VENERDÌ 2 OTTOBRE: ANALISI CRITICA DEI FATTI ECONOMICI DELLA SETTIMANA CON ANDREA FUMAGALLI
L’economista e nostro collaboratore, Andrea Fumagalli, torna venerdì 2 ottobre
2026 su Radio Onda d’Urto con la rubrica di analisi critica dei fatti economici
della settimana.
4 i temi: il price cap deciso a ottobre da diverse compagnie di distribuzione
(Eni, Ip, Q8 e Tamoil) di benzina e gasolio; la richiesta di maggiore
flessibilità di bilancio del Governo italiano all’Ue in vista della prossima
manovra economica; la crisi globale sui titoli di stato e infine i dati Istat
sull’occupazione.
PRICE CAP – 4 compagnie di distribuzione di benzina e gasolio hanno adottato dal
1 ottobre un tetto sui prezzi in Italia. Il price cap nazionale è 1,99 euro al
litro per la benzina, 2,19 euro al litro per il diesel e dovrebbe durare per il
solo mese di ottobre. L’intervento rivendicato dalla Meloni, al pari di quelli
sulle accise, interviene però unicamente sull’aspetto fiscale-finanziario,
senza minimamente intaccare sia gli extraprofitti miliardari delle compagnie
sia, soprattutto, il modo in cui si forma il prezzo lungo tutta la filiera
energetica.
MANOVRA – Si torna poi a parlare di flessibilità di bilancio nel dibattito
politico, in vista della prossima manovra economica, l’ultima del Governo Meloni
prima del voto 2027. Dopo la richiesta avanzata ieri, la presidente del
Consiglio è tornata oggi sull’argomento, chiedendo di “valutare l’impatto
dell’inflazione”, arrivata a settembre al 4,2% in Italia, contro il 3,8%
dell’Eurozona. In una lettera alla Commissione Ue scrive: “Nel caso italiano,
l’ammontare della spesa direttamente interessata da un’inflazione
significativamente superiore alle previsioni alla base del piano di bilancio è
equivalente al 20,4% del Pil”. Bruxelles però, al momento, risponde picche:
“Abbiamo già dato flessibilità agli Stati membri”, dice la Commissione Ue.
TITOLI DI STATO – A rendere ancora più corta la coperta della manovra 2027 c’è
anche la crisi globale che investe i titoli di Stato. Il rendimento del Btp
italiano decennale è balzato fino al 4,80%. Lo spread è tornato a salire attorno
ai 120 punti base, il livello più alto degli ultimi 3anni. Non è comunque una
solo crisi italiana, quella dei titoli di Stato, alimentata dal ritorno
dell’inflazione, dall’enorme quantità di debito pubblico in particolare Usa e
dal timore generalizzato che le banche centrali tengono i tassi alti a lungo.
LAVORO – Da ultimo, l’occupazione. Ad agosto in Italia resta sì ai massimi (24
milioni e 352mila occupati), ma su luglio perde 5mila posti, quarto mese
consecutivo di calo, dice l’Istat. Allo stesso tempo ci sono più disoccupati
(+48mila unità, al 6,2%) e meno inattivi (-21mila); segno, cioè, che il carovita
spinge più persone a cercare un qualche lavoro per vivere. Sono soprattutto
over50 e persone in teoria già in età di pensione quelle che cercano e spesso
trovano una qualche occupazione, segnata invece in calo tra i 25 e i 49 anni.
Andrea Fumagalli, economista, docente di economia politica all’Università di
Pavia e storico collaboratore di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica