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MILANO: 500 PERSONE IN CORTEO AL SAN RAFFAELE CONTRO IL LICENZIAMENTO PRETESTUOSO DI MARGHERITA NAPOLETANO
Terzo giorno di presidio davanti all’ospedale San Raffaele di Milano, dove con motivazioni più che pretestuose è stata licenziata Margherita Napoletano, lavoratrice, coordinatrice Rsu e delegata della Cub, da anni in prima linea contro la gestione di uno dei principali nosocomi sanitari privati italiani. Oggi, mercoledì 29 luglio 2026, assemblea contro il licenziamento di Margherita Napoletano e l’attacco sferrato contro il sindacalismo di base che sta lottando contro le logiche di privatizzazione e di profitto sempre più imperanti nell’ospedale. Oltre 500 persone presenti, partite poi in corteo spontaneo (qui un breve video) per l’immediato reintegro della Napoletano. La corrispondenza con Daniela Rottoli, della segreteria nazionale Cub Sanità, dal San Raffaele di Milano. Ascolta o scarica
July 29, 2026
Radio Onda d`Urto
Puntata del 28/07/2026@0
Il primo approfondimento della serata lo abbiamo fatto in compagnia di Fabio del SiCobas Torino sulla loro giornata di mobilitazione del 20 luglio, che ha compreso ben tre manifestazioni nella stessa giornata. Il filo conduttore purtroppo è quello del decesso, infatti si è trattato di 3 vittime di quella che si può definire come guerra di classe: “Lunedì 20 luglio a Torino abbiamo promosso tre manifestazioni in una sola giornata: tre manifestazione per tre morti. La prima davanti all’Ispettorato del Lavoro con gli autisti e i camionisti delle azienda in appalto BRT, in seguito alla morte del loro compagno di lavoro Antonino Gala sul piazzale del magazzino di Settimo Torinese, schiacciato dal suo stesso camion. Dalle prime ricostruzioni pare non avesse inserito correttamente il freno a mano. Quello che raccontano però i i suoi compagni di lavoro, anche delle numerose altre aziende appaltatrici che operano per il colosso dei corrieri, è una condizione diffusa di stress, sovraccarico di lavoro, oppressione di capi e responsabili, paura di incorrere in sanzioni e addebiti di danni per qualsivoglia sinistro possa accadere nelle lunghe ore di lavoro. Condizione che non è affatto terminata dopo la morte di Antonino Gala. Anzi, soprattutto nei confronti dei lavoratori iscritti al Si Cobas, i comportamenti oppressivi (“Bartolini non vi vuole”, “siete indesiderati” solo alcune delle frasi pronunciate) e le discriminazioni, inclusi demansionamenti illegittimi e spostamenti di giri e turni, sono sempre più frequenti. La seconda manifestazione è stata davanti al tribunale di Torino, sempre con la nutrita partecipazione degli autisti appalti BRT; dove nel pomeriggio è arrivata la storica sentenza – la prima in Italia – che condanna l’azienda Af Logistics e il suo preposto Pasquale Martucci per il suicidio nel 2023 di un camionista della piattaforma GS Carrefour di Rivalta. Il camionista Renato Fesce si era tolto la vita tartassato e prigioniero oltre ogni limite del lavoro, dell’aggressività del capo, dei turni massacranti, e della parallela paura di perdere il lavoro. La sentenza è arrivata anche grazie alla costituzione come parte civile del SI Cobas (rappresentato dall’avvocato D’Amico), che ha permesso di celebrare con serietà e fino in fondo un processo che altrimenti rischiava di finire anzi tempo. Il Si Cobas è presente da anni nell’azienda e da anni lotta con un gruppo di autisti per aumenti di salario, condizioni di sicurezza dei viaggi e delle consegne e serenità sul lavoro. Davanti alla piattaforma Carrefour di Rivalta si erano svolti anche gli scioperi della logistica dell’ottobre 2021 e lo sciopero contro il genocidio in Palestina del 23 febbraio 2024. La terza manifestazione è stata il corteo nel quartiere proletario di Barriera di Milano per rivendicare GIUSTIZIA PER FAKIR, il facchino ammazzato domenica a Bologna dalla polizia di Stato, sotto gli occhi di tutti. Una violenza inaudita, frutto anche del senso di impunità delle forze dell’“ordine” rafforzato dai decreti sicurezza del governo Meloni e dal clima di propaganda anti-immigrati spinto dall’economia di guerra. Una violenza che resterà impunita senza la mobilitazione massiccia di tutti noi lavoratori e lavoratrici, italiane e immigrate.” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata è stato quello del licenziamento per motivi chiaramente pretestuosi della storica coordinatrice RSU dell’Ospedale San Raffaele di Milano, Margherita Napoletano. L’avevamo giusto sentita qualche settimana fa per il provvedimento disciplinare che le era stato inflitto dalla direzione dell’ospedale come chiaro atto intimidatorio rispetto all’instancabile azione sindacale da lei svolta; oggi, dopo una conferenza stampa avvenuta lunedì e promossa dal sindacato di cui Margherita fa parte, la CUB, l’abbiamo intervistata mentre è in corso il suo sciopero della fame da incatenata nella struttura dell’ospedale. Ci siamo fatti raccontare dalla sua voce come sono andati i fatti che hanno portato al licenziamento e le risposte che sono state messe in campo, con la solidarietà delle altre sigle sindacali, utenza dell’ospedale e colleghe e colleghi. Una risposta forte e necessaria per un attacco vergognoso alla rappresentanza sindacale e al diritto di sciopero, che l’ospedale San Raffaele spera di infliggere senza conseguenze. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto in compagnia telefonica di Clem dell’Assemblea Pdm/Pdb sullo sciopero del personale ferroviario al quale hanno aderito con CUB e SGB che lo hanno lanciato. Da lui ci siamo fatti ricordare le rivendicazioni di chi lavora in ferrovia e che è costretto periodicamente a rinunciare a giorni di paga per cercare di farsi ascoltare da azienda ed istituzioni con gli scioperi, per quanto la Commissione di Garanzia dello Sciopero (paradossalmente) cerchi puntualmente di mettergli i bastoni tra le ruote. L’adesione a questo ultimo sciopero sono state infatti molto alte non a caso, tra morti sul lavoro che si susseguono, organizzazione degli orari lavorativi e non solo insostenibili e la piaga delle mansioni appaltate a ditte esterne, si vuole dare un chiaro messaggio a chi continua a gettare fumo negli occhi rispetto ai problemi reali del pase, con grandi opere e messaggi xenofobi. Buon ascolto
Puntata del 28/07/2026@1
Il primo approfondimento della serata lo abbiamo fatto in compagnia di Fabio del SiCobas Torino sulla loro giornata di mobilitazione del 20 luglio, che ha compreso ben tre manifestazioni nella stessa giornata. Il filo conduttore purtroppo è quello del decesso, infatti si è trattato di 3 vittime di quella che si può definire come guerra di classe: “Lunedì 20 luglio a Torino abbiamo promosso tre manifestazioni in una sola giornata: tre manifestazione per tre morti. La prima davanti all’Ispettorato del Lavoro con gli autisti e i camionisti delle azienda in appalto BRT, in seguito alla morte del loro compagno di lavoro Antonino Gala sul piazzale del magazzino di Settimo Torinese, schiacciato dal suo stesso camion. Dalle prime ricostruzioni pare non avesse inserito correttamente il freno a mano. Quello che raccontano però i i suoi compagni di lavoro, anche delle numerose altre aziende appaltatrici che operano per il colosso dei corrieri, è una condizione diffusa di stress, sovraccarico di lavoro, oppressione di capi e responsabili, paura di incorrere in sanzioni e addebiti di danni per qualsivoglia sinistro possa accadere nelle lunghe ore di lavoro. Condizione che non è affatto terminata dopo la morte di Antonino Gala. Anzi, soprattutto nei confronti dei lavoratori iscritti al Si Cobas, i comportamenti oppressivi (“Bartolini non vi vuole”, “siete indesiderati” solo alcune delle frasi pronunciate) e le discriminazioni, inclusi demansionamenti illegittimi e spostamenti di giri e turni, sono sempre più frequenti. La seconda manifestazione è stata davanti al tribunale di Torino, sempre con la nutrita partecipazione degli autisti appalti BRT; dove nel pomeriggio è arrivata la storica sentenza – la prima in Italia – che condanna l’azienda Af Logistics e il suo preposto Pasquale Martucci per il suicidio nel 2023 di un camionista della piattaforma GS Carrefour di Rivalta. Il camionista Renato Fesce si era tolto la vita tartassato e prigioniero oltre ogni limite del lavoro, dell’aggressività del capo, dei turni massacranti, e della parallela paura di perdere il lavoro. La sentenza è arrivata anche grazie alla costituzione come parte civile del SI Cobas (rappresentato dall’avvocato D’Amico), che ha permesso di celebrare con serietà e fino in fondo un processo che altrimenti rischiava di finire anzi tempo. Il Si Cobas è presente da anni nell’azienda e da anni lotta con un gruppo di autisti per aumenti di salario, condizioni di sicurezza dei viaggi e delle consegne e serenità sul lavoro. Davanti alla piattaforma Carrefour di Rivalta si erano svolti anche gli scioperi della logistica dell’ottobre 2021 e lo sciopero contro il genocidio in Palestina del 23 febbraio 2024. La terza manifestazione è stata il corteo nel quartiere proletario di Barriera di Milano per rivendicare GIUSTIZIA PER FAKIR, il facchino ammazzato domenica a Bologna dalla polizia di Stato, sotto gli occhi di tutti. Una violenza inaudita, frutto anche del senso di impunità delle forze dell’“ordine” rafforzato dai decreti sicurezza del governo Meloni e dal clima di propaganda anti-immigrati spinto dall’economia di guerra. Una violenza che resterà impunita senza la mobilitazione massiccia di tutti noi lavoratori e lavoratrici, italiane e immigrate.” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata è stato quello del licenziamento per motivi chiaramente pretestuosi della storica coordinatrice RSU dell’Ospedale San Raffaele di Milano, Margherita Napoletano. L’avevamo giusto sentita qualche settimana fa per il provvedimento disciplinare che le era stato inflitto dalla direzione dell’ospedale come chiaro atto intimidatorio rispetto all’instancabile azione sindacale da lei svolta; oggi, dopo una conferenza stampa avvenuta lunedì e promossa dal sindacato di cui Margherita fa parte, la CUB, l’abbiamo intervistata mentre è in corso il suo sciopero della fame da incatenata nella struttura dell’ospedale. Ci siamo fatti raccontare dalla sua voce come sono andati i fatti che hanno portato al licenziamento e le risposte che sono state messe in campo, con la solidarietà delle altre sigle sindacali, utenza dell’ospedale e colleghe e colleghi. Una risposta forte e necessaria per un attacco vergognoso alla rappresentanza sindacale e al diritto di sciopero, che l’ospedale San Raffaele spera di infliggere senza conseguenze. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto in compagnia telefonica di Clem dell’Assemblea Pdm/Pdb sullo sciopero del personale ferroviario al quale hanno aderito con CUB e SGB che lo hanno lanciato. Da lui ci siamo fatti ricordare le rivendicazioni di chi lavora in ferrovia e che è costretto periodicamente a rinunciare a giorni di paga per cercare di farsi ascoltare da azienda ed istituzioni con gli scioperi, per quanto la Commissione di Garanzia dello Sciopero (paradossalmente) cerchi puntualmente di mettergli i bastoni tra le ruote. L’adesione a questo ultimo sciopero sono state infatti molto alte non a caso, tra morti sul lavoro che si susseguono, organizzazione degli orari lavorativi e non solo insostenibili e la piaga delle mansioni appaltate a ditte esterne, si vuole dare un chiaro messaggio a chi continua a gettare fumo negli occhi rispetto ai problemi reali del pase, con grandi opere e messaggi xenofobi. Buon ascolto
Puntata del 28/07/2026@2
Il primo approfondimento della serata lo abbiamo fatto in compagnia di Fabio del SiCobas Torino sulla loro giornata di mobilitazione del 20 luglio, che ha compreso ben tre manifestazioni nella stessa giornata. Il filo conduttore purtroppo è quello del decesso, infatti si è trattato di 3 vittime di quella che si può definire come guerra di classe: “Lunedì 20 luglio a Torino abbiamo promosso tre manifestazioni in una sola giornata: tre manifestazione per tre morti. La prima davanti all’Ispettorato del Lavoro con gli autisti e i camionisti delle azienda in appalto BRT, in seguito alla morte del loro compagno di lavoro Antonino Gala sul piazzale del magazzino di Settimo Torinese, schiacciato dal suo stesso camion. Dalle prime ricostruzioni pare non avesse inserito correttamente il freno a mano. Quello che raccontano però i i suoi compagni di lavoro, anche delle numerose altre aziende appaltatrici che operano per il colosso dei corrieri, è una condizione diffusa di stress, sovraccarico di lavoro, oppressione di capi e responsabili, paura di incorrere in sanzioni e addebiti di danni per qualsivoglia sinistro possa accadere nelle lunghe ore di lavoro. Condizione che non è affatto terminata dopo la morte di Antonino Gala. Anzi, soprattutto nei confronti dei lavoratori iscritti al Si Cobas, i comportamenti oppressivi (“Bartolini non vi vuole”, “siete indesiderati” solo alcune delle frasi pronunciate) e le discriminazioni, inclusi demansionamenti illegittimi e spostamenti di giri e turni, sono sempre più frequenti. La seconda manifestazione è stata davanti al tribunale di Torino, sempre con la nutrita partecipazione degli autisti appalti BRT; dove nel pomeriggio è arrivata la storica sentenza – la prima in Italia – che condanna l’azienda Af Logistics e il suo preposto Pasquale Martucci per il suicidio nel 2023 di un camionista della piattaforma GS Carrefour di Rivalta. Il camionista Renato Fesce si era tolto la vita tartassato e prigioniero oltre ogni limite del lavoro, dell’aggressività del capo, dei turni massacranti, e della parallela paura di perdere il lavoro. La sentenza è arrivata anche grazie alla costituzione come parte civile del SI Cobas (rappresentato dall’avvocato D’Amico), che ha permesso di celebrare con serietà e fino in fondo un processo che altrimenti rischiava di finire anzi tempo. Il Si Cobas è presente da anni nell’azienda e da anni lotta con un gruppo di autisti per aumenti di salario, condizioni di sicurezza dei viaggi e delle consegne e serenità sul lavoro. Davanti alla piattaforma Carrefour di Rivalta si erano svolti anche gli scioperi della logistica dell’ottobre 2021 e lo sciopero contro il genocidio in Palestina del 23 febbraio 2024. La terza manifestazione è stata il corteo nel quartiere proletario di Barriera di Milano per rivendicare GIUSTIZIA PER FAKIR, il facchino ammazzato domenica a Bologna dalla polizia di Stato, sotto gli occhi di tutti. Una violenza inaudita, frutto anche del senso di impunità delle forze dell’“ordine” rafforzato dai decreti sicurezza del governo Meloni e dal clima di propaganda anti-immigrati spinto dall’economia di guerra. Una violenza che resterà impunita senza la mobilitazione massiccia di tutti noi lavoratori e lavoratrici, italiane e immigrate.” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata è stato quello del licenziamento per motivi chiaramente pretestuosi della storica coordinatrice RSU dell’Ospedale San Raffaele di Milano, Margherita Napoletano. L’avevamo giusto sentita qualche settimana fa per il provvedimento disciplinare che le era stato inflitto dalla direzione dell’ospedale come chiaro atto intimidatorio rispetto all’instancabile azione sindacale da lei svolta; oggi, dopo una conferenza stampa avvenuta lunedì e promossa dal sindacato di cui Margherita fa parte, la CUB, l’abbiamo intervistata mentre è in corso il suo sciopero della fame da incatenata nella struttura dell’ospedale. Ci siamo fatti raccontare dalla sua voce come sono andati i fatti che hanno portato al licenziamento e le risposte che sono state messe in campo, con la solidarietà delle altre sigle sindacali, utenza dell’ospedale e colleghe e colleghi. Una risposta forte e necessaria per un attacco vergognoso alla rappresentanza sindacale e al diritto di sciopero, che l’ospedale San Raffaele spera di infliggere senza conseguenze. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto in compagnia telefonica di Clem dell’Assemblea Pdm/Pdb sullo sciopero del personale ferroviario al quale hanno aderito con CUB e SGB che lo hanno lanciato. Da lui ci siamo fatti ricordare le rivendicazioni di chi lavora in ferrovia e che è costretto periodicamente a rinunciare a giorni di paga per cercare di farsi ascoltare da azienda ed istituzioni con gli scioperi, per quanto la Commissione di Garanzia dello Sciopero (paradossalmente) cerchi puntualmente di mettergli i bastoni tra le ruote. L’adesione a questo ultimo sciopero sono state infatti molto alte non a caso, tra morti sul lavoro che si susseguono, organizzazione degli orari lavorativi e non solo insostenibili e la piaga delle mansioni appaltate a ditte esterne, si vuole dare un chiaro messaggio a chi continua a gettare fumo negli occhi rispetto ai problemi reali del pase, con grandi opere e messaggi xenofobi. Buon ascolto
Puntata del 28/07/2026
Il primo approfondimento della serata lo abbiamo fatto in compagnia di Fabio del SiCobas Torino sulla loro giornata di mobilitazione del 20 luglio, che ha compreso ben tre manifestazioni nella stessa giornata. Il filo conduttore purtroppo è quello del decesso, infatti si è trattato di 3 vittime di quella che si può definire come guerra di classe: “Lunedì 20 luglio a Torino abbiamo promosso tre manifestazioni in una sola giornata: tre manifestazione per tre morti. La prima davanti all’Ispettorato del Lavoro con gli autisti e i camionisti delle azienda in appalto BRT, in seguito alla morte del loro compagno di lavoro Antonino Gala sul piazzale del magazzino di Settimo Torinese, schiacciato dal suo stesso camion. Dalle prime ricostruzioni pare non avesse inserito correttamente il freno a mano. Quello che raccontano però i i suoi compagni di lavoro, anche delle numerose altre aziende appaltatrici che operano per il colosso dei corrieri, è una condizione diffusa di stress, sovraccarico di lavoro, oppressione di capi e responsabili, paura di incorrere in sanzioni e addebiti di danni per qualsivoglia sinistro possa accadere nelle lunghe ore di lavoro. Condizione che non è affatto terminata dopo la morte di Antonino Gala. Anzi, soprattutto nei confronti dei lavoratori iscritti al Si Cobas, i comportamenti oppressivi (“Bartolini non vi vuole”, “siete indesiderati” solo alcune delle frasi pronunciate) e le discriminazioni, inclusi demansionamenti illegittimi e spostamenti di giri e turni, sono sempre più frequenti. La seconda manifestazione è stata davanti al tribunale di Torino, sempre con la nutrita partecipazione degli autisti appalti BRT; dove nel pomeriggio è arrivata la storica sentenza – la prima in Italia – che condanna l’azienda Af Logistics e il suo preposto Pasquale Martucci per il suicidio nel 2023 di un camionista della piattaforma GS Carrefour di Rivalta. Il camionista Renato Fesce si era tolto la vita tartassato e prigioniero oltre ogni limite del lavoro, dell’aggressività del capo, dei turni massacranti, e della parallela paura di perdere il lavoro. La sentenza è arrivata anche grazie alla costituzione come parte civile del SI Cobas (rappresentato dall’avvocato D’Amico), che ha permesso di celebrare con serietà e fino in fondo un processo che altrimenti rischiava di finire anzi tempo. Il Si Cobas è presente da anni nell’azienda e da anni lotta con un gruppo di autisti per aumenti di salario, condizioni di sicurezza dei viaggi e delle consegne e serenità sul lavoro. Davanti alla piattaforma Carrefour di Rivalta si erano svolti anche gli scioperi della logistica dell’ottobre 2021 e lo sciopero contro il genocidio in Palestina del 23 febbraio 2024. La terza manifestazione è stata il corteo nel quartiere proletario di Barriera di Milano per rivendicare GIUSTIZIA PER FAKIR, il facchino ammazzato domenica a Bologna dalla polizia di Stato, sotto gli occhi di tutti. Una violenza inaudita, frutto anche del senso di impunità delle forze dell’“ordine” rafforzato dai decreti sicurezza del governo Meloni e dal clima di propaganda anti-immigrati spinto dall’economia di guerra. Una violenza che resterà impunita senza la mobilitazione massiccia di tutti noi lavoratori e lavoratrici, italiane e immigrate.” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata è stato quello del licenziamento per motivi chiaramente pretestuosi della storica coordinatrice RSU dell’Ospedale San Raffaele di Milano, Margherita Napoletano. L’avevamo giusto sentita qualche settimana fa per il provvedimento disciplinare che le era stato inflitto dalla direzione dell’ospedale come chiaro atto intimidatorio rispetto all’instancabile azione sindacale da lei svolta; oggi, dopo una conferenza stampa avvenuta lunedì e promossa dal sindacato di cui Margherita fa parte, la CUB, l’abbiamo intervistata mentre è in corso il suo sciopero della fame da incatenata nella struttura dell’ospedale. Ci siamo fatti raccontare dalla sua voce come sono andati i fatti che hanno portato al licenziamento e le risposte che sono state messe in campo, con la solidarietà delle altre sigle sindacali, utenza dell’ospedale e colleghe e colleghi. Una risposta forte e necessaria per un attacco vergognoso alla rappresentanza sindacale e al diritto di sciopero, che l’ospedale San Raffaele spera di infliggere senza conseguenze. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto in compagnia telefonica di Clem dell’Assemblea Pdm/Pdb sullo sciopero del personale ferroviario al quale hanno aderito con CUB e SGB che lo hanno lanciato. Da lui ci siamo fatti ricordare le rivendicazioni di chi lavora in ferrovia e che è costretto periodicamente a rinunciare a giorni di paga per cercare di farsi ascoltare da azienda ed istituzioni con gli scioperi, per quanto la Commissione di Garanzia dello Sciopero (paradossalmente) cerchi puntualmente di mettergli i bastoni tra le ruote. L’adesione a questo ultimo sciopero sono state infatti molto alte non a caso, tra morti sul lavoro che si susseguono, organizzazione degli orari lavorativi e non solo insostenibili e la piaga delle mansioni appaltate a ditte esterne, si vuole dare un chiaro messaggio a chi continua a gettare fumo negli occhi rispetto ai problemi reali del pase, con grandi opere e messaggi xenofobi. Buon ascolto
July 29, 2026
Radio Blackout
Puntata del 07/07/2026@0
Il primo argomento della puntata è stato quello delle lotte nel distretto della moda di Prato, in particolare sulle vicende capitate ai lavoratori dell’Acca srl, ne abbiamo parlato in collegamento telefonico con Riccardo del SUDD Cobas. L’ Acca srl il 20 giugno annuncia la sua chiusura con conseguente licenziamento di 95 dipendenti, niente di nuovo per chi opera nel settore della logistica, in cui aprire e chiudere aziende, serve a mantenere un sistema di malaffare, fatto di sfruttamento dei lavoratori ed evasione fiscale. Così i lavoratori assieme al sindacato di base SUDD Cobas hanno organizzato un picchetto permanente davanti alla sede dell’azienda per mettersi di traverso a questa scelta fatta sconsiderando totalmente le prospettive di chi in quel posto ci lavorava fino a poco tempo prima. Da lì prima una rete organizzata via WeChat di imprenditori, solidali alla causa dei padroni dell’Acca e detrattori del sindacato di base, ha organizzato di fatto un assalto al presidio con la pretesa di riprendere la merce bloccata nel magazzino, tanto che è dovuta intervenire anche la celere per fermarli. Poi dopo il tavolo di trattativa conquistato il 1 luglio alla presenza di istituzioni locali e azienda, sono state le forze dell’ordine a sgomberare il presidio con la forza, di fatto prendendo le parti di un’azienda che nel frattempo è sotto processo per un’evasione fiscale pari a 71 milioni di euro. Con Riccardo siamo entrati nei dettagli di questa storia e nel racconto del partecipatissimo corteo organizzato in risposta a questa situazione di violenza costante usata contro chi cerca solo di difendere il proprio posto di lavoro. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Margherita Napoletano, coordinatrice RSU CUB all’ospedale san Raffaele di Milano, vittima di una contestazione disciplinare a seguito di posizioni decise prese nei confronti della direzione ospedaliera. La nostra ospite si è più volte esposta denunciando la grave carenza di personale e l’abuso nella gestione degli appalti. A questo si aggiunge una diffida alla CUB da parte della direzione ospedaliera che appare pretestuosa e finalizzata ad intimidire e mettere fuori gioco il sindacato conflittuale. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia  di Emiliano Gentili, redattore del  blog dei lavoratori e delegati indipendenti di Pisa e membro del centro studi politico/sindacale della CUB, su l’articolo del 02/07/2026: “Dal 1° Luglio è partito il nuovo tentativo di scippo del TFR” https://delegati-lavoratori-indipendenti-pisa.blogspot.com/2026/07/dal-1-luglio-e-partito-il-nuovo.html Con l’aiuto di Emiliano siamo entrati nel merito della Legge di Bilancio dove il Governo è intervenuto anche per potenziare i fondi di previdenza complementare, alimentando quel meccanismo del silenzio-assenso che indirizza il Trattamento di Fine Rapporto dei neo-assunti nel settore privato verso i fondi pensione. Buon ascolto
Puntata del 07/07/2026@1
Il primo argomento della puntata è stato quello delle lotte nel distretto della moda di Prato, in particolare sulle vicende capitate ai lavoratori dell’Acca srl, ne abbiamo parlato in collegamento telefonico con Riccardo del SUDD Cobas. L’ Acca srl il 20 giugno annuncia la sua chiusura con conseguente licenziamento di 95 dipendenti, niente di nuovo per chi opera nel settore della logistica, in cui aprire e chiudere aziende, serve a mantenere un sistema di malaffare, fatto di sfruttamento dei lavoratori ed evasione fiscale. Così i lavoratori assieme al sindacato di base SUDD Cobas hanno organizzato un picchetto permanente davanti alla sede dell’azienda per mettersi di traverso a questa scelta fatta sconsiderando totalmente le prospettive di chi in quel posto ci lavorava fino a poco tempo prima. Da lì prima una rete organizzata via WeChat di imprenditori, solidali alla causa dei padroni dell’Acca e detrattori del sindacato di base, ha organizzato di fatto un assalto al presidio con la pretesa di riprendere la merce bloccata nel magazzino, tanto che è dovuta intervenire anche la celere per fermarli. Poi dopo il tavolo di trattativa conquistato il 1 luglio alla presenza di istituzioni locali e azienda, sono state le forze dell’ordine a sgomberare il presidio con la forza, di fatto prendendo le parti di un’azienda che nel frattempo è sotto processo per un’evasione fiscale pari a 71 milioni di euro. Con Riccardo siamo entrati nei dettagli di questa storia e nel racconto del partecipatissimo corteo organizzato in risposta a questa situazione di violenza costante usata contro chi cerca solo di difendere il proprio posto di lavoro. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Margherita Napoletano, coordinatrice RSU CUB all’ospedale san Raffaele di Milano, vittima di una contestazione disciplinare a seguito di posizioni decise prese nei confronti della direzione ospedaliera. La nostra ospite si è più volte esposta denunciando la grave carenza di personale e l’abuso nella gestione degli appalti. A questo si aggiunge una diffida alla CUB da parte della direzione ospedaliera che appare pretestuosa e finalizzata ad intimidire e mettere fuori gioco il sindacato conflittuale. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia  di Emiliano Gentili, redattore del  blog dei lavoratori e delegati indipendenti di Pisa e membro del centro studi politico/sindacale della CUB, su l’articolo del 02/07/2026: “Dal 1° Luglio è partito il nuovo tentativo di scippo del TFR” https://delegati-lavoratori-indipendenti-pisa.blogspot.com/2026/07/dal-1-luglio-e-partito-il-nuovo.html Con l’aiuto di Emiliano siamo entrati nel merito della Legge di Bilancio dove il Governo è intervenuto anche per potenziare i fondi di previdenza complementare, alimentando quel meccanismo del silenzio-assenso che indirizza il Trattamento di Fine Rapporto dei neo-assunti nel settore privato verso i fondi pensione. Buon ascolto
Puntata del 07/07/2026@2
Il primo argomento della puntata è stato quello delle lotte nel distretto della moda di Prato, in particolare sulle vicende capitate ai lavoratori dell’Acca srl, ne abbiamo parlato in collegamento telefonico con Riccardo del SUDD Cobas. L’ Acca srl il 20 giugno annuncia la sua chiusura con conseguente licenziamento di 95 dipendenti, niente di nuovo per chi opera nel settore della logistica, in cui aprire e chiudere aziende, serve a mantenere un sistema di malaffare, fatto di sfruttamento dei lavoratori ed evasione fiscale. Così i lavoratori assieme al sindacato di base SUDD Cobas hanno organizzato un picchetto permanente davanti alla sede dell’azienda per mettersi di traverso a questa scelta fatta sconsiderando totalmente le prospettive di chi in quel posto ci lavorava fino a poco tempo prima. Da lì prima una rete organizzata via WeChat di imprenditori, solidali alla causa dei padroni dell’Acca e detrattori del sindacato di base, ha organizzato di fatto un assalto al presidio con la pretesa di riprendere la merce bloccata nel magazzino, tanto che è dovuta intervenire anche la celere per fermarli. Poi dopo il tavolo di trattativa conquistato il 1 luglio alla presenza di istituzioni locali e azienda, sono state le forze dell’ordine a sgomberare il presidio con la forza, di fatto prendendo le parti di un’azienda che nel frattempo è sotto processo per un’evasione fiscale pari a 71 milioni di euro. Con Riccardo siamo entrati nei dettagli di questa storia e nel racconto del partecipatissimo corteo organizzato in risposta a questa situazione di violenza costante usata contro chi cerca solo di difendere il proprio posto di lavoro. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Margherita Napoletano, coordinatrice RSU CUB all’ospedale san Raffaele di Milano, vittima di una contestazione disciplinare a seguito di posizioni decise prese nei confronti della direzione ospedaliera. La nostra ospite si è più volte esposta denunciando la grave carenza di personale e l’abuso nella gestione degli appalti. A questo si aggiunge una diffida alla CUB da parte della direzione ospedaliera che appare pretestuosa e finalizzata ad intimidire e mettere fuori gioco il sindacato conflittuale. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia  di Emiliano Gentili, redattore del  blog dei lavoratori e delegati indipendenti di Pisa e membro del centro studi politico/sindacale della CUB, su l’articolo del 02/07/2026: “Dal 1° Luglio è partito il nuovo tentativo di scippo del TFR” https://delegati-lavoratori-indipendenti-pisa.blogspot.com/2026/07/dal-1-luglio-e-partito-il-nuovo.html Con l’aiuto di Emiliano siamo entrati nel merito della Legge di Bilancio dove il Governo è intervenuto anche per potenziare i fondi di previdenza complementare, alimentando quel meccanismo del silenzio-assenso che indirizza il Trattamento di Fine Rapporto dei neo-assunti nel settore privato verso i fondi pensione. Buon ascolto
SANITA’ PUBBLICA: “SIAMO TUTTI MARGHERITA”, INIZIATIVA SOLIDALE AL SAN RAFFAELE A FIANCO DELLA RSU CUB A RISCHIO LICENZIAMENTO
Iniziativa solidale e di lotta oggi, martedì 7 luglio 2026, fuori dall’ospedale San Raffaele di Milano, colosso italiano della sanità privata. La rsu del sindacato di base Cub al San Raffaele, Margherita Napoletano, è sotto attacco per la sua attività sindacale in difesa del diritto alla salute. Negli ultimi mesi ha ricevuto 2 contestazioni e rischia il licenziamento: la prima per aver permesso ad alcune studentesse in alternanza scuola-lavoro di sostare nella saletta sindacale interna al nosocomio, la seconda invece per aver denunciato il ricorso a infermieri esterni non formati nei reparti dell’ospedale stesso, parlandone pubblicamente anche davanti alle telecamere trasmissione televisiva della Rai Report, che ha espresso pubblicamente la propria solidarietà alla Napoletano. Su Radio Onda d’Urto l’intervista a Margherita Napoletano, rsu Cub al San Raffaele, per spiegare i contorni della vicenda.  Ascolta o scarica   Di seguito, il comunicato di Cub Sanità e Usi Sanità: “La sanità privata è anche antisindacale Solidarietà a Margherita Napoletano, RSU Cub dell’Ospedale San Raffaele, sotto attacco per la sua attività sindacale in difesa del diritto alla salute. Margherita negli ultimi mesi ha infatti ricevuto due contestazioni, per le quali rischia ora il licenziamento: la prima per aver permesso ad alcune studentesse in alternanza scuola-lavoro di sostare all’interno della sala sindacale presente in ospedale. La seconda per aver denunciato, a ottobre scorso, il ricorso alla somministrazione di infermieri esterni non formati nei reparti dell’ospedale, parlandone pubblicamente alla trasmissione televisiva Report. E’ evidentemente questa denuncia il motivo degli attacchi che ora subisce con motivazioni pretestuose. La vicenda è poi esplosa su tutti i giornali quando, tra il 6 e il 7 dicembre 2025, a causa del caos generato dalle esternalizzazioni degli infermieri, è stato bloccato l’accesso al pronto soccorso e si sono verificati gravi errori nella somministrazione dei farmaci, con enormi rischi per la salute dei pazienti. Tali fatti hanno portato addirittura alla dimissione dell’amministratore unico dell’ospedale. Ma chi ha denunciato la cosa, invece di essere premiato, è ora oggetto di ritorsioni, da parte di quello stesso gruppo San Donato che nella nostra Regione è una delle principali lobby che promuove la privatizzazione delle cure e lo smantellamento della sanità pubblica. La battaglia di Margherita è anche la nostra! L’attacco a Margherita rientra nell’attacco più generale che viene condotto in tutto il paese nei confronti dei lavoratori che lottano. Per la Cub, fra i casi più noti di attacchi recenti, ricordiamo Delio Fantasia (Stellantis) e Simone Vivoli (Tim). In Lombardia, nel recente passato, attacchi simili nella sanità hanno colpito Riccardo Germani (ex Adl Cobas) e Francesco Scorzelli (USB), fino ad arrivare all’attacco in corso contro Luigi Borrelli (all’aeroporto di Montichiari, provincia di Brescia, ndRodu). Esprimiamo quindi la nostra solidarietà a Margherita e a tutti i lavoratori colpiti per essersi mobilitati in difesa del diritto alla salute e al lavoro, e la volontà di sostenerla in tutte le iniziative che saranno prese per contrastare e rispedire al mittente questo attacco. Per questo, martedì 7 luglio alle ore 11 presso la spianata dell’Ospedale San Raffaele di via Olgettina 60, si terrà una conferenza pubblica in solidarietà a Margherita Napoletano e a difesa della libertà sindacale”.
July 7, 2026
Radio Onda d`Urto