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L’avvertimento mafioso di Vladimir Zelenskij a Vladimir Putin
Che sia davvero tempo di por fine al massacro di soldati ucraini e russi e dare pace al martoriato Donbass, terrorizzato ormai da dodici anni dagli attacchi dei nazisti di Kiev, è questione su cui rifiutano di convenire solo le soldataglie neonaziste e i ras che, dalla pace, avrebbero solo […] L'articolo L’avvertimento mafioso di Vladimir Zelenskij a Vladimir Putin su Contropiano.
June 7, 2026
Contropiano
Il punto sulla guerra russo-ucraina
Abbiamo chiesto a Francesco Dall’Aglio, storico, esperto di est Europa e autore del seguito canale Telegram sulla guerra russo-ucrina War rooms, di fare il punto sul conflitto. Abbiamo parlato di droni e sconfinamenti di droni, delle reticenze sempre maggiori sull’ingresso dell’Ucraina nell’UE da parte dei Paesi membri – e non per la decisione di dare a un’unità militare il nome dell’Esercito Insurrezionale Ucraino, all’epoca della Seconda Guerra Mondiale alleato dei nazisti, e autore di massacri contro la popolazione polacca (cosa che comunque ha ovviamente fatto infuriare Tusk e la Polonia) e della riattivazione del fronte da parte russa. Ascolta o scarica l’interessante approfondimento.
LEVANTE: XI JINPING TRA TRUMP E PUTIN. ANALISI E VALUTAZIONI DOPO L’INCONTRO (DOPPIO) A PECHINO
Pechino snodo degli incontri internazionali: Trump prima e, pochi giorni dopo, Putin. Su Radio Onda d’Urto approfondiamo i due vertici, entrambi avvenuti nella capitale della Repubblica Popolare Cinese e con Xi Jinping in primo piano, nel corso del mese di maggio 2026. Lo facciamo con questo speciale “Levante”, trasmissione di Radio Onda d’Urto dedicata all’Asia orientale, tra Cina e dintorni. Ospite il nostro collaboratore Dario Di Conzo – co-curatore di Levante, ricercatore alla Scuola Normale Superiore e docente a contratto di riforme economiche della Cina contemporanea all’Orientale di Napoli. Gli incontri di Xi Jinping prima con Trump e poi con Putin in “Levante”.  Ascolta o scarica  
May 22, 2026
Radio Onda d`Urto
L’Ucraina majdanista indica la strada all’Armenia europeista
Il prossimo 7 giugno si svolgeranno le elezioni parlamentari in Armenia e l’attuale primo ministro Nikol L’Ucraina majdanista indica la strada all’Armenia europeista non è affatto sicuro che il suo partito Accordo Civile riesca ottenere voti sufficienti a formare una coalizione in grado di sostenere il governo e le scelte […] L'articolo L’Ucraina majdanista indica la strada all’Armenia europeista su Contropiano.
May 13, 2026
Contropiano
UCRAINA: TRA TREGUE A METÀ E POSSIBILE NEGOZIATI CON L’UE. IL PUNTO CON IL GIORNALISTA SABATO ANGIERI
Il presidente russo Vladimir Putin lancia l’ipotesi di negoziati diretti tra Mosca e l’Unione Europea sul conflitto in Ucraina, autoproponendo come possibile mediatore l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder, da anni vicino al Cremlino e coinvolto in rapporti economici con la Russia. Un segnale di apertura arriva dalla Finlandia, storicamente tra i Paesi meno inclini a posizioni filo-russe. Il presidente Alexander Stubb ha dichiarato che “è tempo di iniziare a parlare con la Russia. Quando arriverà non lo so”. Di tono opposto le reazioni di Bruxelles e Berlino: l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas infatti ha espresso irritazione per l’iniziativa russa, mentre il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius è atteso a Kiev per discutere “dell’ampliamento della cooperazione nel settore della difesa con l’Ucraina”. Nel frattempo l’Unione Europea conferma la propria linea di supporto militare ed economico: la prossima settimana sarà erogata a Kiev la prima tranche del prestito europeo da 90 miliardi di euro. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto è intervenuto Sabato Angieri, giornalista de Il Manifesto. Ascolta o scarica. Sul terreno intanto in 24 ore 3 morti per droni russi in cielo, mentre via terra Kiev parla di 150 scontri sul campo di battaglia. Per contro Mosca parla di 57 droni ucraini abbattuti. Le parti, però, stanno preparando lo scambio di 1000 prigionieri per parte, dentro il cessate il fuoco Usa, che dovrebbe durare fino a domani.
May 11, 2026
Radio Onda d`Urto
Il vertice europeista in Armenia e le novelle naval’niane del Corriere
5 maggio. Se si ignorano le zotiche allucinazioni di quel fogliaccio milanese “uso a ubbedir” a fascisti di ieri e di oggi e che, mentre riesce a farneticare di «brutalismo sovietico» in un edificio di Erevan, sentenzia che l’Armenia «prova a fare la pace con Azerbaijan», rimane ben poco da […] L'articolo Il vertice europeista in Armenia e le novelle naval’niane del Corriere su Contropiano.
May 7, 2026
Contropiano
Un prigioniero politico al Kremlino
Un conduttore televisivo russo, piuttosto antipatico, riempie di insulti Giorgia Meloni. Il governo, tramite l’apposito ministro degli esteri, convoca l’ambasciatore russo in Italia per protestare. Posto che, come qui da noi, anche da quelle parti un conduttore televisivo non ricopre alcuna carica statale, se i russi adottassero lo stesso criterio […] L'articolo Un prigioniero politico al Kremlino su Contropiano.
April 22, 2026
Contropiano
La scuola in Russia va alla guerra tra nazionalismo e narrazioni militaristiche
LA RUSSIA INTRODUCE LEZIONI PATRIOTTICHE NEGLI ASILI CON IL PROGETTO “BUONI GIOCHI”, ATTIVITÀ DESTINATA ALL’ETÀ PRESCOLARE, DAI 3 AI 7 ANNI, AL FINE DI DIFFONDERE I VALORI NAZIONALI E L’IDENTITÀ RUSSA. Un esempio eloquente della militarizzazione operante in tutto il mondo, con il coinvolgimento delle scuole di ogni ordine e grado, arriva dalla Russia, dove il patriottismo di Putin diventa strumento indispensabile per assuefare le generazioni future alle ideologie della guerra (clicca qui per la notizia). L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, come denuncia i processi di militarizzazione in Italia e nei Paesi occidentali, è attento ad evidenziare le analogie con quanto accade in altre aree del globo. “Credere, obbedire e combattere” non è solo una massima mussoliniana, ma una indicazione da seguire ogni qual volta si restringono gli spazi di agibilità democratica e così il militarismo, insieme alla sua ideologia, prende il sopravvento. A partire dal prossimo anno scolastico, dunque, in Russia saranno apportati cambiamenti significativi nei percorsi educativi: una sorta di via di mezzo tra piani pedagogici e lezioni vere e proprie da impartire attraverso attività ludiche di natura patriottica. Si tratta dell’ennesima svolta militarista che si avvale di un vasto bagaglio retorico e un sistema valoriale bellicista. Il programma “Buoni Giochi” nell’anno scolastico in corso è stato adottato in via sperimentale e in un campione limitato di asili, ma a partire dal prossimo settembre diventerà operativo in tutto il Paese (clicca qui per la notizia). Ma perchè obbligare bambini e bambine a lezioni patriottiche fin dalla prima infanzia?  Anche in Russia, come accade in Italia e in altri Paesi, il motivo è chiaro e più volte l’abbiamo denunciato: – imporre delle linee guida all’educazione civica e ai programmi ministeriali che esaltino il nazionalismo russo e l’operato bellico in chiave nazionale di Putin; – rileggere la storia novecentesca in chiave nazionalista (inclusa la Resistenza al nazi-fascismo); – avvalersi di strumenti rinnovati, di approcci pedagogici attraverso giochi, libri, cartoni animati e indovinelli che rimettano al centro il concetto di patria.  La scuola diventa così una palestra militare per educare alla cieca obbedienza e alla partecipazione attiva alla propaganda di guerra, normalizzando nella mente dei bambini e delle bambine l’idea stessa della guerra come plausibile, come prosecuzione naturale dei processi politici, quando, invece, dovremmo prendere atto del fatto che la guerra è la negazione della politica, la cessazione del dialogo, la sospensione della democrazia. Si tratta di processi che vanno avanti, in Russia come in altri Paesi, già da tempo e accadono nella scuola, ma anche fuori dalla scuola, ad esempio attraverso i videogiochi, come documenta un articolo di Wired di qualche anno fa. Il tutto è funzionale a trasformare i/le giovani in potenziali militari al servizio della patria e l’uso dei videogame militarizzati è funzionale alla creazione dell’universo simbolico necessario per generale l’ideologia nazionalista. Del resto, un esempio plastico della trasformazione delle scuole russe in piccole caserme al fine di promuovere patriottismo e nazionalismo tra studenti e studentesse con il fine di indirizzarli/e verso le carriere militari, oltre ad esaltare il ruolo della Russia, sostenendo politiche nazionaliste, arriva dalla proiezione nelle sale di un film estremamente interessante dal titolo Mr. Nobody against Putin. Il docufilm, disponibile nelle sale a partire dal 16 aprile nei cinema, racconta la vicenda di un insegnante di una scuola russa che assiste attonito, come molte/i docenti italiane/i del resto, alla propaganda bellicista introdotta nella sua scuola e prova a reagire con un atto di resistenza. Il film ha vinto anche l’Oscar come miglior docufilm in rassegna, ma, ci chiediamo, sarebbe ugualmente stato premiato dalla giuria americana se il protagonista non avesse deciso di sabotare l’inno russo nella scuola, sostituendolo in filodiffusione con quello americano cantato da Lady Gaga? Insomma, non è che per denunciare il nazionalismo liberticida russo ci infiliamo nella classica, abusata e altrettanto retorica esaltazione dei valori americani? Smontare e decostruire, in Russia come in Italia come negli Stati Uniti, le narrazioni belliciste e nazionaliste, a nostro avviso, è un’operazione che deve andare nella direzione della costruzione di un mondo di pace, solidarietà e fratellanza/sorellanza universale, senza patrie da esaltare, senza nazionalismi da sostenere, senza soldati/soldatesse da mandare a morire per i capricci e le speculazioni economiche di alcuni/e o per gli interessi neoliberisti di patrie che sono diventate lobby economiche. Si tratta di un’operazione culturale e politica di consapevolezza e di assunzione di responsabilità che va fatta, ne siamo convinti, a partire dalla scuola. Di seguito il video della presentazione di Mr. Nobody against Putin con Michele Lucivero dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università nella diretta di ZaLab. Federico Giusti, Michele Lucivero, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
UCRAINA: 4 ANNI DI INVASIONE MILITARE RUSSA. OPERAZIONE COLOMBA: “E’ UNA GUERRA DI LOGORAMENTO SIMILE ALLA 1° GUERRA MONDIALE”
Il 24 febbraio 2026 cade il quarto anniversario dall’inizio dell’invasione militare russa dell’Ucraina. Una giornata, quella di martedì 24 febbraio, apertasi a Mosca con 2 morti e 2 feriti per un’esplosione  davanti alla stazione ferroviaria Savёlovskij. Le vittime sono l’attentatore suicida (non ci sono per ora notizie sulla sua identità) e un poliziotto; feriti altri 2 agenti. Nelle ultime 24 ore si registrano 2 vittime a Bryansk, est della Russia, per i raid ucraini; 3 morti invece – e diversi feriti – per gli attacchi russi tra Odessa e Zaporizhia. In questo scenario, nel fine settimana dovrebbe tenersi un nuovo round negoziale tra Russia, Ucraina e Usa. Fuori dai tavoli di trattativa c’è la Unione europea, che vede in queste ore von der Leyen e  Costa oggi a Kiev per un trilaterale con Zelensky; poi la partecipazione congiunta alla riunione dei “Volenterosi” organizzata da remoto da Parigi e Londra. Il clima è piuttosto agitato, vista la fumata nera a Bruxelles sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia (varate autonomamente invece proprio oggi dalla Gran Bretagna, paese extraUe) per il veto dell’Ungheria, contraria pure ai 90 miliardi di euro di prestito all’Ucraina. I 27 sono divisi anche su un possibile dialogo con Putin. Berlino bacchetta Parigi: “Troppe offerte di colloqui alla Russia rischiano di creare l’impressione che, con maggiore ostinazione, si possano ottenere più concessioni. Un segnale sbagliato”, dice il ministro degli Esteri Wadephul commentando le proposte di Macron. Nel frattempo, sul terreno ucraino la situazione resta molto difficile, in particolare per la popolazione civile. Secondo la Banca Mondiale, serviranno almeno 588 miliardi di euro per ricostruire nell’ipotetico post-guerra l’Ucraina, dove decine di migliaia di persone restano al freddo per gli attacchi russi alle infrastrutture energetiche e 9 milioni di persone – riferisce Emergency – non “hanno un’adeguata copertura sanitaria”. Proprio dall’Ucraina, a 4 anni dall’inizio dell’invasione, ai microfoni di Radio Onda d’Urto Alberto Capannini di Operazione Colomba, una delle organizzazioni che è arrivata sul terreno una settimana dopo dall’inizio dell’invasione ed è attiva soprattutto nella zona di Kherson. Capannini descrive a Radio Onda d’Urto “un quadro cupo caratterizzato da temperature gelide, mancanza di infrastrutture energetiche e una violenta mobilitazione forzata che alimenta corruzione e diserzione”. Il racconto paragona gli “scontri attuali a una logorante guerra di trincea simile al primo conflitto mondiale, dove l’obiettivo principale è abbattere il morale della popolazione attraverso bombardamenti costanti”. L’intervista dall’Ucraina su Radio Onda d’Urto con Alberto Capannini, di Operazione Colomba. Ascolta o scarica
February 24, 2026
Radio Onda d`Urto
Cra cra
Putin ne sa davvero una più del diavolo. Missili finiti? Fuoco alle pale. Droni che scarseggiano? Lavatrici volanti. Mitra che si inceppano? Dita a baionetta. Veleno introvabile? Caccia alle rane. Così, tanto per non sbagliare e assicurarsi il risultato, avrebbe ammazzato Navalny, uno che in Russia non si fila nemmeno […] L'articolo Cra cra su Contropiano.
February 16, 2026
Contropiano