La diplomazia non può attendere: è urgente un incontro Bangladesh-India
> Che si tratti di politica o di economia, né il Bangladesh né l’India possono
> ignorare il fatto che dipendono l’uno dall’altro. Dopo la rivolta di massa
> avvenuta in Bangladesh nel 2024, le relazioni bilaterali rimangono difficili,
> con scarse possibilità di diventare stabili.
Molteplici questioni hanno influenzato negativamente i rapporti. Dopo le
elezioni tenutesi sotto il governo provvisorio, in Bangladesh si è formato un
nuovo governo guidato dal BNP, il partito nazionalista, che tuttavia non è
riuscito a sfruttare queste relazioni. Il Bangladesh è il principale partner
commerciale dell’India in Asia meridionale, mentre l’India è diventata la
principale destinazione delle esportazioni del Bangladesh in Asia. Tuttavia,
negli ultimi anni, il rapporto si è deteriorato a causa di una mancanza di
fiducia e di una riluttanza a collaborare in vari ambiti, tra cui la
cooperazione politica e la sicurezza, le relazioni commerciali ed economiche, i
partenariati per lo sviluppo, gli scambi culturali e le interazioni tra i
popoli. Ciò si è riflesso anche nelle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi
dai massimi leader di entrambi i Paesi.
Il ministro degli Affari Esteri del Bangladesh, Humaiun Kobir, ha dichiarato:
“Il Bangladesh farà presente le proprie preoccupazioni con l’India, nel rispetto
del diritto internazionale, dei protocolli di frontiera e degli accordi tra i
due Paesi”. Interrogato sulla presunta revisione di 101 memorandum d’intesa, ha
affermato che tali accordi erano oggetto di scrutinio come parte del processo
parlamentare. Ciò delinea chiaramente l’attuale situazione tra India e
Bangladesh. Il Bangladesh intende costruire un nuovo rapporto con l’India,
trattandola come una vicina di casa attraverso interessi reciproci e colloqui
bilaterali diretti, piuttosto che affidandosi a forum multilaterali.
Allo stesso tempo, persistono tensioni relative agli incidenti nella gestione
delle frontiere, alle preoccupazioni a Dacca riguardo la copertura mediatica
indiana e alle ripercussioni politiche legate all’esilio in India dell’ex primo
ministro Sheikh Hasina.
Per l’attuale amministrazione in Bangladesh, alimentare un rapporto più robusto
e pragmatico con l’India vuol dire concentrarsi sulla salvaguardia degli
interessi nazionali, piuttosto che allinearsi con un particolare blocco
geopolitico, enfatizzando la collaborazione economica, la connettività, la
sicurezza energetica, e la diplomazia idrica. L’india è il principale partner
commerciale del Bangladesh in Asia meridionale, con un volume di scambi
bilaterali di circa 12,9 miliardi di dollari americani nell’anno fiscale
2023–24. Inoltre, l’India ha offerto quasi 8 miliardi di dollari in linee di
credito per varie iniziative infrastrutturali, tra cui strade, ferrovie e porti,
come il collegamento ferroviario Akhaura–Agartala, che migliora la connettività
regionale. Nel settore energetico, il Bangladesh importa circa 1.160 MW di
elettricità dall’India. Ciò evidenzia come la cooperazione transfrontaliera in
materia di energia sia una componente vitale per la sicurezza energetica.
Un rinnovato impegno è fondamentale per affrontare le controversie irrisolte,
soprattutto in casi come quello del Trattato sulla condivisione delle acque del
Gange del 1996, in scadenza nel dicembre 2026, così come in quello dell’accordo
volto a stabilire la ripartizione delle acque del fiume Teesta, a lungo
rinviato. Le recenti iniziative diplomatiche da parte di entrambe le nazioni
indicano la possibilità di un riavvicinamento bilaterale, nonostante le tensioni
sorte a partire dal 2024. Pertanto, mantenere un dialogo costante è cruciale per
garantire gli scambi commerciali, gestire efficacemente i confini e promuovere
la stabilità a lungo termine nella regione.
In ogni caso, il Bangladesh dovrebbe rafforzare i propri legami con l’India nei
settori del commercio, dell’energia, della connettività, della gestione delle
frontiere e della diplomazia idrica. La crescita economica e la sicurezza
energetica possono essere sostenute aumentando gli scambi commerciali
bilaterali, potenziando la connettività portuale, ferroviaria e stradale e
rafforzando la cooperazione transfrontaliera nel settore energetico. Fare un
passo in avanti nell’accordo sul Teesta, da tempo in fase di stallo, e prorogare
il Trattato sulla condivisione delle acque del Gange, prima della sua scadenza,
dovrebbero continuare a rappresentare la massima priorità diplomatica. Il
Bangladesh può salvaguardare i propri interessi strategici ed economici,
promuovendo al contempo la stabilità regionale a lungo termine grazie a una
maggiore collaborazione in questi settori.
Oltre ai trattati sul Teesta e sul Gange, il Bangladesh potrebbe aspirare a una
politica basata sulla reciprocità per collegare una cooperazione più profonda a
risultati tangibili in materia di commercio, sicurezza delle frontiere,
investimenti e connettività. Dacca potrebbe spingere per l’eliminazione delle
barriere non tariffarie sulle esportazioni bangladesi, accelerare la conclusione
di un Accordo di partenariato economico globale (CEPA), ampliare gli haat (i
mercati di frontiera), modernizzare i valichi terrestri, e cercare un
riconoscimento reciproco degli standard di prodotto per migliorare l’accesso al
mercato. Potrebbe inoltre insistere per avere meccanismi più efficaci per
ridurre gli omicidi alle frontiere, potrebbe prevenire i respingimenti forzati
attraverso la coordinazione delle forze di frontiera dei due Paesi, semplificare
le procedure di visto per studenti, pazienti e imprese, e incoraggiare la
creazione di zone industriali congiunte nelle aree di confine per attrarre
investimenti e creare posti di lavoro.
Se basata sulla reciprocità e sugli interessi comuni, una rinnovata relazione
tra Bangladesh e India potrebbe portare notevoli vantaggi politici ed economici.
Sul piano politico, una comunicazione costante potrebbe rafforzare la fiducia,
migliorare il controllo delle frontiere e dare lo slancio necessario per la
risoluzione di problemi dei lunga data. Una collaborazione più profonda potrebbe
ridurre i costi logistici e promuovere la crescita a lungo termine aumentando
gli scambi commerciali, attirando maggiori investimenti, potenziando la
cooperazione energetica transfrontaliera e migliorando la connettività
ferroviaria, stradale e portuale. Un rapporto più ragionevole ed equilibrato con
l’India potrebbe aiutare il Bangladesh a tutelare i propri interessi nazionali,
rafforzando al contempo la sua competitività nella regione mentre la Nazione
esce dalla categoria dei Paesi meno sviluppati. Si spera che presto abbia luogo
una visita bilaterale per stabilizzare la situazione di carenza di generi
alimentari, fertilizzanti e carburante in Bangladesh.
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L’autore: Md. Al-Amin è un docente. Ha conseguito il titolo post-laurea presso
il Dipartimento di Relazioni Internazionali dell’Università di Rajshahi, in
Bangladesh. I suoi interessi di ricerca riguardano la diplomazia, la politica
estera, i conflitti territoriali e le questioni di sicurezza.
TRADUZIONE DALL’INGLESE DI GAIA DA RÈ
Pressenza New York