Tag - Leonardo Spa

Il disimpegno di Leonardo nella produzione civile e l’accelerazione su quella bellica
La divisione aereonautica di Leonardo SpA ha raggiunto risultati che vanno oltre le migliori aspettative, gli ordini passano da meno 3,4 miliardi di euro a oltre 5,8. Le intese commerciali con il Kuwait sono quelle che hanno permesso il grande salto in avanti fino ai ricavi cresciuti dell’11% dal 2024 al 2025. Stando agli indicatori economici e finanziari Leonardo abbatte il debito e aumenta i ricavi e gli utili, spinti dalle guerre e dalle crescenti ordinazioni. Le principali aziende produttrici di armi beneficiano della guerra e sono tra loro in competizione per offrire al mercato prodotti tecnologicamente sempre più moderni. Leonardo ha presentato i dati relativi al 2025 con ricavi cresciuti dell’11%, i dividendi attorno al 20 per cento, sono questi i risultati della straordinaria crescita degli ordini; pur in presenza di un lieve calo del titolo nelle ultime settimane dell’anno dopo gli aumenti vigorosi del passato. I profitti di guerra lievitano e gli scenari internazionali tradotti in campi di battaglia sono l’occasione propizia per testare la efficacia delle nuove armi, il circolo vizioso vende la vendita dei prodotti come occasione propizia per sperimentare ulteriori e innovativi sistemi di arma che si avvarranno di tecnologie all’avanguardia e della intelligenza artificiale. Fonte https://www.leonardo.com/it/press-release-detail/-/detail/leonardo-fy-preliminary-results-2025 Un aspetto importante va sottolineato ossia il prossimo acquisto, grazie agli utili ottenuti, da parte di Leonardo della divisione militare Idv di Iveco anche se la parte della azienda dedicata alla produzione di cingolati dovrebbe essere ulteriormente spacchettata e venduta ad altri marchi tenendosi invece stretta la produzione di sistemi di artiglieria. Il comparto militare, contrariamente a quanto detto, non salva dalla crisi i settori della meccanica ma fagocita solo parte della stessa, quelli funzionali alla produzione di nuovi sistemi di arma, nel caso di Leonardo poi ci sono le alleanze strategiche con alcuni marchi, ad esempio la tedesca Rheinmetall, a determinare le scelte industriali. La crisi del settore meccanico e dell’automotive sta portando a ridimensionamenti produttivi e a diminuzioni della forza lavoro, a processi di delocalizzazioni con produzioni frammentate e divise ulteriormente che provocheranno a loro volta la crisi dell’indotto specie se in mono committenza. Il settore militare appare come quello più avvezzo a lanciare operazioni spregiudicate per attrarre solo parte della produzione lasciando tutto il resto in balia del cosiddetto mercato (senza acquirenti non resterà che la lunga agonia degli ammortizzatori sociali fino alla chiusura dei siti produttivi). L’amministratore delegato di Leonardo Cingolani annuncia, per la prossima primavera, la realizzazione del drone costruito con la Turca Baykar che ha acquistato la divisione militare della Piaggio. Le mega commesse arrivate dal Golfo Persico per il settore aeronautico ci parlano della vendita degli Eurofighter e dei droni. E il fatto che a presentare i conti migliori sia la parte militare rispetto a quella civile fa capire che questa ultima subirà un certo ridimensionamento nonostante l’arrivo del fondo statale saudita Pif che dovrebbe portare grande liquidità in cambio dei dividendi e della promessa di aprire uno stabilimento anche nel loro Paese. Il ridimensionamento di Leonardo nel settore civile a vantaggio del militare arriva dopo quasi 40 anni di politiche mirate a questo scopo tanto che i sindacati del settore meccanico si mostrano preoccupati dopo anni di silenzio e di rinuncia alla riconversione a fini civili della produzione. I prestiti accordati dalla UE, i fiumi di denaro verso la produzione di armi anche in deroga ai tetti di spesa, il grande Riarmo europeo favoriscono i processi di militarizzazione di ampi settori della manifattura e di conseguenza i principali marchi nel settore bellico si adeguano agli atti di indirizzo comunitari. Federico Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
L’Antidiplomatico: Se Leonardo entra a scuola…
DI FEDERICO GIUSTI ED EMILIANO GENTILI SU L’ANTIDIPLOMATICO DEL 12 FEBBRAIO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Emiliano Gentili e Federico Giusti attivista dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, pubblicato su L’Antidiplomatico il 12 febbraio 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo. «Ma Leonardo Ets entra nelle scuole anche attraverso iniziative estemporanee di una certa importanza, come quella di pochi giorni orsono[1] – organizzata presso lo spazio espositivo di Leonardo nel quartiere romano di Prati – rivolta agli studenti del Liceo Scientifico Newton, dell’I.T.I.S. G. Galilei, del Liceo Digitale Matteucci e dell’Istituto De Merode di Roma e che ha visto la partecipazione del Ministro Roccella, di Isabella Rauti (Sottosegretario alla Difesa), dell’On. Schifone, dell’AD di Leonardo Cingolani e del famoso divulgatore scientifico Alberto Angela. Una passerella, dunque, probabilmente organizzata al fine di magnificare il ruolo dell’azienda nella formazione e nell’istruzione pubblica, nonché per promuovere il settore militare e la guerra fra i giovani. Come riportato dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell’Università, infatti, in tale occasione Cingolani ha detto che «La pace non è gratuita» e che davanti al «cattivo, che c’è sempre, bisogna esser pronti a sparare»...continua a leggere su www.lantidiplomatico.it. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Leonardo SpA: la militarizzazione dietro una pubblicità ingannevole
Ci viene segnalato che da circa un mese viene trasmesso sui canali televisivi, Rai e Mediaset, ma probabilmente anche su alte reti, uno spot di Leonardo SpA. Nella pubblicità (reperibile qui), così come nel comunicato di riferimento, presente sul sito di Leonardo e datato 22 dicembre 2025 (reperibile qui) non si fa mai riferimento alla prima e principale “natura” di Leonardo SpA: la produzione di armi e materiale bellico. L’azienda viene, di contro, presentata come un’impresa “”abilitatrice di futuro”, impegnata “a tutela del pianeta e di chi lo abita”. E Leonardo presenta oltre 14 miliardi di euro di ricavi che fanno dell’Italia il sesto Paese al mondo nel settore della difesa. Un vanto di cui non andiamo fieri se pensiamo che l’Italia spende meno di tanti altri Paesi per manutenzione e salvaguardia del territorio. Leonardo è la prima azienda dell’Unione Europea per la vendita di armi, la sua produzione, contrariamente al passato, quasi interamente dedicata alle armi. Non siamo noi a dirlo, ma il rapporto annuale dello Stockholm international peace research institute (Sipri) che analizza i ricavi delle cento maggiori aziende di armi nel mondo. E sempre in base agli studi del Sipri i ricavi di tutte le aziende produttrici di armi sono in aumento e ancor più lo sono i loro titoli in Borsa. Pubblichiamo una scheda tratta dal rapporto di cui sopra: Lo spot rientra nella strategia di comunicazione ormai intrapresa dal Governo, da una parte si rassicura l’opinione pubblica che i vantaggi per l’economia e la occupazione saranno positivi, dall’altra si normalizza la corsa al riarmo trasformando la principale produttrice di armi italiana in fabbrica avveniristica, capace di assicurare benefici al paese e alla popolazione attraverso il ricorso alle ultime tecnologie. È il fascino della scienza e delle tecnologie l’arma, è il caso di definirla tale, con la quale Leonardo fa ingresso nel mondo della scuola e dell’università. Il video si rivolge soprattutto ad un pubblico giovane, incarnato dal ragazzo che compare nello spot. Non a caso il video è anche trasmesso sulla piattaforma AppLI, iniziativa promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dedicata ai giovani e al mondo del lavoro, quasi a suggerire che la Leonardo potrebbe costituire un’opportunità lavorativa per ragazzi e ragazze che magari hanno appena terminato le scuole superiori o gli studi universitari. Ci chiediamo e vi chiediamo cosa fare per opporci a queste pubblicità a nostro avviso fuorvianti se non proprio ingannevoli, la logica di mercato rende ormai prodotti di guerra affascinanti e attrattivi e così facendo trae in inganno soprattutto i più giovani che non collegano la pubblicità alle armi. E come insegnanti e cittadini vorremmo far qualcosa per destare almeno il beneficio del dubbio tra i giovani. Proviamo allora a decostruire il messaggio. Il testo dello spot: «Benvenuto. Qui è dove rendiamo sicuro l’invisibile. Codici, informazioni, dati non li vedi, eppure muovono tutto. Guarda, è integrando dati sofisticati che ci siamo in tutte le condizioni, anche impossibili. E poi nello spazio, dove tutto è interconnesso, per proteggere il pianeta e chi lo abita. Benvenuto nel luogo più simile al futuro che puoi immaginare. Benvenuto in Leonardo in tutti i mondi possibili». Il racconto, che segue il viaggio immersivo e simbolico del giovane protagonista, si snoda tra il mondo della cyber security, le missioni elicotteristiche di ricerca e soccorso in condizioni estreme e il contributo delle tecnologie spaziali alla sicurezza e al monitoraggio della Terra. “Abbiamo realizzato questo spot con l’idea di raccontare il mondo Leonardo e come le nostre tecnologie, persone e competenze sono presenti non solo in molti modi, ma anche in molti mondi diversi” precisa Helga Cossu, Chief Digital Identity & Outreach Officer di Leonardo. E continua: «Siamo partiti dalla considerazione per cui per comprendere davvero chi siamo non basta osservare un singolo settore ma bisogna entrare in tutti i mondi in cui Leonardo opera ogni giorno. Lo spot veicola delle suggestioni». Coinvolgendo dipendenti reali, lo spot mette al centro il patrimonio di competenze che sostiene l’innovazione del Gruppo e la sua capacità di rispondere a sfide tecnologiche e operative sempre più complesse. Un messaggio destinato a rafforzare il posizionamento di Leonardo come abilitatore di futuro, strumento di avvicinamento delle generazioni presenti e future alla scienza e alle tecnologie. L’impresa di armi per eccellenza si mette al servizio, disinteressato, dei cittadini, delle istituzioni e della comunità, diventa punto di riferimento per affrontare le sfide della tecnologia. Ma che questa tecnologia sia funzionale alla guerra nessuno lo vuol dire? Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Roberto Cingolani e le STEM in Italia tra tecnologia civile e militare
A prenderla sul ridere potremmo dire che, almeno in questo momento, in Italia fanno più danni i Cingolani che i cingolati. La faccenda, tuttavia, è molto più seria. Come riporta Roberto Ciccarelli su Il manifesto del 3 febbraio, l’amministratore delegato di Leonardo SpA, Roberto Cingolani, è intervenuto a Roma a supporto della settimana dedicata alla materie “STEM” (l’acronimo che unisce le parole inglesi che indicano le scienze, la tecnologia, l’ingegneria, la matematica), parlando al PratiBus District davanti a una platea composta di studenti e studentesse dei licei Newton, Galilei, Matteucci e De Mérode. Il tema trattato dal AD è stato la necessità del riarmo. “La pace non è gratuita, – ha detto ai ragazzi  e alle ragazze – va difesa e per farlo è necessario investire in un sistema che incuta timore a chi ci aggredisce”. Dato che l’essere umano, secondo lui, è un “predatore” e sta “in cima alla catena alimentare” ne consegue, come logica conseguenza, che davanti al “cattivo, che c’è sempre” (perché, discorso implicito, i buoni ovviamente siamo noi) “bisogna esser pronti a sparare”. Però tranquilli: è garantita la parità di genere. Spalleggiato dalla ministra della famiglia, natalità e pari opportunità Eugenia Roccella, che ha manifestato l’auspicio che le ragazze siano maggiormente incoraggiate a studiare le STEM, Cingolani ha precisato che la sua azienda è molto interessate ad avere gruppi misti, in modo da poter meglio analizzare problemi tecnici complessi. Una delle attività di Leonardo, infatti, è il programma “A scuola di STEM”, con programmi su robotica e sicurezza. E, come precisa giustamente Ciccarelli nel suo articolo, “la distinzione tra civile e militare risulta essere formale: la tecnologia di un satellite è indistinguibile da quella di un missile balistico”. I poveri Galileo Galilei, Isaac Newton, Carlo Matteucci (il fisico che definì le leggi dell’elettrolisi, ma che fu anche una figura importante del Risorgimento) forse qualche obiezione la porrebbero e, forse, l’unico che apprezzerebbe scelte e dichiarazioni del genere sarebbe quel Francesco Saverio de Mérode che fu ministro delle armi dello Stato Pontificio e acerrimo nemico di ogni movimento liberale. Ma, aldilà delle considerazioni storiche o filosofiche, Cingolani si è in tutta evidenza fatto forza con i numeri: “Negli ultimi tre anni abbiamo assunto quasi ventimila persone, oggi siamo quasi 63.000 e nei prossimi tre che assumeremo altre diciassettemila”, prospettando all’uditorio un futuro di magnifiche sorti e progressive nel campo dell’industria degli armamenti. Tutto dev’esser stato comunque molto affascinante. Uno spazio espositivo nuovo di zecca. Un intervento “motivazionale” di Alberto Angela (“Siate curiosi, coltivate una passione che vi riempie la vita e siate protagonisti del vostro futuro”, che, per quanto mi riguarda, vale dal punto di vista motivazionale quanto “Non uscite nelle ore più calde, bevete molto e mangiate frutta e verdura fresca”…). Tra gli intervenuti anche Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi e Isabella Rauti, sottosegretaria alla Difesa. Non sentite anche voi un po’ di minaccioso sferragliamento?… Carlo Ridolfi -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Come e perché il Rugby italiano va alla guerra…
Per l’Italia della palla ovale le migliori alleate si confermano le forze armate e le grandi aziende produttrici di armi e sistemi bellici. Venerdì 23 gennaio lo Stato Maggiore dell’Esercito e la Federazione Italiana Rugby (FIR) hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa volto a “rafforzare la collaborazione tra le due istituzioni, fondata su valori condivisi quali coraggio, disciplina, spirito di squadra, rispetto delle regole e impegno al servizio della collettività”. A firmare l’accordo il sottocapo di Stato maggiore dell’Esercito, generale Salvatore Cuoci, e il vice presidente vicario della Federazione Rugby, Paolo Vaccari. “L’intesa riconosce il valore dello sport, e in particolare del rugby, quale strumento formativo ed educativo, parte integrante dell’addestramento militare e della crescita personale dei giovani”, riporta l’ufficio stampa dell’Esercito italiano. “Le caratteristiche proprie del rugby, basate su lealtà, sacrificio e lavoro di squadra, trovano una naturale convergenza con i principi e le pratiche della professione militare”. Sport e guerra tornano ad essere, così come ai tempi del Ventennio, due facce della stessa medaglia. Il Protocollo d’Intesa prevede in particolare che la FIR “dedichi all’Esercito” una delle partite del Torneo Sei Nazioni, “assicurando una significativa visibilità internazionale alla Forza Armata” attraverso specifiche iniziative, tra cui il cerimoniale pre-partita, la presenza all’interno del Villaggio Terzo Tempo e attività di rappresentanza istituzionale. È inoltre prevista la realizzazione di operazioni di comunicazione congiunte per valorizzare le attività. “L’Esercito Italiano, compatibilmente con le prioritarie esigenze istituzionali, fornirà il proprio concorso mediante assetti promozionali in occasione degli eventi sportivi, il supporto di unità della Forza Armata per attività addestrative e di team building a favore degli atleti delle Nazionali di rugby, nonché la messa a disposizione di sedi militari per seminari, workshop e iniziative formative”, aggiunge lo Stato Maggiore. “L’accordo, della durata di tre anni, si inserisce nel quadro delle iniziative volte a promuovere la cultura dei valori, dello sport e del servizio al Paese, rafforzando il legame tra Forze Armate e società civile. Si prevede inoltre il sostegno allo sviluppo del rugby dilettantistico di base attraverso l’utilizzo di idonee strutture militari”. L’intesa punta infine a “consolidare” le attività di cooperazione già avviate tra la Federazione Rugby e l’Esercito nel gennaio 2023, quando prese il via la partnership alla vigilia delle gare in Italia del “Guinness Sei Nazioni” e della preparazione della squadra in vista della Rugby World Cup 2023. Prima dei mondiali di rugby in Francia, gli atleti convocati effettuarono uno stage dal 13 al 16 luglio a Corvara (Dolomiti), presso il Villaggio Alpino “Tempesti”, base dell’Esercito italiano. “Istruttori delle truppe alpine e di altre unità specialistiche dell’Esercito si sono impegnati in intense attività addestrative di Team Building in favore della nazionale di Rugby”, spiegò l’ufficio stampa della Federazione sportiva. “Gli atleti della Nazionale iniziano la loro giornata alle 6 del mattino schierati per l’alzabandiera. Divisisi in tre gruppi è stata raggiunta la vetta del Monte Lagazuoi. A seguire il gruppo al completo si è spostato presso Col Gallina dove ha seguito altre attività di addestramento fino alla costruzione del bivacco per il pernotto in quota”. “Tutti gli atleti – aggiungeva la FIR – sono stati seguiti da personale qualificato dell’Esercito in varie attività di addestramento tipicamente militare, apprendendo nozioni di base per la sopravvivenza in montagna e confrontandosi con attività quali le marce con affardellamento, il primo soccorso, il mascheramento, l’arrampicata e la topografia con esercizi specifici e attività di orienteering ponendo il focus anche su attività che avevano come obiettivo di lavorare su Team Working, leadership e comunicazione efficace”. Nonostante la dura preparazione psico-fisica a cui sono stati sottoposti i rugbisti sotto la supervisione delle truppe alpine, i risultati in campo sono stati a dir poco disastrosi. Alla Rugby World Cup 2023 l’Italia è uscita di scena dopo il girone eliminatorio, collezionando due striminzite vittorie con Uruguay e Namibia e due pesantissime batoste con Francia e Nuova Zelanda. Questi due ultimi incontri si sono conclusi con un 60 a 7 (Francia-Italia) e un 96 a 17 (Nuova Zelanda-Italia): gli Azzurri con le stellette hanno subito cioè un punto per ogni minuto di gioco (156 punti in 160 minuti). Non è andata meglio la partnership FIR-forze armate il 24 febbraio 2025, in occasione dell’incontro a Roma tra le nazionali di Italia e Francia, nell’ambito del “Guinness Six Nations”. “Alla presenza del Capo di Stato maggiore dell’Esercito, generale Carmine Masiello e dell’omologo francese, general Pierre Schill, il tricolore Italiano e quello d’oltralpe, seguiti dalle insegne dell’Esercito e della Federazione Italiana Rugby sono arrivati dall’alto con i paracadutisti della brigata Folgore”, ricordano i vertici militari italiani. “Le note dell’inno nazionale, eseguito dalla Banda dell’Esercito, precedute dall’ingresso in campo della fanfara dei bersaglieri e degli atleti militari che hanno portato in campo l’ovale della partita, hanno trasportato giocatori e spettatori nel clima competitivo dell’incontro. Fuori dal campo di gioco, i tanti tifosi hanno avuto la possibilità di avvicinarsi ai vari stand messi a disposizione dall’Esercito Italiano, tra questi una mostra di veicoli, il simulatore di volo dell’Aviazione dell’Esercito, una palestra di roccia, una stazione con istruttori del Metodo di Combattimento Militare e un percorso ginnico dedicato al military fitness”. Uno sfoggio di potenza bellica che non ha per nulla intimidito gli atleti d’oltralpe. Il punteggio finale dell’incontro non lascia dubbi: Francia 73, Italia 24. Federazione Rugby ed Esercito insieme anche per gli incontri della nazionale femminile. In occasione della partita tra Italia e Scozia del “Guinness Six Nations”, svoltosi a Parma il 24 aprile 2024, la bandiera tricolore, le insegne della FIR, della Scozia e la palla ovale sono stati portati sul campo da gioco da una rappresentanza di allievi e ufficiali dell’Accademia Militare dell’Esercito, con tanto di inni nazionali eseguiti dalla banda dei parà della “Folgore”. “Il calcio d’invio è stato anticipato al mattino da una partita ufficiale del “Trofeo del Ducato”, tappa ufficiale del campionato nazionale di Rugby Touch, alla quale ha partecipato la squadra del gruppo sportivo dell’Accademia Militare che ha avuto l’opportunità di confrontarsi con altre realtà sportive rugbistiche del nord Italia”, ricorda lo Stato Maggiore. Per la cronaca l’incontro Italia-Scozia si è concluso con una sconfitta di misura per le Azzurre di 10 a 17. Il 28 luglio 2023 in occasione del triangolare Under 20 delle rappresentative femminili di Italia, Irlanda e Scozia tenutosi a L’Aquila, la collaborazione della FIR si è estesa alle grandi aziende del comparto militare industriale. L’evento è stato organizzato infatti insieme a Thales Alenia Space Italia, la joint venture tra due gruppi europei leader del settore aerospaziale militare, la francese Thales (67%) e l’italiana Leonardo SpA (33%). “Thales Alenia Space opera dal 1983 sul territorio di L’Aquila e dopo il terremoto del 2009 ha ricostruito un nuovo stabilimento che ha inaugurato nel 2013, simbolo di una rinascita industriale nonché del proseguimento di un cammino nell’alta tecnologia, con nuove opportunità e nuove ambizioni industriali che pongono l’azienda in assoluto primo piano nel comparto spaziale europeo”, ricorda enfaticamente l’ufficio stampa della Federazione Rugby. “Quest’anno Thales Alenia Space celebra 40 anni di attività spaziale e 10 anni dall’inaugurazione del nuovo stabilimento”. Le Azzurrine hanno vinto il triangolare in terra abruzzese, anche se il torneo “non era valido per il riconoscimento della presenza internazionale”, come ha specificato la stessa Federazione Rugby. Poca importa. Quel che è necessario è invece rimarcare in ogni occasione che la palla ovale in Italia si è affidata ormai agli artigli delle forze armate. “La collaborazione con la FIR – enfatizza lo Stato Maggiore – è volta a promuovere attivamente su tutto il territorio nazionale i valori che il mondo del rugby e l’Esercito condividono, sinonimo di impegno, disciplina e rispetto: aspetti che mettono alla prova le nuove generazioni, le aiutano a superare limiti, nutrire speranze e realizzare sogni, contribuendo alla crescita individuale e collettiva”. Il rugby per affermare la cultura della “difesa” e legittimare e normalizzare la guerra in un paese sempre più armato e belligerante. Antonio Mazzeo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Con la Palestina nel cuore e nelle lotte
articoli di  Indice. da Anbamed del 23 e 24 gennaio – ultime notizie dalla newsletter di Radio Onda d’Urto – ultime notizie sul Board of Peace dal Centro di Ateneo per i Diritti Umani Antonio Papisca una analisi sul “Board of Peace” da Diario Prevenzione sulla maternità a Gaza da Altreconomia su Cnr di Faenza ed Israele da Pressenza assemblea
January 24, 2026
La Bottega del Barbieri
«Il 90% delle armi a Israele da Usa, Germania e Italia»
Il ruolo di Leonardo, di Enrica Muraglie Secondo il rapporto di Bds Italia presentato alla Camera, tra l’altro, l’impiego degli F35 nei bombardamenti contro i civili palestinesi è stato documentato in più occasioni. Da il manifesto e Sbilanciamoci «Noi non vendiamo neanche un bullone a Israele», aveva assicurato appena due mesi fa Roberto Cingolani, amministratore delegato e direttore generale di Leonardo
Addestramento militare e Soft Skills: un paradosso educativo e pedagogico
Leonardo da Vinci anticipò, con i suoi studi visionari, il sogno umano di poter imitare il volo degli uccelli. Volare ha da sempre catturato il desidero di libertà e ha trasformato – in molte culture – il mobile disegno aereo dei volatili in vaticinio, premonizione, segno divinatorio. Oggi sotto il nome Leonardo si cela una delle ramificazioni dell’industria bellica, un esempio di “tecnologia autoritaria” tra i più inquietanti (sull’aggettivo si veda nella rivista Le Monde Diplomatiche di novembre 2025, in prima pagina, l’articolo di Francesca Bria, Il colpo di Stato della tecnologia autoritaria. Prerogative statali catturate dal privato). La Fondazione culturale del gruppo Leonardo SpA, Med-Or, come sappiamo dalle notizie pubblicate dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, è entrata nelle università e nelle scuole, attraverso i progetti di ricerca nel primo caso, in quelli dedicati al rapporto scuola-lavoro, nel secondo. Formazione a tutto raggio. Parliamo di produzione bellica e di addestramento, di consenso al suo uso, attraverso la penetrazione nei luoghi istituzionali dell’infanzia, dell’adolescenza, dell’età giovane. L’azienda pare non fornisca dati ufficiali sulla produzione di elicotteri, sia a uso civile sia militare, ma non si tratta di essere esperti di finanza per sapere che i ricavi azionari sono in continuo aumento. Dell’elicottero, nell’immaginario popolare, si ha un’immagine benevola: mezzo di soccorso in montagna, dotazione dei vigili del fuoco per spegnere vasti incendi, simpatico moscone dal volo basso, ronzante. E proprio così, è stato presentato il modello militare HH139 di produzione Leonardo SpA all’Aeroporto di Crotone agli alunni e alle alunne delle scuole superiori. Un modello simile è stato donato alla scuola superiore a indirizzo aeronautico di Udine. A Palazzo Santa Chiara di Roma, alla presenza del Ministro della Cultura e di altri papaveri dell’amministrazione locale e scolastica, il nostro moscone è comparso nei filmati presentati. Anche in questo caso, appare la sapiente capacità manipolatoria di queste manifestazioni: la cultura fotografica, l’orgoglio per l’innovazione tecnologica di guerra, l’importanza di valutare la capacità dei corpi di resistere in condizioni estreme, il rapporto quasi organico fra “uomo e velivolo”. Il fattore umano non viene trascurato, è stato detto durante la presentazione-promozione romana, così penso – per deformazione professionale – all’importanza attribuita dal Rapporto INVALSI 2025 (Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e Formazione) alle soft skills, resilienza, assertività, ottimismo, spirito di gruppo, prontezza su cui tornerò. Scorrendo il sito INVALSIopen trasversalmente fra articoli, locandine, editoriali e suggerimenti alle famiglie, la voce adattamento, che abita anche il significato della parola resilienza, è un sottotesto, un non detto sempre presente. L’adattamento prevede il consenso, con-sentiō, pensiero comune, condiviso, un assentire che gode dell’approvazione di un expertise oppure, semplicemente, di una non ben definita maggioranza. Raffaele Simone scrive a proposito del consentire dicendo “sì”: «[…] tipo estremo di esplicitezza, per così dire tonitruante, è  quello delle formule  di risposta usate nei corpi militari […] Aye Sir!  (Sissignore!)» (inserto Gutenberg del quotidiano Avvenire, 19 dicembre 2025). La recluta, chiunque si trova in basso nella rigida scala gerarchica militare, non può che con-sentire. Del resto, la prontezza come abilità soft è, sia la capacità di fornire una risposta immediata a una situazione problematica, sia quella di individuare la risposta convergente a una domanda nei test: la riflessione ponderata, il pensiero lento della decisione calibrata, ragionata, sono per principio esclusi. Charlie Barnao, che i frequentatori del nostro sito conoscono come sociologo, esperto di situazioni al limite (prostituzione, vagabondaggio, emarginazione giovanile), ha scritto e parlato spesso “dello schianto nervoso”, spesso irreversibile, del “soldato tecnologico”, del marine, della recluta e del reduce anche quando torna vincitore. (Atti Convegno Nazionale dell’Osservatorio, Comprendere i conflitti, Educare alla Pace, pp. 35-52).   Nella presentazione delle tre iniziative commentate, si sottolineano, con l’enfasi del caso, l’entusiasmo per l’ebrezza del volo, la sensazione di libertà, la vicinanza del cielo ai propri sogni, la meraviglia. Se il meraviglioso genera stupore, se è frutto di attenzione estatica, forse serve ricordare che il thaumazein greco, da cui la parola deriva, contiene anche gli aspetti, in crescendo, di paura, angoscia, orrore. Forse lo stesso ottundimento del marine che sorvolava la giungla con il suo aereo in fiamme, in quel Vietnam, paradigma di tutte le guerre, antiche, moderne, attuali. A Icaro si sciolsero le ali, per troppa eccitazione nel volo sopra il labirinto, sordo alle esortazioni paterne alla prudenza. Ma la prudenza non è virtù del soldato obbediente; l’obbedienza prevede la fiducia cieca nella molto eventuale cautela riposta nell’ordine ricevuto. Ultimo e non ultimo: famiglie, orientatori, progettisti di percorsi scuola-lavoro (ASL, PCTO, oggi Formazione Scuola Lavoro: cambia l’acronimo, rimane la sostanza) non perdete l’occasione, l’opportunità professionale offerta ai vostri figli/e e studenti/studentesse: se il lavoro scarseggia, se è flessibile fino alla gratuità della prestazione, l’impiego nell’aeronautica, negli altri corpi militari, è ancora lavoro sicuro.   Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Leonardo S.P.A. complice di guerra di Israele
In comunicazione telefonica con Raffaele Spiga, attivista per i diritti umani di BDS Italia, abbiamo parlato della presentazione del dossier su Leonardo S.P.A. alla Camera dei Diputati. Lui ci ha raccontato su cosa si basa questo dossier per accusare a Leonardo S.P.A. come complice del genocidio che porta avanti lo Stato sionista d'Israele e come è stato il percorso politico della campagna BDS negli ultimi anni.
December 10, 2025
Radio Onda Rossa