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Gioia del Colle (BA): vittoria contro la militarizzazione della corsa “Corri con Gioia”
Gioia del Colle (BA) da laboratorio sperimentale della militarizzazione dei territori e delle coscienze diventa esempio di successo della mobilitazione dal basso contro la propaganda bellicista, dimostrazione concreta e fattuale del fatto che la militarizzazione può essere arrestata, ma solo se si prende consapevolezza e si riconosce il fenomeno che attraverso l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università da anni stiamo denunciando. È accaduto che la Gioia Running, associazione podistica dilettantistica locale, ha annunciato circa un mese fa che la tradizionale corsa “Corri con Gioia” alla dodicesima edizione quest’anno si sarebbe svolta per 7 km all’interno del perimetro della base aerea del 36° stormo, ubicata proprio nel territorio di Gioia del Colle. Ciò che i cittadini e le cittadine hanno trovato davvero raccapricciante è stato il messaggio di promozione dell’evento, in cui veniva fatto un accostamento abbastanza agghiacciante tra la potenza e la precisione degli aerei militari Eurofighter Typhoon e le prestazioni sportive degli atleti e delle atlete, per cui il Comitato Cittadino per la Pace si è mobilitato facendo uscire un primo comunicato stampa (da noi pubblicato qui) in cui sollevava dubbi e perplessità circa l’opportunità in questo momento storico di organizzare un evento sportivo cittadino, che nelle scorse edizioni era stato una grande festa per le vie della città, all’interno di una base militare situata, peraltro, 1 km fuori dal perimetro della città, quindi escludente una fetta della popolazione. Il Comitato cittadino per la Pace ha così inviato, in un secondo momento, una lettera al Ministero della difesa Guido Crosetto e, per conoscenza, al comandante della base militare per chiedere delucidazioni in merito alle questioni legate alla sicurezza, dal momento che oltre alle questione etiche e all’opportunità politica di organizzare una manifestazione del genere in un conteso internazionale di guerra in spazi militarizzati, si profilavano anche pericoli legati alla sicurezza con l’ingresso di migliaia di persone all’interno della base militare. A tutto questo iter istituzionale non è corrisposto nessun tipo di riscontro né da parte del Ministero né da parte del comandante né, tantomeno, da parte dell’associazione podistica organizzatrice e del Comune di Gioia del Colle che, comunque, ha dato il patrocinio economico e culturale all’iniziativa. Insomma, silenzio assoluto da parte delle istituzioni, fino a quando la questione sollevata dal Comitato cittadino per la Pace ha determinato un provvedimento da parte della Prefettura, che ha predisposto il divieto di accesso all’interno della base! La conseguenza, quindi, è stata che a meno di una settimana dallo svolgimento della “Corri con Gioia” è stato possibile fermare la militarizzazione della corsa e disporre il blocco dell’iniziativa all’interno della base militare. Questo serve anche a mettere in evidenza il fatto che non tutto ciò che viene organizzato, per il solo fatto che venga autorizzato dalle istituzioni, necessariamente significa che sia lecito e vada bene per la sicurezza e il benessere della cittadinanza. A Gioia del Colle è accaduto che solo quando la società civile si è mobilitata e ha messo in discussione le modalità di svolgimento delle iniziative militaristiche siano partite le verifiche per la sicurezza e solo allora poi ci si è reso conto che effettivamente far entrare nelle caserme le persone, così come i bambini e le bambine, gli studenti e le studentesse, rappresenta un serio problema. La vicenda di Gioia del Colle, oltre ad essere una sonante vittoria per i movimenti pacifisti sul territorio pugliese, deve essere un monito in generale per stimolare la società civile in tutta Italia alla partecipazione alla cosa pubblica, a studiare i dettami costituzionali della convivenza civile e a mettere in discussione uno status quo che non è detto che vada sempre bene per la popolazione. È importante sottolineare, infine, che il Comitato cittadino per la Pace è stato appoggiato e sostenuto da tutta la rete regionale dei Comitati per la Pace, da DisarmataTerra, da Emergency, dal Movimento nonviolento, dallo stesso Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e da tutte le realtà pugliesi che sul territorio regionale lavorano da sempre in maniera congiunta per denunciare e arrestare la militarizzazione dei territori, dalla base aeronautica di Amendola (FG), dove il 10 maggio si terrà la XIII Marcia per la pace, fino alla base salentina di Torre Veneri, in cui vengono condotti gli studenti e le studentesse (leggi qui la denuncia dell’Osservatorio). Si è trattato di un gioco di squadra di una serie di soggetti e di realtà della società civile e questa è la direzione da prendere per ottenere vittorie antimilitariste sul campo! “C’è una frase ormai celebre, cadenzata con forza in tutti i discorsi che il Papa ha rivolto alle genti di Puglia: ‘La nostra Terra sia un ponte di pace lanciato verso Oriente’. Sarebbe lo stravolgimento più tragico dell’alto magistero del Papa se noi credenti dovessimo tollerare che, per l’’Oriente, la Puglia diventi solo un ponte aereo!” Don Tonino Bello Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Puglia -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! 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Terlizzi (Bari): orientamento alle carriere militari al polo liceale “Sylos Fiore”
Il polo liceale “Sylos Fiore” di Terlizzi (Bari) ha avviato un progetto POC di orientamento alle carriere militari per 21 studenti e studentesse scelti tra 11 classi di terzo, quarto e quinto anno. Il percorso, che ha già previsto una visita al Comando Generale di Bari, potrà contenere anche esercitazioni, laboratori e incontri con “professionisti del settore”. Gli studenti e le studentesse in questione stanno partecipando a otto incontri pomeridiani di 4 ore ciascuno, appuntamenti extracurriculari iniziati il 18 marzo e che segneranno tutto il mese corrente di aprile. Si tratta quindi di un percorso di orientamento “rinforzato”, diverso da quelli che solitamente denunciamo come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, che durano una mattinata o una sola ora e che utilizzano tempo prendendolo dalle ore di lezione. I fondi pubblici destinati al POC (Programma Operativo Complementare) avrebbero la finalità di contrastare la dispersione scolastica e rendere più consapevoli gli studenti e le studentesse circa le loro aspirazioni e attitudini. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università si contrappone fermamente alla proposta delle carriere militari nei percorsi di orientamento in uscita e immagina altre soluzioni per la dispersione scolastica, non certo cedendo alla dilagante propaganda bellicista. “Offrire” alle nostre studentesse e ai nostri studenti come “buona soluzione” per il loro futuro di arruolarsi e diventare un/una professionista delle Forze Armate e di Polizia non è una soluzione. Mentre una parte della popolazione mondiale si interroga quotidianamente sulle alternative possibili ai conflitti armati, un’altra considera le guerre un dato naturale della Storia e della coesistenza umana, impossibile da risolvere. Se i mass media mainstream parlano di guerre è sempre all’interno di una narrazione che le dà per necessarie e indica gli appartenenti alle Forze Armate come modelli da seguire e garanti dell’ “ordine giusto”. I fondi POC sono risorse nazionali per le “regioni meno sviluppate”, questo liceo è del territorio pugliese e sappiamo che gran parte dei militari italiani è originaria delle regioni del mezzogiorno. Davvero non esistono modi alternativi di utilizzarli per i giovani che vivono questi territori? Perché in fondo i percorsi di orientamento alle carriere militari che qui stiamo denunciando aggancerebbero soprattutto quelle ragazze e quei ragazzi che vedono davanti a loro una situazione occupazionale precaria. Il Ministero della Difesa bussa alla porta della scuola, continuamente. Ma per contibuire all’orientamento nelle nostre scuole ci sono anche soluzioni accettabili, alternative. Possiamo invitare, per esempio, i soggetti che vivono questi territori e la loro complessità senza volerne approfittare. Non occorre andare molto lontano a cercare: questo scorso fine settimana a Cosenza, ad una due giorni dal titolo “I Sud si organizzano“, hanno partecipato in molte di queste realtà. Come docenti, possiamo contattarle. Anche perché, come docenti, eravamo presenti. Esiste una contraddizione tangibile tra i principi della Costituzione italiana e le funzioni delle Forze Armate. La presenza dei militari nella scuola viola principi etici ed educativi. Come comunità educante, ci opponiamo ancora una volta alla militarizzazione della parte civile della nostra società e all’uso improprio delle classi scolastiche come fossero una El Dorado di future reclute.  Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Una “Corri con Gioia” divisiva ed esclusiva. A Gioia del Colle (BA) si corre nell’aeroporto militare
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO IL COMUNICATO STAMPA DI DISARMA TERRA FORUM TERRITORIALE CONTRO LE POLITICHE DEI CONFLITTI, ASSOCIAZIONE PACIFISTA DI GIOIA DEL COLLE (BA), CHE DENUNCIA LA MILITARIZZAZIONE DELLO SPORT E DELLA CORSA PODISTICA CITTADINA, CHE QUEST’ANNO SI SVOLGERÀ ANCHE NELL’AEROPORTO MILITARE DELLA CITTÀ. Domenica 26 aprile si svolgerà, a Gioia del Colle (BA), la 12ª edizione della “Corri con Gioia”, gara podistica organizzata dall’Associazione Sportiva Dilettantistica locale denominata “Gioia Running”. Nelle sue precedenti edizioni, la manifestazione sportiva (inserita nel campionato regionale “CorriPuglia”) si è sempre articolata tra le vie della città pugliese da cui prende il nome, includendo tra le tappe del suo percorso i luoghi simbolo della cittadina murgiana, quali il Palasport Pinuccio Capurso, il Castello Normanno-Svevo, la centralissima via Roma, il Teatro comunale Rossini, piazza Cristoforo Pinto e piazza Plebiscito. Onorando pienamente i valori dello sport cui si è sempre ispirata, negli anni la “Corri con Gioia” è riuscita, in modo encomiabile, nell’intento di trasformare una competizione sportiva per professionisti e amatori anche in una grande festa cittadina aperta a tutti, sportivi e non: un momento di aggregazione comunitaria all’insegna dei principi dell’inclusività, della condivisione e della partecipazione. L’edizione 2026 della corsa si presenta, purtroppo, in netta rottura con la sua stessa tradizione. La “Corri con Gioia” 2026 diventa divisiva ed esclusiva. Esclusiva perché i cancelli dell’area militare, pur consentendo l’accesso a migliaia di runner registrati (sollevando non poche perplessità dal punto di vista della sicurezza collettiva), diventeranno quasi certamente il limite invalicabile oltre il quale non sarà consentito l’accesso e la fruizione della manifestazione a un pubblico non registrato. Divisiva perché la decisione degli organizzatori di portare una parte significativa del percorso della gara all’interno del perimetro chiuso dell’aeroporto militare appare discutibile e inopportuna in un momento di massima allerta per le nostre basi e di fortissima tensione internazionale quale è quello attuale; uno scenario geopolitico caratterizzato da una violenza senza precedenti negli ultimi decenni e talmente drammatico da rendere più che mai inaccettabile il parallelismo evocato in uno dei comunicati di lancio dell’iniziativa, divulgato dagli organizzatori, tra le performance sportive degli atleti e quelle tecnologiche degli aerei da caccia di stanza nella base pugliese. La narrazione falsata della base militare di Gioia del Colle è degna di diventare un caso di studio a livello nazionale. * Una base che, nei primi anni ’60, è stata il centro operativo dei missili Jupiter equipaggiati con testate nucleari. * Una base che è stata avamposto strategico degli interessi USA nella seconda metà degli anni ’80, quando fu individuata come idonea ad ospitare i cacciabombardieri F-16 a capacità nucleare. * Una base che è stata piattaforma di lancio del 70% dei bombardamenti con armi all’uranio impoverito nella fase finale del conflitto jugoslavo. * Una base, tra le più grandi d’Italia, che non potrà non giocare un ruolo strategico, in trigono con quelle di Amendola e Galatina, in caso di escalation bellica. * Una base che ospita una sede di Leonardo, primo produttore di armi a livello europeo. Di fatto, una base all’avanguardia nella militarizzazione pressante degli spazi della società civile e delle coscienze. Eppure una base che, paradossalmente, continua a essere raccontata alla popolazione locale come una sorta di circolo socio-ricreativo, dove è possibile organizzare gare podistiche, sorseggiare aperitivi all’hangar al tramonto, fare raduni motociclistici, osservare la Befana calarsi da elicotteri militari e distribuire caramelle ai bambini, organizzare seminari sulla salute e sull’ambiente e partecipare a open day per ammirare aerei da combattimento. Una servitù militare protagonista di primo piano della vita sociale della città, ma di cui non si discute mai l’impatto ambientale, sanitario, economico e, in termini di sicurezza, della sua ingombrante presenza sulla qualità della vita dei cittadini. È arrivato il momento di chiedere conto di tale impatto, di smascherare la cultura della guerra e di ristabilire la verità nella narrazione di quello che è, e resta, nient’altro che un avamposto militare. LA STAGIONE DELLA CONTRO-NARRAZIONE È INIZIATA. Info sulla pagina Facebook. DISARMATERRA – Forum territoriale contro le politiche dei conflitti -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Molfetta, Carabinieri armati al Liceo “Fornari” per incontri formativi con cani molecolari
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università riceve la segnalazione dell’iniziativa “Cultura della legalità”, annunciata nella circolare interna del Liceo “Vito Fornari” di Molfetta (clicca qui), attraverso un commento entusiasta pubblicato sulle pagine Facebook il 12 marzo. Chi ha redatto il post entra nel merito dell’incontro che, come ormai accade in tantissime scuole d’Italia, si occupa di educare, o meglio di formare al rispetto della legge. La formazione, offerta anche in questo caso dai Carabinieri, concerne l’attività di prevenzione e di dissuasione dall’uso di sostanze stupefacenti. Quali? Tutte, perché nel nostro Paese ogni psicotropo è messo sullo stesso piano, dai derivati della canapa fino a quelli sintetici. Tutti non proprio, visto che sono piuttosto diffuse le pratiche di medicalizzazione del disagio non solo adulto e adolescenziale, ma anche infantile, e di somministrazione di benzodiazepina in varie versioni farmaceutiche. Del resto, a Molfetta come altrove, del commercio di droghe illegali si occupano le mafie. Di criminalizzazione dei giovani, del loro potenziale distruttivo e autodistruttivo, molto dicono le agende governative che hanno a tema la sicurezza, mentre la cronaca ci aggiorna sui misfatti commessi da giovani disturbati, atti a suscitare lo scandalo e la paura degli adulti (clicca qui). Sulla percezione della pericolosità dei minorenni, soprattutto quando appartenenti a nuclei famigliari non italiani, ne scriveva già nel 2001 il sociologo Alessandro del Lago (Giovani, stranieri e criminali, Manifestolibri). La convinzione che sia da educare/formare l’appartenenza allo Stato (sic!), unica via per stare nel circuito della legalità, come recita la circolare della Dirigente del liceo, è rafforzata dalla diffusa percezione dell’insicurezza di cui le giovani generazioni sono sia i fautori che le vittime. Ricordo che della cosiddetta “insicurezza percepita” ne parlavano anche documenti ministeriali nel 2007, sotto il secondo Governo guidato da Romano Prodi e con Giuliano Amato al Ministero degli Interni (2006-2008), relativamente alle violenze negli stadi e nelle vie adiacenti, prima e dopo le competizioni. Percepire: provare con i sensi, con tutto il corpo, il rischio delle offese e dunque la paura. La stessa che, in maniera controintuitiva, si genera quando un quartiere viene classificato come zona rossa e le gazzelle della polizia, le auto dei carabinieri, sostano nei punti di incontro, soprattutto giovanili, presso le stazioni e gli edifici pubblici. Al “Fornari” la presenza dei carabinieri fruisce del rinforzo offerto dall’Onlus di volontariato Sermolfetta e dall‘ANPAS, associazione nazionale di pubblica assistenza presso la quale è possibile svolgere anche il servizio civile. Questi incontri sono funzionali anche a presentare realtà territoriali che possono dialogare con la scuola per arricchire i percorsi di Educazione Civica, come annota la circolare interna che invita gli insegnanti in servizio a trascrivere l’attività sul registro elettronico. Al liceo vengono mostrati anche i cani poliziotto, i cosiddetti molecolari (percettori di molecole attraverso il potentissimo olfatto) che danno un tocco simpatico all’incontro, versione aggiornata di Rin Tin Tin, il pastore tedesco protagonista della serie televisiva degli anni Cinquanta. Tuttavia, chi chiediamo, per avviare progetti sul consumo di stupefacenti tra i/le giovani, non sarebbe meglio, piuttosto che chiamare i Carabinieri armati e in divisa, che la scuola si attivasse in una campagna informativa sugli effetti di vari tipi di droghe nella chimica del cervello e nel comportamento? Chiamando qualche tossicologo e/o neurologo a informare e interloquire con gli studenti e le studentesse? In tal modo la scuola cercherebbe di adempiere al suo impegno di formare cittadini e cittadine consapevoli e informate anziché ricorrere a un metodo puramente repressivo e punitivo, sanzionatorio, ottenendo sicuramente risultati educativi migliori. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Bari: “Scegliamo i soldati” e “Diventiamo marinai” nella scuola dell’infanzia IC “Massari-Galilei”
In queste settimane nei due plessi Montello e via Mandragora della scuola dell’infanzia dell’IC “Massari-Galilei” di Bari è partito il progetto “Raccontami … che lavoro fai?”, che prevede il coinvolgimento diretto dei genitori nelle attività scolastiche, con brevi momenti di gioco strutturato e laboratori. Così le piccole e i piccoli bambini, guidati dalle maestre e dal genitore invitato, hanno di volta in volta costruito un autolavaggio, simulato la gestione di un fast food McDonald’s, giocato a lavorare come commessi in un negozio di scarpe, simulato il lavoro dell’infermiere con cerotti e termometri giocattolo, ascoltato dal papà agronomo la storia sui semi che diventeranno piante. Tra i genitori intervenuti fino ad oggi anche un papà capitano dell’Esercito Italiano, che ha guidato la mattinata dal titolo “Scegliamo i soldati” e un papà Sottufficiale della Marina Militare con la mattinata dal titolo “Tutti a bordo! Diventiamo marinai”.  Qui in basso il post su Facebook della scuola, che, evidentemente, dimostra come spesso anche i/le docenti obbediscano ad una retorica nazionalistica priva di fondamento sostanziale se arrivano a scrivere che con la discussione guidata dal soldato si giunge ad una «definizione rassicurante del suo ruolo come tutore della pace e difensore della nazione». Occorrerebbe ricordare ai bambini e alle bambine, e forse anche ai/alle insegnanti, quante volte negli ultimi 30 anni le forze armate italiane sono intervenute, per scellerate scelte politiche, in scenari di guerra non certamente a difesa della nostra Patria o sotto l’egida dell’ONU, ma in forma aggressiva accanto alla NATO o, peggio, accanto agli Stati Uniti, causando anche la morte dei nostri militari da parte delle popolazioni invase (Balcani, Iraq, per citarne solo alcune). L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università critica aspramente la banalizzazione romantica delle professioni militari. A maggior ragione, quando il pubblico è formato da bambine e bambini di quattro anni, dal discorso romantico e patriottico viene rimossa totalmente la loro funzione offensiva e letale. Difficilmente si può accettare una simile riduzione di complessità. Inoltre, in un territorio a forte connotazione militare troveremo molti genitori che lavorano nella Difesa e quindi, in contesti scolastici come quello “Raccontami … che lavoro fai?”, i genitori in divisa saranno statisticamente più numerosi, incentivando nell’immaginario infantile il modello del militare. Per elevare il livello di propaganda militaristica funzionale a generare l’universo simbolico che normalizza la guerra e la rende plausibile, di recente il Parlamento italiano ha stabilito ben due ricorrenze nazionali a carattere militare e il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha prontamente suggerito di inserirle nel calendario della didattica nelle scuole, quelle dell’infanzia comprese: il 17 marzo Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera e il 4 novembre Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Vi invitiamo alla lettura dei nostri approfondimenti su queste due ricorrenze, qui per il 17 marzo, qui per il 4 novembre. L’Osservatorio è nato per ricercare e denunciare tutte le iniziative che prevedono la partecipazione e l’ingerenza delle Forze Armate e delle organizzazioni e aziende della filiera bellica negli istituti scolastici di ogni ordine e grado. Vogliamo contrastare la militarizzazione dei luoghi di istruzione e la diffusione della cultura della difesa tra le nuove generazioni. Lo sfondo attuale vede un riarmo senza precedenti e seriamente temiamo per il loro futuro. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Come l’Italia continua a rifornire la macchina di guerra israeliana
Mentre il governo assicura di aver “fermato” o “limitato” le esportazioni di armi verso Israele dopo il 7 ottobre 2023, dal nostro Paese sono partite almeno 416 spedizioni legate a materiale militare e oltre 224 mila tonnellate di carburante dirette allo Stato israeliano. Si tratta di numeri che comprovano, ancora […] L'articolo Come l’Italia continua a rifornire la macchina di guerra israeliana su Contropiano.
April 7, 2026
Contropiano
Collasso Climatico e Inerzia Criminale: Un Allarme Ignorato
Il dramma che si consuma dall’Abruzzo al Molise fino alla Puglia non è affatto una semplice conseguenza delle “forti piogge” o di eventi naturali imprevedibili. È, piuttosto, la manifestazione evidente di un collasso climatico in atto, aggravato da decenni di scelte politiche irresponsabili e da una totale assenza di prevenzione strutturale. Il dissesto idrogeologico, ormai normalizzato in regioni come il Molise, è il risultato diretto di un modello di gestione che ha anteposto interessi privati e speculativi alla sicurezza e alla vita delle persone. La privatizzazione delle risorse fondamentali, come l’acqua, e la gestione pubblico-privata di infrastrutture vitali, come la diga del Liscione, hanno dimostrato di essere un fallimento colossale, aggravato dall’inerzia e dalla complicità di chi governa. Il governo Meloni, con la sua gestione commissariale, non solo non ha invertito questa rotta disastrosa, ma ha contribuito a perpetuare un sistema che ignora deliberatamente la gravità del cambiamento climatico e le sue conseguenze devastanti. La mancata manutenzione delle infrastrutture, la carenza di politiche di prevenzione e la totale assenza di un piano serio di tutela ambientale sono atti di negligenza criminale che mettono a rischio la vita di intere comunità. Non si tratta di fatalità, ma di una scelta politica precisa: sacrificare la sicurezza e la dignità dei cittadini sull’altare del profitto e della speculazione. È una vergogna che, mentre il clima si surriscalda e le catastrofi si moltiplicano, il governo continui a voltare le spalle, lasciando interi territori isolati, senza acqua, energia e servizi essenziali, in balia di un disastro annunciato. Questa è la realtà di un collasso climatico accelerato dalla miopia e dall’avidità di chi dovrebbe invece proteggere il bene comune. È ora di smascherare questa inerzia criminale e di pretendere azioni concrete, immediate e radicali per mettere in sicurezza il territorio, gestire le risorse pubbliche con responsabilità e garantire la vita e la dignità di chi abita queste terre. La crisi climatica non aspetta, e nemmeno noi dobbiamo farlo. Non basta l’indignazione, bisogna attivarsi nella resistenza civile nonviolenta di Ultima generazione. Ray Man
April 3, 2026
Pressenza
Rotary Club ed Aeronautica militare in provincia di Bari: un binomio da non ignorare
Lo scorso febbraio il Rotary Club Acquaviva delle Fonti – Gioia del Colle ha svolto presso l’ITI Galilei di Gioia del Colle e il Liceo Leonardo da Vinci di Cassano, entrambi nella provincia di Bari, degli incontri di orientamento dal titolo “Facoltà e scenari internazionali: un binomio da non ignorare”. Lo scopo è stato quello di far conoscere a studenti e studentesse le professioni che maggiormente saranno richieste nel futuro e, quindi, con un focus particolare sulle discipline STEM. Proprio per la natura degli incontri l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università riceve con inquietudine la notizia secondo la quale nell’ambito di queste iniziative sia stata effettuata anche una visita all’Aeroporto Militare “A. Ramirez” – 36° Stormo Caccia dove quasi 200 studenti e studentesse hanno potuto conoscere le diverse professionalità richieste dall’Areonautica militare. In un tale contesto a passare è innanzitutto il messaggio che lavorare per l’esercito sia un mestiere come un altro e, per di più, un mestiere in cui viene richiesto personale altamente qualificato. Come successo già con l’evento tenutosi all’Areoporto dei Parchi di Preturo, in provincia dell’Aquila, non solo si nasconde la necessità di arruolare giovani per le probabili guerre che verranno dietro la promozione della cultura scientifica, ma si omette anche che lavorare per l’Aeronautica militare significa esporsi al rischio di uccidere e di essere uccisi. Come Osservatorio torniamo perciò a ribadire con forza che qualsiasi forma di promozione della cultura e di orientamento per il futuro delle giovani generazioni debba essere fatto in nome della pace, immaginando un futuro dove le conoscenze possano servire per costruire un mondo migliore e non per seminare morte e distruzione. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Triggiano (BA), 1° aprile: “Rotte di Pace. Voci contro la guerra” con Osservatorio
MERCOLEDÌ 1° APRILE 2026 – ORE 18:00 PIAZZA VITTORIO VENETO, TRIGGIANO Si terrà mercoledì 1° aprile a Triggiano (BA) l’incontro pubblico dal titolo “Rotte di Pace. Voci contro la guerra, per la libertà della Palestina e di tutti i popoli oppressi“. In un tempo in cui i conflitti si moltiplicano e la logica delle armi torna a dominare il dibattito internazionale, diventa sempre più urgente costruire spazi di informazione, consapevolezza e partecipazione. L’evento costruito con la Global Sumud Flotilla Puglia e il Global Movement To Gaza Puglia ha come scopo quello di continuare a parlare di Palestina, dell’occupazione e del genocidio ancora in atto. L’incontro vedrà la partecipazione di Michele Lucivero per l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. L’iniziativa nasce per sostenere tutte le missioni civili di solidarietà internazionale, e per promuovere la seconda missione della Global Sumud e Freedom Flotilla, all’interno di una coalizione internazionale di Flotille che salperanno dalla Sicilia. Questo per ribadire un principio più ampio: la pace non si impone con le armi, si costruisce con la giustizia, i diritti e l’autodeterminazione dei popoli. L’iniziativa avrà la forma del presidio con dibattito con gli interventi dei promotori e partecipanti, seguito da un momento di musica animato da giovani ragazze e ragazzi con una cantata e ballata popolare. Chiamiamo a partecipare tutte le associazioni, i movimenti, i collettivi, le organizzazioni sociali e culturali e i partiti politici– per far crescere insieme una voce comune contro la guerra e l’occupazione. Triggiano vuole essere parte di quella voce. Una voce che chiede libertà e pace. Clicca qui per info. LISTA PROMOTORI E ADESIONI IN AGGIORNAMENTO: Global Sumud Flotilla Puglia Global Movement to Gaza Puglia Gaza Free Style Freedom Flotilla Italia Digiuno G@z@ Articolo 11 Marx21 Lavoratori Leonardo di Grottaglie Collettivo Cartesio Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Comunità palestinese Puglia Basilicata Partito Comunista Italiano Bari Partito dei Carc Presidio di Bari Risorgimento Socialista Puglia Partito della Rifonazione Comunista Bari Giovani Comunisti -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Basta “primavere pugliesi”, ora serve una Puglia Pacifista e Popolare!
A 20 anni dalla prima vittoria di Nichi Vendola a Presidente della Regione Puglia, crediamo sia utile trarre un bilancio sulle scelte politiche e pratiche del centrosinistra pugliese in questo “lungo corso” di amministrazione regionale. Quella che poco più di 20 anni fa a sinistra era stata salutata come la […] L'articolo Basta “primavere pugliesi”, ora serve una Puglia Pacifista e Popolare! su Contropiano.
November 20, 2025
Contropiano