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LIBANO: MEZZO MILIONE DI SFOLLATI IN FUGA DAI BOMBARDAMENTI ISRAELIANI SU BEIRUT, “UNA GUERRA, ANCHE PSICOLOGICA, MOLTO DURA”
Israele conduce le sua guerre criminali di occupazione e colonizzazione nell’intera regione mediorientale, non soltanto in Palestina e Iran. Da lunedì 2 marzo l’esercito israeliano è tornato ad aggredire militarmente il Libano, con l’invasione via terra nel sud del Paese e i bombardamenti sulla capitale Beirut. I raid israeliani sulla capitale libanese prendono di mira in particolare i sobborghi meridionali, considerati la roccaforte del movimento sciita Hezbollah nella città. Da Dahiyeh, cioè la vasta periferia meridionale di Beirut, sono dunque in fuga disperata almeno mezzo milione di persone. “Diventerà come Khan Younis”, ha minacciato nelle scorse ore il ministro delle finanze israeliano, il fascista e colono Smotrich, mentre l’Onu chiede “indagini immediate” sui raid indiscriminati di Tel Aviv in mezzo ad aree densamente popolate da civili. “I quartieri di Dahiyeh vengono considerati, nella narrativa generale, i bastioni di Hezbollah”, spiega David Ruggini, capomissione in Libano di Un Ponte per in collegamento telefonico con Radio Onda d’Urto. “Oltre a essere bastioni del movimenti sciita, però, sono anche dei quartieri estremamente popolari. Ieri l’ordine di evacuazione ha riguardato tra le 200 e le 500mila persone da evacuare in mezzo pomeriggio… Una follia!”, commenta Ruggini. “Dentro questi quartieri ci sono ospedali, tre dei quali evacuati dalla Croce rossa libanese, ci sono scuole, gli accessi all’aeroporto… Si tratta di una mossa di guerra psicologica molto dura“, conclude. Nel sud del Paese dei cedri, intanto, si registrano raid aerei israeliani (5 vittime a Sidone) e scontri sul terreno tra le truppe di occupazione israeliane e l’ala militare di Hezbollah, messa al bando dal governo libanese su pressione israelo-statunitense. Razzi e colpi d’artiglieria sparati dal movimenti sciita libanese sono caduti anche nel nord dei territori controllati dallo stato di Israele. La corrispondenza da Beirut, su Radio Onda d’Urto, di David Ruggini, capomissione in Libano di Un Ponte per. Nelle scorse ore l’ong italiana ha lanciato la campagna di raccolta fondi “Emergenza Libano” per far fronte alla grave situazione umanitaria. Ascolta o scarica.
March 6, 2026
Radio Onda d`Urto
Tra le bombe, nominata la nuova “guida suprema”
Smentendo clamorosamente le dichiarazioni trionfalistiche di Tel Aviv, ieri, secondo cui l’intera “Assemblea degli esperti” sarebbe state annientata in un bombardamento a Qom, mentre sceglieva la nuova “guida suprema”, la stessa assemblea ha individuato in Mojtaba il successore. Evidentemente stavolta il Mossad è stato “depistato” e qualche suo terminale sarà […] L'articolo Tra le bombe, nominata la nuova “guida suprema” su Contropiano.
March 4, 2026
Contropiano
La guerra vista da Abu Dhabi
La situazione è un po’ questa qua. Nella zona di Abu Dhabi, dove sono attualmente visiting professor, sono in corso alcuni attacchi mirati alle strutture militari: il porto (colpito), l’aeroporto e la base americana di Al Dhafra. Si sentono molti rumori di colpi in sottofondo, la maggior parte dei quali […] L'articolo La guerra vista da Abu Dhabi su Contropiano.
March 2, 2026
Contropiano
Le prime reazioni politiche internazionali all’attacco contro l’Iran. La Ue è la peggiore
In Italia c’è stata in mattinata una insulsa nota di Palazzo Chigi, dopo la riunione di governo presieduta dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “In questo momento particolarmente difficile, l’Italia rinnova la propria vicinanza alla popolazione civile iraniana che con coraggio continua a richiedere il rispetto dei suoi diritti civili e politici”. Nella nota si […] L'articolo Le prime reazioni politiche internazionali all’attacco contro l’Iran. La Ue è la peggiore su Contropiano.
February 28, 2026
Contropiano
STATI UNITI E ISRAELE STANNO ATTACCANDO L’IRAN, BOMBARDAMENTI IN CORSO SU TUTTO IL PAESE. TEHERAN RISPONDE AL FUOCO
Gli Stati Uniti e Israele stanno attaccando l’Iran. Dalle 7 del mattino locali di sabato 28 febbraio 2026 i due eserciti stanno bombardando la capitale iraniana Teheran in quello che definiscono un “attacco preventivo”, rispetto a cosa non si sa. I media e diversi video nel web mostrano missili in volo ed esplosioni continue, nel centro ma anche nell’est e nel centro nord della città, anche sul ponte Seyed Khandan, dove si trova il quartier generale congiunto delle forze armate. Secondo media dell’opposizione iraniana e israeliani, uno degli obiettivi sarebbe la residenza presidenziale. Secondo l’agenzia iraniana Fars, si registrano esplosioni anche a Isfahan e in diverse altre città, tra cui Qom, Karaj, e Kermanshah. Teheran ha dichiarato chiuso lo spazio aereo “fino a nuovo ordine”. Lo stesso ha fatto Tel Aviv, dove governo ed esercito però specificano che “non è necessario rifugiarsi nei bunker”. L’Iran starebbe già rispondendo con il lancio di missili sul territorio dello stato di Israele, mentre l’esercito israeliano afferma che gli attacchi sul territorio iraniano hanno già provocato la morte di molte figure, anche chiave, dei Pasdaran. In un video pubblicato sul suo social media Truth, il presidente Usa Donald Trump conferma il coinvolgimento statunitense: “Abbiamo iniziato una grande operazione in Iran. L’obiettivo è difendere gli americani eliminando imminenti minacce del regime iraniano”, dice Trump. “Abbiamo provato a fare un accordo – aggiunge nel video il tycoon – ma hanno rifiutato ogni occasione di rinunciare alla sue ambizioni nucleari”. E ancora: “distruggeremo i loro missili e ci assicureremo che l’Iran non abbia il nucleare. Il regime imparerà a breve che non bisogna sfidare la forza delle forze armate americane”. Infine, Trump intima ai Pasdaran di deporre le armi o, dice, andranno incontro a “morte certa”, ed esorta, ancora una volta, gli iraniani a “prendere il controllo” del proprio governo, tornando a strumentalizzare le grandi rivolte popolari di dicembre 2025 e gennaio 2026. Soltanto ieri sera, venerdì 27 febbraio, il ministro degli Esteri dell’Oman, mediatore nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, aveva parlato di sviluppi positivi e della disponibilità di Teheran di smantellare il proprio uranio arricchito. Su Radio Onda d’Urto è intervenuta, a caldo, nelle ore immediatamente successive all’inizio degli attacchi per aggiornamenti, un primo commento e per riportare testimonianze ricevute da Teheran, Paola Rivetti, ricercatrice e docente di Relazioni internazionali alla Dublin City University e autrice di diversi lavori sull’Iran, come il recente Storia dell’Iran, uscito nel gennaio 2026 per le edizioni Laterza. “Questo è un momento tragico – afferma Rivetti ai nostri microfoni – Si tratta di un paese la cui popolazione è stata messa in ginocchio dalla repressione interna, dalle sanzioni economiche, adesso da questa guerra, quindi è un momento veramente drammatico per gli iraniani e le iraniane”. Ascolta o scarica l’intervista.
February 28, 2026
Radio Onda d`Urto
Dite ai guerrafondai della diaspora iraniana e cubana di stare zitti
Ogni volta che dici qualcosa online contro il modo in cui gli Stati Uniti si stanno preparando alla guerra con l’Iran o contro il modo in cui stanno strangolando Cuba con la guerra d’assedio, ti troverai sempre persone la cui famiglia proviene dalla nazione in questione che ti diranno di […] L'articolo Dite ai guerrafondai della diaspora iraniana e cubana di stare zitti su Contropiano.
February 23, 2026
Contropiano
Siria: massacro dei curdi ad Aleppo. Un appello urgente alla solidarietà
Il nuovo corso siriano guidato da  Ahmed Hussein al-Sharaa – già conosciuto sotto il nome di Abu Mohammad al-Jolani dai tempi in cui era comandante del Fronte Al-Nusra,  legato ad Al-Qaeda  –  continua a impregnarsi di sangue. Il nuovo amico dell’Occidente, ricevuto con tutti gli onori da Donald Trump e ricoperto di miliardi dall’UE, non riesce a celare la sua
January 13, 2026
La Bottega del Barbieri
Gli #USA intensificano i #bombardamenti in #Siria con il supporto dell’#Aeronautica italiana “Alle ore 12.30 locali di sabato 10 gennaio 2026, le unità aeree del Comando Centrale delle forze armate degli Stati Uniti d’America (CENTCOM), insieme alle forze dei paesi partner, hanno condotto attacchi in larga scala contro multipli obiettivi ISIS attraverso la Siria”.https://www.stampalibera.it/2026/01/11/gli-usa-intensificano-i-bombardamenti-in-siria-con-il-supporto-dellaeronautica-italiana/
January 11, 2026
Antonio Mazzeo
Venezuela. Almeno 40 i morti per i raid statunitensi. Domani si riunisce il Consiglio di Sicurezza dell’Onu
Il coordinatore dei Capi di Stato Maggiore Congiunti degli Stati Uniti, il generale Dan Caine, ha fornito ulteriori dettagli sul raid contro il Venezuela durante un’apparizione a Mar Lago, affiancato da Trump. Il gen. Caine ha confermato che gli elicotteri statunitensi inviati per sequestrare Nicolás Maduro e sua moglie sono stati bersaglio […] L'articolo Venezuela. Almeno 40 i morti per i raid statunitensi. Domani si riunisce il Consiglio di Sicurezza dell’Onu su Contropiano.
January 4, 2026
Contropiano