Musulmana di origine turca, Elif Eralp vince le elezioni a Berlino ispirandosi a Zohran MamdaniLa lezione di Zohran Mamdani arriva anche in Germania: la vittoria della
candidata della Linke Elif Eralp, che nelle elezioni di ieri a Berlino ha
ottenuto il 25,7%, diventando per la prima volta nella storia della Repubblica
Federale Tedesca il primo partito della capitale, si ispira in gran parte alle
proposte e allo stile della campagna elettorale che l’anno scorso hanno portato
all’elezione del primo sindaco socialista e musulmano di New York.
Figlia di attivisti fuggiti dalla Turchia dopo il colpo di Stato militare del
1980, avvocatessa, 45 anni, Elif Eralp ha messo al centro della sua campagna
temi sociali legati alla vita quotidiana dei cittadini, come gli asili gratuiti,
una rete di mense nei quartieri berlinesi con pasti caldi a tre euro e
soprattutto la questione della casa: a Berlino l’85% delle famiglie vive in
appartamenti in affitto, lei compresa, ma i prezzi sono quasi raddoppiati dal
2014. Eralp ha promesso di porre un tetto agli affitti, congelando per un anno
quelli delle società immobiliari pubbliche e di dare attuazione al referendum
del 2021, quando il 57,6% dei votanti approvò l’esproprio degli immobili dei
grandi gruppi privati che possiedono oltre 3mila unità abitative in città. Un
esempio è il gruppo Vonovia, che possiede 130.000 abitazioni e vale più di un
miliardo di euro.
Il principio è semplice: la casa è un diritto, non un investimento e il modello
è una città che gli abitanti possono permettersi. Come è successo a Mamdani, la
proposta ha suscitato le ire dei conservatori, ma anche della sinistra moderata,
con il consueto spauracchio della fuga degli investitori (cosa che peraltro non
si è verificata a New York, dove il sindaco ha inoltre mantenuto una delle sue
promesse elettorali, bloccando gli affitti per quasi un milione di appartamenti
a canone calmierato). E comunque quest’allarmistica levata di scudi non ha
impedito la vittoria di Eralp.
Anche lo stile della sua campagna elettorale ha ripreso quello di Mamdani e dei
tanti candidati socialisti che negli Stati Uniti hanno vinto le primarie
democratiche in vista delle elezioni di metà mandato: uso dinamico dei social,
porta a porta e presenza quotidiana nei quartieri popolari. Insieme ai volontari
e ai compagni della Linke Elif Eralp ha mostrato da subito il senso della
proposta delle mense, allestendo bancarelle dove lei stessa distribuiva cibo
caldo a tre euro a chiunque si avvicinasse.
Un altro tratto in comune con i socialisti statunitensi riguarda la ferma
condanna di Israele e del genocidio in atto a Gaza, ma anche dell’antisemitismo
e di slogan e posizioni violente nei confronti degli ebrei.
In base alle regole elettorali, il sindaco di Berlino viene eletto dal
Parlamento locale e non dai cittadini. Pur avendo conquistato 47 seggi su 158,
la Linke non ha però la maggioranza e dovrà dunque fare delle alleanze –
probabilmente con i Verdi, che hanno ottenuto il 14,3% e 26 seggi e con i
Socialdemocratici (12,1% e 22 seggi). I conservatori della CDU hanno perso 9,4
punti rispetto alle elezioni del 2023, fermandosi al 18,8% e saranno
all’opposizione insieme all’estrema destra dell’AFD, che ha ottenuto 29 seggi e
il 16,3%.
“Care berlinesi e cari berlinesi, oggi cambiamo la nostra città. Insieme,
trasformeremo questo successo in un nuovo percorso per Berlino. Oggi abbiamo
scritto la storia: il segnale dell’amore e della giustizia ha vinto contro
l’odio” ha dichiarato Eralp festeggiando la vittoria in una sala da ballo del
quartiere di Kreuzberg.
Insomma, la sinistra vince quando fa proposte concrete e legate ai problemi
sociali più sentiti dalla gente. Solo così si possono battere i moderati e
arginare l’onda nera di fascisti e neonazisti. Una lezione che i politici
italiani dovrebbero imparare al più presto.
Anna Polo