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L’Aquila: condanna per Anan Yaesh, assolti altri due palestinesi
Anan Yaesh, resistente palestinese detenuto in Italia, è stato condannato dalla Corte d’Assise de L’Aquila a 5 anni e sei mesi. Assolti gli altri due palestinesi Ali Irar e Mansour Doga Doghmosh che erano stati arrestati con lui. A gennaio 2024 vengono arrestati in Italia Anan Yaesh, Ali Irar e […] L'articolo L’Aquila: condanna per Anan Yaesh, assolti altri due palestinesi su Contropiano.
L’AQUILA: ATTESA LA SENTENZA IN PRIMO GRADO PER ANAN, ALI E MANSOUR. PRESIDIO FUORI DAL TRIBUNALE, BLOCCATO UN PULLMAN DI SOLIDALI
Attesa per oggi, venerdì 16 gennaio, la sentenza di primo grado nei confronti di Anan, Ali e Mansour, i tre giovani cittadini palestinesi accusati di terrorismo internazionale dal Tribunale de L’Aquila. Finora non è emerso alcun elemento incriminante a carico degli imputati. Secondo l’accusa, formulata dalle autorità israeliane, i tre avrebbero finanziato la Brigata di Tulkarem, attiva nella resistenza palestinese territori occupati contro l’invasione israeliano. Il diritto internazionale e il diritto internazionale umanitario – dalla Risoluzione ONU 37/42 alla Carta delle Nazioni Unite, fino alla Convenzione di Ginevra – riconoscono infatti il diritto del popolo palestinese alla resistenza contro l’occupazione militare illegale, anche attraverso il ricorso alle armi, purché non vengano coinvolti civili estranei al conflitto. Nel corso del processo non è emerso alcun superamento di questo limite. Un punto centrale è stato il tentativo dell’accusa di presentare un insediamento illegale israeliano in Cisgiordania, Avnei Hefetz, che ospita anche una base militare, come una semplice cittadina civile israeliana. Per sostenere questa tesi, la Procura ha cercato di inserire nel fascicolo un documento proveniente dall’ambasciata israeliana a Roma, ma il giudice ne ha negato l’ammissione. In risposta, l’accusa ha richiesto di convocare l’ambasciatore israeliano come testimone nella prossima udienza. In occasione di questa udienza è stato organizzato un presidio al Tribunale de L’Aquila, iniziato questa mattina alle ore 9.30, per esprimere solidarietà ad Anan, Ali e Mansour e per ribadire che “la Resistenza Palestinese non si arresta né si processa”. Bloccato da polizia e carabinieri un pullman di solidali che doveva raggiungere l’iniziativa. Ingente il dispiegamento poliziesco. Gli aggiornamento dal presidio: Ore 11.00 – Laila dei Giovani Palestinesi d’Italia Ascolta o scarica. Ore 10.30 – Vincenzo Miliucci, storico compagno romano Ascolta o scarica.
Processo Anan,Alì e Mansour il pm richiede pesanti condanne
Dodici anni di reclusione per Anan Yaeesh, 9 per Alì Irar e 7 per Mansour Dogmosh. Queste le richieste del pubblico ministero al termine della requisitoria nell’ambito del processo che vede all’Aquila i tre palestinesi imputati con accuse di attività di terrorismo internazionale. La sproporzione delle richieste e ancora piu’ evidente se si confronta la condanna inflitta ad Anan da un tribunale militare israeliano: 3 anni di reclusione e 5 di libertà vigilata per fatti risalenti alla seconda intifada. Invece nel caso specifico , per fatti certamente meno gravi, il pubblico ministero dell’Aquila ha chiesto 12 anni di reclusione, eludendo tutto il contesto e la possibilità di riconoscere attenuanti generiche, l’attenuante della provocazione, il fatto di aver agito per elevati valori morali e sociali ,decontestualizzando la situazione da ciò che accade in Palestina e ignorando il diritto alla resistenza del popolo palestinese. E’ sempre piu’ evidente la subordinazione della magistratura italiana alla volontà punitiva di Israele nei confronti degli esuli palestinesi ,specchio della complicità dello stato italiano nel genocidio. Ne parliamo con un compagno che ha seguito le udienze del processo .
ABRUZZO: NO DELLA REGIONE AL GASDOTTO SNAM, I COMITATI: “CONFERMATE LE RAGIONI DELLA LOTTA”
Una mozione approvata all’unanimità dalla Commissione Ambiente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, impegna l’esecutivo de L’Aquila a “sostenere in tutte le sedi istituzionali la posizione di assoluta contrarietà della Regione al progetto ‘Linea Adriatica’” sviluppato da SNAM e fortemente sostenuto dal governo Meloni. La risoluzione era stata proposta dal consigliere del PD Pierpaolo Pietrucci, che siede nei banchi dell’opposizione. La realizzazione del progetto SNAM devasterebbe gli Appennini e le montagne della provincia de L’Aquila, rappresentando inoltre un grave rischio per chi vive in territori storicamente interessati da forti movimenti sismici. Il commento di Mario Pizzola, del Coordinamento per il clima – Fuori dal fossile. Ascolta o scarica
L’AQUILA: CONTINUA IL PROCESSO CONTRO I COMPAGNI PALESTINESI ACCUSATI DI TERRORISMO INTERNAZIONALE
Si è tenuta nella giornata di mercoledì 18 giugno la nuova udienza contro i compagni palestinesi Anan Yaeesh, Ali Irar e Mansour Doghmosh. Sono accusati di terrorismo internazionale per aver, secondo accuse formulate dalle autorità israeliane, finanziato la Brigata Tulkarem, attiva nella resistenza palestinese nei territori occupati. La seduta ha visto al centro della discussione la traduzione di documenti dall’arabo e l’ascolto di alcuni testimoni. In concomitanza dell’udienza, fuori dal tribunale dell’Aquila, si è svolto un presidio di solidarietà, durante il quale i manifestanti hanno denunciato le gravi “forzature procedurali”. Tra la fine di giugno e la fine di luglio continuerà il processo con altre cinque udienze, mentre Anan Yaeesh rimane in carcere. Ci ha spiegato come è andato il dibattimento e come si prospetta la prosecuzione del processo, l’avvocato Flavio Rossi Albertini. Ascolta o scarica