Tag - mensile n.17

Il fronte dei corpi: la violenza sessuale come arma di guerra
Il graffito recita più o meno così: «Figli di puttana, siamo venuti qui per fottervi, voi e le vostre madri, puttane. Brutti arabi vi bruceremo vivi, cani che non siete altro!». È stato ritrovato sul muro di un centro di accoglienza per donne, a Gaza, dopo il passaggio di una squadra dell’IDF. Un altro, ritrovato tra le rovine di Beit Lahia, recita: «Vuole forse trasformare nostra sorella in una prostituta? 9208 riporta l’onore agli israeliani». Il riferimento a una vicenda biblica, tratto dal libro della Genesi, si sovrappone a quanto accaduto il 7 ottobre e agli ipotetici stupri commessi dai... Questo è un articolo di approfondimento riservato ai nostri abbonati. Scegli l'abbonamento che preferisci (al costo di un caffè la settimana) e prosegui con la lettura dell'articolo. Se sei già abbonato effettua l'accesso qui sotto o utilizza il pulsante "accedi" in alto a destra. ABBONATI / SOSTIENI L'Indipendente non ha alcuna pubblicità né riceve alcun contributo pubblico. E nemmeno alcun contatto con partiti politici. Esiste solo grazie ai suoi abbonati. Solo così possiamo garantire ai nostri lettori un'informazione veramente libera, imparziale ma soprattutto senza padroni. Grazie se vorrai aiutarci in questo progetto ambizioso. The post Il fronte dei corpi: la violenza sessuale come arma di guerra appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 19, 2026
L'INDIPENDENTE
Tra gli attori del Freedom Theatre, dove la resistenza palestinese è arte popolare
Jenin è una città riconosciuta in tutta la Palestina per essere luogo di resistenza e lotta. Simbolo dell’Intifada del 2002, è sempre stata in prima linea contro l’occupazione israeliana. Dal 1967 a oggi Jenin è entrata nelle canzoni e nelle poesie palestinesi che parlano di resilienza, di sumud, di un’instancabile forza nel lottare per la liberazione palestinese.  È tornata alle cronache internazionali negli ultimi anni, quando Israele ha iniziato una violenta campagna militare contro la piccola cittadina del nord e il suo campo profughi, soprannominato la “culla” della resistenza armata pale... Questo è un articolo di approfondimento riservato ai nostri abbonati. Scegli l'abbonamento che preferisci (al costo di un caffè la settimana) e prosegui con la lettura dell'articolo. Se sei già abbonato effettua l'accesso qui sotto o utilizza il pulsante "accedi" in alto a destra. ABBONATI / SOSTIENI L'Indipendente non ha alcuna pubblicità né riceve alcun contributo pubblico. E nemmeno alcun contatto con partiti politici. Esiste solo grazie ai suoi abbonati. Solo così possiamo garantire ai nostri lettori un'informazione veramente libera, imparziale ma soprattutto senza padroni. Grazie se vorrai aiutarci in questo progetto ambizioso. The post Tra gli attori del Freedom Theatre, dove la resistenza palestinese è arte popolare appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 13, 2026
L'INDIPENDENTE
Il cemento, i vermi e la paura di essere felici
Tre dischi, tre modi diversi di raccontare lo stesso malessere. Gli Idles lo hanno preso a testate, i Viagra Boys ci hanno riso sopra, gli Yard Act provano a conviverci senza smettere di cercare una via d’uscita. In meno di dieci anni, tra Bristol, Stoccolma e Leeds, il post-punk è tornato a essere una lingua comune: prima rabbiosa, poi grottesca, infine quasi ottimista. Brutalism, Street Worms e You’re Gonna Need a Little Music raccontano anche questo passaggio di testimone. 1. IDLES – BRUTALISM Alla fine della Seconda guerra mondiale il brutalismo, in Inghilterra, era lo stile architettonico di chi non aveva i soldi per le decorazioni. La bruttezza spacciata per onestà. Gli Idles nel 2017 rubano il nome per il loro disco d’esordio, con la grazia di chi fa un trasloco mentre piange. Ne avevano tutte le ragioni. Durante le registrazioni muore la madre del cantante Joe Talbot, dopo una lunga malattia, e finisce in copertina con una scultura costruita dal figlio col padre. Un oggetto che vuole somigliare a un edificio brutalista ma che, a guardarlo bene, è soprattutto una lapide travestita da arte contemporanea. Il disco non chiede scusa a nessuno e apre, a colpi di basso distorto, una nuova strada per il postpunk, che da quel momento in poi comincia a vivere una seconda giovinezza nel Regno Unito. Per festeggiare il successo, gli Idles pressano cento copie del vinile con dentro le ceneri della madre di Talbot. Un’idea che altrove suonerebbe da reality show dell’orrore, e che invece, nei sobborghi proletari di Bristol, sembra quasi normale. Lo scorso giugno, quasi un decennio dopo, gli Idles si sono ritrovati sul palco del Primavera Sound a Porto, circondati da metà della scena che quel disco aveva contribuito a far nascere. Il cemento, alla fine, ha tenuto meglio del previsto. 2. VIAGRA BOYS – STREET WORMS Quasi tutti i membri dei Viagra Boys sono cresciuti in Svezia, uno dei Paesi con il welfare più solido d’Europa. Il cantante, Sebastian Murphy, no. È nato in California e si è trasferito a Stoccolma a diciassette anni per vivere da una zia. È l’unico americano in un gruppo svedese, ed è anche la voce che racconta le cose messe peggio. Il loro disco d’esordio, Street Worms, esce nel 2018, un anno dopo Brutalism degli Idles. Prende di mira lo stesso bersaglio, la mascolinità, ma con un’arma diversa. Non la rabbia, ma la presa in giro. Sports, il primo singolo, elenca sport a caso con un tono così piatto da suonare come una pubblicità fallita, mentre sax e batteria intorno sembrano una rissa da bar filmata al contrario. Worms chiude il discorso con un’immagine semplice: i vermi che mangeranno te, mangeranno anche il bulletto da palestra, il populista di turno, chiunque. Non c’è happy end, ma nemmeno la pretesa di trovarlo. Anche i Viagra Boys, quest’estate, sono saliti sul palco del Primavera Sound a Porto, non lontano da dove gli Idles avevano aperto la strada. Il welfare, in fondo, qualcosa lo distribuisce sempre. Anche solo un palco condiviso. 3. YARD ACT – YOU’RE GONNA NEED A LITTLE MUSIC Cherofobia è la paura di essere felici, la convinzione che alla gioia debba sempre seguire una disgrazia. È un termine clinico, perfetto per il post-punk britannico, genere che racconta il disastro e si concede comunque un ultimo accordo di speranza. Gli Yard Act questa tensione l’hanno messa addirittura in un titolo, Cherophobe Rock, traccia del loro terzo album, in uscita il 17 luglio, come se da Leeds avessero deciso di scrivere la propria nevrosi sul frontespizio. Il primo singolo, Redeemer, va in una direzione più cupa del solito. Basso ipnotico e chitarre sporche accompagnano James Smith, che canta di una figura salvifica rivelatasi fonte di rovina. Abbastanza lontani dall’ironia degli esordi. Alla produzione, divisa tra Los Angeles e l’Inghilterra, c’è Justin Meldal Johnsen, bassista dei Nine Inch Nails. E si sente. Il disco, a giudicare dai primi assaggi, mantiene comunque il marchio di fabbrica della band: un ottimismo ostinato che arriva sempre in fondo. Anche loro erano sul palco di Primavera Sound a Porto, nello stesso cartellone di Idles e Viagra Boys. Sono i più giovani del trio, quelli che raccolgono il testimone. Magari con un po’ di cherofobia, ma senza lasciarlo cadere. Questa è Ipertraccia. Rubrica domenicale che parla di musica. Se vi piace consigliatela ai vostri amici. Se non vi piace consigliatela ai vostri nemici. Se volete scriverci fatelo a musica@lindipendente.online The post Il cemento, i vermi e la paura di essere felici appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 9, 2026
L'INDIPENDENTE
“Così i capitali israeliani divorano le nostre terre”: intervista a un agricoltore di Biella
Andrea Maggi gestisce un’azienda agricola storica a cavallo tra le province di Biella e Vercelli: 116 ettari accorpati di riso DOP, con una cascina le cui origini risalgono al XVII secolo. Oggi, la sua terra e il suo lavoro rischiano di essere cancellati dall’esproprio per fare spazio a una gigantesca stazione elettrica, snodo nevralgico per decine di mega-impianti fotovoltaici. Un business in cui i capitali stranieri, in primis israeliani, stanno giocando un ruolo da padroni. Lo abbiamo intervistato.  Come ha scoperto che i suoi terreni, coltivati a riso DOP, erano finiti nel mirino di questi... Questo è un articolo di approfondimento riservato ai nostri abbonati. Scegli l'abbonamento che preferisci (al costo di un caffè la settimana) e prosegui con la lettura dell'articolo. Se sei già abbonato effettua l'accesso qui sotto o utilizza il pulsante "accedi" in alto a destra. ABBONATI / SOSTIENI L'Indipendente non ha alcuna pubblicità né riceve alcun contributo pubblico. E nemmeno alcun contatto con partiti politici. Esiste solo grazie ai suoi abbonati. Solo così possiamo garantire ai nostri lettori un'informazione veramente libera, imparziale ma soprattutto senza padroni. Grazie se vorrai aiutarci in questo progetto ambizioso. The post “Così i capitali israeliani divorano le nostre terre”: intervista a un agricoltore di Biella appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 4, 2026
L'INDIPENDENTE
Taser: l’oscuro bilancio sulla pistola elettrica in dotazione alla polizia
Per ora sono già sette i decessi dal 2022 in Italia, di cui quattro nel solo 2025, causati dall’uso del taser, la pistola a dardi elettrici introdotta nel nostro Paese tra le armi in dotazione delle forze dell’ordine in maniera effettiva nel marzo 2022 dopo un lungo iter amministrativo. Un numero così alto di casi ha sollevato ancora una volta, verrebbe da dire, i dubbi sulla pericolosità letale dell’arma elettrica. In uno studio accurato realizzato dall’associazione Antigone, sono state ripercorse le tappe accidentate dell’introduzione del dispositivo, frettolosamente approvato dai governi di... Questo è un articolo di approfondimento riservato ai nostri abbonati. Scegli l'abbonamento che preferisci (al costo di un caffè la settimana) e prosegui con la lettura dell'articolo. Se sei già abbonato effettua l'accesso qui sotto o utilizza il pulsante "accedi" in alto a destra. ABBONATI / SOSTIENI L'Indipendente non ha alcuna pubblicità né riceve alcun contributo pubblico. E nemmeno alcun contatto con partiti politici. Esiste solo grazie ai suoi abbonati. Solo così possiamo garantire ai nostri lettori un'informazione veramente libera, imparziale ma soprattutto senza padroni. Grazie se vorrai aiutarci in questo progetto ambizioso. The post Taser: l’oscuro bilancio sulla pistola elettrica in dotazione alla polizia appeared first on L'INDIPENDENTE.
July 31, 2026
L'INDIPENDENTE