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Reggio Calabria: una centrale Edison in Costa Viola
https://beacons.ai/comitatodifesacostaviola Perché dire NO all'Impianto Edison a Favazzina / Melia Edison S.p.A. vuole realizzare un impianto di accumulo idroelettrico mediante pompaggio ad alta flessibilità, nel comune di Scilla (RC), tra Favazzina e Melia. Il progetto sperimentale, mai realizzato prima in Italia, prevede il pompaggio quotidiano di oltre 1 milione di metri cubi di acqua marina fino a un bacino artificiale a 620m s.l.d.m. a Melia, attraverso 5 chilometri di gallerie sotterranee e pozzi profondissimi, per poi essere restituita al mare durante la fase di produzione di energia (che sarà meno di quella richiesta per portare l'acqua in quota). I rischi che corriamo: * Rischi idrogeologici in un'area fragile, con versanti instabili e scavi profondi * Impatto sull'ecosistema e sull'ambiente marino, sui fondali e sulla biodiversità costiera * Trasformazione irreversibile del paesaggio, con opere industriali * permanenti * Cantieri lunghi oltre 7 anni con rumore, traffico pesante, polveri e disagi prolungati * Danni al turismo senza benefici locali: l'energia è destinata altrove, non ci sono sconti in bolletta né posti di lavoro assicurati. Il progetto è un investimento finanziario per Edison che ritiene il nostro territorio sacrificabile. Ne parliamo con una compagna del Comitato Spontaneo per la difesa della Costa Viola per info e adesioni comitatodifesacostaviola@gmail.com  
March 5, 2026
Radio Onda Rossa
Jesi, 5.000 in corteo: NO all’impianto Edison
Dopo un anno di mobilitazione con petizioni, assemblee, sit-in e quant’altro, dopo che una consultazione popolare di pochi giorni fa alla quale hanno partecipato 3.439 persone, di cui 3.309, il 96%, ha votato no, la lotta contro la realizzazione a Jesi di un mega impianto di smaltimento dei rifiuti della Edison ha vissuto ieri pomeriggio un altro grande momento. Una folla enorme, circa 5.000 persone, ha attraversato in corteo le principali vie cittadine per ribadire che questo nuovo mostro, in un’area già sottoposta ad un inquinamento costante da anni, a partire dalla grande raffineria Api di Falconara, non si deve edificare. Ricordiamo che l’impianto dovrebbe trattare tra 270mila e 312mila tonnellate di rifiuti tossici l’anno, più di mille al giorno, in una zona che ha diversi insediamenti industriali, centri commerciali e quindi quotidianamente è vissuta da migliaia di persone. Alla manifestazione di ieri hanno partecipato anche delegazioni dei movimenti che da Ancona a Sassoferrato, dal pesarese a Falconara stanno portando avanti la resistenza nei confronti di progetti, seppur diversi tra loro, che hanno in comune una visione “sviluppista” deleteria e impattante  per le popolazioni locali. E a proposito di Falconara proprio venerdì sera un incendio è divampato nell’area industriale a causa di un corto circuito nello stabilimento di una azienda del settore dell’elettricità, evento che ha tenuto di nuovo in ansia la popolazione, con picchi “temporanei”, secondo l’Arpam, di benzene biossido e Pm2.  I movimenti locali “Mal’aria e “Onda Verde” hanno denunciato “una gestione inadeguata dell’emergenza”, dato che l’invito a chiudere le finestre è arrivato quando gli appartamenti “erano saturi dell’odore acre”. Tornando alla grande manifestazione di Jesi si tratta di un  grande successo, frutto come abbiamo accennato all’inizio di una capillare campagna di sensibilizzazione che ha coinvolto l’intera comunità, informando con competenza e documentazione adeguata sui rischi enormi che si correrebbero con la realizzazione dell’impianto. Del resto al corteo ha partecipato una delegazione proveniente dall’Abruzzo, che nell’intervento di un suo rappresentante ha raccontato come dalle loro parti abbiamo conosciuto ampiamente l’Edison per impianti analoghi, vedi la vicenda della “discarica dei veleni” di Bussi. In definitiva quella di ieri è stata una tappa fondamentale per dare ulteriore forza e autorevolezza a una mobilitazione che si dovrà concludere con la vittoria di chi l’ha promossa. Sergio Sinigaglia
June 15, 2025
Pressenza