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Anche le critiche della Senatrice Liliana Segre al governo di Israele saranno considerate espressione di antisemitismo?
Continuo a non capire le critiche gratuite mosse alla Senatrice a vita Liliana Segre, che si basano sul fatto di non utilizzare la parola “genocidio”, parola che, ovviamente, io uso, ma non è questo il punto. Ecco cosa ha dichiarato più volte la Senatrice Segre, è stata sempre molto dura nei suoi giudizi e sempre tenendo distinta la sua identità ebraica dallo Stato di Israele: Ha detto di provare _”una profonda repulsione verso il governo di Benjamin Netanyahu e verso la destra estremista, iper-nazionalista e con componenti fascistoidi e razziste al potere oggi in Israele”. Ha ribadito più volte, anche in questi giorni per il ddl antisemitismo, di aver “spesso criticato aspramente le posizioni e le scelte degli attuali governanti israeliani, arrivando ad esprimere un sentimento di ‘repulsione'” Sulla guerra a Gaza e sull’esercito: “È chiaro che, dopo un trauma come quello del 7 ottobre, qualunque governo israeliano avrebbe reagito con durezza. Ma la guerra a Gaza ha avuto connotati di ferocia inaccettabili e non è stata condotta secondo i principi umanitari e di rispetto del diritto internazionale che dovrebbero guidare Israele” “Israele è andato ben oltre i limiti del diritto di difesa, facendo stragi di civili e distruzioni immani” In un’intervista dell’agosto 2025 ha parlato di rischio di arrivare “all’indicibile” quando “si arriva ad affamare una popolazione”, e ha definito “straziante vedere Israele sprofondato in un simile abominio con alcuni ministri fanatici che, con gli occhi fuori dalle orbite, gridano propositi di virulenta disumanità, oppure con gruppi di coloni che compiono vergognose azioni squadristiche ai danni di palestinesi inermi in Cisgiordania”. Segre tiene separati i piani: “Io non penso di dover rispondere, di dovermi discolpare, in quanto ebrea, di quello che fa lo Stato di Israele”. È pertanto evidente, a tutte le persone intellettualmente oneste, che le stesse parole della Senatrice Liliana Segre, se il DDL non sarà emendato, come lei stessa auspica, sarebbero considerate come espressione di antisemitismo. Mauro Carlo Zanella
October 2, 2026
Pressenza
Ddl antisemitismo, lettera aperta a Liliana Segre
Riprendiamo dal blog su Facebook di Giuseppe Salamone. Cara senatrice Liliana Segre, ho appena letto che lei chiede di approvare il DDL antisemitismo all’unanimità. Si dice incredula per le divisioni ed esorta a superarle perché, a suo avviso, un Paese civile dovrebbe approvare questa legge senza se e senza ma. Questa legge non è una legge: è un bavaglio che fa a pezzi la Costituzione italiana. È come se, negli anni del nazismo, qualcuno avesse fatto una legge che reprimeva chiunque osasse criticare i nazisti, dicendo che si trattava di odio razziale verso tutti i tedeschi. Perché questa legge è esattamente questo: vietare le critiche nei confronti di Israele e di quei criminali che stanno al governo israeliano, estendendo quelle critiche a loro rivolte come fossero rivolte a tutti gli ebrei. E non perché lo dica io, ma perché è messo nero su bianco nella definizione dell’IHRA (esattamente negli esempi) cardine del DDL antisemitismo. Questa è una delle più grandi distorsioni e ingiustizie della storia. Ora lei dovrebbe sapere una cosa, importantissima: se i cosiddetti “propal”, quelli che oggi vengono accusati con estrema facilità di essere antisemiti, avessero vissuto negli anni del nazismo, lei sicuramente avrebbe potuto trovare una spalla su cui appoggiarsi in questa gente. E sa perché? Perché di sicuro avrebbero avversato il regime nazista esattamente come oggi avversano il terrorismo di Stato israeliano. Di sicuro avrebbero condannato quel genocidio, dove vennero sterminati ebrei, omosessuali, zingari, oppositori politici, dissidenti, rom, disabili, neri e testimoni di Geova, esattamente come avversano oggi il genocidio dei palestinesi. Ecco, cara Segre, in Italia non c’è alcun bisogno di approvare una legge esclusiva di questo tipo. Semplicemente perché ci sono già la Legge Mancino, l’articolo 604-bis del Codice penale e la Costituzione, esattamente l’articolo 3. A proposito, in questi giorni sono usciti dei bellissimi appelli firmati sia da centinaia di accademici sia da tantissimi ebrei. Le consiglio vivamente di leggerli. Approvare il DDL antisemitismo, che a mio avviso con l’antisemitismo non ha nulla a che vedere, oggi significa una sola cosa. E lo dico tirando in ballo un grande romanzo di George Orwell, La fattoria degli animali, dove nessun paragone di natura animale si vuole tirare in ballo: “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”. Un caro saluto. Giuseppe Salamone Redazione Italia
October 1, 2026
Pressenza