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Aiutiamo l’ospedale Al Awda a Gaza
di AssopacePalestina Firenze,  1° febbraio 2026.   Dopo l’ingresso delle truppe israeliane a Gaza e le conseguenti morti e distruzioni, molte persone hanno chiesto alla sede di Firenze di Assopace Palestina come poter aiutare concretamente gli abitanti di Gaza. Attraverso una nostra socia, che ha rapporti con molte persone e associazioni in Palestina e in particolare a Gaza dove ha fatto volontariato diverse volte, abbiamo individuato la rete di 7 strutture sanitarie dell’organizzazione Al Awda diffusa su tutto il territorio di Gaza. In particolare abbiamo stabilito rapporti diretti con l’ospedale Al Awda a Nord di Gaza, zona Tal Al Zaatar-Jabalia come destinatario dei nostri sforzi economici. Per chi ha visto il film “Erasmus a Gaza” è l’ospedale nel quale il dottorando italiano Riccardo Corradini ha svolto il suo tirocinio. L’ospedale è stato operativo fino al 29 maggio, pur avendo subito varie volte danni nei bombardamenti e l’arresto, da parte dell’esercito israeliano, di alcuni sanitari compreso il direttore. Contribuiamo con i fondi raccolti nei nostri mercatini di prodotti palestinesi, nell’organizzazione di cene e di incontri. Diversi soci si sono impegnati per trovare contributi fra amici, parenti e conoscenti. I fondi raccolti vengono inviati alla ong dei Paesi Baschi Paz con Dignidad che opera nell’ospedale, altrimenti verrebbero sequestrati dal Governo israeliano se inviati direttamente alla direzione palestinese dell’ospedale. Dal novembre 2023 a oggi abbiamo inviato 55.200 euro, in varie trance. Dopo alcuni giorni ci confermano il ricevimento del contributo. Il 29 maggio 2025 l’ospedale di Tal Al Zatar è rimasto completamente fuori servizio, poiché le forze di occupazione israeliane hanno costretto l’ospedale a evacuare il personale medico e non medico, i pazienti e i loro accompagnatori. Il personale è stato trasferito presso l’ufficio amministrativo di Al Awda a Gaza City e i pazienti all’ospedale Al Shifa. Stanno attualmente coordinando il trasferimento delle attrezzature mediche, i farmaci e le forniture mediche ancora utilizzabili, ma devono affrontare le difficoltà legate alla poca per-corribilità delle strade e all’accesso all’edificio ospedaliero. I camion devono fermarsi lontano dall’ospedale. A causa degli ordini di evacuazione delle forze di occupazione israeliane, le altre strutture nel nord, ad Ard al-Jamal, Ard Halawa e Beit Lahia, sono fuori servizio e saranno trasferite in altre località. Abbiamo deciso, a maggior ragione, di continuare a mantenere i rapporti con la struttura Al Awda, inviando i fondi che raccoglieremo con le varie iniziative. Il 16 dicembre scorso Paz con Dignidad ha organizzato un incontro online per fare il punto della operatività dell’Ospedale Al Awda a Gaza (in inglese e spagnolo). I referenti di Al Awda hanno raccontato con pacatezza, ma con forza e determinazione una situazione così orrenda, con un desiderio di giustizia da noi condiviso.  Molto toccante la descrizione dell’attuale situazione sanitaria da parte del direttore sanitario, Ahmad Muhanna, che è stato in carcere per 22 mesi. Al suo rilascio ha trovato Rafah distrutta e tuttora non ha notizie della moglie e dei figli. Abbiamo verificato che, fortunatamente, l’organizzazione Paz y Dignidad, che fa da tramite per le nostre donazioni, non rientra tra le ONG che il governo israeliano vuole espellere, continueremo quindi come Assopace Palestina a sostenere il progetto di Al Awda, coordinato da Assopace Palestina Firenze. Per ulteriori informazioni: Assopace Palestina – sede di Firenze – 329 2318747 assopacepalestinafirenze@gmail.com Per donare: Associazione Assopace Palestina ODV, BANCA ETICA – IBAN: IT55G0501803200000020001143 – BIC: ETICIT22XXX – causale: Ospedale Al Awda
February 1, 2026
Assopace Palestina
Video sul progetto Radici Creative
19 dicembre 2025.  Arte, vita e comunità a Jenin Il Governatorato di Jenin, in particolare il campo profughi, continua ad affrontare dure sfide sociali ed economiche causate da ripetute incursioni militari e sfollamenti. Donne, bambine e bambini, anziane e anziani, persone con disabilità soffrono di isolamento e della mancanza di spazi sicuri per l’istruzione, la creatività e il supporto psicosociale. Questo progetto è un programma invernale completo che combina cultura, apprendimento e ricreazione, realizzato dal Jenin Creative Cultural Centre (J3C) con il sostegno di AssopacePalestina. Il programma ha una durata di 5 mesi: inizierà a novembre e terminerà a marzo 2026, con una gita collettiva conclusiva. Il costo totale è 12.000 Euro e comprende l’acquisto di materiali, compensi agli operatori locali, i pasti durante le sessioni, il viaggio di fine anno.
December 19, 2025
Assopace Palestina
Supporto all’Ospedale al Awda di Gaza da parte del gruppo AssopacePalestina di Firenze
da AssopacePalestina – Firenze, Settembre 2025.   Dopo l’ingresso delle truppe israeliane a Gaza e le conseguenti morti e distruzioni, molte persone hanno chiesto alla sede di Firenze di Assopace Palestina come potere aiutare concretamente gli abitanti di Gaza. Attraverso una nostra socia, che ha rapporti con molte persone ed associazioni in Palestina ed in particolare a Gaza dove ha fatto volontariato diverse volte, abbiamo individuato la rete di 7 strutture sanitarie dell’organizzazione Al Awda diffusa su tutto il territorio di Gaza. In particolare abbiamo stabilito rapporti diretti con l’ospedale Al Awda a Nord di Gaza, zona Tal Al Zaatar – Jabalia come destinatario dei nostri sforzi economici. Per chi ha visto il film “Erasmus a Gaza” è l’ospedale nel quale il dottorando italiano Riccardo Corradini ha svolto il suo tirocinio. L’ospedale è stato operativo fino al 29 maggio, pur avendo subito varie volte danni nei bombardamenti e l’arresto, da parte dell’esercito israeliano, di alcuni sanitari compreso il direttore. Contribuiamo con i fondi raccolti nei nostri mercatini di prodotti palestinesi, nell’organizzazione di cene e di incontri. Diversi soci si sono impegnati per trovare contributi fra amici, parenti e conoscenti. I fondi raccolti vengono inviati alla ong dei Paesi Baschi “Paz Con Dignidad” (Pace Con Dignità) che opera nell’ospedale, altrimenti verrebbero sequestrati dal Governo israeliano se inviati direttamente alla direzione palestinese dell’ospedale. Fino ad ora abbiamo inviato 42.200 Euro, in varie trance. Dopo alcuni giorni ci confermano il ricevimento del contributo. Nell’Ottobre 2024 ci hanno inviato un corposo resoconto delle prestazioni che hanno effettuato e le foto delle varie sedi dell’ospedale, comprese quelle distrutte al centro e al sud. Il 24 maggio 2025 abbiamo avuto un incontro online con uno dei responsabili dell’ospedale, Jehan. Ci ha informati delle enormi difficoltà nelle quali operano, per i continui attacchi dell’esercito israeliano, il gran numero dei feriti, la carenza di attrezzature sanitarie e di farmaci, visto il blocco alla frontiera da parte del Governo israeliano. Il 29 maggio questo ospedale di Tal Al Zatar è rimasto completamente fuori servizio, poiché le forze di occupazione israeliane hanno costretto l’ospedale a evacuare il personale medico e non medico, i pazienti e i loro accompagnatori, per un totale di 93. Il personale è stato trasferito presso l’ufficio amministrativo di Al Awda a Gaza City e i pazienti all’ospedale Al Shifa. Stanno attualmente coordinando il trasferimento delle attrezzature mediche, i farmaci e le forniture mediche ancora utilizzabili, ma devono affrontare le difficoltà legate alla poca percorribilità delle strade e all’accesso all’edificio ospedaliero. I camion devono fermarsi lontano dall’ospedale. A causa degli ordini di evacuazione delle forze di occupazione israeliane, le altre strutture nel nord, ad Ard al-Jamal, Ard Halawa e Beit Lahia, sono fuori servizio e saranno trasferite in altre località. Nell’ultimo contatto del 6 Settembre siamo stati informati che stanno aprendo due centri di “assistenza primaria” portando a 9 il numero dei suddetti centri. In un filmato allegato si vede che sono strutture prefabbricate di rapido montaggio (tipo baracche per catastrofi naturali) perché le strutture in muratura non sono più in condizione di funzionare. Abbiamo deciso, a maggior ragione, di continuare a mantenere i rapporti con la struttura Al Awda, inviando i fondi che raccoglieremo con le varie iniziative. Assopace Palestina – sede di Firenze – 329 2318747. assopacepalestinafirenze@gmail.com 14 Settembre 2025
November 13, 2025
Assopace Palestina
Un trattore per At-Tuwani
di AssopacePalestina,  Progetti, giugno 2025.   Salviamo Masafer Yatta! L’altopiano di Masafer Yatta (Grande Yatta) si trova in Area C, è situato nella parte più meridionale della Cisgiordania: un gruppo di 15 villaggi tra la città di Yatta e la linea verde. Copre un’area semidesertica di circa 36 Km2, la casa di circa 4000 abitanti che vivono prevalentemente di pastorizia e agricoltura. Nei primi anni Ottanta, per volontà dell’allora ministro dell’Agricoltura Ariel Sharon, viene deciso che nell’area sorgerà una zona di esercitazione militare, la “firing zone 918”, estesa su una superficie di circa 30 Km2 che include 12 villaggi. I residenti continuano a vivere senza particolari interferenze fino all’ottobre del 1999, quando l’Amministrazione Civile emana ed esegue ordini di espulsione per 700 residenti, con la motivazione che stavano vivendo illegalmente in una zona di tiro. Alle famiglie di 12 villaggi vengono date 24 ore di tempo per lasciare case e terreni; il giorno dell’esecuzione, i soldati rimuovono forzatamente i residenti e sequestrano tutto ciò che è stato lasciato. Le immagini terrificanti di quella tragica vicenda fanno il giro del mondo e smuovono l’opinione pubblica. Col sostegno di associazioni legali israeliane, 200 famiglie avviano un ricorso presso l’Alta Corte di Giustizia israeliana. È il 2000 quando la Corte emette la prima ingiunzione: le famiglie possono fare ritorno alle loro case e coltivare la loro terra. Ma è una misura provvisoria che, peraltro, nega agli abitanti di costruire abitazioni e infrastrutture. Viene data la possibilità di tornare, ma non di crescere e sviluppare una vita sul territorio. Così, nel corso del processo arbitrale, durato 22 anni, i residenti dell’area vivono nella minaccia di demolizione, espulsione e spoliazione, senza poter costruire abitazioni o infrastrutture. L’Amministrazione Civile risponde con ordini di demolizione: tra il 2006 e il 2013 demolisce 66 abitazioni, lasciando 553 persone senza casa. Solo tra 2012 e il 201332 demolisce 32 strutture non residenziali. A marzo del 2022, la Corte respinge le petizioni delle famiglie ricorrenti, accettando tutte le argomentazioni dello Stato israeliano: permette l’espulsione dei residenti con la motivazione che non possono vivere in una zona di tiro. Segui la campagna Save Masafer Yatta: https://savemasaferyatta.com/en/ L’altra faccia della violenza di Stato: la violenza dei coloni. Accanto ai palestinesi per i quali è proibito costruire e prosperare, proliferano le colonie israeliane: sin dalla loro fondazione nell’area negli anni ’80, hanno continuato a espandersi e seminare terrore. Secondo i dati Bt’Selem, l’88% dei residenti palestinesi ha subìto o assistito a violenza da parte dei coloni; come, ad esempio, il blocco delle strade e l’impedimento dell’accesso ai campi, i danni alla proprietà (che aumentano nella semina e nel raccolto), tra cui la distruzione dei raccolti e il furto di pecore e capre in particolare, intimidazioni e violenza fisica. Mentre si demolivano anche solo le tende dei palestinesi, l’avamposto illegale della comunità israeliana ad Avigail si collegava all’acqua, all’elettricità, a una strada asfaltata, e prosperava sulla terra dei palestinesi. Youth of Sumud (Giovani della Resilienza) è stata fondata nel 2017 proprio in risposta alle aggressioni e violenze dei coloni e dei militari. L’associazione si è impegnata nella rinascita del villaggio di Sarura, abbandonato negli anni ’90, a causa dei crescenti attacchi dei coloni di Havat Ma’On; le antiche case rupestri sono state successivamente danneggiate o demolite. Dal 2017, Youth of Sumud ha ricostruito le grotte e, da allora, vi ha stabilito una presenza permanente: il Sumud Freedom Camp. L’associazione è anche responsabile della sicurezza dei bimbi del vicino villaggio di Tuba che frequentano la scuola di At-Tuwani: il percorso dei bambini viene interrotto e reso sempre più pericoloso dai coloni dell’avamposto israeliano Havat Ma’on. Inoltre, accompagna i pastori che pascolano le loro greggi e gli agricoltori mentre raccolgono nella raccolta delle olive anche nella valle del Giordano e in tutta la Cisgiordania. Youth of Sumud assieme a una rete di solidarietà internazionale, anche israeliana ed ebraica, è impegnata nella resistenza non violenta all’occupazione. https://youthofsumud.org
August 2, 2025
Assopace Palestina
Produzione documentario “The final chapter” di Mohammed Alatar
Assopace Palestina Venezia collabora con diverse Associazioni, tra cui APS Scighera, ACS Ong onlus, Convento di Marango, Auser Circolo il Filo Arcobaleno, Legambiente Sernaglia della Battaglia, per la produzione di un documentario finalizzato a far conoscere quanto avviene in Cisgiordania e denunciare il piano di pulizia etnica che lo stato Israeliano porta avanti da almeno 80 anni. Saranno documentate le incursioni armate dei coloni che attaccano e distruggono i villaggi palestinesi, le storie delle famiglie costrette ad abbandonare le loro terre e case, la perdita di vite umane. La violenza dei coloni avviene con la complicità e il sostegno del governo israeliano. Sostieni il progetto con una donazione a: https://www.produzionidalbasso.com/project/land-of-shadows-co-produce-alatar-s-film-st-art-1/. o effettuando un bonifico a: ACS Ong onlus IBAN: IT49I0501812101000011000072  – causale: Alatar film Bic/Swift: ETICIT22XXX Banca Popolare Etica
July 29, 2025
Assopace Palestina
GAS – Gruppo di Acquisto Casetta Rossa
Il Gruppo di Acquisto Casetta Rossa nasce per volontà di un gruppo di famiglie che vogliono intraprendere il cammino del consumo critico in alternativa alla realtà della grande distribuzione e alle pratiche sbagliate a livello sociale e ambientale. È la via del consumo critico, che nel tempo ci ha portato ad essere dei consumatori consapevoli, sostenitori di realtà economiche piccole e locali che producono cose buone a 360°. Prodotti biologici che garantiscono la genuinità e il rispetto della natura; prodotti di piccole aziende locali per rendere possibile un rapporto produttore-consumatore e ridurre l’impatto ambientale di trasporti e imballaggi; prodotti di aziende che garantiscono rispettose condizioni di lavoro e operano nell’inserimento di persone ai margini del sistema produttivo; prodotti equi e solidali. Oggi il gruppo è costituito da circa 150 gassisti e acquista prodotti freschi e generi non deteriorabili anche in rete con altri GAS limitrofi. Il GAS ha elaborato una Carta Etica e chiede a ogni nuovo produttore di condividerne i principi. CONSULTA LA CARTA ETICA DEL GAS DI CASETTA ROSSA (PDF)  
INIZIATIVE CULTURALI
L’idea dello sviluppo di una cultura libera, indipendente, diffusa a vari livelli della società e ad accesso pubblico e gratuito è alla base della filosofia di Casetta Rossa, che ha individuato nello sviluppo di iniziative culturali, variamente intese, un elemento fondamentale per la pratica quotidiana della democrazia, per lo sviluppo di una cittadinanza consapevole, informata, attiva, stimolata e partecipe e per la costruzione di una società libera da diseguaglianze, pregiudizi e lotta alle discriminazioni. Casetta Rossa funziona come enzima ed incubatore di numerosissime iniziative, talvolta strutturate in veri e propri festival e rassegne, che in alcuni casi sono nati da input interni e altre volte, invece, hanno visto Casetta Rossa come “casa”, come luogo ospitante di iniziative e progetti immaginati da altri attori territoriali, cittadini e nazionali, come case editrici, biblioteche, collettivi di scrittori e giornalisti, riviste, personalità del mondo della cultura, ecc.. Casetta Rossa parte da un approccio a “bassa soglia” e fortemente aperto e democratico, non distinguendo quindi tra “cultura alta” e “cultura bassa”, ma accogliendo invece e stimolando tutte le forme culturali ed espressive e utilizzando i propri spazi anche per offrire momenti di disseminazione popolare su temi scientifici.  L’organizzazione di presentazioni, iniziative, rassegne e dibattiti è lo strumento cardine per stimolare una riflessione qualificata sui temi centrali dell’intero progetto di Casetta Rossa, quali: sostenibilità e questione ambientale, questione di genere: lotta al sessismo e all’omo-transfobia, parità salariale e diritti, diseguaglianze e giustizia sociali:  lavoro e povertà, diritto alla casa, intercultura, accoglienza e lotta al razzismo, scuola, infanzia ed educazione, cooperazione internazionale e promozione della cultura della pace,  partecipazione e rafforzamento delle pratiche di allargamento democratico, recupero e gestione dei beni comuni, antimafia sociale, cultura di pace Casetta Rossa propone eventi di interesse trasversale a persone di differenti fasce d’età, realizzando attività mirate: all’infanzia, attraverso laboratori creativi dedicati ai più piccini; all’adolescenza, attraverso la facilitazione di dibattiti e momenti di incontro; alla vita adulta, con un’offerta variegata ma sempre nel solco dell’impegno politico, sociale e civile che caratterizza Casetta Rossa; alla terza età, con un’offerta di attività inclusive e di intrattenimento come il coro e il gruppo di lettura e con incontri come presentazioni di libri e dibattiti. Festival/rassegne letterarie organizzati (a titolo esemplificativo e non esaustivo): * Lavorare meno, guadagnare tutti: rassegna di incontri e dibattiti della Casetta Rossa, dedicata al mondo del lavoro, del precariato e dello sfruttamento  * All’arte aperta, respirare cultura: rassegna teatrale all’aperto dedicata a grandi e piccini con spettacoli itineranti nelle mattinate e nei pomeriggi del fine settimana * NARRAZIONI – Voci e visioni dal Paese reale : incontri e dibattiti con intellettuali, esperti e attivisti per raccontare e ragionare insieme sulle grandi questioni divenute ancora più calde dopo la pandemia e le loro drammatiche conseguenze sulla vita delle persone (questione sociale, di genere, salute, migrazioni, carceri) * Piccola Fiera dell’Editoria Radicale: tre giorni di incontri e presentazioni in tutto il parco con nove case editrici indipendenti per diffondere Punti di vista inediti, nuovi, drastici: riflessioni estranee alla coralità confortante del mainstream, cesure che tentano di fornire nuove chiavi di lettura per interpretare (e per cambiare!) una società sempre più complessa e veloce * Brigada cultural Roma: progetto per la promozione e diffusione di massa della lettura in partenariato col progetto di Città del Messico – con Paco Ignacio Taibo II, Erri De Luca, Pino Cacucci, Gianni Minà * 100 anni di Pasolini: rassegna dedicata alla figura di Pier paolo Pasolini con presentazioni libri, reading, spettacoli teatrali e camminata a tema per i luoghi pasoliniani nell’VIII Municipio Festival/rassegne cinematografiche organizzati (sempre a titolo esemplificativo e non esaustivo): * Cinemondo: proiezioni sotto il cielo di casetta rossa: una settimana di proiezioni di film, documentari e cortometraggi per guardare il mondo da punti di vista non scontati. * Film society: il meglio del cinema Arthouse italiano e internazionale: rassegna di film sulle lotte sociali, i diritti civili e l’ambiente. * Venti di Mesopotamia – rassegna cinema kurdo: rassegna finalizzata a promuovere il dialogo interculturale, la cooperazione tra i popoli e la cultura del popolo curdo, in particolare nel territorio del Rojava. * L’aperossa – archivi, musica, memorie: Casetta Rossa incontra ed ospita proiezioni, storie e musica portate dall’apetta itinerante dell’Amod (Archivo del Movimento Operaio e Democratico) * FeelMare – Il cinema delle donne: rassegna di 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶 e cinema diretto, recitato e raccontato dalle donne.
APE – Associazione Proletari Escursionisti sezione di Roma
Per noi l’escursionismo è pratica collettiva e condivisa, in cui non c’è chi guida e chi viene guidat* ma le cose si fanno tutte e tutti insieme, all’insegna dello spirito di gruppo, dell’autogestione e dell’inclusività. Ci piace camminare a passo lento per entrare in relazione con sé stess* e con gli altri e acquisire consapevolezza dei territori che attraversiamo e delle loro fragilità.  Quando possiamo, ci mettiamo in gioco partecipando a progetti di promozione del turismo lento e sostenibile, dal basso e in relazione con le comunità locali: siamo stat* tra i costruttori del Cammino nelle Terre Mutate e abbiamo contribuito a realizzare la Carta dei Sentieri del Lago di Campotosto.  Il nostro campo base è Casetta Rossa, a Garbatella, dove nasciamo nel 2015 sull’esperienza del gruppo escursionistico Avventurosa/mente. Insieme alle altre sezioni apeine in tutta Italia raccogliamo il testimone dell’Associazione Proletari Escursionisti, fondata nel 1919 con lo scopo di promuovere attività sane e accessibili per la classe operaia. La partecipazione alla nostra vita associativa è libera e adatta a adult* e bambin*. Tutte e tutti possono fare la loro parte e portare il loro contributo. Per incontrarci o avere maggiori informazioni visita il sito https://ape-alveare.it/ape-roma/.