come si legge sui testi di giurisprudenza. Formazione vuol dire fare emergere da dentro conoscenze e a volte competenze spesso già possedute, sistematizzarle, darle un senso ed una nuova forma di consapevolezza: ancora una volta non vuol dire “in-formazione”, pertanto occorrono strumenti formativi adatti all’età, come giochi di ruolo, t-group, tecniche che possano andare in profondità nelle percezioni delle singole persone in relazione nel contesto di gruppo. L’approccio che qui contestiamo è sempre quello tendenzialmente “cazziante”, sempre un po’ paternalistico di chi la sa lunga rispetto al tema trattato: l’autorevolezza della fonte, insomma, non deriva da quanti morti ammazzati, sanguinanti, esanimi si sono incontrati durante una lunga carriera nella Polstrada. Il progetto, poi, ha due componenti principali quella sedicente formativa «per sensibilizzare gli studenti sui comportamenti corretti» e l’immancabile nazionale: le classi partecipano producendo un elaborato, in questo caso un reel, cioè un video breve, il cui contenuto deve essere «originale, comunicare in modo efficace il tema della sicurezza stradale, avere caratteristiche tecniche precise (durata, formato, ecc.) tenere presente i seguenti concetti-chiave, quali la responsabilità individuale, la consapevolezza dei rischi, il valore della vita, il rispetto delle regole e tener conto che gli studenti non sono solo destinatari passivi, ma diventano “messaggeri” attivi verso i coetanei». Molta carne al fuoco, quindi, ma anche molta fuffa, concetti tanto altisonanti quanto complessi da tradurre in immagini soprattutto se a produrle sono ragazzi e ragazze senza esperienza filmica, se non come spettatori passivi in lunghe ore passate davanti ai monitor dei cellulari. Come al solito, inoltre, si inserisce la logica della competizione: nonostante il linguaggio educativo e civico, il progetto è strutturato come un concorso competitivo, con tanto di valutazione da parte di una commissione, criteri di giudizio tanto altisonanti quanto ampiamente discrezionali, (creatività, efficacia, coerenza) e alla fine l’immancabile selezione dei «migliori elaborati e premiazione finale dei vincitori». Gli studenti e le studentesse (o le classi) non collaborano, ma sostanzialmente competono tra loro per emergere, quindi da una parte si promuovono valori come collaborazione, responsabilità, cittadinanza, bene comune (il bene “sicurezza stradale”), dall’altra si inserisce tutto dentro una logica cosiddetta meritocratica e competitiva: si premiano “i migliori”, non il processo collettivo e anche un tema etico si trasforma in una gara rafforzando l’idea che il valore stia nel “vincere” o distinguersi. Sul piano formativo, peraltro, si sposta l’attenzione dal “capire il problema” a “fare il prodotto migliore”, privilegiando implicitamente chi ha più risorse (competenze tecniche, supporto, tempo, ecc.) ed escludendo o demotivare chi non “vince” riducendo così un tema serio (la “sicurezza” e la vita) ad una performance. La scuola continua a funzionare come un sistema selettivo e competitivo anche quando si affrontano temi importanti sul piano della cittadinanza attiva e consapevole. La scuola è già satura di competizione interna, prima fra tutte l’INVALSI, ma anche il sistema stesso educativo basato su competenze standardizzabili e quindi valutabili secondo, appunto, parametri standard. Più esplicitamente si va dalle olimpiadi in campo scientifico (della matematica, della fisica, ecc.), ai vari “certamen” in campo classico, fino ai concorsi letterari, ecc..: di un’altra competizione a cavallo tra educazione civica e cinematografia non se ne sentiva di certo bisogno! Tornando al progetto iniziale, non va dimenticato, ancora una volta che l’iniziativa è promossa e guidata in modo centrale dal Ministero dell’Interno e dalla Polizia Stradale cioè non abbiamo tra i protagonisti una delle tante associazioni nazionali di familiari vittime della strada dunque la prevenzione viene interpretata sempre attraverso la lente della deterrenza e del controllo, cioè attraverso strumenti tipici della repressione, più che dell’educazione. Il progetto dichiara di voler «educare a comportamenti responsabili», ma il soggetto promotore principale è un’istituzione che ha come funzione primaria quella di far rispettare le regole, sanzionare le violazioni e soprattutto, come in tanti altri casi (violenza di genere, cyberbullismo, ecc.) intervenire quando il comportamento scorretto è già avvenuto, in poche parole si pretende di prevenire il rischio ingenerando paura rispetto alle conseguenze e non lavorando approfonditamente sulle cause dei comportamenti. Ascolto e comprensione dei meccanismi psicologici del rischio, gestione dell’impulsività, del gruppo, della percezione del pericolo, educazione emotiva e relazionale: questi dovrebbero essere i temi complessi, ma essenziali, da affrontare in aula tramite giochi formativi, t-group, testimonianze dirette di ragazz3 vittime di incidenti o autori di omicidi stradali. Psicologi, educatori o esperti di comportamento sarebbero molto più coerenti con l’obiettivo pomposamente dichiarato. È significativo che nel progetto ICARO 2026 compaiano anche soggetti con competenze più specifiche sul piano educativo o tecnico (ad esempio il Dipartimento di Psicologia o enti legati alla mobilità), ma il ruolo centrale e soprattutto simbolico resta sempre e comunque quello della Polizia. La normalizzazione della “divisa” a scuola finisce per rendere naturale una divisa (per di più armata) all’interno di uno spazio educativo che dovrebbe essere autonomo e appunto educativo ovvero non repressivo, fondato sul dialogo, non sull’autorità coercitiva. La presenza della polizia, anche quando presentata in chiave “educativa”, porta inevitabilmente con sé un immaginario di controllo, un’asimmetria di potere inversamente proporzionale all’età degli student3, un messaggio implicito di disciplina più che di comprensione. Nel complesso, queste iniziative, al pari di quelle volte al contrasto dell’uso di sostanze stupefacenti, rischiano di trasmettere un messaggio distorto ovvero che i comportamenti corretti derivino dalla paura della sanzione, che la sicurezza, in questo caso quella stradale, sia principalmente un problema di ordine pubblico, infine che l’educazione possa essere delegata a istituzioni repressive rafforzando un modello educativo che si pensava morto e sepolto dal ’68 in poi, in cui la regola non viene interiorizzata ma subita. Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! 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Monza, Istituto comprensivo Salvo d’Acquisto, progetto legalità o progetto Forze Armate?
PUBBLICHIAMO UNA SEGNALAZIONE CHE CI GIUNGE DA ALCUNI GENITORI DELL’IC “SALVO D’ACQUISTO” DELLA PROVINCIA DI MONZA, PREOCCUPATI DAL MASCHERAMENTO DI ALCUNE INIZIATIVE DELLA POLIZIA SOTTO LA VESTE DI UN FANTOMATICO “PROGETTO LEGALITÀ”. COME OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ SIAMO SODDISFATTI/E DEL FATTO CHE FINALMENTE ANCHE I GENITORI COMINCIANO A SCRIVERCI PER SEGNALARE GLI EFFETTI DEL PROGRAMMA DI COMUNICAZIONE DELLA DIFESA, CHE CONSENTE ALLE FORZE ARMATE DI INVADERE I LUOGHI DELLA FORMAZIONE. Abbiamo ricevuto il calendario del “Progetto Legalità” dell’Istituto Comprensivo Salvo d’Acquisto che comprende alcuni plessi scolastici di scuola  primaria e scuola secondaria di primo grado tra Monza e Vedano al Lambro. Il calendario si articola su 13 incontri su vari temi che vanno dalla sicurezza e benessere digitale, al bullismo, al ricordo delle vittime  di mafia fino addirittura alla simulazione di un processo. A leggere bene però i nomi dei relatori  ci si accorge che la quasi totalità di essi afferisce alle forze di polizia, con addirittura tre momenti autocelebrativi denominati Open Day delle forza dell’ordine. Temi importanti come i rischi della “dipendenza da schermo” e L'”uso consapevole degli schermi” vengono trattati da una tenente dei Carabinieri piuttosto che da educatori o esperti del settore. Non un cenno all’utilizzo della rete e delle tecnologie in senso positivo e stimolante, non un tentativo di formare utenti liberi in quanto consapevoli delle tecnologie, non una critica alla struttura della rete ma un semplice parallelismo securitario dove la nostra relazione con la rete è protetta e mediata dalle forze dell’ordine.  Chissà se anche in questo caso assisteremo a raccapriccianti  siparietti in cui militari o poliziotti insegnano ai bambini a usare armi o a disperdere  i manifestanti come tante volte abbiamo visto succedere in tutta Italia e di cui si trova ampia documentazione sul sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Come genitori e insegnanti crediamo che  soprattutto in un momento di grave crisi sociale e politica sia nazionale che  internazionale ridurre il concetto di legalità al solo aspetto repressivo non  faccia che creare paura e distacco rispetto ai temi della coesione e della  giustizia sociale, della pace e della solidarietà che dovrebbero essere invece promossi e trasmessi.  Crediamo che un così grande sforzo nell’organizzazione di attività extracurriculari sia uno spreco rispetto a un impegno su tematiche dal più alto valore educativo e ci aspettiamo un maggior coinvolgimento nelle programmazioni future. Alcun* genitori e insegnanti di Monza e Brianza -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Ilan Pappé: “Il destino di Israele è segnato”
Ilan Pappé ne è convinto: per Israele è cominciato l’inizio della fine. «Non so esattamente come ma verrà il momento in cui anche i governi del resto del mondo diranno che ne hanno abbastanza, come è successo con l’apartheid in Sudafrica», predice lo storico israeliano a TPI. Questa «decolonizzazione» dello […] L'articolo Ilan Pappé: “Il destino di Israele è segnato” su Contropiano.
February 7, 2026
Contropiano
Siria, i dirigenti curdi firmano un accordo-capestro con Damasco. Reggerà?
Le autorità qaediste ed i dirigenti di quel che resta delle Forze Democratiche Siriane (FDS) hanno firmato un accordo d’integrazione. L’ennesimo. Stavolta qualificato come “permanente” in quanto scioglie diversi nodi lasciati irrisolti precedentemente. La formulazione apparsa sul profilo X delle FDS, confermata dal “ministero dell’informazione” di Damasco, è la seguente: […] L'articolo Siria, i dirigenti curdi firmano un accordo-capestro con Damasco. Reggerà? su Contropiano.
January 31, 2026
Contropiano
Militari israeliani nelle scuole italiane: inchiesta di Assemblea Scuola Torino sul progetto Net@
PUBBLICHIAMO UNA INTERESSANTE INCHIESTA DI ASSEMBLEA SCUOLA TORINO SU UNA TERRIBILE PROPAGANDA ISRAELIANA CHE VIENE PRESENTATA NELLA SCUOLE SOTTO FORMA DI PCTO. COME OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ STIGMATIZZIAMO QUESTE INIZIATIVE E RINGRAZIAMO ASSEMBLEA SCUOLA TORINO PER QUESTO PREZIOSO CONTRIBUTO CHE CI HA FATTO PERVENIRE. NET@. DA BE COOL! A PROPAGANDA ISRAELIANA DENTRO LE NOSTRE SCUOLE Dobbiamo puntare molto sulle scuole e abbiamo insegnanti giovani e carismatici che dovranno sfidare un sistema scolastico spesso molto tradizionale portando energia e innovazione. Dafna Gaber Lifshitz, CEO di Appleseeds Net@ a scuola si presenta come un progetto di PCTO (da poco Formazione Scuola-Lavoro) proposto agli studenti: un’opportunità imperdibile per sviluppare digital and social skills utili per la propria crescita umana, professionale e imprenditoriale. L’immagine che vogliono trasmettere è legata a un approccio innovativo, interculturale e utile a colmare diseguaglianze digitali soprattutto nelle zone economicamente e socialmente più svantaggiate. Lo scopo è diffondere competenze digital high-tech, in inglese, per studenti delle scuole superiori. Il progetto di durata pluriennale, spesso si presenta come ‘giovane’ perché, a differenza delle lezioni curricolari standard, è condotto da universitari che capiscono gli studenti e, di conseguenza, sono in grado di proporre un insegnamento molto più efficace rispetto alla scuola tradizionale. All’interno del programma viene insegnato come creare siti web per sponsorizzare prodotti, avviare start up, parlare in pubblico, il time management, ecc. Il programma del terzo e quarto anno in particolare prevede di occuparsi anche di cyber security. Tutto questo è gratuito per le famiglie perché sponsorizzato da istituti, fondazioni, associazioni private e dalle stesse scuole. Quindi un progetto per i giovani, coinvolgente dove la politica non c’entra assolutamente nulla. O quasi. Net@ è un progetto nato in Israele nel 2003. Lì viene pubblicizzato come un merito il fatto che chi esce dopo anni di formazione con Net@ sia in grado di rappresentare una risorsa preziosa per il mercato miliardario delle start up della cybersicurezza e delle tecnologie di guerra, focalizzate sul deep tech, anche per la necessità di dare risposta ai ‘problemi’ di ‘difesa’ e ‘sicurezza’ del paese (che questo settore rappresenti già un rischio per la nostra privacy e le nostre democrazie ce l’hanno rivelato scandali come il software “Pegasus” e lo spyware “Graphite”, spiando decine di migliaia di cittadini tra capi di stato, giornalisti e attivisti in tutto il mondo). Un altro fiore all’occhiello dei promotori di Net@ è che il 56% dei diplomati si arruola nelle unità tecnologiche d’élite dell’IDF. Dal 2018 Net@ si è diffuso per la prima volta all’estero con un progetto pilota a Milano. La volontà espressa dagli organizzatori fin da subito è di portarlo nel resto del territorio italiano e in altri paesi. A offrire i locali e promuovere a Milano il progetto è la Comunità ebraica, la stessa che ha recentemente invitato un militare dell’IDF accusato di probabili crimini di guerra, Adi Karni, a incontrare gli studenti dei licei per racccontare che a Gaza ha visto “solo odio”, che “stiamo facendo il lavoro sporco per voi” e spiegando che “l’Islam avanza in Europa”. Net@ è promosso e sostenuto dall’Agenzia ebraica per Israele (Sochnut), organizzazione sionista israeliana che sostiene l’ebraicità di Israele e dal Keren Hayesod, fondo nazionale di costruzione d’Israele e la centrale finanziaria del movimento sionista mondiale.  Dal 1967 l’Agenzia ebraica si occupa anche delle attività dei coloni israeliani insediatisi in Cisgiordania, nella Striscia di Gaza e nelle alture del Golan. Oltre alla Jewish Agency for Israel e al Keren Hayesod, altri partner sono l’Appleseeds Academy, l’Associazione Educazione Digitale Italia, la Fondazione Camis De Fonseca e Proedi Media. In un video pubblicato in rete la CEO di Appleseeds, Dafna Lifshitz, afferma che i finanziamenti più importanti di Net@ arrivano dalla USAID (Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale). L’USAIDè un’agenzia governativa statunitense creata nel 1961 per contrastare l’influenza dell’Unione Sovietica nel mondo. L’agenzia aveva la funzione di sostenere la sicurezza nazionale degli Stati Uniti d’America e viene indicata come uno dei suoi strumenti di soft power. Alcuni paesi accusano l’agenzia di essere una copertura della CIA e di essere parte delle politiche di interventismo degli Stati Uniti nel mondo. A partire dal 2019 il progetto è arrivato a Torino all’Istituto Germano Sommeiller e alla scuola ebraica. I docenti inizialmente sono Shinshinim, ovvero giovani israeliani che hanno completato la scuola superiore e rimandano di un anno il servizio militare obbligatorio per prestare servizio nelle comunità ebraiche all’estero. Il loro nome è un acronimo ebraico per “Shnat Sherut” o “anno di servizio”. Agiscono come ambasciatori culturali, portando la cultura e lo stile di vita israeliani, la lingua ebraica e le tradizioni ebraiche alle comunità locali prima di arruolarsi nell’esercito. A maggio 2022 il Keren Hayesod decide di non continuare il programma all’estero per mancanza di risorse. L’organizzazione e la diffusione presso le scuole sono allora affidate alla Fondazione Camis de Fonseca che da quel momento le promuove a Torino. Dall’anno 2023/2024 il progetto parte anche al Liceo Monti di Chieri. La fondazione Camis De Fonseca (ora anche associazione), con lo scopo di trovare partner italiani per poter continuare il progetto, finanzia “Grow in tech” composta generalmente da giovani studenti universitari che, una volta formati in Israele e alla metodologia, possono entrare nelle classi. Recentemente sono stati coinvolti nel progetto anche Merende Digitali e ESSE I Solutions. Lo scopo è quello di creare un ‘nuovo’ progetto Net@ Italia, ‘ripulito’, ma sempre funzionale alle organizzazioni e agli obiettivi strategici originari. Questo è stato detto in modo esplicito e pubblico durante un convegno del 21 maggio 2023 organizzato nella sede della fondazione Camis De Fonseca in cui, tra gli altri passaggi significativi, viene data la parola al rappresentante del Keren Hayesod per l’Italia, Eyal Avneri, il quale dice: “Stiamo lavorando tutti insieme per continuare il progetto Net@ a Torino con formatori italiani e farò il possibile, per la parte mia, per aiutarvi a realizzarlo, mettendo i contatti con Net@ in Israele, almeno a distanza. Sarà, secondo me, una bellissima collaborazione internazionale. […] Vi auguro un in bocca al lupo e spero di vedervi tutti a novembre in Israele”. Durante le attività capita che partecipi la fondatrice della Fondazione De Fonseca, Laura Camis De Fonseca che, sui social, condivide post dove vengono attaccati come antisemiti Papa Bergoglio, la Chiesa Cattolica e agenzie dell’ONU. Si arriva a leggere che “le organizzazioni internazionali sono peggio di una barzelletta, sono diventati organismi criminali che aiutano i jihadisti” e che “gli Stati europei e l’Europa quasi tutta, esattamente come la Chiesa, si riallacciano alle loro vergognose tradizioni antiebraiche”. La fondazione De Fonseca si occupa di geopolitica e ha una posizione politica sul conflitto israelo-palestinese. Basta scorrere velocemente il sito per capire che è una celebrazione del progetto israeliano con una visione piuttosto parziale. Durante l’anno scolastico vengono invitati esperti che propongono un’idea di scuola e di formazione estremamente aziendalistica e imprenditoriale. Altre attività didattiche hanno avuto anche lo scopo di dare una visione estremamente positiva di Israele come “una terra nata da sogni e speranze”, tecnologica, green e inclusiva. Nel 2022 tra gli studenti che partecipano al progetto viene proposto un concorso dal titolo “Israele. Storia, tradizione, sostenibilità e innovazione tecnologica”. I vincitori hanno in premio un viaggio d’istruzione in Israele: visite al museo della diaspora, al Muro del pianto, alla tomba di Ben Gurion. In conclusione, Net@ è un cavallo di Troia che promuove un’idea di scuola aziendale e imprenditoriale al servizio del mercato, valorizza ‘risorse’ per il mondo delle start up e della cybersicurezza, legato mani e piedi al genocidio di Gaza, alla pulizia etnica e alla diaspora palestinese. Forma futuri soldati d’élite nelle unità tecnologiche ed è ideato, organizzato e diffuso da organizzazioni, Istituti e fondazioni sioniste che, non solo negano o non condannano quanto sta avvenendo in Palestina da ottant’anni, ma che ne sono, spesso, direttamente coinvolti. Forse, ancora peggio, Net@ si presenta come un’organizzazione tecnologica giovanile che, proponendo parole d’ordine accattivanti come Be your best self, Be involved, Be open-minded, Be unlimited, Be cool sta consapevolmente formando un movimento giovanile e una parte della futura leadership economica e politica, con lo scopo di renderli funzionali ai suoi obiettivi strategici e organici alla sua ideologia. Assemblea Scuola Torino
Pensiero critico. Perché progressismo e sinistra perdono le elezioni?
Le sinistre e i progressismi al governo non perdono le elezioni a causa dei troll dei social network. Né perché le destre sono più violente, e tanto meno perché la gente che ha beneficiato delle politiche sociali è ingrata. Le battaglie politiche sui social non creano dal nulla ambienti politico-culturali […] L'articolo Pensiero critico. Perché progressismo e sinistra perdono le elezioni? su Contropiano.
August 21, 2025
Contropiano
Abitare il territorio. La mobilità: alcune questioni di metodo
Abitare, ha scritto Martin Heidegger (in Costruire, abitare, pensare), oltre alle funzioni più strettamente legate alla vita, è “anche soffermarsi, rimanere, un’attività che gli esseri umani svolgono insieme a molte altre attività […] il rapporto tra (uomo) essere umano … Leggi tutto L'articolo Abitare il territorio. La mobilità: alcune questioni di metodo sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.