Il Partito Livizja Bashke e i Rom
Poiché crediamo che essere di sinistra voglia dire schierarsi sempre e comunque
con le minoranze ed in particolare con quelle storicamente più disprezzate ed
emarginate contro il nazionalismo etnico e suprematista e per un patriottismo
civico che promuove e difende l’uguaglianza dei diritti di tutte e di tutti.
Livizja Bashke (Movimento Insieme) : Questo è l’analisi dei problemi delle
cominità rom ed “egiziane” che si trova del programa politico del 2025:
La comunità rom ed egiziana
Tra le comunità più emarginate e discriminate in Albania ci sono i rom e gli
egiziani.
A causa della profonda povertà, queste comunità sono tra i principali
beneficiari (circa 11.000 cittadini) dell’assistenza economica (seppur
insufficiente).
Un grande ostacolo nell’ottenimento di questo aiuto da parte di tutti i
bisognosi è il fatto che una parte dei membri della comunità rom ed egiziana ha
problemi con la documentazione legale e, in condizioni di analfabetismo, si
trova nell’impossibilità di compilare i moduli di domanda per l’assistenza
economica senza un adeguato supporto.
La mancanza di documenti e di registrazione (in alcuni casi anche di essere
riconosciuti come cittadini) impedisce a una parte dei membri di queste comunità
anche il godimento di altri diritti legali.
I problemi con i documenti e la registrazione delle proprietà hanno reso questa
comunità particolarmente esposta ad espropri e sfratti quando si è aperta la
strada alla costruzione di torri o opere infrastrutturali, senza che venisse
garantito in alcun caso il diritto all’alloggio e alla sicurezza della
proprietà.
Particolarmente difficili sono le condizioni di vita dei membri della comunità
rom.
Lo stesso Piano d’Azione Nazionale per l’Uguaglianza, l’Inclusione e la
Partecipazione dei Rom e degli Egiziani nella Repubblica d’Albania (2021-2025)
ci dice che:
“L’84% della comunità Rom ha accesso all’elettricità e il 50% dei membri della
minoranza Rom ha accesso all’acqua potabile nelle proprie abitazioni, rispetto
alla cifra dell’89% che spetta ai vicini non Rom”.
La discriminazione sociale emerge chiaramente anche nell’istruzione. Secondo i
dati ufficiali, c’è il 31% in meno di bambini della comunità rom che frequentano
la scuola dell’infanzia rispetto al resto della società.
Altrettanto problematica è la frequenza della scuola dell’obbligo, dove solo il
31% dei bambini della comunità rom frequenta la scuola, rispetto al 66% del
resto della società.
I profondi problemi nell’istruzione di base e professionale e la discriminazione
sociale hanno portato a un livello molto basso di occupazione regolare dei
cittadini rom, soprattutto tra i giovani.
Per esempio, tra i giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni, solo il 22% dei
giovani rom lavora, va a scuola o frequenta un corso di formazione.
Questa cifra è invece del 58% per il resto della società.
I cittadini rom non solo sono poco inseriti nel mercato del lavoro regolare,
dove anche lì di solito vengono loro preclusi i lavori più pagati, a favore di
quelli meno retribuiti, ma allo stesso tempo svolgono lavori difficili e precari
come quello del riciclaggio dei rifiuti.
Ad oggi, i piani e le strategie governative hanno soddisfatto ben poco i reali
bisogni della comunità rom ed egiziana, riproducendo povertà e segregazione
sociale.
La nostra proposta per queste comunità è la seguente:
Misure speciali saranno adottate per l’integrazione scolastica e lavorativa dei
membri della comunità rom ed egiziana.
Tra le priorità per queste comunità ci deve essere la loro sicurezza giuridica,
registrando e fornendo documenti a tutti i cittadini e, cosa ancora più
importante, riconoscendo legalmente la proprietà di fatto dei membri di queste
comunità.
Dall’altro lato, il miglioramento dei servizi di edilizia sociale e gli
interventi di riqualificazione degli alloggi attuali garantiranno condizioni di
vita più dignitose per i membri di queste comunità.
Redazione Italia