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SENTENZA OPERAZIONE CITY
Estratti dalla puntata del 20 aprile 2024 di Bello Come Una Prigione Che Brucia SENTENZA DI PRIMO GRADO “OPERAZIONE CITY” E LABORATORIO TORINO Grazie al contributo di una compagna imputata cerchiamo di approfondire alcuni aspetti processuali e politici dell’Operazione City. Nella sentenza di primo grado del processo per i fatti del 4 marzo 2023 – quando un corteo arrabbiato nero attraversò una parte del centro di Torino – si registra la caduta dell’accusa di Devastazione e Saccheggio, mentre le condanne ruotano attorno al concetto di “concorso con ignoti” nei danneggiamenti avvenuti. Uno striscione rinforzato – così come fumogeni e tamburelli – diventa “l’arma del delitto”, nel tentativo di appiattire gli eventi a una “dimensione paramilitare”. Cerchiamo di inserire l’analisi di questa inchiesta all’interno del “Laboratorio Torino”, un contesto repressivo dove sperimentare ed esportare altrove strategie repressive volte a disarticolare il conflitto sociale. In conclusione una riflessione sul corteo come strumento di lotta nella contemporaneità, tra urgenza, rischi ed efficacia.
April 21, 2026
Radio Blackout - Info
Pesanti condanne per la lotta contro il 41-bis
Giovedì sono arrivate le condanne in primo grado del processo che vedeva imputate 18 tra compagni e compagne per il corteo che aveva attraversato Torino il 3 marzo 2023 in solidarietà ad Alfredo Cospito e contro il 41-bis e le prigioni di guerra. Il corteo del 3 marzo, organizzato dopo oltre 50 giorni dall’inizio dello sciopero della fame del prigioniero anarchico, aveva portato in strada la rabbia di migliaia di persone in una città completamente militarizzata. Inizialmente l’imputazione per compagni e compagne era di concorso in devastazione e saccheggio: l’ipotesi di reato più grave è caduta, ma sono state comunque comminate pesanti condanne che vanno da 5 anni e 8 mesi a oltre 2 anni. Ne abbiamo parlato con Mitzi, imputata “Operazione City”.
April 19, 2026
Radio Blackout - Info
ROMA: “FUORI ALFREDO DAL 41 BIS”. SABATO 18 APRILE MANIFESTAZIONE NAZIONALE
Entro il 4 maggio, a distanza di quattro anni dal 2022, dovrà essere riconfermato il 41 bis nei confronti di Alfredo Cospito. Da quel momento in poi, il termine vedrà la sua cadenza ogni 2 anni. Tra il 2022 e il 2023, grazie allo sciopero della fame di Alfredo Cospito e a una mobilitazione diffusa, per la prima volta nella storia recente si è parlato e si è messa in discussione l’effettiva umanità del regime di 41 bis. Proprio oggi il Tribunale di Torino ha condannato diciotto compagne e compagni di area anarchica nel processo per gli scontri durante un corteo del marzo 2023 in solidarietà ad Alfredo Cospito, militante anarchico tuttora detenuto in regime di isolamento e che in quel periodo stava sostenendo uno sciopero della fame proprio per protestare contro il 41 bis. I giudici hanno inflitto condanne dai cinque anni e sei mesi di reclusione ai 18 mesi di arresto. La corte ha escluso il reato di devastazione ma ha accolto l’accusa di concorso in “minaccia a pubblico ufficiale”. La storia di Alfredo oggi è conosciuta da ampi settori della società che hanno preso consapevolezza della violenza del 41bis grazie allo sciopero della fame di oltre 180 giorni, che Alfredo ha portato avanti a cavallo tra il 2022 e il 2023, e alla forte mobilitazione nazionale e internazionale in sua solidarietà. Attualmente le condizioni detentive di Alfredo sono peggiorate: non può ricevere alcun tipo di libro (anche quelli privi di contenuti politici), la censura sulle lettere è aumentata e non può ottenere nemmeno la farina per il pane. Per chiedere la fine del regime di detenzione in 41 bis per Alfredo Cospito le realta’ anarchiche hanno convocato una manifestazione per sabato 18 aprile. Appuntamento alle 18 in piazza dell’Immacolata . Da Roma sentiamo una compagna anarchica Ascolta o scarica 
April 17, 2026
Radio Onda d`Urto
Carceri: Alta Sicurezza o Alta Incoerenza?
Lettera aperta di «Ristretti Orizzonti» e del Coordinamento Carcere Due Palazzi di Padova. A Carlo Nordio, ministro della Giustizia Stefano Carmine De Michele, capo del DAP  Ernesto Napolillo, direttore della Direzione Generale Detenuti e Trattamento   Alta Sicurezza: percorsi e storie distrutti L’importanza delle declassificazioni “C’è una scelta tra far del carcere la sede di un servizio e farne invece