Il paralogismo di Erri De Luca
«La parola” sionismo” indica il diritto di Israele a esistere come Stato. Chi
sostiene la necessità di due Stati, Israele e Palestina, è naturalmente
sionista, poiché considera Israele uno dei due Stati. Chi, invece, sostiene la
cancellazione di Israele non è per la soluzione a due Stati e coincide con
Hamas» (Erri De Luca).
Quello di Erri de Luca è formalmente un sillogismo[1]. Ma si tratta di un
sillogismo fondato su premesse fallaci. Dunque il ragionamento di De Luca è un
paralogismo. Forse un sofisma, ma non posso sapere se De Luca è in errore per
una fallacia involontaria del ragionamento o se è in malafede. Propendo per la
prima ipotesi: De Luca ha fatto qualche errore logico che naturalmente
presuppone qualche errore storico. E adesso cerchiamo di correggerlo.
Cosa vuol dire sionismo
Negli anni Trenta del secolo scorso i colonialisti inglesi dominavano il
territorio di Palestina: molti ebrei immigravano in quel territorio, e
convivevano più o meno pacificamente con gli abitanti palestinesi. Da un certo
momento in poi (si veda Palestine 1936 di Annemarie. Jacir che racconta
benissimo questa vicenda), gli inglesi cominciarono a cedere parti del
territorio di loro dominio all’entità politica sionista che si andava
costituendo. Questa entità politica ha carattere colonialista perché eredita il
privilegio di una potenza colonialista.
Nel maggio 1948 l’entità politica sionista viene riconosciuta dall’Onu come
Stato. Nasce lo Stato di Israele: gli ebrei che avevano fino a quel momento
convissuto (sempre meno pacificamente) con i palestinesi divennero uno stato
insediato su un territorio abitato dai palestinesi. I sionisti aspiravano
dichiaratamente a uno stato che inglobasse tutto il territorio palestinese,
sottomettendolo e liberandolo dai suoi abitanti. “Una terra senza un popolo per
un popolo senza terra” era la loro premessa falsa, e implicitamente genocidaria.
Quella terra non era senza popolo. Hannah Arendt, Albert Einstein lo capirono e
lo scrissero in una lettera firmata insieme a una trentina di altri
intellettuali ebrei.
Il colonialismo aveva posto le basi per un conflitto sanguinoso interminabile,
oppure terminabile solo con un genocidio compiuto. Dopo il 7 ottobre 2023 questo
genocidio è stato avviato e procede nell’impotenza o nell’indifferenza del
mondo. Erri De Luca lo sa.
Dopo la Conferenza di Madrid del 1991 la comunità internazionale avanzò una
proposta che animò il movimento anti-colonialista dei palestinesi (non tutti, ma
la maggioranza): la costituzione di due stati: due popoli due stati. Erri De
Luca dice: chi crede nella prospettiva dei due stati è sionista perché riconosce
l’esistenza dello Stato di Israele. Si potrebbe discutere di questa
affermazione, ma io la prendo per buona, però mi chiedo: era questa la sola
prospettiva che permettesse agli ebrei di vivere in quel territorio? Era la
soluzione “due popoli due stati” la sola possibilità, dopo che gli europei
avevano scaraventato gli ebrei fuori dal loro territorio? No. Non lo era. Ce
n’era un’altra: la creazione di un’entità politica (chiamatela Stato se questa
parola vi piace, a me non piace tanto) nella quale palestinesi islamici,
palestinesi cristiani ed ebrei di varia provenienza potessero convivere, creare
strutture di governo comune, e rispettare le regole stabilite in una
costituzione laica.
Ma a questo punto comprendiamo cosa è il Sionismo. Il sionismo non rivendica il
diritto degli ebrei ad abitare in quel territorio, ma rivendica il diritto degli
ebrei a imporre un loro Stato a una popolazione che non ha alcun diritto
politico, e che viene costretta a rinunciare alla sua casa e infine allo stesso
diritto di vivere. L’esistenza di Israele è conseguenza di un atto colonialista
e implicitamente genocida. Per questo io affermo che Israele non ha diritto di
esistere. Quando (nel 2018) nella costituzione israeliana viene inserita la
formula “Stato degli Ebrei”, il carattere esclusivo, integralista e razzista di
Israele viene formalmente sancito.
Perché è nata Hamas?
Può darsi che il genere umano sia destinato a scomparire prima che giustizia sia
fatta, anzi direi che è quasi certo. Ma non ci sarà giustizia fino a quando
esisterà lo stato intrinsecamente genocidario di Israele.
Dopo avere detto questo voglio assicurare il bravo Erri De Luca che sono
lontanissimo da Hamas. Hamas è una creazione dello Stato genocida di Israele, e
più precisamente una creazione della strategia di cui Netanyahu è
l’espressione. Hamas è nata dall’umiliazione che lo Stato genocida di Israele ha
inflitto ai palestinesi a partire dal 1948, è nata dalla trasformazione in senso
integralista e terrorista della maggioranza del popolo palestinese, dalla
distruzione e sottomissione dell’Organizzazione di Liberazione della Palestina.
L’atto culminante del progetto di Netanyahu è la strage del 7 Ottobre, che il
governo di Israele ha previsto e reso possibile: le prove in questo senso sono
molte, ma un’indagine su quello che è accaduto veramente in quel giorno è
attivamente impedita dal governo criminale di Netanyahu, Smotrich e Ben Gvir.
Io non sto con Hamas, sto dalla parte del pensiero laico e non razzista, sto
dalla parte degli internazionalisti, di coloro che non credono che uno Stato
debba corrispondere a un popolo, a un’etnia, a una razza, a una fede religiosa.
Se Erri De Luca ha dimenticato cosa vuol dire stato laico, o cosa vuol dire
internazionalismo deve tornare a scuola. Se Erri De Luca pensa che la realtà è
incompatibile con l’internazionalismo forse ha ragione: cento anni di
sopraffazioni, violenze, umiliazioni, terrore, sterminio hanno forse reso
impossibile la convivenza tra palestinesi ed ebrei, e più in generale la
convivenza tra gli umani. Ma allora gli consiglio di non costruire sillogismi
falsi, ma di riconoscerlo: il nazionalismo, che i Sionisti hanno ereditato da
Adolf Hitler, è la principale causa di terminazione del genere umano, che si
delinea come inevitabile e sempre più vicina, molto prima della fine del secolo
ventuno.
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Nota
[1] Sillogismo: ragionamento costituito da una premessa maggiore affermativa o
negativa, da una premessa minore, da una conclusione che ne deriva
necessariamente. Esempio: “Tutti gli uomini sono mortali. Io sono un uomo.
Dunque io sono mortale”.
Paralogismo: ragionamento logicamente conseguente ma fondato su fallacie
fattuali dovute a ignoranza o a malafede. Esempio: “Tutti gli uomini sono
immortali. Io sono un uomo. Dunque io sono immortale”.
Sofisma: ragionamento in cui la fallacia dell’argomentazione è intenzionale.
Riprendendo Socrate, il sofisma è opposto al ragionamento filosofico.
Franco Berardi Bifo
Intellettuale, scrittore, filosofo, docente ed attivista italiano. All’età di
quattordici anni si iscrive alla FGCI, ma ne viene espulso tre anni più tardi
per “frazionismo”. Partecipa al movimento del ’68 nella facoltà di lettere
dell’Università di Bologna, ove nel ’67 conosce Toni Negri. Si laurea in
Estetica con Luciano Anceschi e aderisce a Potere Operaio, gruppo della sinistra
extraparlamentare di cui diviene figura di spicco a livello nazionale. Nel 1970
pubblica il suo primo libro, Contro il lavoro (edito da Feltrinelli). Nel 1975
fonda la rivista A/traverso, un foglio che era espressione dell’ala “creativa”
del movimento bolognese del 1977; nei suoi scritti mette al centro della propria
analisi il rapporto tra movimenti sociali e tecnologie comunicative. Nel 1976
partecipa alla fondazione dell’emittente libera Radio Alice. Si rifugia a Parigi
dove frequenta i filosofi Félix Guattari e Michel Foucault e pubblica il libro
Le Ciel est enfin tombé sur la terre (Éditions du Seuil). Collabora poi con
varie riviste culturali fra cui Virus mutations, Cyberzone, Millepiani e varie
case editrici fra cui la Castelvecchi. Collabora, inoltre, alla stesura di testi
per MediaMente, la trasmissione televisiva prodotta da RAI Educational e
condotta da Carlo Massarini dedicata al mondo di Internet e delle nuove
tecnologie di comunicazione. Dal 1992 al 2004 collabora alla rivista
DeriveApprodi insieme a Sergio Bianchi e altri. Dal 2000 al 2009 cura con Matteo
Pasquinelli l’ambiente di rete Rekombinant. Nel 2002 fonda Orfeo Tv, la prima
televisione di strada in Italia. Nel 2005 un suo pamphlet, che si scaglia contro
le politiche sociali del nuovo sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, viene
ripreso con enfasi dalle testate giornalistiche nazionali. Ha lavorato come
insegnante presso l’istituto tecnico industriale Aldini Valeriani di Bologna.
Pubblica regolarmente sul quotidiano Liberazione, sulla rivista alfabeta2 e sul
sito Through Europe. Collabora alla rivista canadese Adbusters. Nel 2016
pubblica il romanzo Morte ai vecchi con Massimiliano Geraci (Baldini&Castoldi
editore).
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