EX ILVA: SOSPESE TUTTE LE ATTIVITÀ PRODUTTIVE E CASSA INTEGRAZIONE PER 10MILA OPERAI. “ORA SI VA ALLA LOTTA”
Sono 10 mila i lavoratori e le lavoratrici costretti in cassa integrazione fino
al 30 giugno 2027. Ad annunciarlo Acciaierie d’Italia Spa in amministrazione
straordinaria dopo l’incontro di ieri a Palazzo Chigi con il governo: a partire
da oggi, venerdì, sono sospese tutte le attività produttive dell’area a caldo
dello Stabilimento Ex Ilva di Taranto e tutti gli impianti italiani. Cioè Genova
(nel quartiere di Cornigliano), Novi Ligure (in provincia di Alessandria) e
Racconigi (Cuneo).
Acciaierie d’Italia ha annunciato lo stop a una decina di giorni dalla decisione
definitiva della Cassazione sullo spegnimento dell’area a caldo di Taranto per
aver inquinato mezza città. Il governo annuncia nel prossimo Cdm un
decreto-legge che contenga le tutele sociali per i lavoratori e che punti a una
Cassa integrazione non per chiusura attività, ma in una prospettiva di
continuità. Si cerca quindi l’ennesimo operatore privato, dopo averne già
provati svariati negli ultimi anni, senza alcuna soluzione, se non girare soldi
pubblici ai colossi dell’acciaio.
Sciopero per tutte le sedi ex Ilva lunedì. “Nessun piano industriale, i
lavoratori non accettano di pagare loro scelte non fatte dalla politica. E
quindi si va alla lotta”, fa sapere ai microfoni di Radio Onda d’Urto Stefano
Bonazzi, segretario generale della Fiom di Genova. Ascolta o scarica.