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Le aziende coinvolte nei crimini israeliani a cui l’Italia affida il fotovoltaico
Dalla Toscana alla Sicilia, passando per la Sardegna, alcune delle società che stanno investendo centinaia di megawatt nel fotovoltaico italiano conducono o controllano anche attività economiche nei territori occupati da Israele: gruppi come Shikun & Binui e Doral Energy, attivi attraverso una rete di società controllate e progetti agrivoltaici già realizzati o in fase di autorizzazione. Il primo compare nella banca dati delle Nazioni Unite sulle imprese coinvolte nell'occupazione israeliana in Cisgiordania; il secondo sviluppa impianti energetici anche sulle Alture del Golan occupato. Int... Questo è un articolo di approfondimento riservato ai nostri abbonati. Scegli l'abbonamento che preferisci (al costo di un caffè la settimana) e prosegui con la lettura dell'articolo. Se sei già abbonato effettua l'accesso qui sotto o utilizza il pulsante "accedi" in alto a destra. ABBONATI / SOSTIENI L'Indipendente non ha alcuna pubblicità né riceve alcun contributo pubblico. E nemmeno alcun contatto con partiti politici. Esiste solo grazie ai suoi abbonati. Solo così possiamo garantire ai nostri lettori un'informazione veramente libera, imparziale ma soprattutto senza padroni. Grazie se vorrai aiutarci in questo progetto ambizioso. The post Le aziende coinvolte nei crimini israeliani a cui l’Italia affida il fotovoltaico appeared first on L'INDIPENDENTE.
October 6, 2026
L'INDIPENDENTE
Grosseto: centinaia in piazza contro il mega impianto fotovoltaico israeliano
Centinaia di persone hanno riempito le strade di Ribolla, frazione del comune di Roccastrada in provincia di Grosseto, per dire no a un mega impianto agrivoltaico che una società riconducibile al colosso israeliano Shikun & Binui intende realizzare nell’area. La protesta, organizzata dal Collettivo Diritti in Palestina, ha unito in un unico fronte la difesa del territorio dalla speculazione e la denuncia delle violazioni dei diritti umani commesse dall’azienda nei territori palestinesi occupati, con un’ampia rappresentanza civica e politica. Nello specifico, si prevede l’installazione di oltre 36mila pannelli su una superficie di circa 30 ettari, per una produzione di oltre 19 megawatt. Il progetto ha già superato la valutazione d’impatto ambientale, ma deve ancora ottenere l’autorizzazione definitiva. Bandiere palestinesi e cartelli hanno riempito la frazione grossetana, in cui sono giunti manifestanti da Massa Marittima, dall’Argentario, dall’Amiata e da altre località della provincia. Alla manifestazione sfociata dalla mobilitazione, tenutasi nel weekend, hanno partecipato circa 400 persone, riunite in un network di associazioni, comitati e forze politiche. Alla protesta hanno aderito, tra gli altri, il Movimento 5 Stelle regionale e grossetano, Rifondazione comunista Toscana e Alleanza Verdi e Sinistra. L’area divenuta oggetto del contendere si trova nel Parco nazionale delle Colline Metallifere, in una zona di rilevanza storica legata alla tragedia mineraria del 1954, nella quale morirono 43 lavoratori. Durante l’evento, il Collettivo Diritti in Palestina di Ribolla ha contestato sia la dimensione del parco sia il coinvolgimento del gruppo, accusato di contribuire all’occupazione dei territori palestinesi. Durante la manifestazione è stata denunciata la «speculazione energetica» nelle aree meno abitate. I partecipanti intendono ora avviare tavoli di lavoro tra realtà ambientaliste e movimenti per la Palestina, chiedendo alla Regione Toscana di respingere il progetto. Come ricostruito già negli scorsi mesi dagli attivisti, la società proponente, SPV Energy 3 Srl, con sede a Milano, che vede un capitale sociale di soli 2.500 euro e nessun dipendente, è posseduta al 100% da Shikun & Binui Energy Europe B.V., con sede ad Amsterdam, a sua volta controllata dal gruppo israeliano Shikun & Binui. Il colosso, specializzato in edilizia e infrastrutture, è inserito nel database di Who Profits come azienda che «ha un ruolo significativo nella costruzione ed espansione degli insediamenti e delle infrastrutture di occupazione nella Cisgiordania occupata e a Gerusalemme Est» e ha «partecipato alla costruzione della barriera che circonda la Striscia di Gaza assediata». Il gruppo figura anche nella banca dati dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani relativa alle imprese coinvolte in attività connesse agli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati. Il progetto ha già ottenuto a maggio l’autorizzazione ambientale, nonostante i Comuni interessati avessero espresso parere contrario. A ottobre si terrà la conferenza dei servizi decisiva per il via libera definitivo. Alla manifestazione era presente l’assessora comunale Marcella Fiorenti, che ha letto una lettera del sindaco Francesco Limatola, assente perché impegnato a Firenze. Il primo cittadino ha ricordato che l’amministrazione ha già formalizzato il proprio parere contrario durante la conferenza dei servizi sulla valutazione d’impatto ambientale e manterrà la stessa posizione quando sarà esaminata l’autorizzazione definitiva. Sul fronte politico, il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Regione Toscana, Lorenzo Falchi, ha annunciato il deposito di un’interrogazione alla Giunta per chiedere verifiche sui legami societari e sul rispetto del diritto internazionale. «Siamo assolutamente favorevoli alla transizione energetica – ha dichiarato –. Tuttavia, la transizione non può avvenire calpestando il diritto internazionale». Anche il Partito Democratico di Roccastrada ha espresso posizioni analoghe, ribadendo che la transizione energetica deve essere «anche etica» e non può tradursi in speculazione. Gli attivisti, nel frattempo, hanno lanciato una raccolta firme con lo slogan «Impediamo la colonizzazione della Maremma» che ha già raccolto oltre 12mila adesioni, e annunciano nuove iniziative per i prossimi mesi. The post Grosseto: centinaia in piazza contro il mega impianto fotovoltaico israeliano appeared first on L'INDIPENDENTE.
September 8, 2026
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