Tag - dimissioni

La crisi politica del governo Meloni non è ancora esplosa, ma è già cominciata
“Il Governo c’è, resterà in carica fino alla fine del suo mandato: non c’è alcuna intenzione di fare un rimpasto né di andare a elezioni anticipate” questo è quanto ha detto ieri la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella sua informativa al Parlamento. Era un intervento molto atteso, perché era il […] L'articolo La crisi politica del governo Meloni non è ancora esplosa, ma è già cominciata su Contropiano.
April 10, 2026
Contropiano
Alla Casa Bianca saltano teste. Trump “frustrato”
La frustrazione di Trump sia sul piano internazionale che sul piano interno sta cominciando a far saltare le teste nell’amministrazione della Casa Bianca. La prima, quella più clamorosa, è la destituzione di Pam Bondi da attorney generale (il nostro ministro di Giustizia, ndr), ma le orecchie stanno fischiando anche al Segretario al […] L'articolo Alla Casa Bianca saltano teste. Trump “frustrato” su Contropiano.
April 4, 2026
Contropiano
Smottamenti nel governo. Saltano le prime teste ma manca il bersaglio grosso
Prima il sottosegretario Andrea Del Mastro, poi la capo di gabinetto del ministero di Giustizia Giusi Bartolozzi. Infine c’è il “benservito” per la ministra Santanchè. Il day after del referendum sulla controriforma costituzionale vede saltare le prime teste nel governo ma non ancora quella del ministro Nordio, che pure è […] L'articolo Smottamenti nel governo. Saltano le prime teste ma manca il bersaglio grosso su Contropiano.
March 25, 2026
Contropiano
Le piazze del No Sociale che chiedono le dimissioni del governo Meloni
Sono state oltre 20 le piazze che ieri sono state organizzate, immediatamente dopo la certezza sui risultati del Referendum Costituzionale sulla riforma della giustizia. Il No Sociale ha subito tratto le conclusioni da un voto che è stato eminentemente politico: a casa il governo Meloni, dimissioni subito! Potere al Popolo, […] L'articolo Le piazze del No Sociale che chiedono le dimissioni del governo Meloni su Contropiano.
March 24, 2026
Contropiano
“L’Iran non era una minaccia. Guerra voluta da Israele.“
Il capo del Centro nazionale antiterrorismo degli Stati Uniti, Joe Kent, si è dimesso a causa della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. “Non posso, in coscienza, appoggiare la guerra in corso in Iran“, ha scritto Kent in una lettera a Donald Trump pubblicata su X. “L’Iran non […] L'articolo “L’Iran non era una minaccia. Guerra voluta da Israele.“ su Contropiano.
March 18, 2026
Contropiano
La Toronto Film Critics Association cade sulla censura della solidarietà con la Palestina
La Toronto Film Critics Association è finita in una crisi senza precedenti dopo che più di un terzo dei suoi membri si è dimesso per protestare contro la rimozione di un paragrafo che esprimeva solidarietà al popolo palestinese dal discorso di accettazione del premio come Miglior Attrice Non Protagonista in un film canadese per il suo ruolo in “Sweet Angel Baby” inviato dalla regista e attrice indigena canadese Ellie Maiga Taylorvers. La cerimonia di premiazione si è tenuta il 2 marzo 2026. Taylorvers aveva inviato un discorso di ringraziamento videoregistrato da mostrare durante l’evento, ma la versione presentata al pubblico era incompleta, poiché Taylorvers ha scoperto in seguito che la parte in cui esprimeva solidarietà ai palestinesi era stata tagliata. Nella trascrizione completa pubblicata da Exclaim, l’attrice afferma: “Il mio cuore è rivolto al popolo palestinese che sta attraversando questa tragedia.” L’artista ha accusato l’associazione di aver censurato direttamente i suoi testi, sostenendo che le cancellazioni sono state effettuate a sua insaputa o senza il suo consenso. In una lettera all’associazione, i cui dettagli sono stati riportati dai media canadesi, ha sottolineato – secondo il sito web Vulture – che la neutralità in tali momenti è “una forma di violenza” e che astenersi dal prendere posizione politica è di per sé una presa di posizione. Taylorvers ha annunciato la restituzione del premio, sostenendo il diritto degli artisti di esprimere le proprie opinioni, in particolare su questioni umanitarie, trasformando così la questione da una modifica alla durata di un video a una prova dell’impegno dell’organizzazione per la libertà di espressione. L’associazione ha risposto con una dichiarazione ufficiale affermando che i discorsi erano stati abbreviati per motivi organizzativi legati al controllo della durata della cerimonia. L’allora presidente dell’associazione, Joanna Schneller, ha spiegato che l’abbreviazione del discorso di Taylorvers era una decisione personale per mantenere la durata del programma. Questa giustificazione non è riuscita a convincere gran parte dei membri, poiché molti hanno trovato poco convincente la scusa dei “limiti di tempo”, soprattutto perché questa pratica non era comune in passato. Almeno 16 dei 46 membri hanno annunciato rapidamente le loro dimissioni, tra cui noti critici dell’industria cinematografica canadese. Con l’aumentare dell’ondata di proteste, la direttrice dell’associazione ha annunciato le sue dimissioni nel tentativo di contenere la crisi, ma la mossa non ha fermato l’emorragia di dimissioni, né ha ripristinato rapidamente la fiducia nell’organizzazione. La crisi è andata oltre l’associazione, trasformandosi in un dibattito più ampio sulla scena culturale canadese su come le istituzioni artistiche affrontano le posizioni politiche degli artisti, soprattutto quando si tratta della Palestina e di delicate questioni internazionali. Quanto accaduto contraddice i valori che le istituzioni culturali affermano di difendere, poiché “difendere la libertà di espressione artistica è incompatibile con la censura del discorso di un artista al momento della ricezione di un premio”. Oggi la Toronto Film Critics Association, fondata nel 1997 e i cui premi sono tra i più prestigiosi del Canada, si trova ad affrontare una vera e propria crisi di fiducia. Gli osservatori ritengono che ciò che è iniziato come la modifica di un breve paragrafo del discorso di un artista abbia rivelato una divisione più profonda all’interno dell’establishment culturale riguardo al rapporto tra arte e politica e ai limiti della responsabilità etica delle istituzioni critiche nei confronti della libertà di espressione. ANBAMED
March 9, 2026
Pressenza
Figuraccia della Francia su Francesca Albanese. Denunciato Trump per le sanzioni
Una figura di merde per Parigi e una sconfitta per Israele. La Francia alla fine dovuto ritirare la richiesta di dimissioni di Francesca Albanese. Contrariamente agli annunci fatti nelle scorse settimane in parlamento dal ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot, la Francia ha rinunciato a chiedere le dimissioni della relatrice speciale […] L'articolo Figuraccia della Francia su Francesca Albanese. Denunciato Trump per le sanzioni su Contropiano.
February 28, 2026
Contropiano
L’ONU respinge la richiesta di dimissioni di Francesca Albanese
L’organismo indipendente dell’ONU che supervisiona i relatori speciali ha condannato gli attacchi contro la Relatrice Speciale per i Territori palestinesi Francesca Albanese, definendoli politicamente motivati e basati sulla disinformazione. Il comitato ha quindi respinto la richiesta di dimissioni avanzata dalla Francia e sostenuta anche da Italia e Germania, sottolineando che le trascrizioni dell’intervento contestato non confermano alcune delle frasi che le erano state attribuite. Il Comitato ONU parla di “attacchi politicamente motivati, basati sulla disinformazione, contro chi documenta crimini e violazioni. Invece di chiedere le dimissioni della Relatrice Speciale Albanese per aver svolto il suo mandato in circostanze molto difficili, inclusi intimidazioni persistenti, attacchi personali coordinati e sanzioni unilaterali illegali, questi rappresentanti dei governi dovrebbero unire le forze per ritenere responsabili, compreso davanti alla Corte Penale Internazionale, leader e funzionari accusati di crimini di guerra e crimini contro l’umanità a Gaza, invece di incoraggiare o difendere le azioni illegali del governo di Israele”.     Redazione Italia
February 19, 2026
Pressenza
Starmer sotto il fuoco degli “Epstein files”
L’onda nauseabonda degli Epstein files comincia a seminare il panico in Europa, mentre negli Stati Uniti l’intero establishment – quello pro e quello contro Trump – prova ancora a resistere cercando di scaricare sul competitor il maggior peso dello scandalo. In Gran Bretagna, però, questa pur evanescente possibilità non esiste […] L'articolo Starmer sotto il fuoco degli “Epstein files” su Contropiano.
February 9, 2026
Contropiano