Un migliaio di migranti hanno raggiunto l’exclave spagnola di Ceuta a nuotoFiumi di persone migranti hanno attraversato il confine tra il Marocco e
l’exclave spagnola di Ceuta. Le immagini diffuse in queste ore mostrano
centinaia di persone mentre scavalcano le recinzioni di frontiera, attraversano
il tratto di mare a nuoto o si arrampicano sulle scogliere. Le prime stime
parlano di almeno 1.500 ingressi, ma il numero potrebbe essere ancora più
elevato, tanto che i quotidiani spagnoli parlano di decine di migliaia di
ingressi. Il flusso è proseguito per diverse ore, trasformandosi rapidamente in
un caso politico nazionale e internazionale. Il premier Pedro Sánchez ha inviato
rinforzi militari per gestire la situazione, mentre le opposizioni hanno
accusato il governo di favorire l’immigrazione irregolare, arrivando a parlare
di una strategia di autosabotaggio perseguita a fini elettorali. Il caso è
arrivato anche in Italia, dove la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha
dichiarato di stare valutando una sospensione di Schengen nei confronti della
Spagna, nonostante l’Italia non condivida alcun confine né con il Paese iberico
né con il Marocco.
Il massiccio flusso migratorio che ha investito la città spagnola di Ceuta è
iniziato ieri attorno a mezzogiorno. Gli attraversamenti sono proseguiti per
ore, sotto gli occhi delle autorità di frontiera spagnole e marocchine, che non
sono riuscite a contenere il numero di persone dirette verso l’enclave,
lasciandole passare. Madrid ha assicurato di essere in contatto con le autorità
marocchine per organizzare i rimpatri e, nel corso del pomeriggio, mentre gli
ingressi continuavano, ha schierato militari e mezzi pesanti per rafforzare il
controllo del confine. Non è ancora chiaro quante persone siano riuscite a
entrare a Ceuta, ma almeno 18 sarebbero morte nel tentativo di attraversare la
frontiera. Le stime oscillano tra una prima valutazione di circa 1.500 persone e
ipotesi di oltre 20.000 ingressi, riportate dal quotidiano spagnolo El Mundo. In
assenza di dati ufficiali, non è ancora possibile stabilire con certezza quante
persone siano riuscite ad attraversare la frontiera.
Ceuta è una città spagnola situata sulla costa nordafricana e circondata dal
territorio marocchino. Proprio perché costituisce un’enclave dell’Unione europea
nel continente africano, è spesso teatro di tentativi di attraversamento del
confine. È raro, tuttavia, che in un solo giorno riescano a entrare così tante
persone. L’ultima volta accadde nel 2021, in una vicenda che provocò una grave
crisi diplomatica tra Spagna e Marocco. In quel periodo Madrid aveva accolto in
un ospedale di Logroño Brahim Ghali, leader del Fronte Polisario, il movimento
indipendentista sahrawi attivo nel Sahara Occidentale, territorio rivendicato
dal Marocco. Nel maggio di quell’anno circa 8.000 persone attraversarono il
confine e il governo spagnolo accusò Rabat di aver allentato deliberatamente i
controlli per esercitare pressioni diplomatiche. La crisi rientrò nei mesi
successivi e, nel 2022, la Spagna abbandonò la propria tradizionale posizione di
neutralità sul Sahara Occidentale, sostenendo il piano marocchino di autonomia
per il territorio.
Non è noto che cosa abbia spinto, questa volta, così tante persone a tentare di
attraversare il confine tra il Marocco e Ceuta. Il ministro dell’Interno
spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, ha interpretato l’accaduto come un tentativo
delle reti di trafficanti di esseri umani di sfruttare una recente sentenza
della Corte Suprema per favorire l’ingresso di migranti irregolari. Con tale
decisione, la Corte ha stabilito che le persone intercettate mentre tentano di
raggiungere via mare Ceuta o Melilla non possono essere immediatamente
rimpatriate. Il leader del partito di destra Vox, Santiago Abascal, ha invece
attaccato il premier Pedro Sánchez, accusandolo di favorire l’ingresso non di
migranti ma di «militari addestrati» per fini elettorali e di essere colluso con
la mafia. La vicenda ha assunto rapidamente una dimensione internazionale. Anche
la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta sul tema, evocando la
possibilità di sospendere Schengen nei confronti della Spagna, cioè il sistema
che garantisce la libera circolazione all’interno di gran parte dell’Unione
europea. La proposta ha soprattutto un valore politico, dal momento che Italia e
Spagna non condividono alcuna frontiera terrestre. Le dichiarazioni di Meloni
hanno innescato uno scontro diplomatico, con il ministro degli Esteri spagnolo
che ha convocato l’ambasciatore italiano per avviare una contestazione formale.
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