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Newsletter 20.01.2026: Parco di Aguzzano: laboratorio di biodiversità. MercatoBIO. Cineforum e Cinematinée. Circolo di Lettura. Laboratori di Cucina. Biblioteca. BioOsteria.
Casale Podere Rosa Biblioteca sociale Passepartout Newsletter del 20.gennaio.2026 PARCO REGIONALE URBANO DI AGUZZANO: un viaggio per conoscere la biodiversità di una piccola area naturale protetta. (…)È con queste convinzioni che abbiamo iniziato un viaggio per conoscere la biodiversità di una piccola area naturale protetta, perché anche in un avamposto periferico come il parco di … Leggi tutto "Newsletter 20.01.2026: Parco di Aguzzano: laboratorio di biodiversità. MercatoBIO. Cineforum e Cinematinée. Circolo di Lettura. Laboratori di Cucina. Biblioteca. BioOsteria."
Laboratori di (e con la) cucina 2026. Dal Dolce al Salato
Laboratorio pratico di cucina naturale con prodotti biologici a cura di Virginia De Paolis (Az. Agricola De Paolis) – PASTA FROLLA per crostate e biscotti (tradizionali e vegani) – FRAPPE E CASTAGNOLE per carnevale e non solo – PIZZA e nozioni sulla PASTA MADRE – PASTA FATTA IN CASA (acqua e farina e all’uovo) – … Leggi tutto "Laboratori di (e con la) cucina 2026. Dal Dolce al Salato"
Cineforum in saletta venerdì 23 sabato 24 gennaio – Cinematinée sabato 24 gennaio 2026
venerdì 23 gennaio ore 16,00 per la rassegna Non è mai troppo tardi… per leggere, vedere un film, socializzare. MORTE A VENEZIA di Luchino Visconti (1971) 125′ minirassegna: PADRI ore 18,00 CAOS CALMO di Antonello Grimaldi (2007) 107′ ore 21,00 COME FRATELLI di Antonio Padovan (2025) 86′ sabato 24 gennaio ore 11,00 cinematinée MOON IL … Leggi tutto "Cineforum in saletta venerdì 23 sabato 24 gennaio – Cinematinée sabato 24 gennaio 2026"
Non è mai troppo tardi… dal 23 gennaio al 20 febbraio 2026
Non è mai troppo tardi… 30 libri, 30 storie, 30 film per leggere, vedere un film, socializzare. Iniziativa realizzata nell’ambito del progetto “Una Biblioteca sociale del territorio” per la promozione della lettura e conoscenza diffusione del patrimonio della biblioteca rivolta in particolare ai “meno giovani”. I libri proposti saranno disponibili per il prestito. Ingresso gratuito … Leggi tutto "Non è mai troppo tardi… dal 23 gennaio al 20 febbraio 2026"
PARCO DI AGUZZANO: LABORATORIO di  BIODIVERSITÀ, presentazione degli ultimi due lavori di ricerca. Domenica 25 gennaio 2026 presso Villa Ipazia (Casal de’ Pazzi)
img Domenica 25 gennaio 2026 ore 10,00-13,00 presso Villa Ipazia di Alessandria (Casa del Municipio Roma IV in Viale Rousseau, 90-Casal de’ Pazzi) Si ringrazia il Municipio Roma IV per la messa a disposizione della sala L’associazione Casale Podere Rosa-APS presenta due importanti ricerche condotte nel Parco regionale urbano di Aguzzano, che hanno prodotto due … Leggi tutto "PARCO DI AGUZZANO: LABORATORIO di  BIODIVERSITÀ, presentazione degli ultimi due lavori di ricerca. Domenica 25 gennaio 2026 presso Villa Ipazia (Casal de’ Pazzi)"
La partecipazione non è un pranzo di gala
(a margine dell’incontro Futura Consulta con l’Assessore Alfonsi) Si è tenuto mercoledì 14 gennaio un evento alla Casa della città intitolato Futura Consulta organizzato dal Coordinamento del Regolamento del Verde e del Paesaggio Urbano, a cui hanno partecipato decine di comitati cittadini (in calce la registrazione a cura di Italia Nostra Roma). L’evento è stato organizzato in seguito all’ennesimo sollecito all’Assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi da parte del Coordinamento  per l’avvio di un sistematico confronto dell’assessorato e del Dipartimento  con i cittadini, in vista  dell’istituzione della Consulta Del Verde, prevista dal Regolamento del Verde vigente dal maggio 2021 e mai costituita. L’Assessora Alfonsi  ha partecipato insieme a numerosi responsabili e consulenti del Dipartimento Ambiente, rispondendo alle domande dei rappresentanti dei gruppi di lavoro dei  Comitati. Dopo l’evento, però, alcuni comitati che avevano partecipato all’organizzazione, hanno  sottoscritto un comunicato   promosso da  Tutti per Roma Roma per Tutti*, definendo l’incontro “un’occasione mancata” e dissociandosi dall’organizzazione, in quanto  non è stato possibile a tutti i prenotati intervenire per mancanza di tempo, e per i toni degli  interventi di alcuni partecipanti (tra i quali quello della  rappresentante di un’associazione che ha chiesto le dimissioni della stessa Assessore Alfonsi). Facciamo alcune riflessioni, con una premessa. L’associazione Carteinregola è stata tra i principali animatori del Coordinamento del Regolamento del Verde del Paesaggio Urbano fin dalla sua nascita, nella pluriennale interlocuzione con le istituzioni e nel lunghissimo percorso della sua  elaborazione,  e anche dopo l’approvazione,  per sollecitare la sua applicazione, a oggi assai poco seguita, soprattutto per quanto riguarda la trasparenza e la partecipazione dei cittadini. Attualmente la nostra associazione non fa più parte del Coordinamento, anche se collabora in occasioni definite di volta in volta dal direttivo e  alcuni soci  continuano a farne parte, compreso il coordinatore Giorgio Osti che è anche membro del consiglio direttivo dell’associazione Carteinregola. La decisione è motivata dal nostro regolamento interno, che prevede che l’associazione non possa far parte di coordinamenti che presuppongono di conferire una rappresentanza a maggioranze esterne, e anche alla  natura che nel tempo ha  assunto il Coordinamento, con l’allargamento a molte realtà cittadine e singoli soggetti che si occupano di tutela del Verde, senza stabilire a monte una linea condivisa. Detto ciò,  siamo piuttosto sorpresi per il comunicato postumo di Roma per Tutti e altri,  per due ordini di motivi.  Il primo. A giudicare dalla registrazione (chi scrive non ha potuto essere presente) e dalle informazioni avute anche prima dell’evento, l’assemblea è stata ben organizzata, con modalità plurali  e democratiche,  con riunioni preparatorie,  la suddivisione in gruppi di lavoro per la messa a punto delle domande da rivolgere all’ amministrazione e la loro diffusione preventiva a tutti i soggetti civici coinvolti; il problema del mancato spazio per alcune realtà e domande è stato causato da un cambio di sala dovuto alla forte partecipazione,  che ha ritardato l’inizio di 40 minuti, con una consistente riduzione del tempo a disposizione, visto che alle 19 scadeva la  disponibilità della sala. Il secondo. Stupisce che una realtà come Tutti Per Roma, con un’esperienza pluriennale nel campo dei processi partecipativi,  sembri  ignorare  che i consessi civici non sono minuetti, e che è inevitabile che una parte dei cittadini, soprattutto su temi molto sentiti, esprima il proprio dissenso,  interrompendo e contestando, anche se va detto, almeno a  giudicare  dalla registrazione, che si è trattato di reazioni abbastanza contenute. Sugli annunciati tempi brevi degli interventi,  con tanto di timer, poi non rispettati, chiunque abbia esperienza di assemblee pubbliche, saprà quanto sia difficile  metterle in pratica. Oltretutto era già stato annunciato  che si trattava del primo di una serie di incontri che dovrebbero aprire un canale di dialogo con i cittadini, nella  prospettiva della costituzione della Consulta, anche se, come ha precisato l’assessora Alfonsi, non è nelle sue prerogative istituirla, dato che dipende  da  un atto dell’Assemblea Capitolina, atto che da anni tiene langue in Commissione Ambiente. Ma ci auguriamo che il percorso avviato continui e che chi non è potuto intervenire abbia altre e frequenti occasioni. Provo  a trarre alcune conclusioni dalla vicenda. E’ evidente che, soprattutto sul fronte della manutenzione del verde, si è da tempo spezzato il rapporto di fiducia tra molte realtà civiche  e le istituzioni preposte, e il tenore degli interventi dell’Assessora e dei funzionari del Dipartimento  nel corso dell’assemblea non sono stati né incoraggianti né soddisfacenti, visto che sul “minimo sindacale” di attuazione del Regolamento vigente da quasi 5 anni su trasparenza e partecipazione le risposte sono state evasive o peggio. Per essere chiari: come Carteinregola non concordiamo con chi dipinge questa Amministrazione come volontariamente intenta a distruggere il patrimonio verde cittadino, ma certamente non aiuta la plateale disapplicazione del Regolamento –  più che documentata –  con i tanti abbattimenti e potature fuori stagione e soprattutto con  la persistente volontà di non comunicare in anticipo ai cittadini le attività previste sulle alberature né  le perizie agronomiche che hanno stabilito gli abbattimenti. E in tale situazione di rapporti piuttosto deteriorati, l’Amministrazione ha il dovere della pazienza e della disponibilità, istituendo al più presto la Consulta, accettando di affrontare il confronto con i cittadini, anche se faticoso, e i cittadini a loro volta devono accettare le regole del confronto civile e soprattutto stare alla larga da strumentalizzazioni politiche. Sicuramente le tante realtà spontanee che nascono, come si usa dire, “dal basso”, fanno  fatica a darsi delle regole e una linea comune, e, come emerso nell’assemblea e nei suoi strascichi, spesso si creano distanze tra chi si pone  in contrasto con l’Amministrazione “senza se e senza ma” – anche con motivazioni comprensibili, come quelle rapidamente citate – e chi invece vuole avviare un dialogo, anche critico, ma con un’ottica costruttiva.  Quale sarà l’anima che prevarrà  nel Coordinamento dipende dal Coordinamento stesso, se saprà avviare un confronto interno per stabilire democraticamente una linea comune e evitare uscite e dichiarazioni che non siano state condivise e  che danneggiano il lavoro di tutti.  Ma dipende anche dall’Amministrazione, nel dare risposte vere e soprattutto cominciando a fare quello che da tempo è scritto nel Regolamento e che viene troppo spesso disatteso. Assessora Alfonsi, ci convinca con i fatti,  cominciando dalla trasparenza e dal rispetto del Regolamento, senza se e senza ma. Anna Maria Bianchi Missaglia Per osservazioni e precisazioni scrivere a: laboratoriocarteinregola@gmail.com   * COMUNICATO Un’occasione persa  in data 14 gennaio si è tenuto l’attesissimo incontro delle diverse Associazioni per il Verde urbano di Roma e i cittadini con l’Assessorato all’Ambiente e il Dipartimento Tutela Ambientale. L’obiettivo era quello di rafforzare il dialogo tra le due parti, ponendo le basi per la Consulta del Verde, la cui costituzione non è stata ancora attuata, e di promuovere una maggiore partecipazione dei cittadini alle scelte sulla gestione del Verde urbano. L’organizzazione dell’incontro é stata affidata al Coordinamento per il Regolamento del Verde e ha coinvolto numerose organizzazioni civiche e singoli cittadini, i quali, in tempi molto ristretti, hanno prodotto contributi interessanti e competenti. Purtroppo, gli obiettivi, a nostro avviso, non sono stati raggiunti e per certi versi sono stati addirittura negati. Il formato dell’incontro é risultato troppo rigido, con troppe domande e risposte molto ‘istituzionali’ che hanno impedito un dialogo reale. Soprattutto, sono stati consentiti interventi, il cui obiettivo non era ‘costruire’ ma ‘distruggere’ il dialogo. Per motivi di tempo, inoltre, non è stato possibile ascoltare tutti gli interventi previsti, preparati dai gruppi di lavoro. Di fatto, molte realtà non si sono potute esprimere. Come associazioni che da anni si spendono sui territori sulla cura del verde, ci dissociamo da queste modalità utili solo ad alzare lo scontro. Pensiamo che gli strumenti democratici dell’ascolto e della rappresentanza non debbano essere sviliti da protagonismi aggressivi e auspichiamo una tempestiva ripresa del dialogo con regole più corrette e democratiche di partecipazione. Ci impegniamo fin da ora a verificare tutte le strade possibili perché il confronto auspicato con l’amministrazione possa proseguire su basi di concretezza, competenza e rispetto reciproco. Primi firmatari: Insieme 17 APS, Associazione Intorno alle Mura, Tutti per Roma.Roma per tutti, Prati Verde, Comitato Aurelio per l’Ambiente, Associazione Amici dei Pini di Roma, Comitato Parco delle Finanze Castro Pretorio, Comitato di Quartiere Vigna Murata, Comitato Arco di Travertino, Comitato di Quartiere Antamoro, Comitato di Quartiere La Voce di Porta Portese, Comitato Caffarella, Associazione Humus ETS, Comitato Pineta di Ostia
DAANES: Documentazione delle recenti violazioni ad Aleppo
13 GENNAIO 2026 VIOLAZIONI CONTRO I QUARTIERI CURDI DI ALEPPO SEQUENZA CRONOLOGICA DEGLI EVENTI L’ASSEDIO IMPOSTO AI QUARTIERI CURDI E CONDIZIONI DI VITA Dal 23 dicembre 2025, il governo siriano e le sue forze affiliate hanno imposto un assedio totale ai quartieri curdi di Sheikh Maqsoud, Ashrafieh e Bani Zeid nella città di Aleppo. Questi quartieri ospitano oltre 500.000 civili, tra cui circa 55.000 famiglie curde, oltre a migliaia di curdi sfollati con la forza dalla regione di Afrin a seguito dell’occupazione da parte delle fazioni dell’Esercito Nazionale Siriano (SNA) sostenute dalla Turchia nel 2018.¹ L’assedio rappresenta la continuazione di sforzi di lunga data per emarginare e isolare le popolazioni curde nella Siria settentrionale, perpetuando modelli di punizione collettiva e di attacchi etnici documentati fin dall’inizio del conflitto siriano nel 2011. Questi quartieri erano rimasti relativamente stabili rispetto ad altre aree devastate dalla guerra fino a questa rinnovata escalation militare. Tutte e sette le strade di accesso ai quartieri curdi sono state chiuse dai posti di blocco del Ministero della Difesa, lasciando solo una via aperta a intermittenza sotto il pesante controllo militare. Questo blocco ha fortemente limitato l’ingresso di beni essenziali, tra cui cibo, medicine, carburante e assistenza umanitaria, aggravando una crisi umanitaria già grave. L’assedio priva di fatto centinaia di migliaia di civili del loro diritto fondamentale al sostentamento e all’assistenza medica, violando i principi del diritto internazionale umanitario e configurandosi come una punizione collettiva.² Nonostante le ripetute comunicazioni e gli incontri formali con i rappresentanti del governo siriano che chiedevano la fine dell’assedio o l’ingresso di rifornimenti di base, non è stata fornita alcuna risposta o soccorso, aggravando le sofferenze dei civili e aumentando il rischio di fame e malattie. INIZIO DEGLI ATTACCHI Il 6 gennaio 2026, fazioni affiliate al governo di Damasco hanno lanciato un assalto militare su larga scala contro i quartieri di Sheikh Maqsoud e Ashrafieh. Tra le unità partecipanti figuravano la 60a, 62a, 72a e 86a divisione dell’esercito siriano, supportate da colonne corazzate, artiglieria pesante, lanciarazzi Grad e Katyusha, mortai, mitragliatrici pesanti DShK e droni suicidi.³ L’attacco ha deliberatamente preso di mira infrastrutture civili e aree residenziali, violando in modo evidente le leggi sui conflitti armati, che impongono la distinzione tra obiettivi militari e civili. L’impiego iniziale di droni suicidi contro centri abitati civili indica una strategia volta a terrorizzare e spezzare la resistenza civile. L’attacco è iniziato con attacchi suicidi con droni contro aree civili, seguiti da bombardamenti indiscriminati di quartieri residenziali popolati da civili disarmati. Carri armati e veicoli blindati hanno avanzato verso i distretti curdi, mentre i civili nelle aree adiacenti venivano sfollati con la forza dalle loro case. Cecchini erano posizionati sui grattacieli che circondavano i quartieri. Nonostante la presenza di una densa popolazione civile, il Ministero della Difesa siriano ha dichiarato i quartieri di Sheikh Maqsoud e Ashrafieh “zone militari”. ⁴ Questa designazione è stata seguita dall’uso di armi pesanti e bombardamenti indiscriminati nelle aree residenziali, sollevando serie preoccupazioni circa il suo utilizzo per giustificare violazioni del principio di distinzione e della protezione dei civili ai sensi del diritto internazionale umanitario. L’8 gennaio, l’offensiva si è intensificata con il dispiegamento di fazioni jihadiste intransigenti, tra cui Asaib al-Hamra (Le Fasce Rosse), un gruppo precedentemente affiliato ad al-Qaeda. Rinforzi significativi erano giunti da Idlib e da altre province. Fazioni dell’SNA sostenute dalla Turchia si unirono all’operazione, mentre i droni da ricognizione turchi (Bayraktar) fornirono sorveglianza aerea e supporto di intelligence. Dalla mattina dell’8 gennaio, le operazioni furono supervisionate dal Maggior Generale Ali al-Naasan, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito siriano. ⁵ Il coinvolgimento di gruppi estremisti insieme alle unità regolari dell’esercito siriano, nonché la complicità di attori stranieri, sottolineano la complessità delle alleanze che alimentano le continue violazioni e i crimini di guerra nella regione. L’assalto è stato accompagnato da intensi bombardamenti con carri armati, artiglieria pesante, sistemi missilistici, mortai e un gran numero di droni suicidi che trasportavano carichi altamente esplosivi, causando la distruzione diffusa delle infrastrutture civili. ⁶ INCURSIONI A TERRA E ATTACCHI ALLE STRUTTURE MEDICHE Dopo oltre dodici ore di bombardamenti continui, le fazioni dell’esercito siriano hanno avviato incursioni terrestri coordinate nei quartieri curdi intorno alle 21:00 del 7 gennaio, avanzando lungo tre assi principali. ⁷ L’8 gennaio, l’ospedale Othman di Ashrafieh e l’ospedale Khaled Fajr, l’unico ospedale funzionante a Sheikh Maqsoud, sono stati ripetutamente bombardati. Gli attacchi hanno causato gravi danni strutturali, rendendo l’ospedale Khaled Fajr completamente inutilizzabile, mentre civili feriti, pazienti e personale medico erano ancora all’interno. Diversi operatori sanitari sono stati uccisi, costituendo una grave violazione del diritto internazionale umanitario. ⁸ L’ospedale Othman di Ashrafieh e l’ospedale Khaled Fajr sono stati ripetutamente colpiti, causando gravi danni strutturali e rendendo l’ospedale Khaled Fajr inutilizzabile mentre pazienti e personale medico si trovavano al suo interno. Le strutture mediche sono protette dalle Convenzioni di Ginevra e gli attacchi contro di esse possono costituire gravi violazioni del diritto internazionale umanitario. OCCUPAZIONE DI ASHRAFIEH E IL CONTINUO ASSALTO A SHEIKH MAQSOUD Tra il 9 e il 10 gennaio, Ashrafieh è stata completamente occupata dalle forze attaccanti. Le operazioni militari si sono concentrate quindi su Sheikh Maqsoud. I civili, tra cui feriti, bambini, anziani e intere famiglie, sono rimast intrappolati all’interno dell’ospedale Khaled Fajr, nonostante il suo stato di inattività. I continui bombardamenti hanno causato ulteriori vittime tra civili e personale medico. L’ospedale è rimasto l’ultimo rifugio per i civili impossibilitati a fuggire. I civili, tra cui feriti, bambini e anziani, sono rimasti intrappolati all’interno e nei pressi dell’ospedale Khaled Fajr durante i continui bombardamenti. Il diritto internazionale umanitario proibisce l’uso di civili e strutture mediche in modi che li espongano ad attacchi, e tale condotta può costituire gravi violazioni. CESSATE IL FUOCO ED EVACUAZIONE FORZATA A seguito di un’intesa mediata dagli attori internazionali la sera del 10 gennaio, un cessate il fuoco è entrato in vigore nelle prime ore dell’11 gennaio. L’accordo ha facilitato l’evacuazione dei civili deceduti e feriti e dei membri rimanenti delle Forze di Sicurezza Interna da Sheikh Maqsoud verso aree della Siria nord-orientale. Successivamente, gli scontri sono cessati e le Forze di Sicurezza Interna si sono ritirate dal quartiere. Sebbene il cessate il fuoco abbia offerto una tregua temporanea, le conseguenze umanitarie e politiche a lungo termine rimangono profondamente preoccupanti. IL COSTO UMANO DEGLI ATTACCHI Secondo i registri amministrativi locali e la documentazione ancora incompleta, il bilancio degli attacchi tra il 6 e il 10 gennaio ammonta a: a) 47 civili uccisi, tra cui donne, bambini e anziani b) 133 civili feriti c) Almeno 276 civili dispersi, molti dei quali si ritiene siano stati detenuti arbitrariamente Le organizzazioni per i diritti umani avvertono che queste cifre probabilmente sottostimano la reale portata delle vittime a causa dell’accesso limitato, delle detenzioni in corso e delle condizioni critiche di molti feriti. All‘offensiva è seguito uno sfollamento di massa: si stima che tra 148.000 e 155.000 civili curdi sono sfollati con la forza dai quartieri curdi di Aleppo. ELEMENTI STRANIERI E CRIMINI DI GUERRA DOCUMENTATI I combattenti stranieri hanno avuto un ruolo documentato negli attacchi, come confermato da fotografie e video diffusi dagli stessi autori. Queste prove corroborano la commissione di gravi violazioni che possono costituire crimini di guerra. I CASI DOCUMENTATI INCLUDONO: Tutte le prove visive e testimoniali sopra menzionate sono state archiviate, marcate con data e ora e conservate per garantirne l’integrità probatoria. Tutte le prove a supporto sono disponibili al seguente link: https://drive.google.com/drive/folders/1Ao2qb-rtcFtpTREQGr29ggXKQHsxToQ5?usp=sharing • Combattenti che indossavano insegne dell’ISIS partecipavano apertamente agli attacchi contro Sheikh Maqsoud e Ashrafieh durante le trasmissioni in diretta. (vedi prove a supporto nel fascicolo n. 1). • Khalil Yavuz, cittadino turco affiliato ai Lupi Grigi Turchi, ha documentato di essersi vantato dell’assedio e di aver minacciato di morte i civili. (vedi prove a supporto nel fascicolo n. 2). • Ahmed Mansour, cittadino egiziano, è stato filmato mentre partecipava all’uccisione e alla mutilazione di una donna membro delle Forze di Sicurezza Interna. È stato implicato in precedenti massacri sulla costa siriana e a Suwayda. (vedi prove a supporto nel fascicolo n. 3). * Samit Dagol (Abdul Samad), cittadino turco ricercato per associazione con l’ISIS e al-Qaeda, per essersi spacciato per giornalista affiliato ad Asaib al-Hamra mentre era presente durante gli attacchi. (vedere le prove a sostegno nel fascicolo n. 4). * Membri dei Lupi Grigi turchi rapiscono giovani curdi, con timori fondati di esecuzione sommaria. (vedere le prove a sostegno nel fascicolo n. 5). Ulteriori violazioni documentate includono: ◦ L’uso di carri armati e armi pesanti in aree residenziali densamente popolate vicino all’ospedale Khaled Fajr (vedere le prove a supporto nel fascicolo n. 6+9). ◦ Attacco diretto alla Grande Moschea di Sheikh Maqsoud con falsi pretesti (vedere le prove a supporto nel fascicolo n. 7). ◦ Trascinamento, mutilazione e profanazione di corpi accompagnati da insulti razzisti e settari (vedere le prove a supporto nel fascicolo n. 8). ◦ Abusi e umiliazioni di civili detenuti, comprese famiglie e anziani (vedere le prove a supporto nel fascicolo n. 10). ◦ Testimonianze di civili che descrivono terrore diffuso, saccheggi e abusi durante l’assalto durato cinque giorni (vedere le prove a supporto nel fascicolo n. 11). CONDIZIONI POST-CESSATE IL FUOCO Nonostante il cessate il fuoco, i quartieri curdi rimangono sotto assedio. Arresti arbitrari, sparizioni forzate, molestie e restrizioni alla libertà di movimento continuano senza sosta. L’accesso umanitario rimane fortemente limitato e la presenza di milizie estremiste integrate nelle strutture di sicurezza dello Stato rappresenta una minaccia costante per la sicurezza dei civili. APPELLO ALL’AZIONE La comunità internazionale deve inviare urgentemente osservatori indipendenti per supervisionare il cessate il fuoco e prevenire ulteriori abusi. Il riconoscimento diplomatico e l’assistenza alla Siria devono essere subordinati alla verifica della protezione e dell’inclusione politica dei curdi e delle altre minoranze. L’accordo del 10 marzo a tutela dei diritti dei curdi deve essere pienamente attuato e le milizie estremiste devono essere rimosse dalle forze di sicurezza dello Stato. La partecipazione politica inclusiva di tutte le comunità siriane è essenziale per raggiungere una pace duratura. Elham Ahamd Co-presidente del Dipartimento Relazioni Estere Amministrazione Autonoma Democratica della Siria Settentrionale e Orientale. Riferimenti 1. Kurdish Red Crescent (Heyva Sor a Kurd) – Reports on humanitarian conditions in Syrian Kurdish areas: https://kurdishredcrescent.org . 2. Rojava Information Center – Independent Kurdish news and analysis on Syria’s Kurdish regions: https://rojavainformationcenter.com . 3. Syrian Observatory for Human Rights (SOHR) – Documenting conflict and violations in Syria, with detailed reporting on Kurdish areas: https://www.syriahr.com/en . 4. Kurdish Human Rights Project (KHRP) – Legal and human rights advocacy for Kurds: https://khrp.org . 5. Kurdistan24 English – Kurdish news outlet with comprehensive coverage of Kurdish issues in Syria: https://www.kurdistan24.net/en . 6. European Center for Kurdish Studies – Research and reporting on Kurdish political and human rights issues: https://www.kurdishstudies.eu . 7. United Nations Office for the Coordination of Humanitarian Affairs (OCHA) – Syria reports – For humanitarian and conflict updates: https://www.unocha.org/syria . 8. Human Rights Watch (HRW) – Syria Reports – Documenting war crimes and violations including in Kurdish regions: https://www.hrw.org/middle-east/n-africa/syria .
Germania: a processo attivisti Antifà
Accuse sproporzionate, aula-bunker e pene esemplari: un processo politico che mira a criminalizzare l’antifascismo mentre l’estrema destra avanza in Europa Sei giovani antifascisti tedeschi rischiano condanne complessive che superano i …
Newsletter 13.01.2026 Cineforum: I want you …forever… NO GRAZIE!. CineMatinée. Biblioteca e Aula studio. BioOsteria.
Casale Podere Rosa Biblioteca sociale Passepartout Newsletter del 13.gennaio.2026 La Campagna di tesseramento 2026 è iniziata. Ringraziamo fin d’ora chiunque ha versato o verserà la quota sostenitore/trice …che consigliamo vivamente! Maggiori info Questa settimana: minirassegna: I want you …forever… NO GRAZIE venerdì 16 gennaio ore 18,00 CIAO AMERICA di Brian De Palma (1968) 80′ ore … Leggi tutto "Newsletter 13.01.2026 Cineforum: I want you …forever… NO GRAZIE!. CineMatinée. Biblioteca e Aula studio. BioOsteria."