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Bugie di #guerra, il governo minimizza ma la #NATO conferma: le basi USA in Italia sono la piattaforma degli attacchi all’ #Iran #aviano #sigonella #Crosetto tranquillizza: solo autorizzazioni tecniche. Smentita del segretario generale dell'Alleanza Mark Rutte: partiti migliaia di voli dall'Europa Se le bugie hanno le gambe corte, quelle del governo Meloni sulla “non belligeranza italiana contro l’Iran” devono averle proprio cortissime, gambe e braccia.. https://www.africa-express.info/2026/06/28/bugie-di-guerra-il-governo-minimizza-ma-la-nato-conferma-le-basi-usa-in-italia-sono-la-piattaforma-degli-attacchi-alliran/
June 29, 2026
Antonio Mazzeo
«Poveri ma bellici»: il gran pasticcio della corsa al riarmo
Bruxelles, la guerra sulla difesa «Il caos scoppiato ieri a Bruxelles sul programma di riarmo ‘Safe’ ha messo a nudo un intruglio micidiale di incertezze burocratiche e tensioni politiche che sta dividendo sia la Commissione Europea che il governo italiano, in particolare il ministro della Difesa Guido Crosetto e il […] L'articolo «Poveri ma bellici»: il gran pasticcio della corsa al riarmo su Contropiano.
June 27, 2026
Contropiano
Riforma Crosetto e Altra difesa possibile: giovani come riserva militare o difensori civili del paese?
Nel libro Paura liquida Zygmunt Bauman spiegava che “tante paure arrivano nella nostra vita già con i loro rimedi prima ancora che i mali che essi promettono di curare abbiano fatto in tempo a spaventarci”. La paura, in particolare dell’Altro trasformato in nemico, non è solo marketing elettorale particolarmente in voga in questo momento storico, ma un elemento strutturale del potere, anche in funzione formativa. Lo aveva descritto mirabilmente Franz Kafka nel racconto Durante la costruzione della muraglia cinese: “Sono immagini che facciam vedere ai bambini che fanno i cattivi, e allora essi ci si buttano subito al collo piangendo. Ma non sappiamo altro di questi nordici. Non li abbiamo mai veduti” (I racconti, 2021). Lo sperimentiamo nella quotidiana militarizzazione del linguaggio, studiata da Federico Faloppa: “Non esiste conflitto armato che non sia stato prima preparato, giustificato e normalizzato dal linguaggio” (Disarmare il discorso, 2026). Lo abbiamo analizzato a più mani nel recente volume collettaneo Poteri e nonviolenza (Nerbini, 2026), anche in riferimento al potere militare (Pasquale Pugliese, Il potere militare nelle società contemporanee). Oggi ne fornisce un’ulteriore prova la “riforma Crosetto” del sistema militare, esaminata in un accurato documento da Rete Italiana Pace e Disarmo: si tratta di due disegni di legge complementari che delineano “uno Stato sempre più predisposto a fare della guerra una possibilità permanente e organizzata”, riducendo la complessità del concetto di sicurezza ai soli termini militari. Il primo “supera il modello dell’esercito professionale puro e costruisce una forza multilivello. Accanto ai reparti militari permanenti si istituisce un sistema di riserve: una operativa, una territoriale e una specialistica” che portino ad aumentare di oltre 40.000 soldati l’apparato militare italiano, rivolgendosi ai giovani come soggetti da formare e arruolare al bisogno, con un costo di aggiuntivi 8 miliardi annui di spese militari. “Si compie così un salto di qualità verso la warfare society – scrive Rete Italiana Pace e Disarmo – una società militarizzata non solo dagli armamenti, ma anche attraverso un sistema di incentivi, organizzazione del lavoro, formazione e cultura pubblica che spingono verso una società-caserma”. Il secondo disegno di legge completa il primo sul versante dell’organizzazione strutturale delle Forze Armate. Prevede infatti la centralizzazione del comando interforze, il riconoscimento ufficiale della guerra ibrida e del dominio cyber (con la possibilità di condurre operazioni anche in tempo di pace), l’introduzione sistematica di droni e sistemi autonomi senza richiamo esplicito al principio del controllo umano significativo, oltre a deroghe ambientali per le infrastrutture militari e una notevole autonomia negoziale e industriale per il settore della Difesa. Tutto ciò comporterà un sensibile indebolimento del controllo parlamentare e delle amministrazioni competenti su numerosi aspetti. Il baricentro dell’intero sistema rischia così di spostarsi in modo preoccupante dal principio del controllo democratico alla disponibilità militare operativa continua. Facendo una prima valutazione del possibile impatto educativo sui più giovani, la riforma promossa dal ministro Crosetto assume un significato preciso sul piano culturale. L’incremento degli effettivi, la costituzione di riserve operative, territoriali e specialistiche, il rafforzamento del legame tra società civile e apparato bellico non rappresentano solo una scelta tecnica di potenziamento delle Forze Armate, ma rinforzano una pedagogia implicita: educare i giovani a considerare la preparazione armata come unica forma di difesa del paese, normalizzando l’idea che i conflitti si risolvano con la guerra alla quale essere sempre pronti. E’ l’applicazione pratica del modello culturale già entrato in molti contesti formativi: la sicurezza come deterrenza armata, la minaccia del nemico come orizzonte inevitabile, l’obbedienza gerarchica e la disponibilità all’uso della violenza organizzata come virtù civiche. Si trasmette così alle giovani generazioni il messaggio che la responsabilità verso il proprio Paese passa attraverso l’addestramento alle armi anziché dalla prevenzione dei conflitti e dalle politiche attive di pace. Radicalmente alternativo è il modello disegnato dalla proposta di legge per la Difesa civile, non armata e nonviolenta. L’impatto educativo di questa scelta – che prevede un Dipartimento per la difesa civile non armata e nonviolenta, i Corpi civili di pace e un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo – coinvolge il sistema formativo nel suo complesso, attraverso la piena legittimazione culturale e politica dei saperi della nonviolenza. Comunicazione nonviolenta, mediazione dei conflitti, analisi delle radici strutturali della violenza, monitoraggio dei diritti umani, pratiche di solidarietà sociale, tecniche di disobbedienza civile, diplomazia popolare e riconciliazione post-conflitto diventano saperi del cittadino difensore civile del paese, che non si sottrae al “sacro dovere” di difesa consegnandolo ai soli militari, ma lo declina in riferimento alle reali minacce del tempo presente. Nel quale la guerra è il problema non la soluzione: una civiltà che ripudi la guerra “non significa fare una scelta utopistica, ma orientarsi verso l’unico realismo possibile nell’era dell’Antropocene, nell’età atomica e nel tempo della complessità”, scrivono Mauro Ceruti e Francesco Bellusci (Per una civiltà della terra, 2026) e sapevano già i Costituenti. Per questo è necessario sottoscrivere quila proposta di legge di iniziativa popolare. [Articolo pubblicato su I blog del Fatto Quotidiano] Pasquale Pugliese
June 24, 2026
Pressenza
L’inaccettabile “normalità” della minaccia di guerra atomica
Il ministro della Difesa Crosetto e quello degli Esteri Tajani sono intervenuti davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. Ma nella relazione di Crosetto, relativamente alla guerra in corso in Ucraina, c’è stato un passaggio che deve far scorrere un brivido lungo la schiena di chiunque lo […] L'articolo L’inaccettabile “normalità” della minaccia di guerra atomica su Contropiano.
June 11, 2026
Contropiano
Il governo Meloni frena sul SAFE, ma non sul riarmo
Che ci fosse un po’ di maretta nella maggioranza era divenuto chiaro con il giallo sulla mozione che qualche giorno fa aveva tenuto col fiato sospeso il dibattito pubblico, soprattutto perché riguardava quello che ormai è l’asse portante di tutto l’assetto continentale: l’aumento delle spese militari in linea con gli obiettivi […] L'articolo Il governo Meloni frena sul SAFE, ma non sul riarmo su Contropiano.
May 31, 2026
Contropiano
La flotta europea dei “volenterosi” salperà per il Golfo della guerra
Ancora una volta le scelte delle potenze del gruppo dei “volenterosi” non saranno quelle che vorrebbero ma quelle che sono costrette a fare. In tal senso l’invio di una flotta europea nello Stretto di Hormuz dove gli USA e Israele hanno scatenato una guerra contro l’Iran, appare inevitabile. Il vertice […] L'articolo La flotta europea dei “volenterosi” salperà per il Golfo della guerra su Contropiano.
April 24, 2026
Contropiano
IL GOVERNO ITALIANO SOSPENDE L’ACCORDO SULLA DIFESA CON ISRAELE. “CAMBIAMENTO POSITIVO, MA NON BASTA. SERVONO ALTRI PASSI CONCRETI”
Martedì 14 aprile la premier italiana Giorgia Meloni ha annunciato la decisione del governo di sospendere il rinnovo automatico del memorandum con Tel Aviv per la collaborazione nella difesa attivo dal 2003. Per comprendere di cosa si tratta e in cosa consiste la sospensione annunciata da Meloni, Radio Onda d’Urto ha intervistato Francesco Vignarca, coordinatore delle campagne della Rete Italiana Pace e Disarmo. “L’accordo, che costituisce la cornice all’interno della quale può avvenire la compravendita di armamenti tra Italia e Israele, è stato siglato nel 2003 ed è entrato in vigore nel 2005. Prevedeva un rinnovo automatico ogni 5 anni”, spiega Francesco Vignarca ai nostri microfoni. “Il fatto che il ministro della Difesa Crosetto abbia mandato una lettera di disdetta all’omologo israeliano ferma l’accordo, che avrà così una coda di validità di sei mesi a partire dalla scadenza (cioè ieri, 14 aprile 2026, ndr) ma poi, se vorrà essere rinnovato, dovrà passare attraverso nuovi negoziati e una nuova discussione parlamentare“. “Non si tratta della disdetta del nuovo rinnovo previsto per il 2031 – chiarisce Vignarca – Al contrario, la sospensione incide subito e impedisce che un eventuale rinnovo possa essere fatto di nuovo sotto silenzio, obbligando il governo a passaggi pubblici”. A Franesco Vignarca abbiamo chiesto anche un commento dal punto di vista della Rete Italiana Pace e Disarmo: “dobbiamo essere seri nell’accogliere positivamente un cambio di posizione, perché non si può far finta che non ci sia stato e perché un impatto ce l’ha. Tuttavia, è chiaro che non basta, servono ulteriori passi concreti per dimostrare che non si tratta di una mossa di facciata”. Per la Rete Italiana Pace e Disarmo, riporta Vignarca nell’intervista, le iniziative concrete che il governo italiano può intraprendere consistono nel “confermare la volontà di uscire da questo accordo e non ri-negoziarlo e lavorare, insieme ad altri governi, all’attivazione dell’articolo 2 dell’accordo tra Unione Europea e Israele che prevede, in caso di mancato rispetto dei diritti umani, di bloccare anche questa intesa”. “Se davvero il governo italiano ha deciso di cambiare idea perché si è reso conto – tardivamente – della problematicità delle politiche di Israele – suggerisce Vignarca – allora non basta il pezzettino nazionale, bisogna fare la voce grosa, insieme a paesi che l’hanno già chiesto, a livello di Ue”. L’intervista di Radio Onda d’Urto a Francesco Vignarca della Rete Italiana Pace e Disarmo. Ascolta o scarica.
April 15, 2026
Radio Onda d`Urto
Vademecum sul surreale tweet di Crosetto
Vi racconto quanto accaduto, perché ha davvero del surreale e finisce per fornirci una diapositiva della tragica situazione – anzitutto cognitiva, e solo dopo politica – in cui ci troviamo. L’ambasciata iraniana in Italia riprende l’estremamente tardivo tweet del nostro ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel quale quest’ultimo parla di […] L'articolo Vademecum sul surreale tweet di Crosetto su Contropiano.
April 9, 2026
Contropiano
BASI MILITARI IN ITALIA, “DAL 1949 CIECA OBBEDIENZA AGLI ACCORDI SECRETATI CON GLI USA”. ANTONIO MAZZEO COMMENTA LE PAROLE DEL MINISTRO CROSETTO
Informativa del ministro della Difesa Crosetto oggi pomeriggio alla Camera sull’uso delle basi militari statunitensi in Italia, dopo il presunto stop a Sigonella per i caccia bombardieri statunitensi diretti in Iran. Crosetto rassicura: “rispettare accordi non vuol dire essere coinvolti in una guerra. Noi siamo parte della Nato, non siamo in guerra con l’Iran”, ha detto, senza menzionare i costi del riarmo italiano, in una fase di forte accelerazione. Il costo supera i 73 miliardi di euro, superando di circa quattro volte l’ultima legge di bilancio come ha sottolineato l’osservatorio Milex. Nel suo discorso alla Camera, Crosetto ha ribadito più volte che il suo governo sta agendo in perfetta continuità con i precedenti: “l’applicazione degli accordi sull’uso delle basi militari americane in Italia è sempre stata caratterizzata da un’assoluta, coerente continuità da oltre 75 anni. Nessun governo, di nessun colore politico ha mai disatteso, messo in discussione o anche solo ventilato l’ipotesi di non attuare i trattati internazionali fra Italia e Stati Uniti. Nessun governo, giustamente, ha mai messo in discussione questi accordi. Ne ha preso atto e li ha applicati”. Sul fronte Politica di Palazzo, giovedì sarà il turno della premier Meloni, che – dopo settimane di assenze e silenzi assordanti – si presenterà in Parlamento a seguito della debacle del No al referendum e le dimissioni di Santanchè, Delmastro e Bartolozzi e ora il caso Piantedosi. Abbiamo commentato le parole del ministro Crosetto con Antonio Mazzeo, ricercatore per la pace e autore del blog omonimo. Ascolta o scarica Nell’intervista abbiamo chiesto a Mazzeo una riflessione sulla presenza di basi militari statunitensi in Italia, ma anche di basi italiane in diverse zone del mondo. Una presenza che alcuni paesi ritengono ingombrante. Siamo anche ritornati sulla notizia del Ministro che aveva negato agli Stati Uniti l’uso della base di Sigonella ad alcuni bombardieri provenienti dalla Gran Bretagna. Il governo aveva rivendicato la decisione, sempre rimandando ai trattati semi segreti siglati con gli Stati Uniti a partire dagli anni successivi alla seconda guerra mondiale. Secondo questi, l’attività bellica dovrebbe essere autorizzata dal Parlamento. Eppure in seguito all’aggressione militare israelo-statunitense all’Iran, il traffico aereo dalle parti della base di Sigonella è aumentato. A margine dell’intervista, Antonio Mazzeo ci anticipa gli argomenti che affronterà nei tre incontri di questo finesettimana dei quali sarà protagonista a Bolzano, Verona e Brescia. “Carne da Cannone. Riarmo, militarizzazione, guerre e genocidi” è il titolo del triplo appuntamento: a Bolzano giovedì 9 aprile presso lo spazio autogestito 77, via Dalmazia 77, alle ore 20. A Verona, venerdì 10 aprile presso la sala conferenze Erminio Lucchi, dietro lo stadio, in piazzale Olimpia 3, alle ore 20.30. A Brescia, sabato 11 aprile presso l’aula magna dell’istituto Mantegna, via Fura 96, alle ore 15.30.    
April 7, 2026
Radio Onda d`Urto