La colonia di pinguini più grande al mondo è diminuita di due terzi
Per anni Zavodovski, isola disabitata all’estremità settentrionale delle
Sandwich Australi, è stata la casa della più grande colonia di pinguini del
pianeta, con oltre un milione di esemplari. Ma uno studio appena pubblicato su
Current Biology dal British Antarctic Survey (BAS) ha certificato che tra il
2011 e il 2025 i pinguini dal sottogola, la specie predominante sull’isola, sono
diminuiti del 63 per cento, passando da circa un milione e novantamila adulti
riproduttori a 402mila. Più di 680mila animali spariti in quattordici anni e
secondo gli scienziati la causa è il riscaldamento dell’oceano, e la conseguente
scomparsa del krill, di cui questi pinguini si nutrono.
Per contarli, nel dicembre del 2023, sei ricercatori sono salpati dalle
Falkland, a oltre 2mila chilometri di distanza, attraverso uno dei mari più
burrascosi della Terra. Sono sbarcati nell’unico punto in cui scogliere e
correnti concedono un approdo e hanno contato i nidi sia a terra, sia facendo
volare droni a cinquanta metri di quota; poi hanno incrociato le immagini con le
foto di un aereo della Royal Air Force e con i dati satellitari degli anni
precedenti. Infine a dodici pinguini dal sottogola e otto pinguini macaroni – le
due specie presenti – hanno applicato trasmettitori per seguirli in mare. Le
Sandwich Australi erano considerate una roccaforte della specie, risparmiata dal
declino che dagli anni Ottanta colpisce le colonie della Penisola antartica:
oggi Zavodovski detiene il primato opposto, il calo più rapido al mondo, di
circa il 7 per cento l’anno, da due a tre volte quello registrato altrove.
Nel marzo del 2016 il monte Curry è entrato in eruzione e la cenere ha coperto
tra un terzo e metà dell’isola, mentre i pinguini erano in piena muta e non
potevano prendere il largo. Ma i ricercatori, a partire dai dati raccolti,
spiegano che: «Il declino dell’area occupata dalla colonia era già in corso
prima dell’eruzione ed è proseguito a ritmo costante anche dopo». Insomma: il
vulcano può aver inciso, ma il declino era già cominciato. È stata esclusa anche
la concorrenza tra le diverse specie di pinguino: lo spazio per nidificare
abbonda e i trasmettitori mostrano che le due specie cacciano in zone diverse.
Resta la spiegazione climatica: il krill vive legato al ghiaccio marino, che gli
offre cibo e riparo, ma con il riscaldamento delle acque scivola verso sud, dove
i pinguini dal sottogola non lo seguono. Sono animali fedeli al proprio sito e
specializzati in una preda sola e il loro areale, secondo Norman Ratcliffe,
ecologo del BAS e primo autore dello studio, «si sta restringendo».
A confermarlo c’è l’altra metà della storia, che racconta come, tra il 2011 e il
2016, i pinguini macaroni siano aumentati del 28 per cento, per poi
stabilizzarsi. Amano acque più tiepide e, quando il krill scarseggia, ripiegano
sul pesce. Il problema, secondo Ratcliffe, è che: «L’area sta passando a uno
stato subantartico», e per i ricercatori è il cambiamento più marcato nella
composizione di una comunità di pinguini mai osservato in un singolo sito
antartico. La crescita dei macaroni, però, compensa solo in parte le perdite:
contando entrambe le specie, il totale degli uccelli in riproduzione sull’isola
è sceso di oltre il 40 per cento e il titolo di colonia più grande del mondo
passa a Cape Adare, nel Mare di Ross, regno dei pinguini di Adelia.
Il pinguino dal sottogola è ancora classificato «a rischio minimo» nella Lista
rossa dell’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura). Gli
autori, nella nuova pubblicazione, chiedono di portarlo tra le specie «in
pericolo», andando oltre le precedenti richieste che si fermavano a
«vulnerabile». Lo scorso aprile la stessa sorte è toccata al pinguino imperatore
e all’otaria orsina antartica. Quest’ultima è scesa da circa 2,2 milioni di
esemplari maturi nel 1999 a 944mila nel 2025. Zavodovski è lontana da porti,
città e rotte commerciali, ma questa distanza non è bastata a preservarla.
Secondo i ricercatori ora sono necessarie rilevazioni sull’intero arcipelago
delle Isole Sandwich Australi, per ottenere un contesto spaziale più ampio, in
particolare presso le isole Candlemas, Visokoi e Saunders, che nel 2011
ospitavano ciascuna enormi colonie di pinguini antartici.
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