Sciopero globale per il clima. Dove stanno andando il pianeta e l’umanità?È dal post-Covid che continuo a prendermi l’appellativo di “catastrofista”,
anche da car3 amicizie e compagn3, poiché sostengo che la crisi climatica —
ormai arrivata al famoso “punto di non ritorno” — ci porterà a vivere
conseguenze inimmaginabili, se non distopiche, in tutto il pianeta, per tutta
l’umanità e le altre specie viventi.
Un punto di non ritorno, le cui conseguenze abbiamo cominciato a verificare nei
caldissimi mesi dell’estate di quest’anno, come previsto dagli scienziati
climatici, con fenomeni naturali sconvolgenti destinati ad aggravarsi sempre di
più su ogni piano: sulla terra, dal cielo, dai mari e dagli oceani. Sono
coinvolti ghiacciai e montagne, quel che resta delle foreste, un ecosistema già
sconvolto anche dal grado ormai insopportabile di cementificazione globale, dal
surriscaldamento del pianeta, dagli allevamenti intensivi, dal super
sfruttamento della terra con le monocolture e dall’utilizzo massiccio di
diserbanti velenosi, con conseguenze come siccità e carenza estrema di acqua
potabile.
Già nei prossimi anni, gli scienziati più attenti al livello di degrado della
situazione prevedono anche migrazioni di massa di esseri umani — soprattutto
verso l’Occidente — come mai si è visto nella storia, a causa dell’innalzamento
delle temperature, che in alcune aree raggiungeranno anche i 50°C, rendendo
impossibile lavorare e sopravvivere, in particolare nel Sud del mondo.
Alla conferenza sul clima COP21 di Parigi, nel 2015 era stato stabilito che non
si dovesse superare la soglia di +1,5°C della temperatura globale. Quella soglia
è stata superata già da circa un anno e mezzo.
Greta Thunberg, che personalmente definisco “il nostro angelo di salvezza
piovuto dal cielo”, negli anni precedenti al Covid (2017-2020) non ha solo
riportato l’attenzione sull’emergenza climatica, più volte emersa e poi
dimenticata: con la forza e la determinazione di una ragazza, come mai era
successo prima, è riuscita a provocare un movimento globale. Scioperando ogni
venerdì davanti al Parlamento svedese, ha aggregato migliaia di giovani e
contribuito alla nascita di Fridays For Future. Un movimento che ha organizzato
una delle più grandi mobilitazioni giovanili della storia, attraverso i Global
Strike organizzati ogni 6 mesi, portando con forza al centro dell’attenzione
mondiale la questione climatica e rivendicando scelte immediate e concrete da
parte dei governi, innanzitutto per una reale conversione ecologica, alternativa
alle fonti fossili.
Il 27 settembre 2019 si è svolto il Global Strike per il clima più partecipato
di sempre: oltre 12 milioni di persone sono scese in piazza in tutto il mondo.
A Milano la partecipazione è stata straordinaria: circa 200 mila persone al
corteo del mattino e 30 mila alla sera. Una risposta così massiccia e combattiva
era del tutto inaspettata. I potenti della Terra non avevano previsto una
mobilitazione così ampia contro le conseguenze del saccheggio delle risorse e
dell’aumento delle emissioni di CO₂. Da quel momento hanno iniziato a reagire,
soprattutto attraverso insidiose campagne negazioniste, greenwashing e
repressione, denigrazione diretta contro Greta Thumberg, per indebolire il
movimento. Questa offensiva ha prodotto un progressivo e grave arretramento
della mobilitazione, con conseguenze pesantissime di riduzione delle politiche
ambientali e dirottamento di risorse verso il riarmo e i conflitti, oggi oltre
65 nel mondo, il più grave ed esemplare, non a caso, quello del genocidio
palestinese a Gaza!
La stessa pandemia ha rallentato questo movimento, aggravandone le conseguenze:
oltre 700 milioni di casi e più di 7 milioni di morti a livello globale, e gravi
conseguenze economiche e sociali.
Dopo il Covid, anche le mobilitazioni si sono indebolite. Fridays For Future ha
vissuto una crisi di partecipazione, fino al rischio di quasi scomparire. Il
problema climatico, però, non solo resta centrale, ma si è aggravato,
avvicinandosi ulteriormente al punto di non ritorno.
Non va sottovalutato il legame tra crisi climatica e aumento dei conflitti: le
guerre possono diventare strumenti per il controllo delle risorse e dei
territori, in uno scenario in cui i poteri dominanti cercano di preservare il
proprio potere anche attraverso dinamiche violente e diseguali. In questo
contesto si inserisce anche la crescita globale delle destre autoritarie, spesso
funzionali a gestire tensioni sociali con strumenti repressivi e a tutela degli
interessi economici dominanti.
I conflitti in corso — dal Medio Oriente all’Ucraina — mostrano come le
dinamiche geopolitiche siano sempre più intrecciate con la competizione per
risorse strategiche, territori e influenza globale. Quel che appare evidente è
un mondo sempre più instabile, segnato da crisi sovrapposte: ambientali,
economiche, sociali e politiche.
Per questo, a mio parere, è indispensabile rilanciare esperienze come Fridays
For Future, rafforzandole a livello locale e internazionale. È urgente costruire
mobilitazioni di massa capaci di incidere, andando oltre le iniziative
simboliche, per affermare una transizione ecologica reale e giusta.
Serve un impegno collettivo che coinvolga giovani, lavoratori e cittadinanza,
con l’obiettivo di superare le energie fossili e costruire un modello diverso di
sviluppo. È fondamentale rilanciare convergenze tra movimenti e realtà sociali
che, pur tra difficoltà, restano una delle poche possibilità concrete per
contrastare la deriva attuale e costruire un futuro più giusto, solidale,
egualitario e democratico.
Per tutto questo, è importante che il 16 ottobre la partecipazione alle
mobilitazioni e iniziative organizzate in tante realtà del Paese, come ad
esempio quella del presidio di Milano in piazza della Scala dalle 17 in poi,
faccia un nuovo e grande salto positivo, capace di preoccupare ed influire sulle
scelte di “lor signori”, come i giovani francesi stanno facendo su altri piani,
legati dalla necessità di ripresa della speranza di futuro per tutti,
soprattutto per le nuove generazioni!
Gino Perri – attivista di Fridays For Future di Milano
Redazione Milano