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Roma. Contestazione al summit euro-mediterraneo contro la finanziarizzazione dell’acqua
Riportiamo il comunicato congiunto delle realtà che ieri hanno animato la manifestazione contro il summit euro-mediterraneo dell’acqua One Water, a Roma. ***** Il 29 settembre alle 16:30 è partito dalla fermata Eur Fermi un corteo di diverse centinaia di persone in contestazione al Summit euro-mediterraneo dell’acqua One Water che si […] L'articolo Roma. Contestazione al summit euro-mediterraneo contro la finanziarizzazione dell’acqua su Contropiano.
September 30, 2026
Contropiano
[Impatto - voci contro le nocività] Considerazioni sul corteo contro l'inceneritore
Commentiamo tramite due corrispondenze telefoniche il riuscitissimo corteo contro l'inceneritore di Roma, tenutosi ad Albano sabato scorso 26 Settembre. Durante la trasmissione sono stati lanciati diversi appuntamenti, dalla contestazione al Forum Mediterraneo per l'acqua di martedì 29 Settembre alla fermata Metro EUR Fermi (ore 16:00), alla manifestazione per la tutela dei Boschi dei Colli Albano di Sabato 10 Ottobre alle ore 10:00 a Rocca di Papa. Chiudiamo con qualche considerazione sulla delega al governo a legiferare sul tema nucleare, appena passata al senato.
September 28, 2026
Radio Onda Rossa
Inceneritore a Cavaglià, Ramella Pralungo: perché facciamo appello al Consiglio di Stato.
La partita sul termovalorizzatore di Cavaglià subisce una svolta. Il TAR del Piemonte ha infatti accolto il ricorso di A2A, annullando il provvedimento con cui la Provincia di Biella aveva detto no alla realizzazione dell’impianto nella già ambientalmente abusata area della Valledora, situata tra Biella e Vercelli. Al centro della sentenza c’è un nodo chiave: la competenza amministrativa, che secondo i giudici del TAR spetta alla Regione e non all’ente provinciale. Una decisione che riapre i giochi su un’opera da tempo al centro di forti tensioni territoriali. Abbiamo fatto il punto della situazione con il presidente della Provincia, Emanuele Ramella Pralungo, per capire quali saranno le prossime mosse istituzionali e politiche. EM: Il TAR del Piemonte ha annullato il diniego con cui la Provincia di Biella aveva bloccato la realizzazione del termovalorizzatore A2A a Cavaglià, stabilendo che la competenza decisionale spetta alla Regione. Come ha accolto questa notizia? Emanuele Ramella Pralungo: Ho accolto la notizia leggendo e analizzando la sentenza. Secondo me, secondo l’ufficio e secondo il nostro legale ci sono i margini per proporre appello al Consiglio di Stato. Non è che ci siamo inventati la nostra competenza che, invece, ci deriva da una legge regionale. Il TAR sostiene che questa sia superata. Se così fosse allora il problema non si limita solo al nostro singolo caso, ma alle decisioni di tutte le province. Noi riteniamo invece di aver agito in buona fede applicando la legge regionale, oltretutto rispettata anche dallo stesso proponente che ha inoltrato domanda a noi e non alla Regione Piemonte. EM: Come si è arrivati a questo cortocircuito istituzionale, visto che durante il procedimento lei stesso aveva chiesto più volte e con chiarezza un maggiore protagonismo proprio della Regione? Emanuele Ramella Pralungo: Ci siamo arrivati perché la Regione, come spesso fa la nostra Regione, su materie come queste delicate e complicate, preferisce delegare a terzi le decisioni. Secondo il TAR, la legge regionale di delega non era più efficace, in quanto è stata superata dalla legge nazionale che ha allocato presso lo Stato o presso le Regioni determinate competenze, dando la possibilità alle Regioni di delegare, ma la nostra non lo avrebbe appunto fatto e la legge precedente non era più valevole. La Regione in tutti questi casi scottanti mantiene un profilo pilatesco. EM: Adesso che cosa pensa di fare? L’ente provinciale valuta di impugnare la sentenza al Consiglio di Stato oppure la partita passa interamente nelle mani della Regione? Emanuele Ramella Pralungo: Ho già risposto con gli atti. La risposta è sì, abbiamo già dato mandato per proporre appello al Consiglio di Stato EM: Il ruolo della società civile è cruciale nella salvaguardia di un’area come la Valledora, già fortemente gravata da decenni di cave e discariche. Avete in programma incontri pubblici o momenti di confronto con la cittadinanza? Emanuele Ramella Pralungo: Il ruolo della società civile è sempre cruciale in qualsiasi luogo, in qualsiasi area. È chiaro che stiamo parlando della Valledora, un’area sottoposta a pressioni storiche maggiori dal punto di vista ambientale. In questo momento, nella realtà, un incontro con la popolazione non è previsto per un semplice motivo: parleranno ancora le carte bollate. Se i Comuni dovessero ritenere che serve una spiegazione, naturalmente io non mi nascondo mai dietro un dito, quindi ben venga organizzare una riunione alla quale parteciperò. Ettore Macchieraldo
September 23, 2026
Pressenza
26 settembre ad Albano: corteo contro l'inceneritore
Il sabato 26 settembre, alle ore 16:30, partirà un corteo da Piazza Mazzini, ad Albano, fino ad Ariccia per dire no all'inceneritore di Roma. In comunicazione telefonica con un compagno del Coordinamento Contro l'Inceneritore di Albano e Roma, abbiamo parlato sulla situazione odierna del cantiere dell'inceneritore e sulle possibili conseguenzze di questa grande opera inutile.
September 23, 2026
Radio Onda Rossa
[Impatto - voci contro le nocività] Inauguriamo l'anno scolastico con la prima puntata di Impatto
Apriamo l'anno scolastico e il nuovo ciclo di trasmissioni di Impatto con due corrispondenze: - la prima con un compagno dei movimenti per l'acqua per parlare delle contestazioni al forum mediterraneo per l'acqua a cui parteciperanno Acea, Mekorot e un altro paio di cavalieri dell'apocalisse, decidete voi quali. Il controforum si articolerà a partire da una prima contestazione il 29 Settembre per protrarsi fino ai primi giorni di Ottobre. - nella seconda corrispondenza sentiamo invece un compagno del Coordinamento contro l'Inceneritore da un presidio di fronte al devastante cantiere che sta per ora bruciando solamente milioni di euro in acquisti di terreni a cifre folli. L'appuntamento in questo caso è, invece, con il corteo del prossimo 26 Settembre per le vie di Albano Laziale, per fermare questo scellerato progetto che devasterà il territorio dfel versante sud della provincia di Roma.  
September 14, 2026
Radio Onda Rossa
Discamping. Contro discarica e inceneritore
Con un compagno facciamo un punto sul progresso dell'attuazione del progetto dell'inceneritore di  Santa Palomba sui Colli Abani e sul Discamping 2026, appuntamento di due giorni per "informare, discutere, mangiare insieme, rafforzarci e coinvolgere sempre più persone per decidere i passi futuri da fare".  Sabato Ore 17:30 assemblea sulle questioni generali dello smaltimento dei rifiuti ore 20:30 cena sociale Domenica ore 17:30 assemblea pubblica ore 20:30 Cena sociale e concerti
August 29, 2026
Radio Onda Rossa
Verdi ed Europa Verde: depositate le osservazioni al progetto di Hera di incremento dei rifiuti per l’inceneritore di Forli’
I Verdi hanno trasmesso un corposo documento che mette in evidenza carenze, limiti e insostenibilità del progetto di Herambiente di aumentare la quantità di rifiuti da incenerire nell’impianto di via Grigioni. Il termine è ordinatorio e secondo una prassi consolidata anche le osservazioni depositate oltre il limite fissato dovrebbero essere esaminate ed abbiamo voluto dichiarare ancora una volta formalmente la contrarietà dei Verdi sia all’inceneritore sia all’attuale progetto di aumento di 30.000 tonnellate di rifiuti da incenerire. L’osservazione preliminarmente mette in evidenza che il progetto contrasta alla radice con impegni politici, documenti votati all’unanimità in assemblea legislativa regionale, pubbliche dichiarazioni del Presidente della giunta regionale, impegni deliberati all’unanimità da tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale e condivisi dalle totalità delle associazioni ambientaliste. I cittadini, le forze politiche e le associazioni hanno fatto affidamento ai pubblici impegni assunti dai rappresentanti regionali che prevedevano in tempi ragionevoli la chiusura dell’impianto esistente. Questo progetto permetterebbe di superare i limiti fin qui previsti per la vita futura dell’inceneritore, trasformandolo di fatto in un impianto funzionale al teleriscaldamento della città e rendendolo così necessario in futuro, in modo tale da non essere più vincolato ai limiti di un piano regionale dei rifiuti. La multiutility otterrebbe senza gare un altro servizio da fornire in regime di monopolio a imprese, pubbliche amministrazioni e cittadini, superando gli obblighi di concorrenza che la legislazione europea e nazionale impone. “Ci auguriamo che il Comune di Forlì mantenga con nettezza e con solide argomentazioni il proprio parere contrario e lo depositi ben motivato in Conferenza di Servizi, come prevede la procedura di legge – hanno dichiarato i portavoce – augurandoci che anche altri soggetti coinvolti in Conferenza vogliano esprimere il parere negativo che il progetto proposto merita”. L’osservazione si fonda su sette pilastri che contestano radice il progetto di incremento dei rifiuti da 120.000 tonnellate/anno (attuale limite autorizzativo) a circa 150.000 t/a. lI progetto viola il piano regionale dei rifiuti. L’aumento di 30.000 t non è giustificato né previsto dal piano regionale dei rifiuti che stabilisce che l’impianto di via Grigioni debba trattare al massimo 120.000 tonnellate soddisfacendo così il fabbisogno di trattamento dei rifiuti urbani nel territorio delle province di Forlì- Cesena e Ravenna. Va valutato l’impatto cumulativo. L’aumento del 25% di questo impianto si aggiunge anche alla attività di incenerimento di 32.000 tonnellate/anno di rifiuti pericolosi ospedalieri della adiacente azienda Eridania ambiente, gran parte dei quali provenienti da altre regioni. Poiché gli inquinanti emessi dai 2 inceneritori si vanno a cumulare presso i ricettori sensibili esposti ad entrambi gli impianti, determinando nel complesso un impatto significativo in particolare per le matrici ambientali, la Valutazione di Impatto Ambientale deve comunque riferirsi al cumulo degli impatti. L’aumento delle quantità di rifiuti inceneriti peggiora la qualità dell’aria, aumenta gli inquinanti e i gas serra La qualità dell’aria dell’intera pianura padana è considerata scientificamente una delle peggiori dell’intero pianeta e non si può sostenere che sia irrilevante l’aggiunta di altre emissioni. Anche le emissioni di CO2 in Emilia-Romagna sono ben lontane dagli obiettivi che la Regione si è imposta per rispettare i target europei al 2030 e 2050 e ciò esclude che ai quantitativi di gas serra attualmente emessi se ne possano aggiungere altri. Non è consentita la modifica delle tipologie di rifiuti da incenerire tanto più che si prevede di abbassare la temperatura dei fumi con la conseguenza di concentrare l’inquinamento nella prossimità dell’inceneritore In particolare risulta assai negativa l’istallazione di uno scambiatore di calore che determina un abbassamento di 40 gradi della temperatura dei fumi in uscita dal camino, che ha l’effetto di concentrare gli inquinanti in ricaduta a terra in un’area geografica più ristretta. La compensazione prevista in realtà è inesistente Infatti la richiesta di autorizzare come compensazione dell’aumento di inquinamento la rete di teleriscaldamento ha come conseguenza il prolungamento della vita dell’impianto che si sarebbe dovuto chiudere in pochissimi anni, configurandosi come una nuova attività aggiuntiva a quella di incenerimento. L’estensione dell’utilizzo del servizio di teleriscaldamento dipende dalla volontà dei clienti, che possono scegliere di non utilizzarlo, e quindi si tratta di elementi non misurabili e aleatori, privi della garanzia di una reale continuità nel tempo, e quindi non si può considerare come compensazione. Alessandro Ronchi e Maria Grazia Creta, Europa Verde – Verdi Forlì Redazione Romagna
July 28, 2026
Pressenza
Inceneritore Hera a Forlì: la procedura di potenziamento va avanti
Il Tavolo delle Associazioni Ambientaliste di Forlì (TAAF) esprime una forte preoccupazione perché risulta che il Comune non abbia presentato alcuna osservazione o comunicazione scritta, come era stato annunciato in Consiglio Comunale in data 9 giugno, alla Regione relativamente alla richiesta di Herambiente dell’aumento della portata dell’inceneritore di Forlì da 120.000 a 150.000 tonnellate annue di rifiuti. E’ il contenuto di una proposta avanzata da Herambiente lo scorso aprile, quando ha presentato in Regione il “Progetto di massimizzazione del recupero di energia da rifiuti”, in sostanza la richiesta di poter bruciare più rifiuti per massimizzare la capacità dell’impianto di generare energia Nel corso della conferenza stampa del 10 giugno il sindaco Gian Luca Zattini e l’assessore all’Ambiente Giuseppe Petetta hanno chiarito la posizione della Giunta, confermando la chiusura della vicenda per quanto riguarda l’intenzione sul potenziamento dell’inceneritore: “non esiste alcuna volontà di procedere con l’aumento della portata dell’impianto: ” Il Comune precisa inoltre che il potenziamento non è richiesto dal Piano Rifiuti Regionale, in vigore fino al 2027, per questo motivo la Regione ha lasciato eventuali iniziative di opposizione all’ente locale. Si segnala che, come scritto nel Bollettino Ufficiale della Regione, il periodo per la presentazione di osservazioni alla pratica regionale è terminato il 3 luglio 2026 e non risulta pervenuta alcuna osservazione dal Comune di Forlì. Perché da un lato c’è stato un solenne impegno da parte del sindaco Zattini e dall’altro però non sono seguiti atti? Ci risulta, inoltre, che la procedura stia andando avanti. A fine mese ci sarà la Conferenza dei Servizi, prevista dalla legge, e lì si deciderà. Quanto sopra per dire che, tecnicamente, nella procedura autorizzativa richiesta da Hera, non c’è  traccia della opposizione annunciata dal Comune Dello spegnimento dell’inceneritore la politica forlivese ha parlato varie volte e in modo bipartisan, senza tuttavia mai raggiungere l’obiettivo. L’ultima volta con una mozione del Consiglio comunale votata nel luglio 2021, all’unanimità da destra a sinistra, in cui si chiedeva la riduzione programmata del rifiuto conferito fino all’azzeramento nel 2027, come anche l’ex presidente Bonaccini aveva promesso, in un incontro pubblico, ai cittadini di Forlì. Adesso però, il 2027 potrebbe essere l’anno in cui non solo il termovalorizzatore di Hera non verrà spento, come si chiedeva , ma anzi addirittura potenziato nella portata. 30 mila tonnellate in più, che arriveranno dai territori vicini. Un vero smacco per i forlivesi Il termovalorizzatore attualmente smaltisce principalmente i rifiuti provenienti da Ravenna, Cesena e Rimini, mentre Forlì e il suo comprensorio (12 Comuni) incidono solo per circa il 12% sul carico totale dell’impianto, lasciando però ai forlivesi l’impatto totale delle emissioni in atmosfera. Inoltre nella zona incombe anche un altro inceneritore, quello di Ecoeridania che tratta rifiuti sanitari e speciali. Allora il TAAF chiede se La procedura autorizzativa prosegue verso la Conferenza dei Servizi oppure è stato predisposto un atto in cui viene respinta definitivamente la richiesta di Herambiente. Redazione Romagna
July 23, 2026
Pressenza
[Impatto - voci contro le nocività] Ultima puntata prima della pausa estiva
Ultima puntata prima della pausa estiva, ospitiamo due corrispondenze dai Castelli Romani per aggiornarci sul respingimento della richiesta di sospensiva degli effetti del PAUR di RenewRome sull'inceneritore, sullo stato dei boschi dei Colli Albani e sulla salute dei laghi di Albano e Nemi. A 25 anni dalle giornate di Genova 2001, ci ricaviamo anche uno spazietto per analizzare l'eredità e le lezioni apprese in quei giorni dai movimenti contro le nocività ambientali italiani negli ultimi tre decenni.
July 20, 2026
Radio Onda Rossa
[Impatto - voci contro le nocività] Scorie nucleari a nord, monnezza a sud - aggiornamenti dalle lotte attorno a Roma
Ospitiamo due corrispondenze per aggiornarci delle lotte contro diversi tipi di nocività nella regione Lazio, le loro relative modalità di smaltimento e stoccaggio e sull'avanzamento dei cantieri degli impianti dedicati, dal deposito unico di scorie nucleari al mega inceneritore di ACEA. La prima con una esponente del comitato biodistretto Almerina, per parlare della loro protesta del 20 Giugno scorso lungo il fiume Tevere su due barconi, la seconda con un compagno del Coordinamento contro l'inceneritore di Albano per discutere delle numerose iniziative che si terranno lungo tutta l'estate per contrastare l'enorme cantiere dell'inceneritore che procede a spron battuto, a partire dal presidio sotto al TAR il prossimo 15 Luglio, in occasione della discussione della sospensiva fino all'udienza di merito del 4 Novembre.
July 13, 2026
Radio Onda Rossa