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Venezuela. Arrestato un generale per aver collaborato al sequestro del presidente Maduro
La presidente incaricata del Venezuela, Delcy Rodríguez ha ordinato l’arresto immediato del Maggior Generale Javier Marcano Tábata, capo della Guardia d’Onore Presidenziale e direttore della DGCIM (Direzione Generale del Controspionaggio Militare). L’alto ufficiale è ora indicato come l’architetto del tradimento che ha permesso il sequestro del presidente Maduro lo scorso […] L'articolo Venezuela. Arrestato un generale per aver collaborato al sequestro del presidente Maduro su Contropiano.
Greta Thunberg arrestata a Londra per un cartello di sostegno a Palestine Action
L’attivista svedese Greta Thunberg, 22 anni, è stata arrestata oggi a Londra e poi rilasciata su cauzione, per un cartello in cui esprimeva il suo sostegno agli attivisti di Palestine Action in prigione e l’opposizione al genocidio in atto a Gaza. Si trovava davanti alla sede londinese di Aspen Insurance, legata alla Elbit Systems, la più grande industria bellica israeliana, che ha diverse fabbriche nel Regno Unito. Come lei, migliaia di persone di tutte le età, tra cui molti anziani, sono state arrestate negli ultimi mesi per aver sostenuto pubblicamente Palestine Action, un’organizzazione che il governo britannico di Starmer ha messo al bando con l’accusa di terrorismo, nonostante non abbia mai compiuto atti di violenza contro persone, ma solo azioni di disubbidienza civile e denunce dei legami tra il Regno Unito e Israele. Otto dei suoi attivisti, in carcere preventivo da mesi, stanno conducendo uno sciopero della fame a oltranza da oltre 50 giorni e sono in gravi condizioni di salute. Con la consueta franchezza, Greta Thunberg si è detta disgustata dal governo laburista di Starmer, complice come tanti altri governi occidentali del genocidio compiuto da Israele e ha rilanciato le richieste dei giovani detenuti in sciopero della fame: rilascio su cauzione, un processo equo, fine della censura, cancellazione della messa al bando di Palestine Action e chiusura della Elbit Systems.   Redazione Italia
Bolivia. Arrestato l’ex presidente Luis Arce, timori per Evo Morales
Luis Arce, ex presidente della Bolivia dal 2020 a poche settimane fa, è stato arrestato mercoledì con l’accusa di essere coinvolto in un presunto caso di appropriazione indebita di fondi pubblici destinati ai popoli indigeni che sarebbe avvenuta quando l’esponente del Movimento al Socialismo era Ministro dell’Economia, cioè tra il […] L'articolo Bolivia. Arrestato l’ex presidente Luis Arce, timori per Evo Morales su Contropiano.
Seán Binder rischia vent’anni di carcere per aver salvato vite
È possibile rischiare vent’anni di carcere per aver aiutato delle persone a non morire in mare? È quello che sta accadendo a Seán Binder, 31enne tedesco cresciuto in Irlanda, esperto di soccorso subacqueo. Tutto inizia nel 2018 a Lesbo, in Grecia, quando viene arrestato dalla polizia insieme alla rifugiata siriana Sarah Mardini e accusato di vari reati, alcuni dei quali molto gravi. Passa 106 giorni in carcere fino al dicembre 2018, quando esce su cauzione. Da allora si apre per lui un percorso fatto di indagini, perquisizioni, informazioni parziali quando non del tutto assenti. Le accuse legate a reati minori – falsificazione, spionaggio, uso illegale delle frequenze radio – vengono annullate nel gennaio 2023 per vizi procedurali, ossia la mancata traduzione degli atti. L’impianto accusatorio connesso ai reati più gravi è ancora in piedi. Il processo si apre il 4 dicembre. Seán deve difendersi dalle accuse di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare, appartenenza a un’organizzazione criminale e riciclaggio e rischia fino a 20 anni di carcere. Oggi Seán vive a Londra e insieme a Valeria Solarino siamo andati a trovarlo per farci raccontare la sua storia. Valeria Solarino ha curato la regia del video; le riprese e il montaggio sono di Anna Coccoli e le musiche sono a cura dei Mokadelic. “Se vedi qualcuno annegare, lo aiuti” Seán Binder ha scelto di andare in Grecia nel 2016, quando aveva 23 anni. Di fronte ai blocchi, ai respingimenti, all’indifferenza dell’Europa nei confronti delle persone migranti e richiedenti asilo che perdevano la vita in mare, ha pensato che quell’Europa non lo rappresentava ed è andato a Lesbo per attivarsi con una Ong locale. Il caso di Seán rientra in una dinamica di criminalizzazione della migrazione e di chi opera in solidarietà con le persone migranti, richiedenti asilo e rifugiate. Un approccio che si ritrova trasversalmente in tutta Europa e che, attraverso un uso distorto della normativa, colpisce singoli individui e Ong. Chi opera in solidarietà verso altre persone è in realtà un difensore dei diritti umani e, come sancito dall’omonimo Protocollo delle Nazioni Unite, il suo lavoro deve essere tutelato, non ostacolato. Siamo al fianco di Seán Binder e di tutte le persone criminalizzate solo per aver aiutato altri esseri umani. La solidarietà non è reato! Fai sentire la tua vicinanza a Seán, mandagli un messaggio e noi glielo consegneremo di persona. Cosa dice il diritto internazionale La lotta al traffico di esseri umani, su cui generalmente si basano i processi di criminalizzazione della solidarietà, dovrebbe al contrario incardinarsi nella creazione di percorsi di accesso regolari e sicuri, che tutelino i diritti delle persone in fuga. Le norme adottate dall’Unione Europea nel 2002 con l’obiettivo dichiarato di reprimere il traffico di esseri umani armonizzando la legislazione degli Stati membri in questo ambito – note come “pacchetto facilitatori” – e su cui attualmente sono in fase di negoziazione alcune proposte di riforma, devono essere in linea con il diritto internazionale: secondo il Protocollo delle Nazioni Unite sul traffico di esseri umani, perché una condotta possa essere soggetta a criminalizzazione deve esserci l’intenzione “di ottenere, direttamente o indirettamente, un vantaggio economico o materiale di altro genere” (articolo 6). Il riferimento esplicito alla necessità che vi sia l’elemento del profitto affinché una persona possa essere perseguita penalmente è volto a tutelare le persone migranti, i loro familiari, le Ong e i difensori dei diritti, riconoscendo inoltre che l’attraversamento irregolare delle frontiere è spesso l’unica possibilità per le persone in pericolo. L’attuale quadro normativo europeo e dei Paesi membri ha invece consentito la criminalizzazione e il perseguimento penale di chi agisce in solidarietà. Approfondisci il nostro lavoro sul tema.   Amnesty International
Tunisia: arrestato un altro oppositore politico
Ahmed Néjib Chebbi è stato arrestato oggi giovedì 4 dicembre a Tunisi  dopo essere stato condannato a 12 anni di prigione in un processo farsa in cui era accusato di “complotto contro la sicurezza dello Stato”. Chebbi, che ha 81 anni, è uno degli oppositori di sinistra più conosciuti nel paese e con una lunga carriera politica che lo ha portato ad essere candidato alla presidenza della Tunisia nel 2009, ministro nel primo governo di unità nazionale dopo la caduta di Ben Alì e membro della Costituente. Nei giorni scorsi Chebbi aveva dichiarato in un video:” vado in prigione con la coscienza tranquilla e sapendo di non aver commesso nessun errore”. Il suo arresto non è un caso isolato, segue infatti l’arresto dell’avvocato Ayachi Hammami e dell’attivista Chaïma Issa, condannati nello stesso processo. Dure le reazioni delle associazioni di difesa dei Diritti Umani. Secondo Sara Hashash, direttrice regionale di Amnesty International, “queste detenzioni confermano l’allucinante determinazione delle Autorità nel soffocare l’opposizione pacifica”; Ahmed Benchemsi, portavoce locale di Human Rights Watch sottolinea che l’opposizione tunisina è ormai in prigione o in esilio. Pressenza IPA
L’espulsione di Mohamed Shahin è una minaccia alla libertà di espressione
La vicenda dell’espulsione dell’imam torinese Mohamed Shahin merita di essere conosciuta nei dettagli e di una mobilitazione che ne pretenda l’immediata scarcerazione dal Cpr di Caltanissetta dove è stato spedito da Torino (con un accanimento vergognoso) e la sospensione dell’espulsione decretata unilateralmente dal Ministero degli Interni. Contro Mohamed Shahin era […] L'articolo L’espulsione di Mohamed Shahin è una minaccia alla libertà di espressione su Contropiano.
Un governo di contafrottole
Che i governanti di tutto il mondo, nessuno escluso, amino “abbellire” i risultati della propria azione, è indubbio. Il problema è “quanto” quei risultati siano distanti dalla “narrazione”, e soprattutto quanto questa distanza può essere misurata dagli elettori. In poche ore il governo Meloni ha preso due “musate” di rara […] L'articolo Un governo di contafrottole su Contropiano.
Gaza, MSF chiede il rilascio immediato del chirurgo detenuto
Medici Senza Frontiere chiede il rilascio immediato e incondizionato del dottor Mohammed Obeid, chirurgo ortopedico che lavora con MSF dal 2018. Arrestato dalle forze israeliane il 26 ottobre 2024, durante un’operazione militare all’ospedale Kamal Adwan, da ormai quasi un anno il dottor Obeid è detenuto senza alcun contatto con la sua famiglia. “Chiediamo che i suoi diritti, la sua dignità e la sua libertà siano ripristinati senza ulteriori ritardi” afferma la dottoressa Tejshri Shah, direttrice generale di MSF.   Medecins sans Frontieres
Che cosa intendiamo per giustizia? Il caso di Daniel Jadue
Daniel Jadue, ex sindaco del comune popolare di Recoleta, a Santiago del Cile, è noto per aver creato le “Farmacie Popolari”, che hanno garantito l’accesso ai medicinali a prezzi equi in un Paese segnato dal modello neoliberale ereditato da Pinochet. Oggi è agli arresti domiciliari, accusato di corruzione in un […] L'articolo Che cosa intendiamo per giustizia? Il caso di Daniel Jadue su Contropiano.
Accoglienza di massa a Fiumicino per Josè Nivoi
È stata una gioia immensa riabbracciare il nostro compagno José Nivoi, portuale del CALP e dell’Unione Sindacale di Base, di ritorno dalle carceri israeliane dove è stato detenuto in seguito all’intercettazione delle navi della Global Sumud Flotilla, su cui era imbarcato come membro dell’equipaggio. La nostra accoglienza e il nostro […] L'articolo Accoglienza di massa a Fiumicino per Josè Nivoi su Contropiano.