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L’inferno nucleare non viene escluso da Trump
Viviamo nell’epoca più pericolosa della storia umana, sospesi su un abisso nucleare più profondo della crisi dei missili di Cuba. Come ha denunciato con forza l’ex ispettore ONU Scott Ritter, «siamo più vicini a una guerra nucleare oggi che in qualsiasi altro momento dell’era nucleare». La retorica della deterrenza si è trasformata in una dottrina della guerra combattuta, una autostrada per l’inferno (Highway to Hell, titolo del saggio di Ritter) che Ritter descrive come una garanzia di estinzione: «Trump ha permesso alla postura nucleare statunitense di spostarsi dalla deterrenza alla guerra combattuta, garantiamo solo che alla fine ci sarà uno scenario di guerra che userà armi nucleari. E poi moriremo tutti». L’uso di anche una sola arma nucleare scatenerebbe una catastrofe irreversibile. Non esiste il concetto di “guerra nucleare limitata”: liberare il genio nucleare significa condannare l’umanità intera. Ritter è categorico: «il genio non tornerà nella bottiglia» fino a quando «almeno una città americana verrà cancellata» in una rappresaglia inevitabile. Le conseguenze immediate di un’esplosione – onda d’urto, calore inceneritore e radiazioni letali – sarebbero solo l’inizio di un inferno duraturo. I sopravvissuti, gli hibakusha, porterebbero i segni fisici e genetici di un crimine contro il futuro, con malformazioni e tumori che colpirebbero le generazioni non ancora nate. Oltre all’orrore immediato, la scienza conferma che un conflitto nucleare, anche “regionale”, provocherebbe un inverno nucleare devastante. Studi recenti indicano che l’uso di appena 100 testate oscurerebbe il sole, abbattendo le temperature globali e distruggendo l’agricoltura mondiale. Il risultato sarebbe una carestia globale che potrebbe uccidere fino a 5 miliardi di persone per fame, colpendo soprattutto le popolazioni dei paesi non belligeranti. E questa potrebbe essere la folle scommessa americana. Colpire prima per vincere. Tuttavia Ritter avverte che «ci vogliono solo 72 minuti» perché il mondo passi dall’esistenza alla distruzione totale o a una lenta agonia. Nonostante questo scenario apocalittico, le potenze nucleari continuano a modernizzare i loro arsenali mentre il trattato New START tra USA e Russia è scaduto nel febbraio 2026, lasciando il mondo senza i principali freni agli armamenti strategici. In questo vuoto normativo, il Trattato per la Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW) rappresenta l’unica bussola morale e giuridica, avendo raggiunto 75 stati ratificanti entro luglio 2026. Esso dichiara illegittima un’arma che non distingue tra civili e militari e il cui uso viola ogni principio umanitario. La scelta è netta e urgente, come ci ricorda Ritter: «È una scelta veramente esistenziale: armi nucleari o vita, perché sono incompatibili tra loro». Continuare a investire nella distruzione di massa mentre il pianeta affronta crisi climatiche reali è un’oscenità. Purtroppo ad aggravare la situazione ci sono cristiani ed ebrei messianici che aspirano all’apocalisse nucleare, perché credono che in questo modo si accelera l’arrivo del Messia. Nel frattempo gli Stati del Golfo chiedono a Trump di fermarsi, perché sono i primi a rischiare la distruzione. Non mi aspetto nulla dai governi, ma spero che il popolo americano dia un bel calcio nel culo a Trump, con le elezioni di midterm a Novembre. E i popoli europei dovrebbero ribellarsi alla sudditanza bloccando tutto per la pace e la nonviolenza globale. Ray Man
August 11, 2026
Pressenza
Bombe atomiche a Hiroshima e Nagasaki: l’81° anniversario in un momento cruciale
Alle cerimonie nelle due città giapponesi, il 6 agosto a Hiroshima e il 9 agosto a Nagasaki, fanno eco molteplici commemorazioni svolte in tutto il mondo, anche in Italia, dove oltre che nelle date della ricorrenza iniziative vengono realizzate anche alle consuete settimanali presenze e pratiche del silenzio per la pace svolte nel periodo dal 3 al 9 agosto. Con il ricordo delle vittime delle bombe atomiche, l’attenzione delle manifestazioni quest’anno si rivolge alle vittime delle guerre combattute nel presente e alle molteplici conseguenze provocate dai conflitti armati, in particolare all’impatto ambientale delle esplosioni e delle devastazioni, e alle minacce incombenti per effetto della ‘corsa’ al riarmo. Nell’81° anniversario del bombardamento di Hiroshima e Nagasaki sono in programma presidi davanti alle basi militari USA di Longare e Aviano, un incontro alle panchine gialle nel Parco Giulio Regeni a Fiumicello Villa Vicentina, una marcia a Brescia, serate di incontri, convivialità e concerti a Casalecchio di Reno e di riflessioni, letture, canti e meditazioni a Torino, una rassegna di eventi a Dolo, Mira, Mirano e Spinea, la Vigil for Peace che coinvolge i partecipanti a Roma e, contemporaneamente, in Giappone e a New York,… e le attività svolte dai praticanti la presenza e il silenzio per la pace in alcuni raduni settimanali. Intorno agli hibakujumoku, gli alberi emblematici dei sopravvissuti alle bombe atomiche, sono proposte iniziative * giovedì 6 a Casale Monferrato – Giardino Urban 2 dalle 18:30; * venerdì 7 a Comerio – Parco di Villa Tatti Talacchini dalle 18; * domenica 9 a Casalecchio di Reno – Casa per la Pace “La Filanda” dalle 19. Il mondo è in guerra, la terra è in fiamme! Basta!! Cessate il fuoco!!! – La commemorazione delle vittime delle bombe atomiche a Hiroshima e Nagasaki e dei conflitti armati combattuti nel presente e la protesta contro la guerra, contro le stragi di innocenti e i genocidi, contro le devastazioni e gli ecocidi e contro il riarmo che fomenta la follia bellica, le cui micidiali ripercussioni sono particolarmente efferate nei paesi europei e mediterranei perché l’aumento delle temperature di atmosfera e mari in questa parte del mondo è più intenso e rapido che in altre del pianeta, vengono espresse durante alcune settimanali presenze e ore e mezz’ore di silenzio per la pace ‘a calendario’ dal 3 al 9 agosto: * lunedì a SESTRI LEVANTE, davanti alla Basilica dalle 19 alle 20; * mercoledì a GENOVA, in piazza De Ferrari dalle 18 alle 19; * giovedì a MILANO, in via Mercanti, dalle 18:30 alle 19; * venerdì a VARESE – piazza Monte Grappa dalle 18 alle 19; * sabato – dalle 9 alle 10 a LIVORNO (piazza Grande), dalle 11 alle 12 a TORINO (piazza Carignano) e TREZZO SULL’ADDA (piazza Gorizia), nella mattinata a SARTIRANA LOMELLINA, SONDRIO e VOGHERA e nel pomeriggio a CORMANO (via Edison). Inoltre, come dal 1987 ogni domenica mattina e ogni 6 e 9 agosto, a Longare (VI) i gruppi pacifisti locali si radunano davanti ai cancelli della ex-base AFI Pluto, ora sede di una Task-Force USA: giovedì prossimo al presidio, che comincia alle 8 e prosegue fino alle 11:30, le vittime della bomba atomica lanciata su Hiroshima saranno commemorate con 15 minuti silenzio dalle 8:15 alle 8:30; domenica il concentramento inizia alle 8:30 e la commemorazione delle vittime di Nagasaki si svolge con 15 minuti di silenzio dalle 11 alle 11:15. Domenica 9 agosto davanti alla base USAF di Aviano (PN) dalle 10 si svolge la manifestazione promossa da numerose associazioni che, denunciando come la corsa agli armamenti aumenti l’insicurezza, sottragga risorse al welfare e alla lotta al riscaldamento globale e alimenti i conflitti, a partire dalla tragedia del popolo palestinese, rilancerà la campagna per la raccolta di firme sulla proposta di legge popolare per una difesa civile non armata e nonviolenta e, in vista di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027, proporrà una riflessione sul significato della cultura ricordando le parole di Ernesto Balducci: « Gli uomini del futuro o saranno uomini di pace o non saranno» (informazioni). Nella giornata di giovedì 6 agosto * al pomeriggio a Brescia sfila il corteo, che parte alle 18:30 da Largo Formentone, in cui i partecipanti marciano in silenzio e in fila indiana vestiti di bianco, in Giappone il colore del lutto, e sostano davanti alla Prefettura per sollecitare la ratifica del TPNW (Trattato per la Proibizione delle Armi Nucleari); * nella serata a Torino dalle 21 alle 23 in piazza Carignano, per iniziativa promossa dal Coordinamento AGiTe è proposto il programma di riflessioni, letture, canti e meditazioni sul tema “Mai più Hiroshima e Nagasaki” intorno al simbolo della pace. Nella giornata di domenica 9 agosto * nella mattinata a Roma è in programma l’iniziativa promossa dall’Associazione Terra e Pace, che si svolgerà al Pantheon alle 9; * nella serata a Casalecchio di Reno (BO) alla Casa per la Pace ‘La Filanda’ dalle 19 in poi è proposta l’iniziativa intitolata “NO alle armi e tanto meno a quelle nucleari” a cui, dopo gli interventi di Lisa Clark (ICAN), Dario Puccetti (Pax Christi) e Maurizio Sgarzi (Associazione Percorsi di Pace) e la commemorazione delle vittime delle bombe atomiche introno allo hibakujumoku, i partecipanti ceneranno in convivialità e ascoltando musica e poesie. Dal 2022 la Comunità di Sant’Egidio e l’Arcidiocesi di Hiroshima, in collaborazione con il Movimento dei Focolari organizzano la Vigil for Peace che unisce il mondo in preghiera per chiedere la fine dei conflitti e delle guerre e il rifiuto delle armi atomiche. I ‘centri’ dell’iniziativa sono la cripta della Cattedrale dell’Assunzione di Maria a Hiroshima, la Cappella dei Sacri Cuori di Gesù e Maria a New York e la Basilica di Santa Maria in Trastevere a Roma, aperte a tutti, per la preghiera e l’accoglienza, dal 6 al 9 agosto. Nelle date dal 5 al 9 agosto il ciclo intitolato “Per un mondo libero dalle armi nucleari propone una rassegna di eventi svolti in quattro città della provincia di Venezia: * mercoledì a Spinea – “Per un mondo libero da armi nucleari SII SPERANZA”, intervento di Michele Leonardi della Fondazione Be The Hope (Biblioteca comunale, via Roma 265) alle 18.00; * giovedì a Mirano – Alla mattina, alle 8:15, davanti al Municipio (piazza Martiri) raduno per l’ascolto dei 43 rintocchi di campana, che scandiranno i 43 secondi intercorsi dallo sgancio della prima bomba atomica sulla città di Hiroshima alla sua esplosione, e a seguire corteo fino al Parco Rabin, dove verranno recitate alcune letture, e al pomeriggio alle 18 a Villa XXV Aprile inaugurazione della mostra “Pioggia nera” (in esposizione da venerdì 7 a domenica 9 e da sabato 22 fino a mercoledì 26 agosto); alle 18:30 flashmob “Passi di memoria” a cura dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e alle 19:30 incontro “Porzione di comunità. 6 agosto 1945: 45 secondi, poi nulla” al rifugio climatico del Centro civico Masenello (via Paganini 2b); * venerdì a Dolo – flashmob “Passi di memoria”, a cura dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (piazza Cantiere, isola Bassa alle 19); * domenica a Mira – alle 20:30 passeggiata da piazza San Nicolò a piazza Nove Martiri, alle 21:30 flashmob “Passi di memoria” a cura dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e posa delle lanterne sulla Riviera del Brenta. Redazione Italia
August 3, 2026
Pressenza