GRAN BRETAGNA: OLTRE 2 MESI DI SCIOPERO DELLA FAME, ATTIVISTE-I DI “PALESTINE ACTION” RISCHIANO SERIAMENTE LA VITA
Heba Muraisi, Kamran Ahmed, Lewie Chiaramello e Teuta Hoxha sono 4 attiviste-i
di Palestine Action che sono in sciopero della fame – in alcuni casi da oltre 2
mesi – nelle carceri britanniche (altre 4 attiviste-i hanno invece dovuto
interrompere l’azione di lotta nelle scorse settimane).
Le loro condizioni di salute sono pericolosamente vicine al punto di non
ritorno.
Nelle ultime ore il network “Prisoners For Palestine” ha fatto sapere che
“l”attivista Teuta Hoxha deve essere ricoverata in ospedale, ma le autorità
carcerarie gli hanno negato le cure mediche. Per questo ha dovuto sospendere lo
sciopero della fame dopo oltre due mesi senza cibo”, pur tornando a chiedere –
per Hoxha e per tutte-i – “la libertà su cauzione immediata e il diritto a un
giusto processo”.
Attiviste-i rischiano seriamente la morte, dopo oltre due mesi di sciopero della
fame, lanciato dopo l’incarcerazione con l’accusa pesantissima di terrorismo,
per azioni nonviolente dirette contro le complicità anche britanniche nel
genocidio per mano israeliana in corso in Palestina.
Un’accusa pesantissima e surreale, che va ben oltre le contestazioni specifiche
(come irruzione di edifici, scasso e altro) e figlia della decisione dell’estate
2025 del governo (laburista) di Londra di mettere al bando Palestine Action in
quanto “organizzazione terroristica”, inserendola nella stessa categoria di
gruppi come al-Qaeda e Daesh e persino di movimenti neonazisti e suprematisti.
8 attiviste-i sono così in carcere dall’autunno 2025, in particolare per il loro
presunto coinvolgimento nell’irruzione di Filton (Bristol) dentro Elbit
Systems, azienda bellica israeliana, con sedi in tutta la Gran Bretagna, oltre
che per un’altrettanto presunta effrazione in una base aeronautica della Royal
Air Force nell’Oxfordshire, dove due aerei militari sono stati colpiti con
vernice rossa.
Le persone incarcerate di Palestine Action sono ancora tutte in attesa di un
qualsiasi giudizio; le udienze, inizialmente in calendario per la fine 2025, non
si sono infatti ancora nemmeno tenute e non si sa quanto questo accadrà. Lo
stesso vale per i ricorsi contro l’incarcerazione preventiva e contro l’accusa
di terrorismo contro Palestine Action e più in generale contro chi esprime
solidarietà alla Palestina.
Su Radio Onda d’Urto l’intervista a Carlo Gianuzzi, nostro storico
corrispondente sulle questioni irlandesi (e non solo) oltre che co-curatore
della rubrica e del podcast “Diario d’Irlanda”. Ascolta o scarica.