Dal 13 al 20 ottobre esercitazione nucleare NATO Steadfast Noon in Italia
L’esercitazione Nato Steadfast Noon si terrà in Italia, trattasi di
esercitazione nucleare, a spiegarlo il responsabile della politica nucleare
della Nato nel corso di una conferenza stampa di cui riporta notizia l’ANSA.
Nell’esercitazione che comincia oggi 13 ottobre, stando ai racconti diffusi a
mezzi stampa, non saranno impiegate armi nucleari vere e proprie, trattandosi di
simulazioni per testare la capacità di resistenza, resilienza (altro termine
abusato e dai significati sempre più sinistri) e di risposta degli eserciti
Nato.
Più chiaro nei propositi il Ministero della Difesa italiano, Guido Crosetto, che
parla esplicitamente di «testare la capacità di risposta rapida dell’Alleanza
Atlantica» annunciando «la più grande esercitazione Nato dell’anno, che dimostra
la capacità dell’Alleanza di dispiegare e integrare rapidamente le forze,
rafforzando la presenza e la prontezza operativa nell’Europa centrale». Ancora
una volta siamo davanti all’utilizzo delle esercitazioni militari in funzione
anti-russa e anti-cinese, esercitazioni solitamente utilizzate come velata
minaccia per mostrare il potenziale degli eserciti UE e NATO e saggiare la
capacità di risposta, la cosiddetta prontezza di crosettiana memoria.
Oltre dieci mila militari provenienti da 13 Paesi Alleati hanno preso parte alle
attività addestrative. In primo piano l’Italia, che ha assunto il Comando della
Forza di Reazione Rapida della NATO e della componente terrestre
dell’Esercitazione. Leggiamo testualmente
«Lo sforzo logistico ha consentito la movimentazione di circa 6.000 metri
lineari di materiali, mezzi e attrezzature, in condizioni meteorologiche
particolarmente impegnative, segnate da nevicate lungo le principali direttrici
terrestri e aeree, e da onde fino a 12 metri sull’Oceano Atlantico».
Non è casuale la scelta dell’Italia per questa esercitazione in grande stile che
inizierà il prossimo 13 Ottobre. La scelta ricade per la settima volta sul
nostro paese sempre in nome della deterrenza. E ormai non si fa mistero della
stretta connessione tra forza militare e forza politica: la dimensione nucleare
dell’addestramento infatti, esplicitamente richiamata dalla Nato, si inserisce
nel più ampio sistema di consultazione politica, pianificazione militare e
condivisione degli oneri tra gli Alleati. La responsabile della politica
nucleare dell’Alleanza, Nassima Barrows, ha sottolineato il carattere ordinario
dell’attività, precisando che non è diretta contro alcun Paese (clicca qui).
Nel frattempo la Cub di Pisa ha scritto al Prefetto di Pisa per chiedere se
siano state adottati piani di sicurezza a livello locale seguendo le indicazioni
dell’appello lanciato da qualche settimana su Peacelink.it e ponendo
pubblicamente alcune domande:
* quali sono i piani di protezione civile in caso di guerra nucleare;
* se e come sono stati considerati scenari di uso di un’arma tattica e di
escalation, anche alla luce delle simulazioni dell’Università di Princeton;
* l’accesso al piano di protezione civile e al piano di soccorso sanitario;
* quali sono le procedure di allerta, evacuazione, ricovero, decontaminazione e
assistenza sanitaria;
* cosa è previsto per gli impianti a rischio di incidente rilevante (se ci sono
scenari di simulazione e previsione dei danni rilevanti in caso di guerra
convenzionale o nucleare).
Non facciamo passare sotto silenzio l’ennesima operazione di guerra simulata che
attraversa i nostri territori.
F-16 statunitense decolla da una delle basi del Nord Italia il 13 ottobre 2023,
per una delle precedenti esercitazioni nucleari NATO.
Federico Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle
università
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