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Melonellum: non bastano i ricorsi
di Franco Astengo   Ascoltato l’annuncio della presentazione dei ricorsi avverso la nuova legge elettorale, mi permetto di ritornare sull’argomento ribadendo prima di tutto la necessità di una forte iniziativa politica che coinvolga la società italiana: la manifestazione indetta dalla CGIL per sabato prossimo dovrebbe avere nei contenuti anche questo segno facendo comprendere che la formula elettorale rimane l’architrave della
October 14, 2026
La Bottega del Barbieri
Melonellum: le urne dei forti
un intervento di Franco Astengo. A seguire i link alle analisi di Francesco Pallante, Marco Revelli, Valentina Pazé, Lorenzo Spadacini, Alessandra Algostino e Ottorino Cappelli. Rubando vignette a Mauro Biani. LEGGE ELETTORALE: RICORSI E INIZIATIVA POLITICA di Franco Astengo Dopo l’approvazione della nuova legge elettorale l’errore più grave che l’opposizione di centro-sinistra potrebbe commettere sarebbe quello di – tutto sommato
Voto truccato: il digiuno di Franco Corleone è…
… è una protesta nonviolenta e un invito alla mobilitazione. «Nei prossimi giorni Giacomo Matteotti sarà assassinato la seconda volta». Con queste parole Franco Corleone ha denunciato la gravità della proposta di legge elettorale durante il seminario “Oltre la crisi”, promosso da La Società della Ragione e tenutosi a Paluzza il 25 e 26 settembre. Una protesta nonviolenta e un
September 30, 2026
La Bottega del Barbieri
LEGGE ELETTORALE: VENERDì 25 SETTEMBRE IL VOTO FINALE ALLA CAMERA PER IL “MELONELLUM”.
Passa la “nuova” legge elettorale al Senato, ora il testo voluto dalla destra di governo – che a Palazzo Madama, dopo molti scontri e mal di pancia, ha portato a casa 113 sì su 115 voti a disposizione, oltre a 71 no e 2 astenuti – torna alla Camera per la terza lettura; decisivo il voto finale a scrutinio segreto previsto il 25 settembre. Tra i punti salienti dello “Stabilicum”, già ribattezzato da più parti come “Melonellum“,un premio di coalizione monstre (sopra il 42% arrivano 70 deputati e 35 senatori di “bonus”), la reintroduzione molto light delle preferenze (capilista bloccati e senza alternanza di genere, si potranno scegliere 3 nomi sui 6 già indicati sulla scheda elettorale) e soprattutto l’aumento vertiginoso delle firme da raccogliere per presentarsi al voto. Chi ha già un gruppo parlamentare in almeno una delle due Aule a fine 2025 non dovrà fare nulla; per tutti gli altri, invece, servono  6mila firme (e non più 1500, come accaduto finora) a circoscrizione per partecipare alle elezioni. Numeri alla mano – e considerando l’obbligo di presentarsi in almeno la metà dei collegi, 49 alla Camera -, le liste oggi fuori dal Parlamento saranno costrette a raccogliere in poco tempo circa 300mila firme, fisiche e non digitali. Rapportati ai voti assoluti validi delle elezioni politiche 2022, 300mila firme sono pari all’incirca all’1% degli aventi diritto presentatisi ai seggi. Su Radio Onda d’Urto l’analisi di Michele Gambirasi, giornalista de Il Manifesto. Ascolta o scarica Su Radio Onda d’Urto Giuliano Granato, coportavoce nazionale di Potere Al Popolo, che giovedì 17 settembre, dalle ore 17, sarà in piazza Capranica a Roma per una manifestazione “contro la legge elettorale truffa”.  Ascolta o scarica    
September 16, 2026
Radio Onda d`Urto
NASCE IL “COMITATO PER IL CONGRESSO”, SALVINI ASSEDIATO DAL PARTITO
Meloni e il Governo alle prese con le modifiche alla legge elettorale. Ieri il vertice di quattro ore non è servito a sciogliere i nodi della maggioranza. Spunta fuori l’ipotesi ballottaggio, con gli emendamenti presentati solo da Fdi; doppio turno se due coalizioni raggiungono oltre il 40%. Se nessuno arriva a quella cifra sarà proporzionale puro, mentre se la supera uno solo prenderà il premio di maggioranza. Lega contraria se in chiave “anti Vannacci”. Per Salvini, però, c’è un nuovo nemico, ed è interno alla Lega: un gruppo di ex parlamentari e segretari provinciali ha creato il “Comitato per la convocazione del congresso federale” con lo scopo di scippare la Lega Nord al controllo dell’attuale commissario Igor Iezzi, fedelissimo di Salvini. Tra i promotori dell’iniziativa Gianluca Pini, ex parlamentare fuoriuscito dal Carroccio che però è ancora nel consiglio federale della Lega Nord, struttura rimasta in vita dopo il 2017 come una sorta di bad company per pagare i 49 milioni che deve restituire allo Stato. Il presidente lombardo Fontana si smarca. La creazione del “Comitato per la convocazione del congresso federale” potrebbe rappresentare “un colpo letale per il futuro politico di Matteo Salvini. Storicamente tutti quelli che sono usciti dalla Lega o che sono stati espulsi dalla Lega non hanno avuto fortuna politica”, commenta ai nostri microfoni il giornalista Alessandro Braga. “Fino ad ora l’unico fuoriuscito dalla Lega che va in controtendenza è Futuro Nazionale di Roberto Vannacci”, che è dato fino al 10 percento da alcuni istituti di sondaggi. “L’incognita Vannacci” è quindi il fulcro della discussione interna alla maggioranza sulla legge elettorale poiché il posizionamento del suo partito “influirà tantissimo sul risultato finale”. L’analisi di Alessandro Braga, giornalista di Radio Popolare e autore del libro “Verdenero. Presente e futuro della Lega”. Ascolta o scarica
September 1, 2026
Radio Onda d`Urto
Una rete per una legge elettorale costituzionale
Gli enti firmatari della dichiarazione oggi divulgata promuovono la formazione di una coalizione per l’ottenimento di una legge elettorale costituzionale. Articolo 53, Associazione Minerva, Centro Nuovo Modello di Sviluppo, Costituente Terra, Lista Civica Italiana, Partecipazione Attiva e Schierarsi Piazza di Firenze affermano: «Fondamentale a questo scopo sarà una azione capillare di informazione della cittadinanza che viene confusa giornalmente con parole come “governabilità”, “preferenze”, “stabilità”, “velocità legislativa” usate per distogliere l’attenzione dallo scopo di queste leggi fatte per blindare carriere ed escludere le energie positive. È infatti la legge elettorale che incide più di qualsiasi altra sulla vita dei cittadini perché determina la qualità e il grado di libertà del parlamento che poi legifera su ogni questione della nostra vita». Insieme dichiarano: > I gruppi attivi, le liste civiche, le associazioni sono particolarmente > sensibili al tema della legge elettorale perché è lo strumento che consente o > impedisce l’ingresso delle migliori energie della società italiana nei luoghi > dove si decide. Le enormi energie dedicate a fare sit-in nelle piazze, a > raccogliere firme o ad attraversare il Mediterraneo vengono vanificate se poi > a prendere le decisioni sono comunque altre persone non scelte dai cittadini > italiani. > > La società civile, le associazioni, i giovani e coloro che hanno recentemente > respinto la revisione costituzionale sulla magistratura hanno la forza di > fermare la deriva degli ultimi decenni e ottenere una legge elettorale > rispettosa dei principi costituzionali. Occorre solamente che si mettano in > rete: siamo solo all’inizio della raccolta delle adesioni. > > Già da ora chiediamo almeno al “campo largo” di spiegare come intende portarci > fuori dal pericolo democratico in cui siamo immersi. > > Il “campo largo” non deve limitarsi a dire NO al melonellum, ma deve avere > anche una proposta scritta di legge elettorale costituzionale con l’impegno, > riportato nel programma elettorale, di approvarla subito in caso di vittoria > alle elezioni. > > Se il “campo largo” non fa questo passo non è credibile. > > Dire legge elettorale “costituzionale” è una cosa dirompente nel tran tran dei > professionisti della politica perché significa che la nomina dei parlamentari > passerebbe esclusivamente nelle mani della cittadinanza: solo questo è il > meccanismo che obbliga gli eletti a ricordarsi che stanno lavorando per la > qualità della vita e la dignità degli italiani. > > L’attuale dibattito parlamentare sulla legge elettorale è una noiosa replica > della solita commedia inscenata dai partiti da tre decenni: cambiare di > continuo la formula elettorale puntando però all’obiettivo di sempre, vale a > dire togliere alla cittadinanza il diritto costituzionale del voto e > cancellare la centralità del parlamento riempito da nominati dai capipartito > spesso con criteri di fedeltà e obbedienza. > > La caratteristica comune a tutte le leggi di questi decenni è la volontà, a > costituzione invariata, di stravolgere l’ordinamento costituzionale per > sostituire la centralità del Parlamento con la centralità dell’Esecutivo. > > Il dibattito è reso paradossale dal fatto che rosatellum e melonellum sono due > pericolose leggi fotocopia perché sono il prodotto di una destra e una > sinistra che convergono sulla negazione dei principi cardine della democrazia > rappresentativa. > > Invitiamo tutte le persone e le associazioni interessate a lasciare i propri > riferimenti su > https://framaforms.org/20260717-associazioni-aderenti-al-primo-comunicato-stampa-x-una-legge-elettorale-costituzionale > > Saranno poi contattate per le prossime iniziative semplici e di facile > attuazione. * Articolo 53 * Associazione Minerva * Centro Nuovo Modello di Sviluppo * Costituente Terra * Lista Civica Italiana * Partecipazione Attiva * Schierarsi Piazza di Firenze Redazione Italia
July 21, 2026
Pressenza
Lista Civica Italiana: “Il ‘melonellum’ è incostituzionale, non lo vogliamo!”
La rete che aggrega gruppi locali, associazioni territoriali e comunità civiche propone un incontro sul tema “Per una legge elettorale costituzionale: requisiti necessari e pianificazione delle iniziative” in svolgimento online oggi – martedì 14 luglio – alle 21. Nel proprio comunicato, Lista Civica Italiana spiega: > Ottenere una legge elettorale rispettosa della Costituzione è importante > quanto la vittoria al referendum Giustizia perché la legge elettorale è la > “legge delle leggi” dato che  contiene il meccanismo che fa o non fa entrare > in parlamento le forze vive e propositive della società. > > Abbiamo pochissimo tempo. Se insieme riusciamo ad attivare le piccole > associazioni e le liste civiche locali in queste poche settimane potremmo > ottenere qualche cosa di inimmaginabile! > > Dobbiamo iniziare subito, in questi giorni! > > A titolo di incoraggiamento ricordiamo che ieri e oggi abbiamo volantinato e > parlato con almeno una cinquantina di persone di tre città diverse (Milano, > Correggio e Concorezzo) e abbiano constatato che il tema della legge > elettorale é caldo e che le persone capiscono al volo il conflitto di > interessi che si genera quando una persona ha fatto del mestiere di politico > la sua fonte di reddito a vita e ha contemporaneamente un incarico di > coordinamento nel partito  e un incarico di parlamentare. > > Alla riunione del 9 luglio scorso, dedicata ai miti che vengono diffusi per > truffare la cittadinanza, abbiamo deciso che la seconda riunione é martedì 14 > luglio alle 21. > > L’OdG é > > 1. Quali azioni portare avanti per far sapere  che la legge in discussione > adesso non è costituzionale al pari del vigente Rosatellum e che NON > VOGLIAMO né una né l’altra. > 2. Individuare i passi principali e la loro successione nel tempo, > per indurre il “campo largo” a redigere ADESSO una legge elettorale > costituzionale e a metterla al primo punto del programma elettorale > (comunicato stampa comune? conferenza stampa? ecc.). > 3. Quali attività fare, quali strumenti utilizzare per ottenere il massimo > risultato con le energie di cui disponiamo. Questa campagna potrebbe > essere un primo banco di prova della “Rete per restare umani” che trovate > dscritta qui > https://www.listacivicaitaliana.org/2026/una-rete-per-restare-umani/. > 4. Requisiti di una legge elettorale costituzionale. Per una legge elettorale costituzionale: requisiti necessari e pianificazione delle iniziative https://us06web.zoom.us/j/85814512600?pwd=p7AQT2zqgGGGI7m84Zi2VGJxSWHEKW.1 ID riunione: 858 1451 2600 Codice d’accesso: 563807   Redazione Italia
July 14, 2026
Pressenza
Melonellum: sfatiamo i miti che vengono usati per ingannare la cittadinanza
Giovedì 9 luglio alle ore 21 Lista Civica Italiana organizza un incontro Zoom con Sergio Bagnasco esperto di diritto costituzionale e sistemi elettorali. E’ il primo degli incontri della scuola politica di Lista Civica Italiana e inizia su un tema caldo e strategico: la legge elettorale. E’ da troppo tempo che si usano frasi ad effetto per condizionare la cittadinanza facendo passare in secondo ordine valori e procedure previsti dalla nostra Costituzione a tutela di tutti. Ci sono poche settimane. LCI invita tutti gli enti della società civile che sono impegnati per migliorare la società e l’ambiente a concentrare l’attenzione e parte delle energie su questo tema strategico. E’ infatti la legge elettorale che contiene il meccanismo con cui si forma il parlamento ed è solo in parlamento che si “può” decidere. Purtroppo da molti anni il sistema dei partiti insiste con leggi elettorali che permettono alle segreterie di stabilire chi debba entrare in parlamento e così molte energie della società civile rimangono escluse: uno spreco di risorse umane imperdonabile! Sarà possibile intervenire durante la riunione restando nell’ambito del tema trattato. Per avere il link di partecipazione compilare questo modulo: https://framaforms.org/giovedi-9-luglio-2026-ore-21-riunione-zoom-legge-elettorale-i-miti-usati-x-ingannare-le-persone Il link sarà spedito da questo mittente il 9 luglio. Sempre sullo stesso tema è previsto un incontro per il 14 luglio alle 21 per definire i passi successivi della campagna. Lista Civica Italiana per info 338 88 03 715 Lista Civica Italiana
July 8, 2026
Pressenza
La Costituzione è ancora sotto attacco!
La smagliante vittoria del NO nel referendum dello scorso 22-23 marzo ha inferto un duro colpo al progetto autoritario della destra fondato sui tre pilastri dell’autonomia differenziata, della riforma della giustizia e del premierato. Si trattava di tre riforme che … Leggi tutto L'articolo La Costituzione è ancora sotto attacco! sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Massimo Villone: riforma della legge elettorale, perchè NO
Pubblichiamo il testo dell’intervista a Massimo Villone, Professore Emerito  di Diritto costituzionale  dell’ Università degli Studi di Napoli Federico II,  sulla riforma della legge elettorale in discussione alla Camera, nell’ambito della serie di video interviste di Carteinregola Riforma della Legge elettorale: meno rappresentanza, meno democrazia a cura di Anna Maria Bianchi, Isabella Pierantoni e Pietro Spirito (in calce il video) Anna Maria Bianchi: Perché questa riforma e perché ora? Massimo Villone: Il punto di partenza lo dà Meloni nella campagna elettorale 2022, in cui dichiara l’obiettivo di rivoltare il paese come un calzino. Un obiettivo che poggia su tre riforme, subappaltate ai componenti della maggioranza: giustizia, premierato, autonomia differenziata. Il referendum del 22-23 marzo infligge un colpo inatteso all’agenda. Cade la giustizia, e la destra capisce che è meglio mettere in soffitta la riforma costituzionale del premierato, perché sarebbe rischioso affrontare un secondo voto popolare. Quindi mette in primo piano la legge elettorale, l’AC 2822, cosiddetto Stabilicum o Melonellum, strumentale a un premierato di fatto. Una legge pensata per ottenere un risultato sostanzialmente analogo a quello perseguito con la riforma costituzionale: un premier investito dal voto popolare, un parlamento docile e subalterno con ampia maggioranza per il premier, un esecutivo dominante nell’assetto istituzionale. Con un benefit collaterale: costruire la legge per favorire il ritorno del Centrodestra a Palazzo Chigi. Anna Maria Bianchi: Come persegue questi obiettivi la riforma elettorale? Massimo Villone: Gli strumenti principali sono due: la correzione maggioritaria e le liste bloccate. Nel 2022 il Rosatellum prevedeva un proporzionale corretto con collegi uninominali maggioritari, in cui vince chi prende un voto in più. Ma i collegi uninominali nel 2022 diedero una ampia maggioranza al CDX perché il CSX vedeva separati PD e M5S. Questa separazione consegnò al CDX circa l’80% dei collegi. Se il CSX nel 2027 corresse unito le urne potrebbero dare il risultato opposto, come il voto referendario anche suggerisce. Rimanendo il Rosatellum con i collegi il CDX sa di poter perdere. Da qui la necessità della principale modifica dello Stabilicum rispetto al Rosatellum: cancellare i collegi passando a una correzione del proporzionale con un premio di maggioranza. In tal modo si prescinde dalla competizione ristretta nel territorio del collegio, e si assegna con un calcolo puramente aritmetico un certo numero di seggi aggiuntivi al soggetto vincente su scala nazionale. L’aggiunta sovrarappresenta il vincente e sottorappresenta lo sconfitto rispetto ai seggi che ciascuno otterrebbe con una distribuzione proporzionale. Anna Maria Bianchi: Quali sono i profili di incostituzionalità della proposta? Massimo Villone: Le audizioni in I Commissione hanno messo in luce molteplici profili di incostituzionalità. Il primo è la disproporzionalità data dal premio a cifra fissa: 70 deputati e 35 senatori. Un maxipremio. Perché 70, e non 60 o 50 o una misura variabile, in ragione dei voti conseguiti nel proporzionale? Perché è la misura che consente a una coalizione vincente con il 43-45% dei voti di avvicinare il risultato del 2022. È questa la scommessa della destra. Ma proprio la cifra fissa determina la possibile disproporzionalità, perché rompe il nesso tra rappresentatività delle assemblee e risultato elettorale. Poi le liste completamente bloccate, sia nel proporzionale che per il premio. Elettrici ed elettori non scelgono nemmeno uno dei propri rappresentanti. Ancora, c’è l’aggancio del premio di maggioranza all’esito nazionale anche per il Senato, lesivo dell’art. 57 Cost., che prevede un senato eletto a base regionale. Accade infatti che il premio di maggioranza sia assegnato alla coalizione vincente nazionalmente anche nelle regioni in cui quella coalizione perde. Infine, c’è il tentativo di condizionare le prerogative del capo dello stato, prevedendo l’obbligo per le forze politiche di coalizione di indicare nella documentazione elettorale la persona che sarà proposta al Presidente della Repubblica per l’incarico di formare il governo. L’obiettivo non dichiarato è mettere il CSX in difficoltà, obbligandolo a scegliere formalmente il leader di coalizione. Anna Maria Bianchi: Ma la Corte costituzionale non aveva già assolto le liste bloccate, purché brevi, e il premio di maggioranza? Massimo Villone: È vero. Un premio di maggioranza che scatta sopra una soglia del 42%, come lo Stabilicum (nel nuovo testo base) prevede somiglia certo a quello che la Corte salvò nell’Italicum, con la sentenza 35 del 2017. Ma la differenza è in quello che lo Stabilicum aggiunge, e che l’Italicum non aveva: il premio agganciato all’esito nazionale anche al Senato, lesivo dell’art. 57 della Costituzione, e le liste interamente bloccate, là dove l’Italicum lasciava in parte le preferenze, bloccando il solo capolista. È un effetto cumulativo che rende l’impianto chiaramente incostituzionale, anche non volendo considerare eccessiva e incostituzionale già la misura del premio di per sé. Per chi volesse approfondire rinvio all’analisi dettagliata che ho pubblicato su ASTRID Rassegna 8/2026, e che si legge anche sulla mia pagina Facebook. Anna Maria Bianchi: Come possiamo contrastare una riforma incostituzionale? Massimo Villone: Dobbiamo sapere che non ci sono argini insuperabili. Abbiamo due custodi della Costituzione: il Presidente della Repubblica e la Corte costituzionale. Il Capo dello Stato può rinviare la legge alle Camere ai sensi dell’art. 74, ma è obbligato a promulgare in caso di riapprovazione. Inoltre, il Presidente si richiama per prassi alla “manifesta incostituzionalità”. Non basta un mero dubbio sulla conformità alla Costituzione, è necessaria una evidenza indiscutibile. E qui incrociamo la Corte costituzionale, con due sentenze principali, la 1/2014, sul Porcellum, e la 35/2017, sull’Italicum. Sono pronunce che colgono in parte i profili che oggi emergono per lo Stabilicum. Ma la Corte lascia al legislatore uno spazio di discrezionalità molto ampio, cui pone il limite di una “manifesta irragionevolezza”. È una giurisprudenza a maglie molto larghe, forse troppo larghe. Manifesta incostituzionalità e manifesta irragionevolezza concorrono nel lasciare al legislatore confini molto ampi ed elastici per quanto riguarda la legge elettorale. Inoltre, la Corte ci dice nella sentenza 1/2014 che la incostituzionalità della legge elettorale non impedisce al Parlamento già eletto in precedenza di rimanere in carica con pienezza di poteri. Esattamente quello che è successo. La sentenza 1/2014 dichiara la incostituzionalità della legge in base alla quale nel 2013 è eletto il parlamento, che però rimane regolarmente in carica fino al 2018. Ed è oggi molto improbabile che i tempi consentano alla Corte di pronunciarsi sullo Stabilicum prima del prossimo voto. Soprattutto considerando che i tempi del lavoro parlamentare sono gestiti dalla maggioranza secondo le sue convenienze. Anna Maria Bianchi: Quindi è inutile pensare di attaccare la riforma con le armi del diritto? Massimo Villone: Non è inutile. Ma certo può accadere che la nuova legge elettorale sia dichiarata incostituzionale dalla Corte dopo il voto, e il parlamento già eletto rimanga in carica così com’è. Se la destra vincesse, con i numeri garantiti dallo Stabilicum potrebbe avere a disposizione un’altra legislatura per riprendere il disegno originario: scrivere la propria Costituzione stravolgendo in alcuni punti nodali la Costituzione antifascista del 1948. A dire il vero, ci sarebbe una possibilità: uno scioglimento anticipato delle Camere da parte del Capo dello Stato, perché la pronuncia della Corte sulla illegittimità costituzionale della legge elettorale determinerebbe a mio avviso la “manifesta incostituzionalità” a lui richiesta per agire. Ma sarebbe una prima volta in assoluto, e la via non si mostra agevole. In realtà, il contesto e i tempi prevedibili ci dicono che la battaglia contro la riforma elettorale è oggi primariamente politica, e non giuridica. Anna Maria Bianchi: Una battaglia politica da combattere senza se e senza ma? Massimo Villone: Dobbiamo avere una consapevolezza: siamo sul piano inclinato di uno scivolamento verso l’autocrazia, perché con lo Stabilicum si realizza l’obiettivo di avvicinare la coalizione vincente alle maggioranze di garanzia, che toccano l’elezione parlamentare del Capo dello stato, di cinque giudici della Corte costituzionale e dei componenti laici del CSM. Sia chiaro: quelle maggioranze restano qualificate — due terzi o tre quinti a seconda dei casi, e maggioranza assoluta per il Quirinale dal quarto scrutinio — e salvo che per il Capo dello stato lo Stabilicum di per sé non le consegna. Ma l’avvicinamento c’è, la distanza si accorcia, e i pochi voti che mancano un governo in carica probabilmente non avrebbe difficoltà a trovarli. Per non dire che con una legislatura a disposizione quelle stesse maggioranze qualificate potrebbero essere riviste al ribasso. È uno scenario che ci colloca nella crisi – in atto in molti paesi – della democrazia cd liberale, in difficoltà nell’affrontare le sfide di un mondo che cambia. Anna Maria Bianchi: Ma cosa si può davvero fare in politica contro la riforma? Massimo Villone: Che le opposizioni ottengano in parlamento correzioni significative è del tutto improbabile, perché per regolamento e prassi parlamentari non dispongono di strumenti efficaci. Contro una maggioranza che rimane compatta le opposizioni non hanno armi decisive. La prospettiva è che la maggioranza mantenga l’impianto dello Stabilicum perché è servente alle sue esigenze. Ad esempio, ha bisogno di un megapremio e di liste completamente bloccate perché il passaggio al proporzionale con premio favorisce FdI rispetto ai partner di coalizione, e quindi c’è bisogno di molti posti sicuri da distribuire per accontentare tutti e mantenere l’accordo. Si è manifestato un problema Vannacci. Ma, a parte il teatrino su chi è la destra che più a destra non si può, dovranno venire a patti, perché Vannacci ha lo swing vote, il voto indispensabile a vincere. Se non c’è, la coalizione di destra perde. Quindi possiamo scommettere che, a meno che Vannacci non si riveli un fenomeno passeggero di folklore politico, si metteranno d’accordo. Al più, in specie se il campo largo non riuscisse a compattarsi, la destra potrebbe scegliere di abbandonare lo Stabilicum e votare con il Rosatellum. Il momento decisivo sarà comunque nelle urne, e voteremo con la legge elettorale che la destra riterrà più conveniente per sé, quale che sia. Rimane quindi indispensabile che il CSX risponda trovando unità e progetto politico. Anna Maria Bianchi: Quale potrebbe essere questo progetto politico? Massimo Villone: Ne indico due punti, a mio avviso suggeriti dalla storia degli ultimi 30 anni. Il primo. Rafforzare la partecipazione democratica e la messa in sicurezza della Costituzione, in rapporto a qualsiasi maggioranza il futuro ci riservi. Si può ad esempio pensare a qualche modifica per ampliare il ricorso ai referendum ex art. 75 e 138, a un ritocco verso l’alto delle maggioranze di garanzia, a un accesso preventivo alla Corte costituzionale per determinate leggi, come la stessa legge elettorale. Il secondo punto. Trovare il coraggio di abbandonare il mantra della stabilità e governabilità date dai numeri farlocchi di una correzione maggioritaria che consegna una ampia maggioranza di seggi a chi ha un ridotto consenso reale nel paese. La lezione che viene dai governi dell’ultimo trentennio, incluso quello in carica, è che alla fine non funziona. Stabilità forse e non sempre, governabilità no. Tornare invece al proporzionale, preferibilmente di collegio come il Senato pre-1993, consentirebbe il radicamento territoriale dei candidati nella dimensione del collegio, e una assegnazione dei seggi che riflette il consenso effettivo di ciascuna forza politica e favorisce il recupero di rappresentatività delle assemblee elettive. È quella la sede per perseguire la stabilità e la governabilità che l’assetto sociale prima che politico realisticamente consente. Non sono invece convinto di un ripristino delle preferenze, perché nessun soggetto politico è oggi in grado di gestirle, e si rischiano le truppe cammellate, le derive clientelari, i cacicchismi locali. Del resto, dall’avvio dei lavori in I Commissione mi pare che nessuno le voglia davvero. Due mosse per affrontare un tornante che comunque si avvicina nella storia del paese. Guarda la registrazione dell’intervista Vai a Legge elettorale 2026 – Cronologia e materiali Roma, 27 giugno 2026 ( intervista registrata il 17 giugno e inserita on line il 19 giugno) Per osservaizoni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com
June 27, 2026
carteinregola