TELT, una società in cerca di nuovi finanziamenti nega la rendicontazione delle proprie attività
Con l’Accordo del 2012 è stata creata la società franco-italiana TELT, promotore
pubblico e ente aggiudicatore (stazione appaltante) indicata all’art. 6
dell’Accordo 2012, incaricata di realizzare la sezione transfrontaliera della
seconda linea ferroviaria tra Torino e Lione di 65 km comprensiva di un tunnel a
due canne di 57,5 km di cui 12,5 in territorio italiano e 45 in territorio
francese.
Il profilo di TELT
TELT dispone di poteri e responsabilità, ecco uno stralcio dall’Accordo del
2012: “Il promotore pubblico ha la qualifica di gestore dell’infrastruttura e
potrà delegare tutte o alcune delle missioni che gli sono affidate concludendo
accordi con altri gestori di infrastrutture dei due Stati. Esso è l’unico
responsabile della conclusione e del monitoraggio dell’esecuzione dei contratti,
richiesti dalla progettazione, dalla realizzazione e dall’esercizio della
sezione transfrontaliera dell’opera. È altresì competente ad effettuare
qualsiasi operazione in grado di facilitare la realizzazione delle missioni
sopra elencate.”
Nel suo sito TELT afferma che “si impegna a rispettare gli accordi
internazionali e a realizzare l’infrastruttura nei tempi previsti e nel pieno
rispetto non solo dei più alti standard qualitativi, ma anche dell’ambiente e
della legalità.”
Se il potere di TELT è quasi “infinito”, la comunicazione ai suoi azionisti (i
cittadini contribuenti) è “finita” e si limita a narrare i fatti come successi.
Manca la rendicontazione
Mentre nel sito di TELT non vi è alcuna traccia della rendicontazione contabile
obbligatoria per legge, PresidioEuropa ha pubblicato tutti i Bilanci LTF e TELT.
Scarse o nulle sono le informazioni che TELT fornisce circa l’aumento del costo
dei lavori giunto a €16,1 miliardi (un aumento del 187% sul costo iniziale di
€8,6 miliardi), sulle retribuzioni dei dirigenti, sulle cause dei ritardi nei
lavori di almeno 5 anni, sui problemi geologici incontrati, sui feriti e sui
morti sul lavoro, sui danni causati all’ambiente e agli acquiferi, sui
contenziosi con le imprese appaltatrici, sulle trattative in UE con CINEA, sulle
spese non direttamente inerenti i lavori di realizzazione del tunnel, quali ad
esempio le innumerevoli attività di relazioni pubbliche.
I media ricevono da TELT informazioni riservate e rassicuranti che li porta a
fornire ai lettori il racconto di un’impresa che avanza sicura nel futuro, con
l’inaugurazione del tunnel nel 2034 (anni fa era prevista con certezza nel
2029).
Ironicamente l’acronimo di TELT potrebbe essere Tacete E Lasciateci
Trafficare.
Una visione alternativa
Da parte nostra ci permettiamo di dubitare fortemente che questa previsione
corrisponda al vero. I lavori sono finanziati con irregolare lentezza da Italia,
Francia e UE. L’ultimo finanziamento CEF2 della UE di €700 milioni è stato
erogato nel gennaio 2024 e ha impegnato TELT a svolgere lavori per €1,4 miliardi
entro il 30 giugno 2026. Il prossimo finanziamento della UE potrebbe essere
disponibile solo nella seconda metà del 2028.
TELT informa che i lavori procedono con regolarità, si può dunque ritenere che
avrà realizzato entro la fine di giugno 2026 tutte le opere previste dal
suddetto finanziamento CEF2.
Come TELT troverà nuovi finanziamenti per evitare la sospensione delle sue
attività
In attesa che il Parlamento europeo approvi il Bilancio UE 2028-2034, dal 1°
luglio 2026 fino ad almeno il 30 giugno 2028 TELT non disporrà di alcun
finanziamento europeo, una spiacevole situazione che potrebbe fermare i cantieri
e la stessa attività di TELT che non dispone di fondi propri.
Per chiarire la situazione abbiamo chiesto a TELT in che modo finanzierà i suoi
costi e pagherà le società appaltatrici per consentire di proseguire la loro
attività dopo il 30 giugno 2026.
La Direttrice Generale Aggiunta Italia di TELT ing. Manuela Rocca afferma: “Con
riferimento alla Sua richiesta si rappresenta che, nel corso degli ultimi mesi,
sono state puntualmente fornite tutte le indicazioni e le precisazioni
richieste, con particolare riferimento al finanziamento dell’opera da parte
degli Stati e della Comunità europea ai sensi dei Trattati e dei Grant
Agreement. Tali precisazioni sono ritenute dalla scrivente società pienamente
esaustive. Alla luce di quanto precede, non si ravvisano ulteriori elementi da
aggiungere.”
Questa risposta pare indicare la possibilità che l’Italia, e forse anche la
Francia, forniscano i fondi secondo quanto previsto all’art. 17 dell’Accordo del
2012, rinunciando per questo periodo, e forse per il futuro, al cofinanziamento
della UE.
Italia e Francia dovranno chiarire
Attendiamo conferme o smentite ufficiali dai Governi italiano e francese.
PresidioEuropa No TAV