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Ultima chiamata per l’Italia
Fin dalla nascita dello Stato unitario, i poli opposti dello scontro politico nel nostro Paese sono sempre stati, da una parte, le classi «pericolose», vessate ed emarginate, e dall’altra un potere governativo ostile alle istanze popolari. Questa contrapposizione si è riproposta, attraverso i decenni, fino ai giorni nostri. La differenza […] L'articolo Ultima chiamata per l’Italia su Contropiano.
October 23, 2026
Contropiano
La rabbia degli operai della ex Ilva. No ai licenziamenti
A Genova gli operai della ex Ilva hanno occupato la prefettura entrando all’improvviso nel palazzo dopo tre giorni di presidio in largo Lanfranco. A Taranto nei giorni scorsi hanno bloccato strade e autostrade. Le organizzazioni sindacali Usb, Fim, Fiom, Uilm hanno deciso di prolungare lo sciopero di altre 48 ore, […] L'articolo La rabbia degli operai della ex Ilva. No ai licenziamenti su Contropiano.
October 15, 2026
Contropiano
LOTTE OPERAIE: A TARANTO MOBILITAZIONE NO STOP ALL’EX ILVA. USB: “IL TEMPO DELL’ATTESA ORMAI E’ FINITO”.
Taranto: dopo lo sciopero di 24 ore con corteo e blocchi di lunedì 12 ottobre, la mobilitazione delle tute blu ex Ilva va avanti a oltranza. Presidio notte e giorno alle portinerie dell’ex Siderurgico e blocchi stradali lungo le statali che lambiscono lo stabilimento. Lo sciopero è a tempo indeterminato, sicuramente per questa settimana, quando è previsto tra giovedì 15 e venerdì 16 ottobre un incontro con la Regione Puglia. Operaie e operai, assieme ai sindacati (Usb, Fiom, Uilm e Fim) chiedono però che venga anticipato Sullo sfondo restano poi altre due date: quella del 20 ottobre, quando la Cassazione si pronuncerà definitivamente sulla chiusura dell’area a caldo disposta dalla Corte d’Appello di Milano e poi quella del 15 novembre, il momento fissato per lo spegnimento di tutti gli stabilimenti dell’ex Ilva. Su Radio Onda d’Urto la corrispondenza dai blocchi fuori dal Siderurgico con Giacomo Mastro, rsu Usb all’ex Ilva di Taranto. Ascolta o scarica La mobilitazione a oltranza segue il fallimento dell’incontro dell’8 ottobre 2026 a palazzo Chigi sull’ex Ilva, al termine del quale Usb aveva riassunto così la situazione: “Il tavolo di Palazzo Chigi dell’8 ottobre ha certificato quello che denunciamo da tempo: per il Governo la siderurgia non rappresenta, nei fatti, un asset strategico del Paese. Dopo mesi di incontri, accordi, commissariamenti e promesse, siamo ancora in attesa di un progetto industriale che definisca il futuro della produzione siderurgica italiana. Le prospettive di Taranto, Genova, Novi Ligure e degli altri stabilimenti continuano a dipendere dalle decisioni della magistratura e dalle eventuali offerte di soggetti privati, anziché da una precisa scelta di politica industriale dello Stato. Eppure questo Governo, quando decise di commissariare ArcelorMittal, trovò la condivisione delle organizzazioni sindacali. Oggi siamo costretti a constatare che, nonostante quel passaggio, la situazione è diventata persino più grave. Non servono altri interventi tampone. Servono il coraggio politico di assumere il controllo pubblico della siderurgia, un piano industriale credibile e le risorse necessarie a realizzarlo. Anche sulle tutele dei lavoratori continuiamo ad assistere a discussioni inconcludenti. Le nostre richieste sul riconoscimento dell’esposizione all’amianto e del lavoro usurante non sono privilegi da contrattare. Sono rivendicazioni fondate sulle condizioni di salute di chi ha trascorso decenni nelle cokerie e nelle acciaierie. È inaccettabile che si continui a discutere di questi temi senza partire dai dati sanitari e dalle reali condizioni di lavoro.  A Taranto la situazione sociale è ormai pesantissima. Migliaia di lavoratori e le loro famiglie vivono da quattordici anni nell’incertezza, con la paura quotidiana di perdere lavoro e salario. Una condizione che produce conseguenze profonde anche sul piano psicologico e che il Governo continua a sottovalutare.Gli ammortizzatori sociali sono indispensabili per tutelare immediatamente i lavoratori, ma non possono rappresentare il risultato finale dell’azione di Governo né sostituire un progetto industriale. Per USB questa fase di incontri senza risultati è esaurita. Non è più accettabile prolungare l’agonia della siderurgia e dei suoi lavoratori. Questa vertenza si inserisce pienamente nelle ragioni dello sciopero generale del 30 ottobre proclamato da Usb: contro il carovita, per aumentare i salari, difendere l’occupazione e destinare le risorse pubbliche al lavoro e all’industria anziché al riarmo. Il futuro dell’ex Ilva non è soltanto una questione tarantina. Riguarda il futuro industriale dell’intero Paese. Per queste ragioni, a partire da lunedì 12 ottobre USB sarà impegnata in tutto il gruppo Ilva in una mobilitazione permanente, che crescerà progressivamente di intensità e assumerà forme di lotta sempre più incisive in assenza di risposte concrete. Non siamo più disponibili ad assistere passivamente al progressivo smantellamento della siderurgia italiana e alla disperazione di migliaia di lavoratori. Il tempo dell’attesa è finito”.
October 13, 2026
Radio Onda d`Urto
Milano, schiavi nel cantiere del consolato USA: agli operai 19 milioni e 238 permessi
Lo scorso 31 maggio Ulas Demir stava per imbarcarsi su un volo per Istanbul all'aeroporto di Orio al Serio, ma l’hanno fermato prima che salisse a bordo. Quattro mesi dopo, il manager turco della Caddell Construction è tornato libero, e nel parere favorevole alla scarcerazione il pm ha citato proprio l'«importante sforzo fatto da Caddell» per risarcire i lavoratori. Si tratta dei 292 operai che hanno costruito il nuovo consolato degli Stati Uniti in piazzale Accursio, a Milano e che riceveranno oltre 19 milioni di euro. L'inchiesta dei pm Paolo Storari e Mauro Clerici descriveva una situazione... Questo è un articolo di approfondimento riservato ai nostri abbonati. Scegli l'abbonamento che preferisci (al costo di un caffè la settimana) e prosegui con la lettura dell'articolo. Se sei già abbonato effettua l'accesso qui sotto o utilizza il pulsante "accedi" in alto a destra. ABBONATI / SOSTIENI L'Indipendente non ha alcuna pubblicità né riceve alcun contributo pubblico. E nemmeno alcun contatto con partiti politici. Esiste solo grazie ai suoi abbonati. Solo così possiamo garantire ai nostri lettori un'informazione veramente libera, imparziale ma soprattutto senza padroni. Grazie se vorrai aiutarci in questo progetto ambizioso. Username Password Ricordami     Password dimenticata The post Milano, schiavi nel cantiere del consolato USA: agli operai 19 milioni e 238 permessi appeared first on L'INDIPENDENTE.
October 5, 2026
L'INDIPENDENTE
Udienza preliminare processo strage sul lavoro Brandizzo
Si è aperta alle 10,00 del 30 settembre presso il tribunale di Ivrea, l’udienza preliminare del processo per la strage sul lavoro del 30 agosto 2023, sui binari ferroviari di Brandizzo. Erano presenti i familiari di Kevin Laganà, Michael Zanera, Giuseppe Sorvillo, Saverio Giuseppe Lombardo, Giuseppe Aversa, i cinque operai […] L'articolo Udienza preliminare processo strage sul lavoro Brandizzo su Contropiano.
October 3, 2026
Contropiano
OMICIDI SUL LAVORO: AL VIA IL PROCESSO PER LA STRAGE OPERAIA DI BRANDIZZO; NELLE STESSE ORE UN MORTO E UN FERITO GRAVE ALLA FINCANTIERI DI ANCONA
Lavoro. A poco più di tre anni dalla strage operaia sui binari della stazione di Brandizzo, nel Torinese, via oggi a Ivrea il processo che dovrà fare luce sulla morte di Kevin Laganà, 22 anni, Michael Zanera (34), Giuseppe Sorvillo (43), Saverio Giuseppe Lombardo (53) e Giuseppe Aversa (49), i 5 operai della Sigifer travolti da un treno in transito mentre si apprestavano a eseguire dei lavori di manutenzione sui binari. Era il 30 agosto 2023. 23 gli indagati tra persone fisiche e società. Tra loro Giampiero Strisciuglio, ex ad di Rfi e oggi al vertice del Gruppo Fs. Le società coinvolte nell’inchiesta sono invece Sigifer, Costruzioni Linee Ferroviarie, che aveva ricevuto l’appalto, e Rfi, che lo aveva commissionato. Le accuse a vario titolo sono omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario, oltre alle contestazioni legate alle normative inerenti la sicurezza sul lavoro. L’udienza di oggi è a porte chiuse; fuori dal tribunale di Ivrea, però, un folto presidio, lanciato da sindacati di base, famigliari delle vittime di altre stragi analoghe, come Viareggio e gruppi autorganizzati di lavoratori e lavoratrici delle ferrovie. Dal presidio fuori dal Tribunale di Ivrea Riccardo Antonini, Ass. 29 Giugno. Ascolta o scarica. Nelle stesse ore del via al processo per Brandizzo, altri operai – siamo nelle Marche – rimanevano uccisi o feriti gravemente. Due lavoratori Fincantieri – impiegati ancora una volta per una ditta di appalto – sono stati investiti da una fiammata durante la saldatura, pare per una perdita di acetilene. Morto sul colpo un 55enne operaio di origini tunisine, padre di 3 figli; in condizioni gravissime un 29enne, di origini bengalesi. In corso 8 ore di sciopero a Fincantieri Ancona, dove i lavoratori sono 4800, ma diretti sono un quinto; gli altri, 4000, fanno parte della giungla di appalti e subappalti. Massimiliano Anastasi, Rls in Finacantieri Ancona e Fiom Cgil. Ascolta o scarica.
September 30, 2026
Radio Onda d`Urto
È possibile decolonizzare l’intelligenza artificiale?
Si può prendere una tecnologia nata e sviluppata nei centri di potere e riadattarla alle necessità di un gruppo marginalizzato? La domanda, potenzialmente, riguarda tutte le innovazioni tecnologiche. Il caso dell’intelligenza artificiale generativa è però oggi particolarmente discusso assieme alle molteplici problematiche etiche che i grandi modelli linguistici, come anche […] L'articolo È possibile decolonizzare l’intelligenza artificiale? su Contropiano.
July 16, 2026
Contropiano
SEANO (PRATO): SGOMBERO POLIZIESCO DEL PICCHETTO OPERAIO ALLA ACCA. 15 TRA LAVORATORI E SUDD COBAS IN QUESTURA.
Lotte operaie. Sgombero poliziesco all’alba di oggi, venerdì 3 luglio 2026, del picchetto alla Acca di Seano, Prato, azienda di consegna pronto moda in tutta Europa che ha annunciato la chiusura, lasciando a casa 100 lavoratori. Dal 20 giugno è in corso un presidio-picchetto no stop, con Sudd Cobas, per impedire che l’attività continui come nulla fosse, mentre 100 lavoratori –migranti – sono sull’orlo del licenziamento. Una lotta dura, passata anche dal pestaggio di massa di qualche giorno fa, con un nugolo di padroncini arrivati ad hoc a Seano per caricare il picchetto, facendo alcuni feriti persino tra i poliziotti. La stessa Polizia, con celere e blindati, è arrivata oggi per sgomberare il picchetto operaio di Seano. La lotta, però, prosegue a oltranza, nonostante diversi operai e sindacalisti Sudd Cobas siano stati portati di peso in Questura a Prato. Sono una quindicina le persone fermate, caricate su un pullman e portate in Questura a Prato, dove giusto 2 giorni fa…si era aperto in Provincia il tavolo istituzionale per cercare una soluzione alla vertenza. Dai Sudd Cobas arriva l’appello a recarsi “in via Copernico a Seano! Un’azienda a processo per sfruttamento e caporalato con un’indagine della procura europea per 71 milioni di euro di evasione fiscale che sta facendo un chiudi-e-riapri, e la questura sgombera e porta via i lavoratori in sciopero per difendere i loro 100 posti di lavoro”. Dal presidio di Seano, Prato, davanti alla Acca Francesca Ciuffi, compagna del sindacato di base e conflittuale Sudd Cobas, raggiunta da Radio Onda d’Urto alle ore 9 del mattino. Ascolta o scarica
July 3, 2026
Radio Onda d`Urto
“LEVANTE”: LA PRECARIZZAZIONE DEL LAVORO E LA MEMORIA DELLA CLASSE OPERAIA CINESE. IL CASO DEL DONGBEI, L’ESTREMO NORDEST.
Secondo appuntamento nel mondo della letteratura operaia cinese per “Levante”, la trasmissione di Radio Onda d’Urto dedicata all’Asia Orientale. Dopo avere presentato “Consegno pacchi a Pechino” di Hu AnYan, tradotto in italiano per Laterza da Federico Picerni, nostro ospite nella puntata di aprile 2026 (riascoltala qui),a maggio 2026 ci spostiamo nell’estremo Nordest della Cina, il Dōngběi, al confine con l’Estremo oriente russo e con la Corea del Nord. Una zona che, con un paragone forse improprio, viene spesso paragonata alla “Rust Belt” degli Usa, un tempo cuore dell’industria pesante (e della classe operaia), poi travolta da licenziamenti, depressione economica e crisi (anche) d’identità. Ospiti della puntata Dario Di Conzo – co-curatore di Levante su Radio Onda d’Urto, oltre che docente a contratto di Riforme economiche nella Cina contemporanea all’Università L’Orientale di Napoli – e Gaia Perini, studiosa di letteratura cinese moderna. Laureata a Bologna, Gaia Perini ha vissuto in Cina dal 2003 al 2018, dove ha conseguito una seconda laurea e un dottorato alla School of Humanities and Social Sciences della Tsinghua University di Pechino, lavorando sotto la guida di Wang Hui. Le sue ricerche attraversano letteratura moderna, pensiero politico e teoria della traduzione, con un’attenzione particolare a Ba Jin (anarchico e scrittore cinese tra i più importanti del XX secolo) e, più recentemente, alle forme letterarie attraverso cui la Cina contemporanea ha raccontato la precarizzazione del lavoro e la memoria della classe operaia. Le sue ricerche si orientano in particolare quindi sulla letteratura proprio del Dōngběi cinese, come quella prodotta dai “figli” della stagione dei licenziamenti di massa nelle imprese di stato cinesi, avvenuti tra metà Anni Novanta e primi Anni Duemila. La puntata di maggio 2026 di “Levante” su Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica
May 29, 2026
Radio Onda d`Urto