Tag - lea

“DA ITALIANI ED EBREI DICIAMO NO A DDL 1004” E DEFINIZIONE IHRA: “STRUMENTALIZZANO L’ANTISEMITISMO PER FINI POLITICI”
“Da italiani e da ebrei diciamo no al Ddl antisemitismo” è il titolo di un appello pubblicato sul quotidiano Il Manifesto, da un gruppo di associazioni e personalità ebraiche italiane in vista del voto alla Camera, fissato per venerdì, del Ddl 1004. Il cosiddetto Ddl antisemitismo equipara a quest’odiosa accusa razzista ogni critica a Israele e al sionismo e si “presta alla strumentazione per fini politici”. Il Pd, dopo un lungo dibattito, si schiera per il no, mentre la destra invoca le parole della senatrice Segre, tra i principali sponsor del provvedimento, a cui si oppone un folto gruppo di associazioni e singoli cittadini italiani di origini ebraiche, attraverso la lettera aperta “Da italiani e da ebrei diciamo no al Ddl antisemitismo”. Abbiamo intervistato David, del Laboratorio Ebraico Antirazzista – LƏA – prima organizzazione firmataria dell’appello pubblicato da Il Manifesto. Ascolta o scarica
September 28, 2026
Radio Onda d`Urto
Tempi lunghi e disorientamento sanitario nella diagnosi di fibromialgia
Conosciuta anche come sindrome fibromialgica o sindrome di Atlante, la fibromialgia è una patologia reumatica extra-articolare, riconosciuta dall’OMS nel 1992, caratterizzata non solo da dolore muscolo-scheletrico diffuso, ma anche da profondo affaticamento e da numerose altre manifestazioni cliniche a carico di diversi organi e apparati. La malattia ha comunque una prognosi benigna, ossia non è degenerativa o fatale. In Italia ha un’incidenza fra il 2% e il 4% della popolazione e colpisce principalmente le donne in età fertile e lavorativa. Il sintomo principale è un dolore cronico, causato da una sorta di tensione muscolare, che può essere localizzato (le sedi più frequenti sono il collo, le spalle, la schiena e le gambe) o diffuso in tutto il corpo, e che può diventare così intenso da impedire le normali attività quotidiane, con ripercussioni negative sul lavoro, la vita familiare e i rapporti sociali. Fra i numerosi altri sintomi sono presenti affaticamento, astenia, rigidità, sensazione di gonfiore, parestesie, tachicardia, disturbi del sonno, mal di testa e dolore facciale. Si riscontrano spesso anche disturbi cognitivi, gastrointestinali, urinari e della sensibilità (vista, udito e tatto), dismenorrea, vaginismo, alterazioni dell’equilibrio e della temperatura corporea, allergie, intolleranze e sintomi a carico degli arti inferiori (la cosiddetta “sindrome delle gambe senza riposo”). Molte persone raccontano di manifestazioni ansiose o depressive, a volte con attacchi di panico. Questo ha fatto sì che in passato la fibromialgia venisse considerata come un processo di somatizzazione, e purtroppo, ancora oggi, molti medici sono legati a questa definizione ormai superata. Diversi studi hanno dimostrato inequivocabilmente che gli eventuali sintomi depressivi o ansiosi sono un effetto, piuttosto che una causa, della malattia. Il paziente con fibromialgia, prima di approdare a una diagnosi, si trova a dover consultare diversi specialisti (neurologo, ortopedico, infettivologo, psichiatra, reumatologo), per mesi o addirittura per anni, e spesso si sente attribuire la definizione di “malato immaginario”. Le cause e i meccanismi di questa sindrome non sono ancora del tutto chiari, ma i criteri diagnostici sono ormai condivisi a livello internazionale. Il trattamento della fibromialgia si basa su un doppio approccio totalmente personalizzato, che comprende farmaci, un approccio non farmacologico e un intervento educazionale e di supporto al paziente. Gli esperti della Società Italiana di Reumatologia – SIR, hanno redatto un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) per la fibromialgia: https://www.osservatoriomalattierare.it/fibromialgia/17906-fibromialgia-un-pdta-italiano-esiste-ma-ancora-non-viene-applicato-a-livello-nazionale. Qualche settimana fa alla Camera dei Deputati sono stati presentati i risultati di una survey promossa da CFU-Italia (https://www.cfuitalia.it/) con Fondazione ISAL (https://fondazioneisal.it/) su sintomi, cure, qualità della vita e impatto della malattia. Si tratta di una delle più ampie indagini mai realizzate in Italia sulla fibromialgia, con il coinvolgimento di oltre 6.200 persone che da tutte le regioni d’Italia hanno volontariamente e in forma anonima compilato e restituito altrettanti questionari. La survey ha esplorato alcune caratteristiche socio-demografiche e cliniche, sintomi della fibromialgia attraverso questionari validati, trattamenti farmacologici e non farmacologici, efficacia percepita delle cure, stili di vita e impatto della malattia sui principali ambiti della quotidianità. Nella raccolta dei dati si sono presi a riferimento i criteri diagnostici dell’American College of Rheumatology del 2016, oggi il principale riferimento internazionale per la classificazione della fibromialgia. Su 6200 questionari ne sono stati selezionati 6.022, provenienti da tutte le regioni d’Italia, riferiti a persone con diagnosi autoriferita di fibromialgia. L’età media dei partecipanti è di 52 anni, il 90% è rappresentata da donne. Una persona su due convive con il dolore cronico da oltre dieci anni. Il 35% ha ricevuto la diagnosi entro 3 anni dall’insorgenza dei sintomi. Il 50% ha riscontrato pareri medici contrastanti, il che conferma la necessità della formazione dei professionisti. Il 70% rientra nelle categorie di gravità severa o molto severa. I sintomi percepiti come più gravosi sono risultati il dolore, la stanchezza persistente, i disturbi del sonno, la rigidità muscolare e la dolorabilità diffusa. Le aree maggiormente interessate sono il tratto cervicale, dorsale e lombare della colonna vertebrale, segnalate da più dell’80% dei partecipanti, ma il dolore è apparso ampiamente diffuso in tutto il corpo, coinvolgendo frequentemente spalle, anche e nel 60% dei casi arti inferiori. L’81% utilizza farmaci per il controllo del dolore, il 26.5% la cannabis e oltre la metà ricorre anche ad approcci non farmacologici come fisioterapia, attività fisica adattata o supporto psicologico. Tuttavia, l’efficacia percepita di questi interventi è risultata mediamente moderata, segnalando come molte persone continuino a convivere con un importante carico sintomatologico nonostante le cure. L’ambito maggiormente compromesso è risultato quello lavorativo, ma punteggi molto elevati sono stati registrati anche nella vita sociale, familiare e affettiva. La presentazione dei dati della ricerca è stata anche l’occasione per rinnovare il monito a inserire la fibromialgia nei LEA e ad approvare una legge: il DDL S. 601, Disposizioni in favore delle persone affette da fibromialgia o sindrome fibromialgica, presentato al Senato il 15 marzo 2023 e assegnato alla 10ª Commissione permanente il 30 marzo 2023, è fermo senza che l’esame abbia preso avvio. Il disegno di legge prevede espressamente il riconoscimento della fibromialgia come malattia invalidante. Qui per approfondire: https://fondazioneisal.it/fibromialgia/alla-camera-dei-deputati-presentata-la-piu-ampia-indagine-italiana-sulla-fibromialgia-consegnate-oltre-13-000-nuove-firme-per-il-riconoscimento-della-patologia/. Giovanni Caprio
July 28, 2026
Pressenza