LOMBARDIA: “STRIKE DAY” PER I CORRIERI AMAZON, CARICHI DI LAVORO INSOSTENIBILI E CONTESTAZIONI DISCIPLINARI INGIUSTE
“Saturazione delle rotte, colli e pacchi in eccesso” rispetto agli orari di
lavoro previsti. Possono arrivare anche a 300 i colli che ogni driver deve
consegnare ogni giorno per conto di aziende terziste che distribuiscono i pacchi
Amazon. Alle ragioni dello sciopero proclamato per la giornata di venerdì 26
giugno, che coinvolge otto centri di smistamento della multinazionale
statunitense, si aggiungono una serie di contestazioni disciplinari “ingiuste” e
addebiti “scorretti” dei costi per i danni agli automezzi.
La condizione lavorativa dei fattorini si aggrava in questi giorni di caldo
estremo, che coincidono con un maggior carico di lavoro dovuto alle promozioni
Amazon Prime. “Altro che Prime day, venerdì sarà Strike Day” dicono lavoratori e
Fitl Cgil, che denunciano la fatica di operare con il clima torrido di questi
giorni, sia nei magazzini che per chi consegna i pacchi; una situazione che si
innesta su una pressione già altissima verso i driver.
E ancora: mancato pagamento delle differenze retributive, mancati pagamenti di
Tfr e contributi da parte delle aziende uscenti dagli appalti. Da qui lo
sciopero di 24 ore, con presidi davanti alle varie stazioni di consegna come
Castegnato, in provincia di Brescia, dove domattina è stato indetto un presidio
che inizierà alle ore 6.45 in via Pianera.
Ci racconta le ragioni dello sciopero, che potrebbe coinvolgere fino a 3.500
addetti alle consegne, Giovanni De Lucia, funzionario Filt Cgil Lombardia.
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