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Dossier Mobilità – 25 marzo terzo incontro: Metropolitane
Proseguono gli incontri sui capitoli del Dossier mobilità di Carteinregola presentato il 4 dicembre 2025, con il punto della situazione sugli interventi e i progetti della mobilità della Capitale, e le domande inviate all’Assessore Patanè mercoledì 25 marzo alle 18  sulle pagine Facebook e Youtube di Carteinregola parleremo delle Metropolitane  Queste le domande inviata all’Assessore alla Mobilità di Roma Capitale Eugenio Patanè LE DOMANDE DI CARTEINREGOLA PER LE METROPOLITANE 1. Si è parlato spesso della incompatibilità della co-presenza dei cantieri della metropolitana e del tram ma ci risulta che siano state progettate e presentate nella conferenza dei servizi  della tratta T2 della metro C soluzioni di convivenza del tram durante la cantierizzazione per la realizzazione della stazione della metropolitana Chiesa Nuova. Chiediamo conferma sulla inesistenza di incompatibilità tra cantieri della metro C e delle linee tranviarie. In particolare, possono essere messi in opera contemporaneamente i cantieri della stazione metro C Chiesa Nuova e della  TVA a Corso Vittorio Emanuele? E, parimenti, può essere messo in opera contemporaneamente nell’0area di via Barletta il cantiere della stazione metro C Ottaviano e quello dei due rami tramviari verso Ponte della Musica-Auditorium e piazzale Clodio? 2. La tratta T1 della metro C, finanziata in extremis nel 2025 con l’intervento della Regione, ha visto approvato il progetto definitivo ma, secondo notizie ufficiose, con un definanziamento di alcune opere accessorie sia per il materiale rotabile che avrebbe dovuto essere implementato per l’allungamento della linea fino a Farnesina, sia per il parcheggio di scambio multipiano della Farnesina, sia per la prevista croce di inversione dei treni dopo piazzale Clodio (variante della tratta T2). Chiediamo una conferma di questi definanziamenti e se sono state previste strategie per fare fronte alle conseguenze che potranno avere sull’efficacia del nodo di scambio, sulle frequenze dei passaggi della linea nelle ore di punta, sulla possibilità di mantenere la linea elastica in caso di guasto senza interrompere l’intera tratta Farnesina-Venezia. 3. Fu redatto un progetto di prolungamento della Metro A oltre Anagnina verso Romanina ed uno studio di fattibilità (ultime informazioni desunte da Roma Metropolitane) ma a questo non seguirono approfondimenti progettuali né affidamenti in appalto. Con l’ultimo PUMS è stato abbandonato il progetto di una metro in favore di una versione più leggera di metrotramvia. E’ stata così approfondita una soluzione alternativa sul tracciato Anagnina-Torre Angela. E’ definitivo il perseguimento della soluzione alternativa della metrotramvia? Quale è lo stato attuale della progettazione? C’è la copertura finanziaria? Quali sono le prospettive della realizzazione dell’opera? 4. E’ in atto un progetto di prolungamento della Metro A oltre Battistini verso Torrevecchia. Secondo gli ultimi dati presi da Roma Metropolitane è stata prevista la realizzazione di un tratto di linea per uno sviluppo di circa 2 km con 2 stazioni e la realizzazione di 2 nodi di scambio a Bembo e Torrevecchia. Quale è lo stato del progetto di prolungamento della Metro A di Roma oltre Battistini verso Torrevecchia? Resta valida l’idea del prolungamento oltre Torrevecchia fino a Casa Selce con tecnologia funiviaria? C’è la copertura finanziaria? Quali sono i tempi previsti per progettazione-conferenza servizi-cantierizzazione-messa in esercizio? 5. E’ in atto un progetto di prolungamento della Metro B  dopo Rebibbia. Il prolungamento della Linea B è previsto nel vigente Piano urbano della mobilità sostenibile (PUMS), approvato con Delibera n. 79 del 13.12.2024 dal Consiglio della Città Metropolitana di Roma Capitale. Lo scenario progettuale del DOCFAP approvato prevede due tratte funzionali: Rebibbia – Casal Monastero e Casal Monastero – Setteville). Si prevede di redigere il PFTE (Progetto di fattibilità tecnico economica) della prima tratta funzionale prevista nel PUMS nel biennio 2026-2027. Il tracciato della prima tratta funzionale definita dal DOCFAP è lungo circa 3,5 km e interessa il territorio del Municipio IV. Si snoda lungo via Tiburtina a partire dal tronchino terminale della stazione Rebibbia, all’altezza del Carcere omonimo, e prosegue attraverso i quartieri S. Basilio e Torraccia fino all’abitato di Casal Monastero, oltre il Grande Raccordo Anulare. Sono previste 3 stazioni, un nodo di scambio terminale di livello metropolitano per il trasporto pubblico e privato e un tronchino terminale per la sosta notturna dei treni. Quale è lo stato attuale della progettazione? Quali sono le prospettive della realizzazione di queste due tratte funzionali? Dai dati presi da Roma Metropolitane i tempi stimati dei lavori ammontano a 7 anni. Visti i tempi previsti per le fasi progettuali e le incertezze dei finanziamenti l’opera appare di difficile realizzazione. 6. E’ nelle previsioni il prolungamento della linea dal capolinea Laurentina alla frazione Trigoria, oltre il GRA con la realizzazione di un tratto di linea per uno sviluppo di circa 6 km con 4 stazioni e la creazione di un nodo di interscambio in un’area prossima all’abitato di Trigoria. Fu redatto uno studio di fattibilità (ultime informazioni desunte da Roma Metropolitane) ma a questo non seguirono approfondimenti progettuali né affidamenti in appalto. Quale è lo stato attuale della progettazione? Quali sono le prospettive della realizzazione dell’opera? 7. Il progetto di prolungamento del ramo B1 della Metro B dopo Jonio verso Bufalotta e lo scambiatore A1 nord ha come obiettivo il collegamento delle zone di via Monte Cervialto, Serpentara e Colle Salario. Secondo il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), i treni della linea B1 saranno estesi per servire queste aree densamente popolate. Quale è lo stato attuale della progettazione? Quali sono le prospettive della realizzazione dell’opera? 8. Tutte le stazioni ferroviarie sono potenziali hub della mobilità sostenibile. La redazione del PUMS sia del Comune di Roma che della Città Metropolitana hanno rappresentato una occasione di collaborazione tra le Ferrovie dello Stato (FS) e l’Amministrazione Comunale per ridefinire il ruolo delle stazioni ferroviarie nel contesto territoriale, focalizzando su di esse un’ampia serie di progetti mirati allo sviluppo di sistemi integrati di mobilità sostenibile, con particolare riferimento a:  TPL, Mobilità ciclistica, Mobilità pedonale, Shared mobility, Parcheggi di scambio e aree di sosta, Colonnine di ricarica per mezzi elettrici, Infomobilità. Quale è la situazione per la trasformazione delle stazioni ferroviarie in hub multimediali al fine di favorire lo scambio gomma-ferro? 9. ll raddoppio della tratta ferroviaria tra Valle Aurelia e Vigna Clara è la penultima tratta del cosiddetto “Gra ferroviario” della Capitale. Quali sono le reali prospettive di realizzazione dell’Anello Ferroviario e della sua completa utilizzazione sia per il trasporto passeggeri che per il trasporto merci? Si possono inviare domande sul tema scrivendo a: laboratoriocarteinregola@gmail.com Vedi anche Metro C: il progetto raccontato alle Commissioni del I Municipio (e una richiesta di Carteinregola alle istituzioni) * Vai alla presentazione della serie di webinar con la registrazione dell’incontro introduttivo del 16 febbraio 2026 * vai alla registrazione dell’incontro sul cap. 7 Piano Urbano Parcheggi (e le modiffiche alle NTA per i parcheggi degli impianti sportivi)dell’11 marzo 2026 * Vai al Capitolo 4 del Dossier Mobilità Capitolo 4 Metropolitane  e Ferrovie Regionali I PROSSIMI INCONTRI * mercoledì 8 aprile alle 18 Tram * mercoledì 22 aprile alle 18 Nodi Intermodali  e Parcheggi di Scambio * mercoledì 6 maggio alle 18 Ciclabilità * mercoledì 20 maggio alle 18 Aree Pedonalizzate – Z 30 e Isole Ambientali * mercoledì 3 giugno 2026 alle 18 Bus Turistici 18 marzo 2026 per osservazioni e precisazioni scrivere a: laboratoriocarteinregola@gmail.com
March 18, 2026
carteinregola
Dare il voto alle auto?
-------------------------------------------------------------------------------- Foto di Daniel Reche da Pixabay -------------------------------------------------------------------------------- “La tua auto voterebbe per noi”. Così, alla vigilia delle elezioni in Baden Wurttemberg, il partito nazista Afd (perché poi “neo”?) della Repubblica Federale Tedesca ha trasformato le automobili in elettori e i cittadini in delegati dei rispettivi veicoli (in Italia dobbiamo quindi aspettarci che le nostre auto votino sì al Referendum…). Il problema è che l’industria dell’auto è in difficoltà in quasi tutto il mondo: consuma, sia quella termica che quella elettrica, troppo spazio, risorse, energia, tempo e salute. E in Germania più che altrove, perché è stato ed è ancora il settore fondamentale del suo sviluppo e ha puntato troppo sulla permanenza della propulsione termica che le politiche climatiche hanno messo ovunque in discussione. La guerra all’Iran e il blocco dello stretto di Hormuz non faranno che aggravarla. L’Afd ne dà la colpa al governo tedesco e alle politiche ambientali dell’Unione Europea (peraltro in via di smantellamento), anche se sia l’UE che molti Stati membri hanno già imboccato il “piano B”: sostituire all’industria dell’auto come settore portante quella delle armi. Sono supportati in questa scelta dalla moltiplicazione delle guerre innescata da quella in Ucraina, dal montare dello spirito bellicista che le alimenta e ne è alimentato, ma soprattutto dalla incapacità generale di concepire delle alternative. Invece è proprio alle alternative che bisognerebbe pensare. E non da ora. Perché per l’auto privata c’è poco futuro. L’auto, con la sua tecnologia prima fordista e poi toyotista, ma soprattutto con la sua fame di spazi, tempo e risorse, ha dato la sua impronta al ventesimo secolo: con la brutalizzazione del paesaggio e lo smembramento delle città, invadendo il campo e sostituendosi al trasporto pubblico per farle posto, a partire dalla Germania, anche prima che a questo provvedessero i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Poi con l’individualismo che, proprio a partire dalla strada, non ha fatto che alimentare familismo, ostentazione, competitività, aggressività e possesso (cioè proprietà: ieri indispensabile per avere un’auto a disposizione; oggi del tutto superflua). Le classi popolari, principali vittime di questi processi, li hanno subiti e condivisi senza rendersi conto della direzione in cui le spingevano. I loro rappresentanti, invece di metterle in guardia, li hanno favoriti scambiando la motorizzazione di massa, con tutte le sue implicazioni, per un processo di democratizzazione. La politica, e con essa le organizzazioni “di sinistra” che si proponevano di cambiare il mondo in direzione di una maggiore giustizia sono rimaste impigliate e imprigionate nella cultura dell’auto, facendosene promotrici (come oggi sono rimaste vittime della cultura della rete e dei social senza nemmeno rendersene conto, ma ben consapevoli di quanto sia difficile sottrarvisi o contrastarla). Eppure, l’alternativa all’auto privata c’era e c’è: nel trasporto pubblico, ieri come oggi e poi in quello flessibile e condiviso da almeno due decenni, nei veicoli autonomi domani, nella città dei 15 minuti, in un turismo di fruizione e godimento e non di mero consumo dei luoghi. A condizione di adottare – in questo campo come in tutti gli altri – un approccio alle questioni della vita quotidiana che privilegi la condivisione rispetto al possesso, la solidarietà rispetto alla competizione, la sobrietà rispetto all’ostentazione, la partecipazione rispetto al dominio, la quiete della conflittualità quotidiana rispetto alla tempesta della guerra. Non è mai troppo tardi, anche se a farsi carico di porre il freno al dominio dell’auto sta ormai provvedendo (senza dirlo, anzi fingendo di fare il contrario) il potere in carica oggi, quello dei residui governi democratici, tutti impegnati ad aprire la strada alle forze che nella militarizzazione tanto dell’industria che della vita quotidiana si trovano e si troveranno sempre di più a loro agio. -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Dare il voto alle auto? proviene da Comune-info.
March 8, 2026
Comune-info
Roma. Sulla mobilità a Roma occorre dire la verità non produrre slide
Il recente progetto promosso da Roma Servizi per la Mobilità nelle scuole superiori della Capitale — con l’intento dichiarato di spiegare agli studenti che Roma può essere vissuta senza l’utilizzo dell’auto privata — solleva una questione che non può essere liquidata con slogan pedagogici o campagne di sensibilizzazione. L’idea, in […] L'articolo Roma. Sulla mobilità a Roma occorre dire la verità non produrre slide su Contropiano.
February 26, 2026
Contropiano
Roma Tre e il quartiere Ostiense. L'università come riqualificatore territoriale
di Barbara Brollo Carocci, 2026 Il volume si occupa di pianificazione urbana e valorizzazione territoriale, considerando possibilità di sviluppo umano e comunitario, speculazione e crescita di disuguaglianze socio-spaziali. Il tema viene affrontato tramite l’analisi della riconversione di aree industriali abbandonate verso funzioni culturali, in particolare universitarie: il caso dell’installazione di Roma Tre nel quadrante Ostiense-Marconi, pur specifico, illumina tendenze più generali. Osservando il passaggio da produzione materiale a economia della conoscenza, il libro mostra come i cambiamenti economici abbiano risvolti territoriali, influenzando la geografia sociale urbana. La rigenerazione può essere un’occasione per il territorio, in termini di accesso a cultura e spazi di incontro, ma è necessario considerare speculazione immobiliare e gentrificazione, che possono seguire – se non proprio plasmare – questi processi. L’estrattivismo di operatori privati e la capacità pubblica di governare e monitorare i piani sono elementi centrali. Attraverso l’analisi di piani, documenti e dinamiche socio- economiche – dalla crescita di fine Novecento alla crisi finanziaria, fino alle vicende più recenti – il testo descrive le trasformazioni del regime urbano romano e dell’abitabilità della città (scheda editoriale). 
Dossier Mobilità di Carteinregola, 8 incontri on line
Carteinregola organizza una serie di webinar dedicati all’approfondimento dei temi sollevati dal Dossier “Mobilità di Roma: Programmi, progetti, conflitti, domande, proposte” a partire dal 16 febbraio alle 18 sulle pagine Facebook e Youtube di Carteinregola. La mobilità in una area metropolitana è fattore strategico di competitività. L’emergenza climatica e i costi della congestione inducono a ritenere necessario un serio programma di sviluppo della connettività pubblica. Roma si trova invece ancora nel mezzo di una crisi dettata dalla prevalenza del trasporto individuale Il 4 dicembre l’associazione  Carteinregola ha presentato e pubblicato il  dossier  Mobilità: Programmi, progetti, conflitti, domande, proposte che intendeva fare il punto su 7 temi della mobilità di Roma Capitale: nodi intermodali, tram e ferrovie, metropolitane, bus turistici, ciclabilità, piano parcheggi, isole ambientali*. Ciascun capitolo presentava  la situazione sulla base delle informazioni disponibili e avanzava delle domande all’assessore alla mobilità e alle istituzioni.  La principale richiesta era quella di una maggiore trasparenza, e di  informazioni accessibili, precise  e tempestive ai cittadini,  per un maggiore  coinvolgimento della cittadinanza e della realtà dei territori nelle trasformazioni urbane,  comprese quelle della mobilità.  A oggi, a parte alcune risposte fornite dal presidente della commissione mobilità Giovanni Zannola e dall’Ing. Alessandro Fuschiotto di Roma Servizi Mobilità nel corso della presentazione del dossier, non sono giunti riscontri  alle  tante domande che abbiamo avanzato.  Abbiamo quindi ripreso in mano il nostro dossier, per aggiornarlo  con le notizie di stampa e le dichiarazioni istituzionali su quanto è avvenuto in questi due mesi, e abbiamo deciso di riaprire il dibattito, inviando di nuovo le domande all’assessore e alle istituzioni, e soprattutto rilanciando il nostro lavoro con una serie di webinar, ciascuno dedicato a uno dei temi del dossier,.  A cominciare dal 16 febbraio, quindi, ogni 15 giorni circa sui canali social di Carteinregola  si svolgerà  una serie di incontri nei quali daremo le informazioni disponibili (o quantomeno quelle che noi abbiamo reperito)  e riproporremo le principali domande/questioni/richieste che a nostro avviso dovrebbero essere affrontate da chi governa la città.cominciando con un  incontro che affronta  alcune problematiche generali della mobilità della capitale**.  Ci vediamo quindi il 16 febbraio alle 18 sulle pagine Facebook e Youtube per parlare  della mobilità di area vasta, di mobilità e pianificazione urbanistica, di infrastrutture per la mobilità e verde urbano, di Zone 30, di trasparenza e di partecipazione dei cittadini, degli  impatti del turismo  sulla mobilità, anche in vista di alcuni interventi programmati che avranno conseguenze sulla mobilità della città, come  la variante crocieristica del Progetto del Porto turistico – crocieristico di Fiumicino e come l’ampliamento dell’aeroporto.  Ne parleranno Anna Maria Bianchi, Paolo Gelsomini, Pietro Spirito, Giancarlo Storto, Paola Loche, Clarice Marsano. Seguirà una puntata dedicata al Piano Urbano Parcheggi, di cui da tempo è in ballo il rinnovamento (e l’adeguamento normativo a norme vigenti da ormai più di vent’anni), più volte rimandato dalle  varie giunte  che si sono susseguite dal 2008 ad oggi, e che quindi è ancora  fermo al 2008 , con tutti  i suoi  nodi irrisolti. Con il permanere di parcheggi interrati  che incombono (o atterrano) sul territorio, ereditati dal passato e di dubbia utilità pubblica, senza alcun coinvolgimento della cittadinanza. Ne sono casi esemplari il progetto del Parcheggio Lungotevere Castello I Municipio e il parcheggio di Largo Capponi/Via Porcari nel I Municipio, ma la situazione dei parcheggi riguarda un po’ tutta Roma. Pubblichiamo qui  il capitolo sui parcheggi*** Si possono inviare domande e segnalazioni a laboratoriocarteinregola@gmail.com 5 febbraio 2026 Per osservazioni e precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com (*) Vai alla prima parte dell Dossier  Vai ai Capitoli della seconda parte (**) Chi volesse segnalarci problematiche (che non sono già contenute nel dossier!)  può inviare le domande per email a laboratoriocarteinregola@gmail.com (si potranno postare le domande anche  sotto la diretta Facebook o YouTube): i temi rimasti in sospeso saranno  inseriti in un’ulteriore appendice del dossier,  che sarà nostra cura inviare all’assessore Patanè alla fine del ciclo di incontri. – *** Invitiamo gli interessati alla situazione del PUP  a mandare domande e segnalazioni a laboratoriocarteinregola@gmail.com ( con oggetto Piano Urbano Parcheggi) 
February 5, 2026
carteinregola
La newsletter di Carteinregola del 12 gennaio 2026
Carteinregola aderisce al Comitato Società Civile per il NO al Referendum costituzionale (e promuove la raccolta firme) Leggi  Vai alle istruzioni per firmare  Perché al referendum sulla riforma costituzionale della magistratura bisogna convintamente votare e far votare NO di Alfredo M. Bonagura,   Leggi la sintesi Leggi il documento  Vai a Riforma costituzionale della magistratura, cronologia e materiali Dossier Mobilità di Carteinregola: Programmi, progetti, conflitti, domande, proposte Vai al Dossier Vai alla registrazione del convegno di presentazione del 4 dicembre con  Anna Maria Bianchi, Paolo Gelsomini, Giancarlo Storto, con gli interventi di Giovanni Zannola Presidente della Commissione capitolina Mobilità e l’Ing. Alessandro Fuschiotto Roma Servizi per la Mobilità Il porto crocieristico di Fiumicino, implicazioni per il sistema di mobilità di Roma di Pietro Spirito Leggi Demolizione e ricostruzione di immobili, il Consiglio di Stato fa chiarezza di Anna Maria Bianchi Missaglia Leggi La controriforma della Corte dei Conti, una “Salva Milano” generalizzata  di Anna Maria Bianchi Missaglia LeggiSalva Milano, cronologia materialiI nuovi poteri speciali per la trasformazione degli stadi possono derogare al Codice dei Beni culturali di Anna Maria Bianchi Missaglia Leggi L’Assemblea Capitolina approva la Delibera che fissa limiti per l’applicazione della Legge regionale della Rigenerazione urbana di Anna Maria Bianchi Missaglia Leggi vai alle Osservazioni di Carteinregola al testo approvato della LR 12/20225 – Modifiche alla LR della rigenerazione urbana 7/2017 La girandola delle Occupazioni di Suolo Pubblico tra Governo e Comune. E non vince la Città di Paolo Gelsomini  Leggi   Con la Fontana di Trevi a pagamento un altro pezzo di città pubblica diventa una merce per i turisti di Anna Maria Bianchi Missaglia Leggi   Trasformazioni delle città occidentali: dalla Polis greca, da cui tutto è nato, alla dissolvenza dell’oggi di Paolo Gelsomini di Paolo Gelsomini Leggi   13 anni di Carteinregola E un nuovo sito ­ Da molto tempo la nostra associazione era al lavoro per  rinnovare quello che è il nostro principale strumento di comunicazione, il megafono delle nostre battaglie e proposte. Volevamo migliorare la grafica e la struttura,  mantenendo però quello che è diventato  il marchio di Carteinregola,  un’impostazione che dal 2016 a oggi  è stata premiata da decine di migliaia di visualizzazioni ogni anno. ­ Leggi tutto Segnalazioni 14 gennaio 2026 dalle ore 16:00 alle 19:00 confronto aperto con l’Assessorato e il Dipartimento Ambiente per parlare della gestione e della cura del verde pubblico di Roma Capitale si terrà nella  Casa della Città in Piazza Giovanni da Verrazzano,7 organizzato dal   Coordinamento delle Associazioni per il Regolamento del Verde e del Paesaggio Urbano di Roma Capitale 19 gennaio 2026 ore 18:00 20 via Pelago 3  Roma mobilità al terzo saluti Francesca Falchi, vicepres  Consiglio municipal,  introduce Martina Testa capogruppo di Roma Futura,  interventi Giovanni Caudo Roma Futura presidente Commissione PNRR,  Eugenio Patanè assessore alla mobilità, Paolo Marchionne, presidente del III Municipio CONCRETAMENTE Le decisioni di Roma Capitale per la città Ogni settimana Roma Capitale racconta le decisioni assunte per dare attuazione agli impegni del programma di mandato. Pillole video e audio che illustrano, in 60 secondi, un provvedimento e i suoi effetti concreti sulla città e sulla vita deli cittadini: dai servizi educativi alla mobilità, dall’ambiente all’innovazione. Vai alla pagina  Metropolitano, il primo Urban Center di Roma e della Città Metropolitana, inaugurato lo scorso dicembre, si presenta con un primo programma di incontri, eventi e laboratori.  Si comincia con la presentazione del progetto CArMe, per il rilancio e la fruibilità dell’area archeologica monumentale centrale, con un ciclo di incontri a partire dal 16 gennaio alla presenza di Assessori capitolini e Presidenti dei municipi.Vai al sito Roma Urban Center  scarica il calendario delle attività  Vai Sveja – La rassegna stampa su Roma che cambia ogni giorno Delibere di Giunta e Assemblea Capitolina Come trovare le Proposte di Deliberazione sul sito di Roma Capitale  TUTTE LE INIZIATIVE DI CARTEINREGOLA  Per osservazioni e precisazioni scrivere a: laboratoriocarteinregola@gmail.com 12 gennaio 2026
January 12, 2026
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La mobilità sostenibile in Italia è ancora una questione di disuguaglianza territoriale e sociale
La transizione non è solo tecnologica, è sociale e la mobilità sostenibile non è un tema tecnico, ma politico e sociale. Dove non arrivano autobus, tram e piste ciclabili, crescono disuguaglianza, isolamento e inquinamento. La transizione ecologica deve essere una transizione giusta. Le città italiane hanno compiuto passi importanti, ma la distanza tra centro e periferia resta enorme. Servono politiche redistributive, fondi strutturali e un Fondo Nazionale Trasporti finalmente stabile e adeguato. Kyoto Club e Clean Cities Champaign (CCC) hanno analizzato, per la prima volta, gli indicatori di mobilità sostenibile in 8 città italiane, con l’obiettivo di misurare le disuguaglianze urbane e individuare dove è in atto una transizione ecologica. Otto città, un’unica fotografia: la mobilità sostenibile in Italia è ancora una questione di disuguaglianza territoriale e sociale. È questo il messaggio centrale che emerge dalla serie di report “ZTL – Zone a Transizione Limitata”, realizzata da Kyoto Club e Clean Cities Campaign Italia, nell’ambito delle attività dell’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile.  Gli studi, dedicati a Bari, Bologna, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino,  analizzano per la prima volta gli indicatori di mobilità sostenibile a scala sub-comunale, utilizzando come unità di riferimento i Codici di Avviamento Postale (CAP). L’obiettivo è misurare l’equità urbana della mobilità e individuare le aree dove la transizione ecologica procede più lentamente. Nei report ZTL, l’indice di mobilità sostenibile è un indicatore sintetico calcolato combinando dodici variabili riferite a ciclabilità, pedonalità, motorizzazione privata (totale e più inquinante) e trasporto pubblico (diffusione e intensità), ognuna rapportata sia alla popolazione sia all’estensione territoriale delle singole zone CAP. La metodologia ZTL utilizza come unità di analisi il CAP (Codice di Avviamento Postale), incrociando dati su: trasporto pubblico: n. fermate (diffusione tpl) e n. corse (intensità); ciclabilità (km piste ciclabili) e pedonalità (mq aree pedonali); livelli di motorizzazione privata e motorizzazione privata più inquinante (auto fino a Euro4); reddito medio e densità abitativa. Per alcune città sono disponibili anche dati relativi alla mobilità condivisa, alla percorrenza delle auto e alla qualità dell’aria. Ogni indicatore viene normalizzato su una scala da 0 a 100, dove 0 corrisponde alla performance peggiore e 100 alla migliore rilevata nelle zone CAP. In questo modo il valore finale dell’indice non rappresenta una misura assoluta, ma una posizione relativa delle varie zone CAP rispetto alle altre in ciascuna città analizzata, consentendo di evidenziare punti di forza e ritardi di ciascun sistema urbano in termini di sostenibilità della mobilità. L’approccio è replicabile in tutte le città italiane e permette di mappare i divari spaziali della transizione ecologica. Dai rapporti delle 8 città emerge una costante: i centri urbani più ricchi coincidono con le aree più accessibili e servite dal trasporto pubblico, mentre le periferie restano dipendenti dall’auto privata e penalizzate da infrastrutture carenti. L’analisi per zone CAP evidenzia una Bari a due velocità: i valori massimi di mobilità sostenibile si registrano nel centro murattiano, mentre le aree periferiche – come Carbonara, Ceglie, Loseto e Japigia – non superano i 10 punti sull’indicatore sintetico complessivo. Il divario centro-periferia è accentuato anche dal reddito: oltre 31-33 mila euro annui nel centro, contro meno di 18 mila nelle aree marginali. Le disuguaglianze economiche e di accessibilità si rafforzano reciprocamente, generando una città socialmente e spazialmente frammentata. L’analisi per zone CAP conferma che Bologna è, invece, tra le città italiane più avanzate nella pianificazione della mobilità sostenibile, ma mostra forti disuguaglianze territoriali. Le zone centrali presentano i valori più alti di mobilità sostenibile, con ampia dotazione di percorsi ciclabili, aree pedonali e rete TPL capillare. Le aree periferiche e collinari restano invece caratterizzate da alta motorizzazione, bassa accessibilità e scarsa continuità ciclabile. Il gradiente centro-periferia si sovrappone alle disuguaglianze sociali: i quartieri con redditi più elevati coincidono con quelli più accessibili e serviti. Firenze si conferma una città avanzata nelle politiche di mobilità sostenibile, ma ancora segnata da forti disuguaglianze territoriali e sociali. Le zone centrali (50121–50123) mostrano i valori più elevati di accessibilità e sostenibilità, con bassi tassi di motorizzazione, ampia pedonalità e alta densità di trasporto pubblico. Le aree periferiche restano invece caratterizzate da elevata dipendenza dall’auto privata e scarsa offerta di trasporto pubblico locale. Il divario centro–periferia coincide con quello economico e ambientale, indicando che la transizione ecologica non è ancora socialmente equa. Milano è la città italiana più avanzata nella mobilità sostenibile, ma anche una delle più diseguali. I CAP centrali (20121–20124) concentrano servizi, infrastrutture e redditi più alti, con motorizzazione sotto 450 auto/1.000 ab e una quota di spostamenti sostenibili oltre il 65%. Le aree semicentrali e periferiche mostrano invece oltre 650 auto/1.000 ab, uso del trasporto pubblico sotto il 30% e ciclomobilità marginale. Il risultato è una città a due velocità, dove accessibilità e qualità ambientale. Napoli rappresenta il caso emblematico della transizione ecologica urbana nel Mezzogiorno: una città densa, complessa e diseguale, dove eccellenze e criticità convivono. L’analisi per zone CAP mostra un divario profondo: il Centro storico raggiunge il punteggio massimo di 100 nell’indice sintetico di mobilità sostenibile, mentre le periferie nord ed est (Secondigliano, Scampia, Barra, Ponticelli, Pianura) non superano i 5 punti. Il luogo in cui si vive determina quindi le opportunità di accesso, salute e qualità della vita: la sostenibilità è ancora un privilegio territoriale, non un diritto universale. Palermo rappresenta una delle città italiane più polarizzate dal punto di vista della mobilità sostenibile. Il Centro storico (Papireto) e la zona costiera dell’Acquasanta si collocano ai vertici dell’indice sintetico (rispettivamente 100 e 80), grazie alla concentrazione di aree pedonali, fermate e corse del trasporto pubblico. All’opposto, Palazzo Reale, Bellolampo–Borgo Nuovo  e Bandita non superano i 5 punti, segno di una grave carenza di servizi, infrastrutture e accessibilità. Le disuguaglianze socioeconomiche amplificano il divario territoriale: il reddito medio varia da 35.000 euro a Mondello a meno di 9.000 euro a Oreto–Stazione. Roma è la città italiana dove la sfida della transizione ecologica assume la sua dimensione più difficile e decisiva. Immensa, diseguale e stratificata, la Capitale concentra i principali paradossi della mobilità urbana: un sistema di trasporto pubblico in sofferenza, un uso dell’auto ancora dominante e una forte disuguaglianza territoriale. L’analisi per zone CAP mostra un divario netto: l’indice sintetico di mobilità sostenibile varia da 100 come in Delle Vittorie a valori prossimi allo zero in ampie aree periferiche come Tor Bella Monaca, Finocchio e Ponte Galeria. Il luogo in cui si vive determina in larga misura accessibilità, qualità dell’aria e opportunità economiche: la sostenibilità resta un privilegio urbano. Torino, infine, è una città che ha avviato con decisione la propria transizione ecologica, ma resta segnata da forti squilibri territoriali e sociali. L’indice sintetico di mobilità sostenibile evidenzia un divario netto tra centro e periferia: Centro Storico e Centro Est raggiungono i valori più alti (100), seguiti da Gran Madre–Madonna del Pilone. All’opposto, Campidoglio, Aurora e Barriera di Milano si collocano sotto i 10 punti. La mappa sociale coincide con quella della mobilità: dove si concentrano redditi e servizi, cresce l’accessibilità; dove prevalgono densità e vulnerabilità, la dipendenza dall’auto è strutturale. Dai risultati dei rapporti emergono alcune priorità strategiche condivise: 1. Riequilibrare gli investimenti verso le periferie urbane, portando lì il trasporto pubblico rapido e la mobilità attiva; 2. Rendere accessibile economicamente il TPL, con abbonamenti sociali e tariffe integrate; 3. Aumentare lo spazio per pedoni e ciclisti, riducendo il dominio dell’auto privata. Qui il Report di Kyoto Club e Clean Cities Campaign Italia: https://italy.cleancitiescampaign.org/wp-content/uploads/2025/12/Presentazione-ZTL-Osservatorio-KyotoClub-compressed.pdf.  Giovanni Caprio
January 8, 2026
Pressenza
I dati di Pendolaria 2025: il trasporto pubblico italiano continua a perdere “pezzi”
Il Fondo Nazionale Trasporti varrà nel 2026 il 38% in meno rispetto al 2009 se si considera l’inflazione, mentre la legge di Bilancio 2026 toglie risorse decisive alla metro C di Roma, alla M4 di Milano e al collegamento Afragola–Napoli. Nel 2024 hanno circolato inoltre 185 treni regionali in meno rispetto al 2023 a causa delle dismissioni dei rotabili più vecchi non compensate da acquisti sufficienti di nuovi convogli. Nel frattempo, il Ponte sullo Stretto assorbe 15 miliardi di euro per poco più di 3 chilometri, mentre con un terzo di quella cifra – 5,4 miliardi – si stanno realizzando 250 chilometri di tranvie in 11 città. È la fotografia del nuovo Rapporto Pendolaria – 20ª edizione di Legambiente, che documenta un sistema dei trasporti segnato da scelte politiche sbilanciate, sottofinanziamento cronico e ricadute sempre più pesanti su famiglie, lavoratori e studenti. Mentre le grandi opere stradali monopolizzano il dibattito pubblico, il servizio ferroviario quotidiano si deteriora: crescono gli impatti degli eventi meteo estremi sui trasporti (26 solo nel 2025) e aumenta il numero di persone che non può permettersi di muoversi. I numeri del Fondo Nazionale Trasporti parlano chiaro: le risorse destinate al trasporto pubblico su ferro e gomma sono oggi inferiori a quelle del 2009 e non sono mai state pienamente reintegrate dopo i tagli del 2010. In valori assoluti si è passati da 6,2 miliardi di euro nel 2009 a 4,9 miliardi nel 2020, con un lieve recupero a 5,18 miliardi nel 2024. Ma se si considera l’inflazione, il Fondo vale oggi il 35% in meno rispetto al 2009 e, senza interventi correttivi, nel 2026 la perdita salirà al 38%. Per tornare ai livelli reali di spesa di oltre quindici anni fa sarebbero necessari almeno 3 miliardi in più di quanto oggi previsto. D’altro canto, la legge di Bilancio 2026 non rafforza il Fondo e, al contrario, definanzia tre interventi cruciali per le aree urbane a più alta domanda di mobilità: 425 milioni di euro sottratti alla metro C di Roma (tratta Piazzale Clodio–Farnesina), lo stop al prolungamento della M4 di Milano fino a Segrate e al collegamento ferroviario Afragola–Napoli. Negli ultimi anni, la politica infrastrutturale ha inoltre continuato a privilegiare grandi opere stradali e autostradali – tra cui soprattutto il Ponte sullo Stretto di Messina, ma anche la Pedemontana Veneta, la Bre.Be.Mi., la Pedemontana Lombarda – con conseguenze negative su economia, ambiente e clima. Questa impostazione ha drenato risorse dalle aree urbane e metropolitane, dove si concentra la domanda di mobilità quotidiana, contribuendo a rendere marginale il tema del finanziamento del trasporto pubblico locale. In Italia si costruiscono infatti in media solo 2,85 chilometri all’anno di nuove metropolitane e 1,28 chilometri di tranvie. Le reti metropolitane italiane si fermano complessivamente a 271,7 chilometri, contro i 680 del Regno Unito, i 657 della Germania e i 620 della Spagna. Il confronto con il Ponte sullo Stretto è emblematico: con 5,4 miliardi di euro – l’investimento complessivo previsto per la realizzazione e il prolungamento di 29 linee tranviarie in 11 città italiane, pari a circa 250 chilometri di rete – sarebbe possibile costruire un sistema di mobilità urbana efficiente, accessibile e coerente con gli obiettivi climatici. Una cifra pari a circa un terzo del costo del Ponte (15 miliardi di euro per soli 3 chilometri), ma con un impatto sulla vita quotidiana di milioni di persone incomparabilmente superiore. Le linee peggiori d’Italia individuate in collaborazione con i comitati pendolari raccontano un sistema intrappolato tra rinvii e promesse non mantenute. In Campania la ex Circumvesuviana conferma il primato negativo: 13 milioni di passeggeri persi in dieci anni, convogli senza climatizzazione, stazioni impresenziate e un orario ancora “provvisorio”. Sempre in Campania, sulla Salerno–Avellino–Benevento la riapertura della stazione di Avellino è rimandata a giugno 2027. Nel Lazio la Roma Nord–Viterbo ha registrato 8.038 corse soppresse nei primi dieci mesi del 2025, il dato peggiore degli ultimi tre anni, mentre la Roma–Lido continua a essere segnata da guasti frequenti. Al Nord la Milano–Mortara–Alessandria, utilizzata ogni giorno da circa 19mila viaggiatori, accumula ritardi per il mancato raddoppio della linea. A questa si aggiungono le criticità del sistema ferroviario regionale e metropolitano del Piemonte, della Vicenza–Schio nel Nord-Est e delle Ferrovie del Sud Est. New entry del 2025 è la Sassari–Alghero, con quattro coppie di treni soppresse e un servizio quotidiano ancora inadeguato. In Sicilia restano infine aperte ferite storiche come la Catania–Caltagirone–Gela, interrotta dal 2011, e la Palermo–Trapani via Milo, chiusa dal 2013: collegamenti ferroviari fondamentali fermi da oltre un decennio. Tra le proposte di Legambiente al Governo Meloni c’è il rifinanziamento strutturale del trasporto pubblico su ferro e urbano, insieme a un rafforzamento del ruolo del MIT sulla qualità del servizio. Serve riportare il Fondo Nazionale Trasporti ai livelli reali del 2009 e investire su più treni e più corse nelle aree urbane e suburbane. Occorre potenziare le frequenze, passando da 30 minuti a 4–8 minuti nelle ore di punta, e raddoppiare i viaggi giornalieri da 6 a 12 milioni entro il 2035. A questo si affiancano politiche tariffarie integrate, con abbonamenti unici sul modello tedesco e spagnolo, incentivi all’uso del TPL, la riforma fiscale della shared mobility, il ripensamento degli spazi urbani con Low Emission Zones e città dei 15 minuti, lo sviluppo della mobilità elettrica, a prescindere dalla scadenza del 2035, e un piano per lo shift modale del trasporto merci, rafforzando Sea Modal Shift (il vecchio Marebonus) e Ferrobonus. Qui il Rapporto: https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/2025/12/Rapporto-Pendolaria-20esima-edizione-1-2.pdf. Giovanni Caprio
December 22, 2025
Pressenza
Il porto crocieristico di Fiumicino, implicazioni per il sistema di mobilità di Roma
di Pietro Spirito Il contributo di Pietro Spirito, economista dei trasporti, del consiglio direttivo di Carteinregola, al Dossier mobilità Programmi, progetti, conflitti, domande, proposte . In calce il suo intervento in video per la presentazione del Dossier del 4 dicembre 2025. Lo smarrimento delle politiche per la mobilità in una area metropolitana come Roma si misura anche dalla incapacità di valutare le possibili ricadute che si determinano se vengono realizzati progetti fuori dalla cinta muraria, che poi determinano impatti assolutamente rilevanti. Invece di prenderli in considerazione si rischia così di assistere nel silenzio alla futura caduta di tegole in testa, ovviamente essendo a quel punto del tutto incapaci di mettere in campo provvedimenti adeguati a governare una  crescita non imprevedibile, ma non governata, della mobilità. I casi che si potrebbero prendere in considerazione per stigmatizzare questo approccio sono molteplici, ma ne prenderemo in considerazione uno solo, emblematico. Il progetto del nuovo porto turistico-crocieristico di Fiumicino (Isola Sacra) rappresenta un potenziale investimento privato rilevante, pari a circa 600 milioni di euro, con  effetti rilevanti sul sistema di mobilità di Roma. Se fosse realizzato questo nuovo porto crocieristico lungo la direttrice occidentale verso il centro della città, si determinerebbe un forte aumento della congestione. Ovviamente, per inquadrare la questione della mobilità, bisogna inserirla nel contesto di questo progetto. La presente analisi mette in evidenza i seguenti punti: (i) caratteristiche del progetto e quadro; della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale); (ii) dinamiche della domanda crocieristica e flussi di passeggeri; (iii) impatti attesi su infrastrutture stradali e ferroviarie; (iv) effetti ambientali locali legati a emissioni e congestione; (v) misure di mitigazione e raccomandazioni per una governance integrata. Negli ultimi mesi la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale per il progetto è stata formalmente pubblicata e ha ricevuto pareri tecnici favorevoli (con robuste condizioni), rendendo il tema attuale e operativo. Il progetto prevede darsene per grandi navi crociera, funzioni ricettive e commerciali e una concessione di lungo periodo[1]. Su quest’ultimo tema è intervenuta l’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato[2]. Non torniamo sulle molteplici e rilevanti questioni che rendono il progetto critico per il sistema portuale nel suo insieme, al punto tale da ritenerlo non solo inutile ma dannoso. Stavolta ci soffermiamo sulle implicazioni per il sistema di mobilità dì Roma. Basiamo le nostre osservazioni sulla analisi documentale (documentazione VIA[3], controdeduzioni pubbliche), sulla revisione bibliografica e  su studi empirici di impatto crocieristico su città portuali (studio su big-data per congestione urbana, case studies spagnoli e barcellonesi), ricorrendo anche ad una valutazione qualitativa delle implicazioni per la rete di mobilità regionale (tratte ferroviarie FL-1); ovviamente va presa in considerazione la connettività stradale Isola Sacra–Roma: il carico aggiuntivo rispetto ad una direttrice stradale già oggi oltre le soglie tollerabili del traffico sarebbe oltre il limite soglia della tollerabilità. Fonti ufficiali dei traffici portuali sono state utilizzate per dimensionare i flussi attuali. Le infrastrutture previste richiedono imponenti opere di dragaggio per realizzare banchine per navi di grande stazza. L’articolazione del progetto consiste anche in una marina, hotel e aree commerciali. Nella valutazione della mobilità generata non va solo considerata l’approdo crocieristici ma l’insieme delle funzioni turistiche comprese nel progetto. La  documentazione VIA comporta studi su erosione costiera, qualità delle acque e analisi dei flussi di traffico generati dall’attività crocieristica, anche con uno studio di impatto trasportistico allegato alla VIA. Il Lazio si conferma una regione crocieristica trainante (record passeggeri 2024 e alta densità di accosti). Soprattutto per le caratteristiche di Roma, un approdo crocieristico prende le caratteristiche di home port, vale a dire di scalo per la partenza e l’arrivo delle crociere. Questo schema prevede la presenza dei turisti non solo per il giorno della partenza, ma per altri segmenti di permanenza, in arrivo e partenza. Di conseguenza, il tasso di mobilità cresce ulteriormente. L’attivazione di un nuovo terminal a Fiumicino avverrebbe certamente in presenza di un numero complessivo di sbarchi/imbarchi nella regione in aumento.  Riconfigurare la distribuzione dei passeggeri tra Civitavecchia e Fiumicino non è neutrale per le ricadute sulla mobilità per Roma. La identificazione di un secondo molo crocieristico pone tutta una serie di implicazioni problematiche sulla articolazione complessiva del sistema di offerta. Studi su altre città mostrano che le attività crocieristiche generano picchi giornalieri che si traducono in incrementi significativi del traffico urbano (es.: aumento stimato di congestione fino al ~12%, circa il 12%). Questa valutazione è condotta da studi che usano big-data. Tale valore è utile come ordine di grandezza per la valutazione di impatto trasportistico. I flussi di autobus turistici, navette dedicate e veicoli privati diretti al porto possono concentrare pressioni sulla viabilità di Isola Sacra e sulle direttrici verso Roma (A91, via della Scafa, via Portuense). L’effetto di spill-over può aggravare la congestione su nodi urbani e parcheggi di scambio in prossimità della Capitale. Qualche misura di attenuazione della congestione si può mettere in campo, ma va programmata e finanziata per tempo. E le risorse che servono sono almeno pari ai costo dell’investimento per la costruzione del porto. Si può determinare un significativo incremento della domanda passeggeri sulla FL-1 che potrebbe giustificare corse dedicate e potenziamento delle frequenze (shuttle ferroviari per coincidere con sbarchi/imbarchi). La capacità attuale e la dotazione infrastrutturale (numero di binari, stazioni di interscambio, spazi per parcheggio) richiedono investimenti e accordi contrattuali tra infrastrutture ferroviarie e gestore portuale. La documentazione VIA contiene ipotesi di spostamento modale che necessitano una verifica empirica. Poi c’è ovviamente la questione dell’impatto sull’ambiente., che non riguarda solo il fronte del porto. Le navi a motore tradizionale e i movimenti veicolari generano emissioni locali molto consistenti (NO₂, PM, SO₂). La letteratura indica che, senza misure di elettrificazione e navette pulite, i porti crocieristici possono creare concentrazioni puntuali di inquinanti. Le normative UE e le esperienze (es. Barcellona) mostrano la strada verso shore-power e limitazioni strutturate. Nei documenti di progetto, come accade sempre in casi come questi, sono citati effetti positivi, con la creazione di posti di lavoro, opportunità di sviluppo turistico locale e rigenerazione urbana se integrate con politiche pubbliche. Di converso sono evidenti, e non richiedono dimostrazione, conflitti con i porti esistenti (in particolare Civitavecchia). Al progetto si è determinata opposizione locale per impatti paesaggistici e ambientali, oltre che rischi di sovra-concentrazione turistica in alcune aree della città. Sulla base di quanto abbiano ricostruito, andrebbe definito un Piano di mobilità integrato crociera–città. Significa definire obblighi contrattuali per il gestore del porto su percentuali minime di passeggeri trasportati con mezzi collettivi (treno/navetta elettrica) e su orari di sbarchi differenziati per distribuire domanda.  È in ogni caso necessario potenziare FL-1 e creare hub intermodale: stazione di interscambio dedicata, parcheggi di scambio, corsie preferenziali per navette crociera. Va  poi realizzata la elettrificazione delle banchine e lo  shore-power[4]: obbligo progressivo di connessione alle banchine per ridurre emissioni locali; incentivi a navi compatibili e infrastrutture di ricarica per navette elettriche (prassi già adottata in porti UE). È indispensabile il monitoraggio ambientale con un  osservatorio mobilità: KPI[5]  obbligatori nel contratto di concessione (emissioni, % passeggeri in TPL, tempi medi di trasferimento verso Roma). Invece, di tale questione di occupano solo le associazioni che di sono mobilitate contro il progetto del porto crocieristico di Fiumicino. Nell’orizzonte della pianificazione dell’area metropolitana di Roma non si trova traccia di tale questione. Le tegole si avvicinano implacabilmente. Se si decidesse, non auspicabilmente, di procedere comunque verso la realizzazione del porto crocieristico, sono necessari tavoli di concertazione con Comune di Fiumicino, Città Metropolitana di Roma, AdSP (Autorità di Sistema Portuale) e comunità locali per misure di compensazione ambientale e sociale. Le esperienze internazionali possono offrite spunti dai quali partire per minimizzare almeno i danni potenziali. Città come Barcellona hanno già limitato capacità crocieristica e potenziato shore-power e restrizioni di accesso per gestire l‘overtourism. Questo  percorso fornisce un benchmark per politiche preventive e limiti strutturali alla crescita incontrollata. Studi empirici sull’impatto crociere (uso di big-data) mostrano che i picchi giornalieri sono gestibili solo con infrastrutture di trasporto collettivo dedicate e con politiche di regolazione del flusso. Il progetto del porto crocieristico di Fiumicino presenta rischi rilevanti per la mobilità e l’ambiente se non accompagnato da: investimenti in ferrovia e intermodalità, misure di elettrificazione, governance territoriale e obblighi contrattuali vincolanti sul trasporto collettivo. Il modello ottimale è un’integrazione stretta tra investitore privato, autorità portuale e amministrazioni locali per evitare congestione urbana, ridurre emissioni e massimizzare i benefici socio-economici. Di tutto ciò non si parla. Quando si comincerà a farlo sarà tropo tardi. — Riferimenti bibliografici (documenti e studi citati) Documentazione procedura VIA — Progetto per la realizzazione del Porto turistico-crocieristico di Fiumicino (Ministero / piattaforma VIA). Comunicati e notizie sul via libera alla VIA e dettagli di progetto (Shipping Italy; Cruisetermint; ANSA; Il Faro). Dati traffici portuali AdSP: traffici Porto di Fiumicino (2024, 2025). vedi anche, nella prima parte del Dossier Le città metropolitane e il nodo della mobilità  di PietroSpirito  Vai alla prima parte del Dossier VAI ALL’INDICE DEL DOSSIER SCARICA IL DOSSIER COMPLETO IN PDF vai a Progetto Porto turistico crocieristico di Fiumicino cronologia materiali 5 dicembre 2025 Per osservazioni e precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com NOTE ________________________________________________________________________ [1] Vedi Progetto Porto turistico – crocieristico di Fiumicino – cronologia e materiali https://www.carteinregola.it/idossier-2/progetto-porto-della-concordia-di-fiumicino-cronologia-e-materiali/ [2] L’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nella seduta del 14 gennaio 2025 ha formulato  alcune osservazioni in merito al procedimento VIA relativo al progetto del Porto turistico crocieristico di Fiumicino  scarica l’estratto del Bollettino 4/2025 del 03/02/2025 pag. 33 [3] Vedi il  sito del MITE con la documentazione della VIA [4] Lo “shore power”, noto anche come “cold ironing”,  è il sistema di alimentazione elettrica da banchina che consente alle navi attraccate di collegarsi alla rete elettrica a terra, permettendo così di spegnere i motori ausiliari. [5] Key Performance Indicator, Indicatore Chiave di Prestazione _________________________________________________________________
December 5, 2025
carteinregola