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Sciopero per il clima, presidio a Milano
Il 16 ottobre si è tenuto a Milano un bellissimo presidio organizzato da Fridays For Future per rivendicare giustizia climatica e un futuro delle giovani generazioni (e di tutti), che ha visto la partecipazione di almeno 500 persone, nonostante lo spostamento da Piazza Scala a piazza S. Babila, imposto da Comune e Questura 48 ore prima e il permesso già assegnato. Un cambiamento che ha creato seri problemi di informazione e comunicazione. Aspettiamo da Comune e Questura le motivazioni dello spostamento, ma peggio per loro se continueranno ad ignorarci, perché la loro credibilità subirà un forte peggioramento, facendo emergere in modo netto la complicità istituzionale con l’assurdo negazionismo climatico, anche solo alla luce della tremenda estate caldissima che abbiamo vissuto e che gli scienziati climatici definiscono l’estate più bella dei prossimi anni. Tanti erano i/le giovani e i ragazzi, studenti e non, che si sono attivati con noi e che hanno partecipato, anche intervenendo con contributi importanti. Erano presenti anche tanti bambini, adulti e nonni, tutti accumunati dal desiderio di un mondo più giusto. Gli interventi, più  o meno all’unisono, hanno detto che dobbiamo riuscire ad imporre, e presto, al “nostro” e agli altri governi del mondo misure e scelte tendenti a realizzare una vera conversione energetica ed ecologica e tante altre misure finalizzate alla salvaguardia della natura, dell’ecosistema e del pianeta, altrimenti la prospettiva che ci aspetta sarà pesante, se non inimmaginabile. La partecipazione di tante associazioni al presidio di Milano e i tanti interventi che si sono succeduti ci ridanno la forza, la fiducia e la speranza che da qualche anno avevamo dovuto tenere nel cassetto, per l’indebolimento del movimento che lor signori sono riusciti a produrre, col loro attacco negazionista,  intimidatorio e repressivo dopo le grandi mobilitazioni del 2018 e 2019. E’ stato un nuovo inizio, non solo bello e importante per  Milano, ma per tutto il Paese e per il resto del mondo, con i Global Strike che in tante città hanno ripreso a costruire importanti mobilitazioni. Non sono mancate, giustamente, le attenzioni internazionaliste per la Palestina, il Brasile, Cuba e altri Paesi brutalmente attaccati da “lor signori” e contro le guerre ecocide in corso, in Ucraina e altrove. Alla luce del buon risultato partecipativo, Fridays For Future di Milano dà appuntamento a tutte le realtà e agli attivisti presenti al presidio, al Lato B di viale Pasubio 14, lunedì 26 ottobre alle 17, per discutere e decidere come continuare insieme la mobilitazione.   Redazione Milano
October 17, 2026
Pressenza
Sciopero per il Clima del 16 Ottobre a Trieste
E’ sempre più difficile creare mobilitazione intorno alla crisi climatica, mentre questa accelera sempre più verso un peggioramento delle condizioni. Ci troviamo anche a un mese dalla COP31 in Turchia, e in un contesto geopolitico sempre più preoccupante, durante una corsa al riarmo, nei paesi “ricchi” il sistema neoliberista è in piena crisi e personaggi vergognosi simpatizzanti dell’ideologia fascista trovano consenso, la Palestina sembra essere abbandonata alla sua terribile sorte, i rischi dell’Intelligenza Artificiale aumentano, i controlli delle frontiere si fanno più duri, i diritti per donne cis e LGBT+ vengono messi in discussione. Dal punto di vista climatico la soglia critica degli 1.5 gradi di riscaldamento globale oltre i livelli preindustriali è stata superata, siamo in pieno El Niño, ci ritroviamo dopo un’estate dal caldo record (1.65 gradi oltre la media 1850-1900) che si è sentita in tutta Europa, con 30mila morti umane e una siccità senza precedenti. In Friuli Venezia Giulia il 2026 si appresta ad essere l’anno più caldo di sempre, gli incendi hanno devastato la Carnia e il Carso, bruciando alberi e soffocando animali, l’odore e l’inquinamento del fumo arrivavano fino alle città. Siamo in piena crisi climatica, siamo a un punto di non ritorno, la situazione sta per accelerare nel suo peggioramento. Nel frattempo i Governi ci falliscono ancora una volta, il Governo Italiano continua a investire pesantemente in combustibili fossili, non si parla neppure dell’impatto e della crudeltà dell’industria zootecnica. Ma non è tutto perduto, vogliono farci credere che non ci sia più nulla da fare ma noi non ci rassegniamo all’ecoansia, vogliamo tornare ad essere massa, vogliamo far sentire la nostra voce, e urlare ancora più forte, più forte che mai, perchè è ancora possibile invertire la rotta. Ci siamo quasi!! Oggi 16 ottobre ore 17 Piazza Borsa torniamo! Contro questo clima, che non è vita. Industria fossile e zootecnia ci stanno portando al collasso: fra incendi, siccità, ondate di calore, grandinate estreme e alluvioni l’autoritarismo divampa, in una divisione fra cittadini di serie A (o meglio di serie B considerando gli ultraricchi) e cittadini di serie Z, respingimenti, guerre e genocidi trovano giustificazione, dai confini dell’Europa alla Palestina e all’Africa Subsahariana. In una prevedibile crisi del sistema neoliberista si riconverte l’economia in un’economia di guerra, smantellando al contempo scuola e sanità. Si alimenta una narrativa di sopraffazione e dominio, si creano nuovi nemici a cui dare la colpa nelle persone in movimento e nelle persone trans. Contro tutto questo torniamo in piazza! Faremo un flashmob, interventi e un’assemblea per parlare tutt’insieme. Saranno con noi: @assembleacontroguerreriarmots @xrtrieste @xrudine @fvg_globalsumud @greenpeace_trieste @germinal.ts @khandwalarm @legambientefvg @linktrieste @retestudentitrieste @sea.at.sissa @susco_uwcad @uds_fvg @udutrieste @ultima.generazione @usb_federazione_trieste @vegansurvivaltrieste @wwf_fvg Redazione Friuli Venezia Giulia
October 16, 2026
Pressenza
Milano, l’impegno di ANPI Crescenzago
ANPI Crescenzago è fortemente impegnata sui problemi cruciali del nostro tempo, in cui predomina l’uso della forza, della violenza e della guerra da parte di governi criminali e di classi dirigenti asserviti allo strapotere economico, tecnologico e mediatico di pochi magnati ricchissimi, cinici e senza scrupoli, dentro un sistema capitalistico neoliberista feroce e rapace, tecno-predatorio e distruttivo. Ne sono prova terribile e sanguinaria: – il genocidio palestinese in corso da tre anni a Gaza e in Cisgiordania perpetrato dal governo e dallo Stato fascio-sionista e colonialista di Israele, sostenuto dagli Usa con la complicità dell’Unione Europea – la guerra israelo-statunitense all’Iran e nel Medio Oriente – la prepotenza golpista e sanzionatoria nel continente americano e le minacce al mondo intero da parte di Trump e del governo statunitense – la guerra russo-ucraina e il forsennato riarmo dei Paesi europei e le minacce della NATO che si dichiara pronta alla guerra contro la Russia – il precipizio della crisi climatica e del collasso ambientale – l’attacco al welfare e ai diritti umani e sociali e al diritto internazionale. In questo terrificante contesto e nel nostro piccolo ANPI Crescenzago è al fianco del popolo palestinese e della sua resistenza e resilienza, ogni sabato nei cortei della diaspora e con iniziative proprie. Partecipa alle manifestazioni in difesa dell’ambiente e dei diritti sociali civili e politici sotto micidiale attacco. E’ in lotta contro la deriva autoritaria del governo Meloni, che si caratterizza sempre di più con forme e atti di segno neofascista: numerosi decreti repressivi e liberticidi, legge elettorale che mina dalle fondamenta la nostra democrazia costituzionale e partecipativa, aumento delle spese militari seguendo l’onda impazzita del riarmo per la guerra a danno delle risorse destinate alla salute, all’istruzione, al lavoro e al welfare e di quelle previste per la  riconversione ecologica dell’economia. Con la consapevolezza del ruolo che la nostra associazione può e deve svolgere, come soggetto politico attivo, ANPI Crescenzago riprende il suo impegno assieme ad altre associazioni e comitati di cittadinanza attiva, sia a livello locale che globale. Nel fine settimana, ANPI Crescenzago condivide lo sciopero globale per il clima (Un clima per tutti, tutti per il clima!) di venerdì 16 e al presidio dalle ore 17.30 in Piazza Scala dei giovani del Friday For Future; sabato 17 aderisce alla manifestazione nazionale a Roma indetta dal pool di associazioni “La via maestra” per la Costituzione e la difesa della democrazia e dei diritti; partecipa sabato 17 a Milano al corteo dei palestinesi; promuove, con le associazioni di Casa Crescenzago, la “Festa- Incontro pubblico” in Piazza Costantino domenica 18, h. 10/13, in cui si farà informazione sull’iter attuativo della riacquisizione del palazzo sede delle associazioni e della realizzazione del Progetto Casa Crescenzago; l’altro importante appuntamento è in programma martedì 20 con l’Orazione Civile e la mostra dei disegni dei bambini palestinesi, anniversario della strage di Gorla del 20 ottobre 1944 a seguito del bombardamento anglo-americano su Milano durante la seconda guerra mondiale: quel giorno Milano pianse 614 vittime, di cui 184 bambini e 20 insegnanti e personale non docente della Scuola elementare di Gorla. Partecipiamo e teniamo viva la nostra umanità militante.   Redazione Milano
October 15, 2026
Pressenza
Sciopero globale per il clima. Dove stanno andando il pianeta e l’umanità?
È dal post-Covid che continuo a prendermi l’appellativo di “catastrofista”, anche da car3 amicizie e compagn3, poiché sostengo che la crisi climatica — ormai arrivata al famoso “punto di non ritorno” — ci porterà a vivere conseguenze inimmaginabili, se non distopiche, in tutto il pianeta, per tutta l’umanità e le altre specie viventi. Un punto di non ritorno, le cui conseguenze abbiamo cominciato a verificare nei caldissimi mesi dell’estate di quest’anno, come previsto dagli scienziati climatici, con fenomeni naturali sconvolgenti destinati ad aggravarsi sempre di più su ogni piano: sulla terra, dal cielo, dai mari e dagli oceani. Sono coinvolti ghiacciai e montagne, quel che resta delle foreste, un ecosistema già sconvolto anche dal grado ormai insopportabile di cementificazione globale, dal surriscaldamento del pianeta, dagli allevamenti intensivi, dal super sfruttamento della terra con le monocolture e dall’utilizzo massiccio di diserbanti velenosi, con conseguenze come siccità e carenza estrema di acqua potabile. Già nei prossimi anni, gli scienziati più attenti al livello di degrado della situazione prevedono anche migrazioni di massa di esseri umani — soprattutto verso l’Occidente — come mai si è visto nella storia, a causa dell’innalzamento delle temperature, che in alcune aree raggiungeranno anche i 50°C, rendendo impossibile lavorare e sopravvivere, in particolare nel Sud del mondo. Alla conferenza sul clima COP21 di Parigi, nel 2015 era stato stabilito che non si dovesse superare la soglia di +1,5°C della temperatura globale. Quella soglia è stata superata già da circa un anno e mezzo. Greta Thunberg, che personalmente definisco “il nostro angelo di salvezza piovuto dal cielo”, negli anni precedenti al Covid (2017-2020) non ha solo riportato l’attenzione sull’emergenza climatica, più volte emersa e poi dimenticata: con la forza e la determinazione di una ragazza, come mai era successo prima, è riuscita a provocare un movimento globale. Scioperando ogni venerdì davanti al Parlamento svedese, ha aggregato migliaia di giovani e contribuito alla nascita di Fridays For Future. Un movimento che ha organizzato una delle più grandi mobilitazioni giovanili della storia, attraverso i Global Strike organizzati ogni 6 mesi, portando con forza al centro dell’attenzione mondiale la questione climatica e rivendicando scelte immediate e concrete da parte dei governi, innanzitutto per una reale conversione ecologica, alternativa alle fonti fossili. Il 27 settembre 2019 si è svolto il Global Strike per il clima più partecipato di sempre: oltre 12 milioni di persone sono scese in piazza in tutto il mondo. A Milano la partecipazione è stata straordinaria: circa 200 mila persone al corteo del mattino e 30 mila alla sera. Una risposta così massiccia e combattiva era del tutto inaspettata. I potenti della Terra non avevano previsto una mobilitazione così ampia contro le conseguenze del saccheggio delle risorse e dell’aumento delle emissioni di CO₂. Da quel momento hanno iniziato a reagire, soprattutto attraverso insidiose campagne negazioniste, greenwashing e repressione, denigrazione diretta contro Greta Thumberg, per indebolire il movimento. Questa offensiva ha prodotto un progressivo e grave arretramento della mobilitazione, con conseguenze pesantissime di riduzione delle politiche ambientali e dirottamento di risorse verso il riarmo e i conflitti, oggi oltre 65 nel mondo, il più grave ed esemplare, non a caso, quello del genocidio palestinese a Gaza! La stessa pandemia ha rallentato questo movimento, aggravandone le conseguenze: oltre 700 milioni di casi e più di 7 milioni di morti a livello globale, e gravi conseguenze economiche e sociali. Dopo il Covid, anche le mobilitazioni si sono indebolite. Fridays For Future ha vissuto una crisi di partecipazione, fino al rischio di quasi scomparire. Il problema climatico, però, non solo resta centrale, ma si è aggravato, avvicinandosi ulteriormente al punto di non ritorno. Non va sottovalutato il legame tra crisi climatica e aumento dei conflitti: le guerre possono diventare strumenti per il controllo delle risorse e dei territori, in uno scenario in cui i poteri dominanti cercano di preservare il proprio potere anche attraverso dinamiche violente e diseguali. In questo contesto si inserisce anche la crescita globale delle destre autoritarie, spesso funzionali a gestire tensioni sociali con strumenti repressivi e a tutela degli interessi economici dominanti. I conflitti in corso — dal Medio Oriente all’Ucraina — mostrano come le dinamiche geopolitiche siano sempre più intrecciate con la competizione per risorse strategiche, territori e influenza globale. Quel che appare evidente è un mondo sempre più instabile, segnato da crisi sovrapposte: ambientali, economiche, sociali e politiche. Per questo, a mio parere, è indispensabile rilanciare esperienze come Fridays For Future, rafforzandole a livello locale e internazionale. È urgente costruire mobilitazioni di massa capaci di incidere, andando oltre le iniziative simboliche, per affermare una transizione ecologica reale e giusta. Serve un impegno collettivo che coinvolga giovani, lavoratori e cittadinanza, con l’obiettivo di superare le energie fossili e costruire un modello diverso di sviluppo. È fondamentale rilanciare convergenze tra movimenti e realtà sociali che, pur tra difficoltà, restano una delle poche possibilità concrete per contrastare la deriva attuale e costruire un futuro più giusto, solidale, egualitario e democratico. Per tutto questo, è importante che il 16 ottobre la partecipazione alle mobilitazioni e iniziative organizzate in tante realtà del Paese, come ad esempio quella del presidio di Milano in piazza della Scala dalle 17 in poi, faccia un nuovo e grande salto positivo, capace di preoccupare ed influire sulle scelte di “lor signori”, come i giovani francesi stanno facendo su altri piani, legati dalla necessità di ripresa della speranza di futuro per tutti, soprattutto per le nuove generazioni! Gino Perri – attivista di Fridays For Future di Milano Redazione Milano
October 13, 2026
Pressenza
16 ottobre, sciopero per il clima: le manifestazioni in tutta Italia
Quest’estate in Europa abbiamo visto 35.000 morti in eccesso per le ondate di calore e solo nei prossimi mesi si stimano circa 450 mila morti per il Super El Niño: siamo in emergenza climatica. I governi in tutto il mondo, dopo anni di campagne contro attivist3 e a favore di chi causa la crisi climatica, ora non hanno parole per giustificarsi di fronte agli eventi meteorologici estremi che devastano i nostri territori. Prima non c’è acqua e si muore di caldo, poi ce n’è troppa e si muore travolti dalle alluvioni. Siamo arrabbiat3 e preoccupat3 per le persone intorno a noi, quelle a cui vogliamo bene, le più fragili. Le nostre città sono diventate invivibili per tre mesi all’anno e, nonostante il solito negazionismo antiscientifico e deresponsabilizzante, tutt3 abbiamo chiaro che non possiamo stare a guardare mentre continuano le colate di cemento. Vogliamo città che tornino ad essere spazio pubblico, non di speculazione, e luoghi di giustizia sociale e climatica, pianificate con e per chi le abita. La presenza capillare di spazi verdi e spazi naturali urbani è probabilmente una delle differenze più rilevanti fra la città presente e la città futura. Ridare spazio al suolo naturale, alla creazione di corridoi ecologici e alle aree umide significa offrire alla collettività benessere e servizi dal valore ecologico ed economico enormemente superiore a quelli provocati dal suolo sigillato. Eppure il governo ha affossato il Piano di Ripristino della Natura. Nessun paese occidentale è preparato ad affrontare le conseguenze della catastrofe che sta avanzando, e mentre l’Europa brucia e i paesi del Sud Globale vengono sommersi, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato un decreto per velocizzare l’estrazione di nuovo gas e petrolio sul territorio italiano, mentre frena lo sviluppo delle alternative democratiche come le CERS. E mentre il governo italiano, detentore del 33% delle azioni di Eni, si dimentica degli extraprofitti delle aziende petrolifere, in cambio di un falso tetto sul prezzo dei carburanti, le guerre per petrolio e gas devastano il nostro pianeta e minacciano la libertà dei popoli in tutto il mondo. Ci sono delle gravissime responsabilità, chi sta distruggendo il nostro pianeta deve pagare. Chi sta continuando a bruciare il futuro di tutti e tutte deve essere fermato. Non chiederemo il permesso, ma continueremo ad organizzarci costruendo e realizzando manifestazioni e pratiche alternative, giorno dopo giorno . Il 16 ottobre ci mobiliteremo per manifestare in tutta Italia. QUESTO CLIMA NON È VITA Lista delle piazze: * Alto Adige – Strade colorate per il clima, scrivere alle pagine social * Bologna – corteo: Piazza Maggiore h 10:00; presidio: Piazza Nettuno h.18 * Genova – presidio: ore 17.30 Largo Eros Lanfranco 1 * Firenze – presidio: via Cavour h 11 (con GKN) * Forlì – flashmob Piazza Saffi h 20:15; assemblea pubblica Salone Comunale h. 20.45 * Milano – Piazza della Scala h 17:30 * Monza – Piazza Trento h 15:00 * Pisa – corteo:Piazza Guerrazzi h 9:00; presidio: Piazza XX Settembre h 18:00 * Roma – Piramide h 17:00 * Taranto – via di Palma (Arsenale) h 9:00; * Torino – corteo: Palazzo Nuovo h 9:30; presidio: Piazza Palazzo di Città h:18 * Trapani – Piazza Vittorio Emanuele h 9:00 * Trieste – presidio: Piazza della Borsa h 17:00 Piazze autorganizzate: * Cremona – stazione h 8.30 (organizzata da Corrente Zeta) * Gorizia – circolo Arci Gong, proiezione “There is no Planet B”, h21 (con Legambiente) * Livorno – Piazza Cavour h 9:00 (organizzata da sindacato USB, orti urbani Livorno) * Padova – assemblea climatica (organizzata da CSO Pedro) * Reggio Emilia – concentramento Conad le Querce ore 16:30, nuovo concentramento a Piazza Prampolini ore 17:30 (organizzata da Bosco Ospizio RE, XR RE) sabato 17 ottobre * ASSEMBLEA NAZIONALE CONVERGENZA ECOSOCIALE (Grassina – h 14:30) * CONVERGIAMO PER TARANTO (Taranto, Piazzale Democrate, h 17:00) * Bagnoli – in definizione (organizzata da Villa Medusa, Mare Libero Napoli, Coordinamento studentesco Flegreo) Fridays For Future
October 13, 2026
Pressenza
35.000 morti per il caldo in Europa. Il 16 ottobre Fridays For Future torna in piazza con uno sciopero per il clima
Non ci sono più dubbi ormai: il clima intorno a noi è già cambiato radicalmente e continuerà a farlo, ma la scienza ci dice chiaramente che abbiamo ancora una possibilità per evitare che il cambiamento climatico esca dal nostro controllo e diventi irreversibile. Spetta a noi invertire la rotta adesso. Sono passati sette anni dai primi cortei del movimento Fridays For Future, ma da allora i progressi fatti sono stati largamente insufficienti e anche se mantenessimo gli impegni presi, i governi del mondo non sarebbero comunque in grado di tenere la temperatura globale sotto la soglia necessaria per evitare la catastrofe. Le emissioni hanno continuato ad aumentare e oggi abbiamo bisogno di una nuova stagione di cooperazione mondiale per evitare il peggio. La crisi climatica oggi miete vittime, lo fa in tutto il mondo e ci mette di fronte a situazioni che non siamo preparati ad affrontare, dal caldo torrido agli incendi, dalle alluvioni ai tornado inaspettati. I nostri territori non sono pronti e i soldi vengono spesi per altro, come produrre armi che non solo uccidono innocenti, ma peggiorano anche la crisi climatica. C’è anche un altro dato: se sette anni fa avevamo poco tempo per prendere decisioni cruciali, oggi ne abbiamo pochissimo e la posta in gioco è la più alta possibile. Per questo il 16 ottobre Fridays For Future torna in piazza: “Abbiamo imparato che solo una massa critica e determinata può creare un cambiamento concreto, diffuso e dal basso e al contempo costringere chi ci governa ad assumersi le sue responsabilità. Questo autunno abbiamo intenzione di portare il caldo torrido di quest’estate al centro dell’agenda politica” afferma Emanuele, attivista. L’estate del 2026 è stata la più calda di sempre secondo i climatologi e la nostra area mediterranea si scalda a un tasso quasi doppio rispetto alla media planetaria. Una combinazione letale che ci ha portato a ondate di calore devastanti per tre mesi, oggi seguite da tempeste e grandinate sulle nostre città. Sono almeno 35mila le morti in eccesso dovute al caldo di quest’estate. “Le soluzioni a tutto questo ci sono; oggi le rinnovabili possono essere parte della soluzione se legate ai bisogni dei territori. Noi torniamo in piazza perché dal 2018, quando abbiamo iniziato a manifestare, al 2021 il numero di Paesi con impegni di riduzione delle emissioni allo zero netto è quadruplicato” afferma Sara di Fridays. Sarà una manifestazione diffusa in tutte le principali città italiane che invitiamo a far propria e moltiplicare. In molti territori si programmano cortei studenteschi, ma si dialoga anche con il mondo del lavoro: già indetto per il 16 ottobre uno sciopero del comparto scuola da Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente. Carlo, attivista, aggiunge: “Sappiamo che non esiste giustizia climatica senza giustizia sociale: le manifestazioni per la Palestina dello scorso autunno ci hanno dimostrato che in Italia siamo pronti ad alzare la voce contro le ingiustizie, unendoci tutti nella stessa battaglia”.   Fridays For Future
September 1, 2026
Pressenza