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A Torre Annunziata è nato un comitato per liberare le istituzioni cittadine dalla camorra
A Torre Annunziata non sembra essere cambiato molto dagli anni ’80, quando il giornalista Giancarlo Siani venne ucciso per aver pubblicato una serie di inchieste che ricostruivano le dinamiche della camorra locale. Oggi come ieri è chi vi abita e lavora che prova a cambiare le cose agendo in prima persona, chiedendo l’appoggio delle istituzioni, della stampa e di tutto il Paese. Con il comune sciolto per mafia per la terza volta dal 1993, la seconda volta in 4 anni, un gruppo di cittadini si mette in gioco a partire da una verità semplice: «Torre Annunziata ha bisogno di aiuto». Le richieste principali sono due, precise e circostanziate. Il primo obiettivo del neonato comitato civico Commissari siamo noi, è quello di: «Chiedere con determinazione allo Stato e a tutte le istituzioni competenti di liberare il nostro territorio da quelle realtà criminali che, per decenni, hanno distrutto Torre Annunziata perseguendo illecitamente interessi personali, senza che sia mai stata trovata una soluzione definitiva al problema. Siamo, di fatto, un territorio occupato», scrivono i promotori. Il secondo è la richiesta di una fase straordinaria per Torre Annunziata, «che metta finalmente al centro l’interesse esclusivo della città». In attesa che le istituzioni riconsegnino la città ai cittadini onesti, il comitato chiede che, alle prossime elezioni amministrative, «nessuno presenti nessuna lista, in modo tale che il commissariamento di Torre Annunziata possa proseguire». «Nei 18 mesi di commissariamento l’idea è quella di dare ai cittadini degli spunti di riflessione relativamente alla corretta gestione dei beni pubblici, quindi in generale di tutto quanto è afferente la macchina amministrativa, e nel farlo noi proveremo ad avere dei testimonial d’eccezione», raccontano dal comitato a L’Indipendente. Il fine, è chiaro: «Lo Stato deve restituire Torre Annunziata ai suoi cittadini, liberare la città dall’assedio criminale-politico descritto nelle carte del recente scioglimento dell’Amministrazione Comunale». A Torre Annunziata lo scioglimento non nasce da un episodio isolato, ma dall’accumularsi di fragilità sistemiche che il decreto presidenziale ricostruisce quasi come una diagnosi clinica: cinque consiglieri già seduti nella consiliatura precedente, due nomi già segnalati come vicini al clan egemone fin dalla commissione d’accesso del 2013, 44 dipendenti comunali su 171 con precedenti di polizia o penali, una società partecipata per i rifiuti che convive con lavoratori legati alla camorra senza reagire, telecamere spente proprio nei quartieri più esposti, un immobile confiscato alla mafia riconvertito, di fatto, a uso commerciale invece che ad accoglienza sociale. È il quadro di quella che la relazione del Viminale chiama «legalità debole»: non un’amministrazione infiltrata da fuori, ma un apparato che, sedimentando negli anni le stesse facce, le stesse omissioni, gli stessi silenzi davanti alle irregolarità, ha finito per diventare permeabile dall’interno, al punto che, secondo gli inquirenti, alcuni amministratori avrebbero persino provato a rallentare gli sgomberi di immobili occupati abusivamente. Ecco perché, secondo il comitato, «la nostra città vive una condizione che non può più essere tollerata. Deve ritornare un luogo libero, dove a prevalere siano – nei fatti e non solo a parole – la legalità, la sicurezza e la dignità». E il paragone va proprio a Siani e alla bandiera di Fort Apache da dissotterrare, ricordando l’impegno civico che aveva portato all’omicidio del giornalista. «Solo liberando Torre Annunziata da ogni forma di condizionamento criminale», è la conclusione del comitato, «sarà possibile governarla per restituirle il prestigio che merita, nel rispetto della sua storia, della sua identità e della sua comunità. Per questo invitiamo tutta la cittadinanza ad accompagnarci in questo concreto e definitivo appello alle istituzioni nazionali». The post A Torre Annunziata è nato un comitato per liberare le istituzioni cittadine dalla camorra appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 7, 2026
L'INDIPENDENTE
Torre annunziata: commissariamento due obiettivi chiari
Torre Annunziata ha un estremo bisogno di aiuto. Il recente, ennesimo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose ha confermato come, dal 2013 a oggi, sulla città abbia pesato un’ombra costante che ha compromesso il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini. Un’ombra che abbiamo il dovere di scacciare per sempre dalle nostre teste, costi quel che costi. Rivolgiamo il nostro appello ai cittadini, alla magistratura, alle forze dell’ordine, agli organi di stampa e a tutte le istituzioni locali e nazionali affinché raccolgano questo grido di allarme e contribuiscano a un vero percorso di riscatto civico e sociale, restituendo finalmente la città ai suoi legittimi proprietari: i cittadini onesti. GLI OBIETTIVI Il comitato si presenta alla città con due obiettivi chiari e concreti. Primo obiettivo: chiedere con determinazione allo Stato e a tutte le istituzioni competenti di liberare il nostro territorio da quelle realtà criminali che, per decenni, hanno distrutto Torre Annunziata perseguendo illecitamente interessi personali, senza che sia mai stata trovata una soluzione definitiva al problema. Siamo, di fatto, un territorio occupato! Secondo obiettivo: chiediamo una fase straordinaria per Torre Annunziata, che metta finalmente al centro l’interesse esclusivo della città. In attesa che le istituzioni riconsegnino la città ai cittadini onesti, chiediamo che, alle prossime elezioni amministrative, nessuno presenti nessuna lista, in modo tale che il commissariamento di Torre Annunziata possa proseguire. Commissari siamo noi: noi cittadini. Lo Stato deve restituire Torre Annunziata ai suoi cittadini, liberare la città dall’assedio criminale-politico descritto nelle carte del recente scioglimento dell’Amministrazione Comunale. Oggi la nostra città vive una condizione che non può più essere tollerata. Deve ritornare un luogo libero, dove a prevalere siano – nei fatti e non solo a parole – la legalità, la sicurezza e la dignità. È il momento di dissotterrare la bandiera di “Fort Apache” e riconsegnarla alla città, affinché appartenga nuovamente ai cittadini onesti. Solo liberando Torre Annunziata da ogni forma di condizionamento criminale sarà possibile governarla per restituirle il prestigio che merita, nel rispetto della sua storia, della sua identità e della sua comunità. Per questo invitiamo tutta la cittadinanza ad accompagnarci in questo concreto e definitivo appello alle istituzioni nazionali. Torre Annunziata ha bisogno di tutti: voi e noi. È il momento di agire. Il Comitato Civico “Commissari Siamo Noi” Redazione Napoli
August 5, 2026
Pressenza