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CPR: Macomer per iniziare e poi…
… chiuderli tutti. Con articoli, comunicati e link. Il 20 febbraio scorso, sul sito sardo di Italia che cambia, è stata ripresa la denuncia fatta dall’Assemblea NO CPR Macomer delle proteste del 9 febbraio al CPR sardo, represse duramente dalla polizia. Nella rassegna stampa del sito, a cura di Lisa Ferreli e Alessandro Spedicati, sono state intervistate due attiviste da
February 26, 2026
La Bottega del Barbieri
Cento persone intercettate e ricondotte in Libia
Ieri il nostro aereo da ricognizione Seabird ha assistito all’ennesimo respingimento violento operato dalla cosiddetta Guardia Costiera libica. Quasi 100 persone sono state intercettate e catturate dopo che la loro imbarcazione era stata segnalata da Frontex. Quello che è seguito è stato un incubo, che abbiamo potuto solo osservare inermi dall’alto. I miliziani libici armati di bastoni si sono lanciati all’inseguimento di un gruppo di persone in fuga nel Mediterraneo e hanno poi dato fuoco alla barca. Adesso le persone catturate sono rinchiuse nei centri di detenzione libici, noti per torture e abusi sistematici. Questi sono i criminali che il governo italiano sostiene attraverso il Memorandum Italia-Libia, ed è per questo che ci uniamo alla denuncia di Refugees in Libya  per chiedere ancora una volta la fine degli accordi che dal 2017 finanziano un ciclo di abusi con i soldi dei contribuenti d’Italia e Europa. Spiega Giorgia Linardi, portavoce di Sea-Watch:“I cittadini devono sapere che quasi un miliardo delle loro tasse è stato investito negli ultimi otto anni per contenere le persone in fuga dall’altro lato del Mediterraneo, ad un altissimo costo non solo economico, ma innanzitutto umano.” “È imprescindibile per noi – conclude Linardi – unirci alla voce di chi è sopravvissuto a questo sistema atroce. Chiediamo alle istituzioni di interrompere una politica che uccide non solo le persone in fuga, ma anche i valori fondanti della nostra democrazia e dell’umanità.” Sea Watch
June 20, 2025
Pressenza