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Una “Corri con Gioia” divisiva ed esclusiva. A Gioia del Colle (BA) si corre nell’aeroporto militare
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO IL COMUNICATO STAMPA DI DISARMA TERRA FORUM TERRITORIALE CONTRO LE POLITICHE DEI CONFLITTI, ASSOCIAZIONE PACIFISTA DI GIOIA DEL COLLE (BA), CHE DENUNCIA LA MILITARIZZAZIONE DELLO SPORT E DELLA CORSA PODISTICA CITTADINA, CHE QUEST’ANNO SI SVOLGERÀ ANCHE NELL’AEROPORTO MILITARE DELLA CITTÀ. Domenica 26 aprile si svolgerà, a Gioia del Colle (BA), la 12ª edizione della “Corri con Gioia”, gara podistica organizzata dall’Associazione Sportiva Dilettantistica locale denominata “Gioia Running”. Nelle sue precedenti edizioni, la manifestazione sportiva (inserita nel campionato regionale “CorriPuglia”) si è sempre articolata tra le vie della città pugliese da cui prende il nome, includendo tra le tappe del suo percorso i luoghi simbolo della cittadina murgiana, quali il Palasport Pinuccio Capurso, il Castello Normanno-Svevo, la centralissima via Roma, il Teatro comunale Rossini, piazza Cristoforo Pinto e piazza Plebiscito. Onorando pienamente i valori dello sport cui si è sempre ispirata, negli anni la “Corri con Gioia” è riuscita, in modo encomiabile, nell’intento di trasformare una competizione sportiva per professionisti e amatori anche in una grande festa cittadina aperta a tutti, sportivi e non: un momento di aggregazione comunitaria all’insegna dei principi dell’inclusività, della condivisione e della partecipazione. L’edizione 2026 della corsa si presenta, purtroppo, in netta rottura con la sua stessa tradizione. La “Corri con Gioia” 2026 diventa divisiva ed esclusiva. Esclusiva perché i cancelli dell’area militare, pur consentendo l’accesso a migliaia di runner registrati (sollevando non poche perplessità dal punto di vista della sicurezza collettiva), diventeranno quasi certamente il limite invalicabile oltre il quale non sarà consentito l’accesso e la fruizione della manifestazione a un pubblico non registrato. Divisiva perché la decisione degli organizzatori di portare una parte significativa del percorso della gara all’interno del perimetro chiuso dell’aeroporto militare appare discutibile e inopportuna in un momento di massima allerta per le nostre basi e di fortissima tensione internazionale quale è quello attuale; uno scenario geopolitico caratterizzato da una violenza senza precedenti negli ultimi decenni e talmente drammatico da rendere più che mai inaccettabile il parallelismo evocato in uno dei comunicati di lancio dell’iniziativa, divulgato dagli organizzatori, tra le performance sportive degli atleti e quelle tecnologiche degli aerei da caccia di stanza nella base pugliese. La narrazione falsata della base militare di Gioia del Colle è degna di diventare un caso di studio a livello nazionale. * Una base che, nei primi anni ’60, è stata il centro operativo dei missili Jupiter equipaggiati con testate nucleari. * Una base che è stata avamposto strategico degli interessi USA nella seconda metà degli anni ’80, quando fu individuata come idonea ad ospitare i cacciabombardieri F-16 a capacità nucleare. * Una base che è stata piattaforma di lancio del 70% dei bombardamenti con armi all’uranio impoverito nella fase finale del conflitto jugoslavo. * Una base, tra le più grandi d’Italia, che non potrà non giocare un ruolo strategico, in trigono con quelle di Amendola e Galatina, in caso di escalation bellica. * Una base che ospita una sede di Leonardo, primo produttore di armi a livello europeo. Di fatto, una base all’avanguardia nella militarizzazione pressante degli spazi della società civile e delle coscienze. Eppure una base che, paradossalmente, continua a essere raccontata alla popolazione locale come una sorta di circolo socio-ricreativo, dove è possibile organizzare gare podistiche, sorseggiare aperitivi all’hangar al tramonto, fare raduni motociclistici, osservare la Befana calarsi da elicotteri militari e distribuire caramelle ai bambini, organizzare seminari sulla salute e sull’ambiente e partecipare a open day per ammirare aerei da combattimento. Una servitù militare protagonista di primo piano della vita sociale della città, ma di cui non si discute mai l’impatto ambientale, sanitario, economico e, in termini di sicurezza, della sua ingombrante presenza sulla qualità della vita dei cittadini. È arrivato il momento di chiedere conto di tale impatto, di smascherare la cultura della guerra e di ristabilire la verità nella narrazione di quello che è, e resta, nient’altro che un avamposto militare. LA STAGIONE DELLA CONTRO-NARRAZIONE È INIZIATA. Info sulla pagina Facebook. DISARMATERRA – Forum territoriale contro le politiche dei conflitti -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Dichiarazione del fronte pacifista Israelo/palestinese sul conflitto in corso
80 organizzazioni ebraiche e arabe israeliane a Trump e Netanyahu: ponete fine alla guerra con l’Iran In questa Lettera Aperta la coalizione It’s Time avverte che, in mancanza di una risoluzione del conflitto israelo-palestinese non sarà possibile raggiungere alcuna stabilità nella regione, e critica il silenzio dell’opposizione politica israeliana mentre la guerra si intensifica Ottanta organizzazioni ebraiche e arabe in Israele hanno inviato oggi (lunedì) una lettera aperta al presidente degli Stati Uniti Donald Trump e al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, chiedendo la fine della guerra con l’Iran e l’avvio di un ampio processo politico regionale volto a risolvere il conflitto israelo-palestinese e a stabilizzare il Medio Oriente. Le organizzazioni firmatarie della lettera sono membri della coalizione “It’s Time”, un’ampia alleanza di organizzazioni per la pace, la riconciliazione e la società condivisa in Israele. Nella lettera, le organizzazioni avvertono che in conflitto attuale non sta affatto migliorando le condizioni di sicurezza, e al contario mette a rischio l’intera regione: “È ora di fermare la guerra con l’Iran – una guerra i cui obiettivi non sono raggiungibili n assenza di una chiara strategia di uscita. Ogni ulteriore guerra nella regione non fa che avvicinare il prossimo round invece di prevenirlo.” Secondo le organizzazioni, la guerra con l’Iran non può essere considerata isolatamente, ma è direttamente collegata agli sviluppi a Gaza e in Cisgiordania. La lettera sottolinea che, sotto la copertura dell’escalation regionale, il fragile cessate il fuoco a Gaza è minacciato, la maggior parte dei valichi resta chiusa limitando il flusso degli aiuti umanitari, mentre la violenza dei coloni in Cisgiordania continua a intensificarsi, aumentando il rischio di un più ampio deterioramento della situazione regionale. Le organizzazioni sottolineano che senza una soluzione politica al conflitto israelo-palestinese non sarà possibile raggiungere alcuna stabilità regionale: “Proprio come il conflitto israelo-palestinese è una fonte centrale di instabilità in questa area, la sua risoluzione sarà la chiave per costruire una nuova e stabile architettura di sicurezza.” La lettera critica anche il sistema politico israeliano, in particolare la mancanza di una chiara voce dell’opposizione ebraica che chieda la fine della guerra: «In assenza di una chiara voce politica che chieda la fine della guerra, la società civile si trova da sola a sventolare questa bandiera che esprime la volontà della stragrande maggioranza dell’opinione pubblica in Israele, che vuole la vita, la pace e la fine del ciclo di spargimenti di sangue». Le organizzazioni affermano che l’appello a porre fine alla guerra fa parte di uno sforzo più ampio volto a promuovere un processo politico regionale, che include il mantenimento del cessate il fuoco a Gaza, il contenimento della violenza in Cisgiordania e la convocazione di una conferenza regionale per avviare un processo diplomatico volto a risolvere una volta per sempre il conflitto israelo-palestinese. Il 30 aprile prossimo, la coalizione “It’s Time” ha previsto la 3za edizione del People’s Peace Summit a Tel Aviv: il più grande evento contro la guerra in programma in Israele nel 2026 e il primo grande raduno pubblico che chiede la fine delle guerre con l’Iran e il Libano e un processo politico regionale. *Link alla lettera completa:* https://drive.google.com/file/d/1QTec2mbk2p8p6gZyFXrLew8cpY3LeKe9/view?usp=drive_link *Informazioni sulla coalizione “It’s Time”* “It’s Time” è un’ampia coalizione di circa 80 organizzazioni ebraiche e arabe per la pace e la società condivisa in Israele, che lavorano insieme per promuovere la fine del conflitto israelo-palestinese attraverso un accordo politico e per promuovere un futuro di sicurezza, giustizia e uguaglianza per entrambi i popoli. Nell’ambito del suo lavoro, la coalizione promuove iniziative pubbliche e diplomatiche, tra cui il People’s Peace Summit, che cerca di presentare un’alternativa civica al ciclo continuo di conflitti e guerre. Daniela Bezzi
March 16, 2026
Pressenza
CS – Un passo avanti verso il Parco Naturalistico-Archeologico che vogliamo: la lotta continua
In queste ultime settimane, il Comune di Roma ha manifestato segnali importanti verso la creazione di un Parco Naturalistico-Archeologico nell’area dell’ex Snia: un passo avanti concreto per il diritto alla salute, al benessere e alla giustizia climatica per l’intera città. In una lotta ormai pluridecennale, il confronto con l’Amministrazione avviato a partire dal rilascio, nel 2022, di un titolo edilizio da parte dell’attuale Amministrazione per 280.000 mc di nuovo cemento nell’area dell’ex fabbrica della viscosa a Largo Preneste, ha prodotto i seguenti effetti: * Si apre un dialogo con la cittadinanza ed enti pubblici e di ricerca, per un uso pubblico dell’area, a garanzia del suo valore ambientale, paesaggistico, storico e sociale. * La Commissione Ambiente ha acquisito agli atti lo studio SIGEA (Società Italiana di Geologia Ambientale) sulla qualità del suolo e l’ipotesi d’intervento per la sua messa in sicurezza. * Il Consiglio Comunale ha approvato una mozione che impegna la Giunta ad avviare un tavolo con Regione e Demanio per riconoscere le acque pubbliche del lago e ampliare la tutela sull’intera area. * Sono stati esclusi sia l’iniziale progetto di un polo logistico sia la proposta di un partenariato pubblico-privato per la realizzazione di servizi universitari. L’idea di una ricostruzione totale dei volumi originari della fabbrica per la messa a profitto degli interessi privati è stata del tutto respinta. A fronte di questi risultati la Giunta Gualtieri presenta ora l’ipotesi dell’acquisto dell’area da parte di una SGR che investe in housing, con l’impegno di cedere al Comune tutte le parti crollate e la volontà di utilizzare gli edifici classificati come archeologia industriale per realizzare uno studentato e non meglio precisati servizi. Il portato della lotta cittadina e delle numerose mobilitazioni per assicurare a tutto un territorio, denso di popolazione ma povero di verde e spazi pubblici, un parco naturalistico-archeologico con al centro il suo lago naturale, sta nell’aver raggiunto oggi un’intesa per l’allargamento del verde pubblico, obiettivo non più sacrificabile. Nell’ultima ipotesi prospettata dall’Assessore Veloccia, sono stati finalmente recepiti alcuni punti fondamentali della nostra vertenza: * La drastica riduzione dei volumi autorizzati a favore del restauro dell’esistente. * Un consistente ampliamento del parco, con una superficie totale destinata a verde di circa 13 ettari sui 14 complessivi dell’area. * L’uscita di scena di Pulcini, attuale proprietario che da oltre trent’anni cerca profitto dalla cementificazione di tutta l’area. Permangono però ancora delle insidie alla realizzazione del bene comune: – la Giunta Gualtieri sceglie di non utilizzare lo strumento dell’esproprio e opta per uno scambio con la società di investimento immobiliare con una parte dell’area che potrebbe rimanere privata; – l’ipotesi di completa ed esclusiva destinazione degli edifici attualmente integri a studentato, in un contesto di pesante antropizzazione e inquinamento. Prossimi passi : È arrivato il momento di stabilire definitivamente il futuro ecologico e pubblico dell’area. Continueremo a rivendicare: * L’esproprio totale e definitivo dell’ex SNIA. * La demanializzazione del Lago Bullicante e delle sue sponde. * La realizzazione di servizi pubblici essenziali per il territorio, necessari per aumentare la qualità della vita di chi lo abita. * La definizione di un progetto di recupero coerente, sostenibile e compatibile con la tutela del Monumento Naturale, la salvaguardia della biodiversità dell’ecosistema del Lago e il contrasto ai rischi climatici. * L’apertura di un tavolo permanente di co-progettazione tra istituzioni e territorio, nel quale elaborare l’evoluzione e lo sviluppo della vertenza. Tutte questioni che saranno oggetto di un prossimo incontro pubblico. La lotta continua per la giustizia sociale e climatica, per un modello di città che metta al centro i bisogni reali degli abitanti e le necessarie politiche ambientali e urbanistiche per affrontare il riscaldamento globale a partire dal futuro dell’ExSnia. EXSNIA #PARCONATURALE #GIUSTIZIAAMBIENTALE #GIUSTIZIASOCIALE #ROMAEST #LAGOEXSNIA #STOPSPECULAZIONE #BIODIVERSITÀ #PARCOSUBITO https://www.facebook.com/share/p/1H2emtTNnE/
June 20, 2025
Lago eXSnia
CS: APPROVATA LA MOZIONE COMUNALE CHE AVVICINA LA DEMANIALIZZAZIONE DELLE ACQUE DEL LAGO EXSNIA E L’ESPROPRIO DELL’AREA
Il Parco Naturalistico Archeologico del Lago Bullicante ex Snia compie un altro passo importante verso la sua completa realizzazione: il Consiglio Capitolino ha approvato ieri con 21 voti favorevoli su 26 espressi la mozione presentata dai Consiglieri Bonessio, Cicculli e Luparelli per chiedere l’acquisizione al Demanio del lago e una Conferenza dei Servizi a garanzia della ripresa delle procedure per la tutela dello straordinario valore ambientale che il suo ecosistema rappresenta nel Quadrante Est di Roma.  Questo risultato, sommato ai bassi costi stimati dal PAU per l’esproprio degli ultimi 4 ettari di ruderi, e al venir meno di costosi interventi di bonifica, come dimostrato da recenti studi scientifici del SIGEA, apre la strada alla creazione di quel Parco atteso da tutta la cittadinanza da ormai troppi anni e riafferma definitivamente proprietà e destinazione pubblica di un patrimonio di storia, acque e biodiversità, che alla collettività già appartiene. Un patrimonio, quello della Snia, che proprio in questi giorni si festeggia con una mostra per il centenario della vecchia fabbrica ripercorrendo con immagini e testimonianze scritte la breve vita dell’impianto che in soli 30 anni di attività, dal 1924 al 1954, è stata al centro della trasformazione del quartiere. Le proteste sostenute in quegli anni dalle operaie e operai tra le mura dello stabilimento impregnate di acidi e fumi tossici per ottenere migliori condizioni di lavoro, casa, servizi e diritti, hanno rappresentato l’humus di coltura di successive lotte condotte da di chi in quel sito, a lungo quiescente, ha riconosciuto l’opportunità di un riequilibrio ambientale a fronte della deprivazione socio-economica generata da una crescita sregolata. # EXSNIA PARCO NATURALISTICO-ARCHEOLOGICO Forum Parco delle Energie
February 28, 2025
Lago eXSnia
EXSNIA: IL COMUNE FERMI LE RUSPE! MAR 2 LUGLIO ORE ORE 9 PRESIDIO ORE 18 CONFERENZA STAMPA.
Martedì 02 luglio ore 9:00, gli abitanti mobilitati dal Forum del Parco delle Energie saranno di nuovo in presidio all’interno dell’area del Lago Bullicante, ingresso Via di Portonaccio 230, per vigilare sull’ecosistema del Monumento Naturale messo in pericolo da operazioni di disboscamento previste dalla Ponente 78. Conferenza stampa indetta alle ore 18:00 in via Prenestina 73 (Parco del Torrione). I geologi Daniele Baldi e Lorenzo Manni renderanno pubblico lo studio preliminare elaborato dalla Società Italiana di Geologia Ambientale- SIGEA sulla base delle recenti perizie sui livelli di contaminazione dell’ex compendio industriale SNIA Viscosa, già consegnato al Comune. Verranno presentati i possibili interventi di Messa in Sicurezza Permanente (MISP) – da validare dopo l’esecuzione di un Piano di Caratterizzazione e di analisi approfondite – necessari per rendere l’area idonea alla destinazione a verde e servizi. Studio che confuta la narrazione che sia una spesa insostenibile da parte di Roma Capitale, quantificando anche nell’ipotesi più cautelativa, una spesa inferiore alla forchetta riportata nel corso delle audizioni in Commissione urbanistica, 3-120 M€. Verranno anche presentati gli allarmanti dati relativi allo stato di salute della popolazione del quartiere, redatti dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio. Il Monumento Naturale Lago Ex SNIA è stato istituito nel 2020 dalla Regione Lazio, per preservare l’ecosistema del lago naturale e per salvaguardare il processo di naturalizzazione in corso tra le rovine della vecchia fabbrica. La cementificazione dell’area rappresenta una reale minaccia che va scongiurata, che si tratti di un’attività produttiva o che sia uno studentato targato Sapienza. La prevenzione incendi non può essere il pretesto per l’inizio dell’edificazione. Il Forum ritiene urgentemente necessario che l’amministrazione verifichi tutti i requisiti tecnici di un intervento massivo sul verde urbano e il possesso di tutte le autorizzazioni a compiere l’abbattimento della vegetazione nell’area dell’ Ex SNIA, per lo più durante il periodo di restrizione per la norme di tutela dell’avifauna. Il Forum ritiene altresì doveroso che il Sindaco Gualtieri e gli Assessori competenti, Veloccia e Alfonsi, facendo seguito alle dichiarazioni pubbliche di contrarietà all’edificazione del polo logistico da 280.000 mc a Largo Preneste, intercedano nei confronti dei proprietari per fermare la cantierizzazione, che questa azione di disboscamento sta di fatto avviando. Il Municipio V ha richiesto da tempo l’acquisizione dell’area come verde, l’Assemblea Capitolina ha votato all’unanimità per estendere la salvaguardia ambientale all’intera area. La Giunta di Roma si deve assumere la responsabilità di salvaguardare la salute pubblica degli abitanti di questo pezzo di città pesantemente condizionata dalle infrastrutture di mobilità e dalla densità abitativa, così come intervenire urbanisticamente per la tutela della natura nel contesto urbano e l’aumento del verde pro-capite, per far fronte all’emergenza climatica. Realizzare un bosco urbano di due ettari e mezzo, è una scelta politica di carattere vitale a beneficio degli abitanti. Per determinare un futuro ecologico per l’EX SNIA, il Forum rivendica un progetto pubblico per pubblici bisogni. Esistono tutti i requisiti tecnici e economici, le motivazioni scientifiche ed etiche per avviare urgentemente il processo di esproprio per realizzare un grande Parco Naturalistico Archeologico. Materiale per la Stampa edited 17:49
July 2, 2024
Lago eXSnia