Tag - licenziamenti

Electrolux. Usb: Stop alla delocalizzazione, ritirare i licenziamenti. Incontro al ministero
Martedi 21 luglio, presso il MIMIT, si è svolto il tavolo nazionale sulla crisi Electrolux, alla presenza del Ministro Urso, delle rappresentanze di tutte le Regioni interessate dalla vertenza, dei sindaci dei territori coinvolti e delle organizzazioni sindacali. Il Ministro Urso ha aperto il confronto valorizzando il lavoro svolto nei […] L'articolo Electrolux. Usb: Stop alla delocalizzazione, ritirare i licenziamenti. Incontro al ministero su Contropiano.
July 22, 2026
Contropiano
Jesi, il sogno di Amazon è subito un incubo. Licenziati dopo nove giorni
Non è bastato come antidoto per mitigare le modalità e gli effetti del capitalismo feroce statunitense il fatto che il Sindaco e la Giunta comunale di Jesi avessero intitolato a Gemma Perchi, storica filandaia e sindacalista jesina, la strada di accesso al nuovo polo logistico di Amazon. C’è un misto di delusione, sorpresa e amarezza tra i numerosi neoassunti Amazon di Jesi che, preso servizio il 6 luglio scorso all’inaugurazione dell’attività lavorativa del colosso della logistica (dopo un corso formativo full time di qualche giorno di Adecco e conseguente reclutamento), hanno visto morire all’alba quel sogno di un lavoro a tempo indeterminato, così come sempre annunciato dalla multinazionale di Jeff Bezos e garantito bipartisan da tutta la politica regionale. “Mille posti di lavoro a tempo indeterminato in tre anni”, questo il mantra degli ultimi cinque anni a Jesi e nelle Marche. “Io e un altro ragazzo siamo andati a lavorare per il turno della mattina e abbiamo visto che Marta (nome di fantasia ndr) non poteva oltrepassare i tornelli; non è stata per nulla una bella cosa.”  E’ solo una delle numerose testimonianze raccolte tra queste persone che, incredule, sono venute a conoscenza, in via del tutto esperienziale, senza alcun preavviso e nessuna motivazione, che erano state dimesse a seguito del mancato rinnovo contrattuale al termine del periodo di prova previsto dal CCNL. “L’ho scoperto oggi per caso – racconta un’altra persona – non ho ricevuto nessuna comunicazione scritta, sono entrata, non mi funzionava il badge e la security mi ha detto che dovevo parlare con Adecco. Poi mi è arrivata la comunicazione che non ho superato il periodo di prova. Non mi sono fermata mai, ho stoccato fino all’ultimo secondo.” Vanno troppo lente, raccontano queste persone di diverse età, secondo i tempi e gli algoritmi di Amazon e quindi di conseguenza, di loro si fa subito a meno. “Ho ricevuto una chiamata da Adecco – ricostruisce Vincenzo (nome di fantasia, ndr) che mi ha comunicato che non avevo superato il periodo di prova di 9 giorni. E’ una comunicazione ufficiale data da Amazon ad Adecco, senza darmi nessun motivo in merito. Eppure lunedì pomeriggio ho ricevuto i complimenti del nostro team manager. Mi sento veramente preso per il culo, ho fatto mansioni che non potevo svolgere, senza attrezzature tipo scarpe antinfortunistiche. Resto allibito! Non posso neanche presentarmi da Amazon domani per ritirare i miei effetti personali lasciati nell’armadietto, incredibile. Ci siamo comportati bene, abbiamo lavorato sodo senza fermarci un secondo. Ci può stare che non ho superato la prova, ma una motivazione la devo avere; è una questione di rispetto, di educazione”. “Chi entra a Jesi oggi – aveva dichiarato il 6 luglio Lorenzo Barbo, AD di Amazon Italia Logistica – trova un ambiente di lavoro progettato intorno alle persone. Sono percorsi di crescita concreti, accessibili anche a chi entra senza esperienza pregressa.  La sicurezza è parte integrante di tutto ciò che Amazon fa ogni giorno, in ogni Paese e in ogni attività”. A parte le scarpe antinfortunistiche e la narrazione mainstream che c’è tuttora sul polo logistico di Jesi, le persone sulla loro pelle vivono, dopo neanche quindici giorni, una storia diversa. Sono voci di marchigiani, immigrati che vivono da anni nel territorio, donne e uomini arrivate anche da fuori regione con una speranza. E l’hanno vista tramontare dopo appena nove giorni. Certo, nel pieno rispetto delle norme contrattuali. “Amazon è un business stagionale – spiega l’ufficio stampa interpellato a seguito dei licenziamenti ‘lampo’ di Jesi – all’apertura di un nuovo sito e nei periodi di picco adeguiamo il numero di dipendenti alla domanda dei clienti attraverso contratti a tempo determinato, con la stessa retribuzione base dei colleghi a tempo indeterminato.  Come previsto dal CCNL, questi contratti includono un periodo di prova, proporzionale alla loro durata, durante il quale i lavoratori vengono valutati su criteri oggettivi e trasparenti, quali rispetto delle regole di sicurezza, puntualità, affidabilità e comprensione delle policy aziendali. Al termine di tale periodo, alcune collaborazioni non sono state confermate.” Poi, avendo già capito che in Italia da anni il lavoro è trattato in un certo modo, per primo da parte di chi istituzionalmente dovrebbe promuoverlo come valore assoluto,  la palla viene lanciata talmente fuori dallo stabilimento jesino che arriva nella sede di Adecco. “La gestione della prova – conclude il comunicato di Amazon –  e le relative comunicazioni sono in capo all’agenzia per il lavoro, che opera secondo le modalità e le tempistiche previste dalla legge. È nostro interesse confermare tutti i lavoratori, a condizione del rispetto degli standard richiesti dal ruolo e dall’ambiente in cui operiamo”. Ma “una Repubblica democratica fondata sul lavoro” è ben altra cosa dal modello che le Marche hanno voluto a tutti i costi. Un ‘pacco’ spedito da oltreoceano, che fa anche delle vite e del valore dei  lavoratori un accessorio di consumo.     Leonardo Animali
July 16, 2026
Pressenza
Puntata del 07/07/2026@0
Il primo argomento della puntata è stato quello delle lotte nel distretto della moda di Prato, in particolare sulle vicende capitate ai lavoratori dell’Acca srl, ne abbiamo parlato in collegamento telefonico con Riccardo del SUDD Cobas. L’ Acca srl il 20 giugno annuncia la sua chiusura con conseguente licenziamento di 95 dipendenti, niente di nuovo per chi opera nel settore della logistica, in cui aprire e chiudere aziende, serve a mantenere un sistema di malaffare, fatto di sfruttamento dei lavoratori ed evasione fiscale. Così i lavoratori assieme al sindacato di base SUDD Cobas hanno organizzato un picchetto permanente davanti alla sede dell’azienda per mettersi di traverso a questa scelta fatta sconsiderando totalmente le prospettive di chi in quel posto ci lavorava fino a poco tempo prima. Da lì prima una rete organizzata via WeChat di imprenditori, solidali alla causa dei padroni dell’Acca e detrattori del sindacato di base, ha organizzato di fatto un assalto al presidio con la pretesa di riprendere la merce bloccata nel magazzino, tanto che è dovuta intervenire anche la celere per fermarli. Poi dopo il tavolo di trattativa conquistato il 1 luglio alla presenza di istituzioni locali e azienda, sono state le forze dell’ordine a sgomberare il presidio con la forza, di fatto prendendo le parti di un’azienda che nel frattempo è sotto processo per un’evasione fiscale pari a 71 milioni di euro. Con Riccardo siamo entrati nei dettagli di questa storia e nel racconto del partecipatissimo corteo organizzato in risposta a questa situazione di violenza costante usata contro chi cerca solo di difendere il proprio posto di lavoro. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Margherita Napoletano, coordinatrice RSU CUB all’ospedale san Raffaele di Milano, vittima di una contestazione disciplinare a seguito di posizioni decise prese nei confronti della direzione ospedaliera. La nostra ospite si è più volte esposta denunciando la grave carenza di personale e l’abuso nella gestione degli appalti. A questo si aggiunge una diffida alla CUB da parte della direzione ospedaliera che appare pretestuosa e finalizzata ad intimidire e mettere fuori gioco il sindacato conflittuale. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia  di Emiliano Gentili, redattore del  blog dei lavoratori e delegati indipendenti di Pisa e membro del centro studi politico/sindacale della CUB, su l’articolo del 02/07/2026: “Dal 1° Luglio è partito il nuovo tentativo di scippo del TFR” https://delegati-lavoratori-indipendenti-pisa.blogspot.com/2026/07/dal-1-luglio-e-partito-il-nuovo.html Con l’aiuto di Emiliano siamo entrati nel merito della Legge di Bilancio dove il Governo è intervenuto anche per potenziare i fondi di previdenza complementare, alimentando quel meccanismo del silenzio-assenso che indirizza il Trattamento di Fine Rapporto dei neo-assunti nel settore privato verso i fondi pensione. Buon ascolto
Puntata del 07/07/2026@1
Il primo argomento della puntata è stato quello delle lotte nel distretto della moda di Prato, in particolare sulle vicende capitate ai lavoratori dell’Acca srl, ne abbiamo parlato in collegamento telefonico con Riccardo del SUDD Cobas. L’ Acca srl il 20 giugno annuncia la sua chiusura con conseguente licenziamento di 95 dipendenti, niente di nuovo per chi opera nel settore della logistica, in cui aprire e chiudere aziende, serve a mantenere un sistema di malaffare, fatto di sfruttamento dei lavoratori ed evasione fiscale. Così i lavoratori assieme al sindacato di base SUDD Cobas hanno organizzato un picchetto permanente davanti alla sede dell’azienda per mettersi di traverso a questa scelta fatta sconsiderando totalmente le prospettive di chi in quel posto ci lavorava fino a poco tempo prima. Da lì prima una rete organizzata via WeChat di imprenditori, solidali alla causa dei padroni dell’Acca e detrattori del sindacato di base, ha organizzato di fatto un assalto al presidio con la pretesa di riprendere la merce bloccata nel magazzino, tanto che è dovuta intervenire anche la celere per fermarli. Poi dopo il tavolo di trattativa conquistato il 1 luglio alla presenza di istituzioni locali e azienda, sono state le forze dell’ordine a sgomberare il presidio con la forza, di fatto prendendo le parti di un’azienda che nel frattempo è sotto processo per un’evasione fiscale pari a 71 milioni di euro. Con Riccardo siamo entrati nei dettagli di questa storia e nel racconto del partecipatissimo corteo organizzato in risposta a questa situazione di violenza costante usata contro chi cerca solo di difendere il proprio posto di lavoro. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Margherita Napoletano, coordinatrice RSU CUB all’ospedale san Raffaele di Milano, vittima di una contestazione disciplinare a seguito di posizioni decise prese nei confronti della direzione ospedaliera. La nostra ospite si è più volte esposta denunciando la grave carenza di personale e l’abuso nella gestione degli appalti. A questo si aggiunge una diffida alla CUB da parte della direzione ospedaliera che appare pretestuosa e finalizzata ad intimidire e mettere fuori gioco il sindacato conflittuale. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia  di Emiliano Gentili, redattore del  blog dei lavoratori e delegati indipendenti di Pisa e membro del centro studi politico/sindacale della CUB, su l’articolo del 02/07/2026: “Dal 1° Luglio è partito il nuovo tentativo di scippo del TFR” https://delegati-lavoratori-indipendenti-pisa.blogspot.com/2026/07/dal-1-luglio-e-partito-il-nuovo.html Con l’aiuto di Emiliano siamo entrati nel merito della Legge di Bilancio dove il Governo è intervenuto anche per potenziare i fondi di previdenza complementare, alimentando quel meccanismo del silenzio-assenso che indirizza il Trattamento di Fine Rapporto dei neo-assunti nel settore privato verso i fondi pensione. Buon ascolto
Puntata del 07/07/2026@2
Il primo argomento della puntata è stato quello delle lotte nel distretto della moda di Prato, in particolare sulle vicende capitate ai lavoratori dell’Acca srl, ne abbiamo parlato in collegamento telefonico con Riccardo del SUDD Cobas. L’ Acca srl il 20 giugno annuncia la sua chiusura con conseguente licenziamento di 95 dipendenti, niente di nuovo per chi opera nel settore della logistica, in cui aprire e chiudere aziende, serve a mantenere un sistema di malaffare, fatto di sfruttamento dei lavoratori ed evasione fiscale. Così i lavoratori assieme al sindacato di base SUDD Cobas hanno organizzato un picchetto permanente davanti alla sede dell’azienda per mettersi di traverso a questa scelta fatta sconsiderando totalmente le prospettive di chi in quel posto ci lavorava fino a poco tempo prima. Da lì prima una rete organizzata via WeChat di imprenditori, solidali alla causa dei padroni dell’Acca e detrattori del sindacato di base, ha organizzato di fatto un assalto al presidio con la pretesa di riprendere la merce bloccata nel magazzino, tanto che è dovuta intervenire anche la celere per fermarli. Poi dopo il tavolo di trattativa conquistato il 1 luglio alla presenza di istituzioni locali e azienda, sono state le forze dell’ordine a sgomberare il presidio con la forza, di fatto prendendo le parti di un’azienda che nel frattempo è sotto processo per un’evasione fiscale pari a 71 milioni di euro. Con Riccardo siamo entrati nei dettagli di questa storia e nel racconto del partecipatissimo corteo organizzato in risposta a questa situazione di violenza costante usata contro chi cerca solo di difendere il proprio posto di lavoro. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Margherita Napoletano, coordinatrice RSU CUB all’ospedale san Raffaele di Milano, vittima di una contestazione disciplinare a seguito di posizioni decise prese nei confronti della direzione ospedaliera. La nostra ospite si è più volte esposta denunciando la grave carenza di personale e l’abuso nella gestione degli appalti. A questo si aggiunge una diffida alla CUB da parte della direzione ospedaliera che appare pretestuosa e finalizzata ad intimidire e mettere fuori gioco il sindacato conflittuale. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia  di Emiliano Gentili, redattore del  blog dei lavoratori e delegati indipendenti di Pisa e membro del centro studi politico/sindacale della CUB, su l’articolo del 02/07/2026: “Dal 1° Luglio è partito il nuovo tentativo di scippo del TFR” https://delegati-lavoratori-indipendenti-pisa.blogspot.com/2026/07/dal-1-luglio-e-partito-il-nuovo.html Con l’aiuto di Emiliano siamo entrati nel merito della Legge di Bilancio dove il Governo è intervenuto anche per potenziare i fondi di previdenza complementare, alimentando quel meccanismo del silenzio-assenso che indirizza il Trattamento di Fine Rapporto dei neo-assunti nel settore privato verso i fondi pensione. Buon ascolto
Crisi Volkswagen, mentre Mercedes parla di aumentare l’orario di lavoro… ma non il salario
Quando la spina dorsale dell’industria del cuore produttivo d’Europa manda segnali di crisi profonda, dovrebbe essere un monito chiaro per il fallimento delle politiche economiche e industriali della classe politica del Vecchio Continente, così come della sua borghesia. Invece, come sempre, la soluzione che i colossi tedeschi dell’automobile sembrano delineare […] L'articolo Crisi Volkswagen, mentre Mercedes parla di aumentare l’orario di lavoro… ma non il salario su Contropiano.
July 3, 2026
Contropiano
Il piano aziendale dell’Electrolux rimane inaccettabile
Martedi si svolto un nuovo tavolo tecnico sulla vertenza Electrolux, dentro il percorso aperto dopo la presentazione del piano aziendale che prevede 1.700 esuberi a livello nazionale e la chiusura del sito di Cerreto d’Esi. Per USB il punto è ormai evidente: l’azienda continua a presentare dati, slide e ricostruzioni […] L'articolo Il piano aziendale dell’Electrolux rimane inaccettabile su Contropiano.
July 2, 2026
Contropiano
L’uso dell’AI ha già tagliato 425mila lavoratori in tre anni
Secondo i dati elaborati dall’ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro delle Nazioni Unite), il numero di lavoratrici e lavoratori licenziati negli ultimi 3 anni come conseguenza dell’IA sono circa 425.000 a livello globale. Di questi 142mila sono in Europa. Da quanto riportato dall’International Labour Organization, il 25% dell’occupazione globale rientra in […] L'articolo L’uso dell’AI ha già tagliato 425mila lavoratori in tre anni su Contropiano.
June 16, 2026
Contropiano