NO AL DDL 1004 SULL'”ANTISEMITISMO”: PRESIDIO ANCHE A BRESCIA MERCOLEDì 9 SETTEMBREPresidio anche a Brescia contro il cosiddetto “ddl antisemitismo”, in
discussione mercoledì 9 settembre alla Commissione affari costituzionali della
Camera dei Deputati, basata sulla cosiddetta “dichiarazione Ihra” che equipara
l’antisemitismo al dissenso e alle critiche contro lo Stato e il Governo
d’Israele, con le sue politiche di occupazione, genocidio e spossessamento di
terra nei confronti della popolazione palestinese.
La stessa dichiarazione alla base della mozione approvata, nel gennaio 2024, dal
Consiglio comunale di Brescia, nonostante le forti e ripetute contestazioni di
piazza, in particolare del Coordinamento Palestina.
Appuntamento a Brescia alle ore 18 in Largo Formentone, organizzato dal Presidio
per la Palestina Libera di Brescia.
In totale, una cinquantina le piazze mobilitate in Italia.
Di seguito, il comunicato diffuso dalle 250 sigle aderenti alla mobilitazione:
“Presidio-maratona a Roma, a Montecitorio, e in altre 45 città d’Italia per dire
no alla norma-bavaglio: la mobilitazione in occasione della discussione del
disegno di legge alla Camera.
Domani, mercoledì 9 settembre, oltre 250 sigle scenderanno in piazza
Montecitorio, a Roma, dalle ore 13, per un grande presidio-maratona di
interventi. Nello stesso giorno si terranno manifestazioni in altre 45 città
d’Italia per dire no al cosiddetto “ddl antisemitismo”, in occasione della
discussione del provvedimento nella Commissione affari costituzionali della
Camera.
Una vera e propria “norma-bavaglio” che, basandosi sulla definizione Ihra
(International Holocaust Remembrance Alliance), equipara all’antisemitismo le
critiche alle politiche del governo d’Israele e ai suoi sostenitori, reprimendo
ulteriormente il diritto al dissenso e la libertà di espressione e di
informazione. L’obiettivo è perseguire legalmente chiunque denunci pubblicamente
le politiche coloniali, le violazioni dei diritti umani, il genocidio
(riconosciuto anche dalle Nazioni Unite un anno fa), la pulizia etnica e
l’apartheid praticati dallo stato di Israele nei confronti del popolo
palestinese.
Da Roma a Milano, Torino, Genova, Firenze, Brindisi, Catania e Palermo, fino a
decine di altri centri grandi e piccoli: una mobilitazione diffusa, lanciata
dalla Rete #NoBavaglio insieme a centinaia di organizzazioni sociali e
politiche. L’iniziativa riunisce un’ampia pluralità di realtà in difesa dei
diritti umani: dal mondo dell’informazione ai sindacati, dai movimenti per la
Palestina alle comunità ebraiche e cattoliche, dalle campagne per la pace e
contro il riarmo fino a rappresentanti del mondo della scuola e dell’università,
oltre alle associazioni per i diritti delle persone migranti e per la giustizia
sociale, ai collettivi di artisti e ai comitati cittadini.
“I recenti attacchi e le accuse di antisemitismo contro la Federazione nazionale
della stampa italiana (Fnsi), per aver aderito all’organizzazione della
mobilitazione di domani, dimostrano il rischio di censura e repressione a cui
stiamo già andando incontro, ancora prima che il ‘ddl antidissenso’, come
andrebbe ribattezzato, sia approvato”, spiegano i promotori. “Criticare Israele
non è antisemitismo, ma un diritto costituzionale da salvaguardare per il bene
della nostra democrazia e dei diritti umani”.
“Gli strumenti normativi per prevenire e punire i crimini d’odio esistono già,
come la Legge Mancino (25 giugno 1993, n. 205): sarebbe sufficiente garantirne
la piena applicazione, senza evocare strumentalmente ulteriori norme
liberticide. In netto contrasto con questa deriva, come raccomandato dall’Ordine
dei giornalisti, si può e si deve scegliere di abbandonare la definizione Ihra e
adottare la Dichiarazione di Gerusalemme. Questa non rappresenta una definizione
vincolante sul piano giuridico, ma uno strumento corredato da linee guida per
identificare, monitorare e combattere l’antisemitismo, legando questa battaglia
alla protezione dei diritti umani e alla libertà di critica”.
“Ci appelliamo al mondo della cultura, della scuola, dell’università, della
ricerca, dell’informazione, dell’arte, dello sport e a tutte le realtà sociali e
politiche democratiche affinché facciano fronte comune. Serve una normativa che
difenda la memoria della Shoah senza trasformarla in un’arma politica, protegga
le persone ebree da ogni forma d’odio, impedisca la manipolazione
dell’antisemitismo per giustificare l’oppressione di un altro popolo ed eviti
forme di repressione e derive autoritarie, garantendo che la lotta al razzismo
sia unica, indivisibile e senza eccezioni”, concludono”.
Clicca qui per tutte le piazze d’Italia contro il ddl 1004.