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30 ottobre. Sciopero globale dei portuali contro il riarmo
I portuali di tutto il mondo hanno proclamato uno sciopero globale contro il riarmo di Salvatore Toscano (*) I portuali hanno deciso di unire nuovamente le forze e scioperare contro riarmo, economia di guerra e genocidio in Palestina. Dall’Italia alla Spagna, passando per Grecia, Marocco, Turchia e Francia: più di 40 porti si mobiliteranno il prossimo 30 ottobre, dando continuità
October 24, 2026
La Bottega del Barbieri
Bonifico effettuato: i lettori de L’Indipendente hanno donato 77.097 euro a Still I Rise
Una penna, un quaderno a righe, un manuale di scienze: è in cose come queste che si trasformeranno i settantasettemilanovantasette euro partiti il 13 ottobre dal conto corrente de L’Indipendente verso quello di Still I Rise. È la somma definitiva raccolta con i nuovi abbonamenti sottoscritti tra l’8 e il 14 settembre. Come promesso, l’abbiamo devoluta per intero, senza trattenere un euro per le spese di gestione. A fine settembre vi avevamo detto due cose: avremmo lasciato all’organizzazione la libertà di decidere dove impiegare il denaro, e poi vi avremmo raccontato come. Still I Rise ha scelto la voce più concreta di tutte: il materiale didattico. Per un anno intero i vostri soldi pagheranno quello utilizzato da tutti gli studenti delle sue scuole in Kenya, Colombia, Siria, Yemen e Repubblica Democratica del Congo. Sono 523 ragazze e ragazzi in cinque scuole. Resta fuori soltanto il Sud Sudan, dove la stessa spesa era già stata coperta da una campagna precedente. Dentro questa voce c’è anzitutto il kit consegnato a ogni studente, con tutto il necessario per stare in classe. Ci sono i libri di testo, tutti, più quelli di inglese per rafforzare le competenze in quella lingua. Ci sono la cancelleria e i libri su cui gli insegnanti preparano le lezioni, e i giochi da tavolo per ogni scuola. C’è infine l’intera dotazione del laboratorio di scienze della Scuola Internazionale di Nairobi, nella baraccopoli di Mathare. Il diritto all’istruzione è scritto nero su bianco nella Dichiarazione universale dei diritti umani e nella Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia. Ma in un’aula senza libri resta un principio astratto, e nei luoghi in cui lavora Still I Rise – dalle baraccopoli ai campi per sfollati fino alle zone di guerra e di miniera – un quaderno è spesso fuori dalla portata economica delle famiglie. Secondo i preventivi pubblicati dall’organizzazione, il materiale didattico delle cinque scuole costa poco più di settantaseimila euro l’anno. La vostra donazione lo copre per intero. C’è poi un dettaglio che ci fa piacere condividere. Sul sito di Still I Rise c’è una pagina, “Adotta una scuola”, che divide per voce le spese ricorrenti di ogni scuola. Accanto a ciascuna voce compare il nome di chi l’ha garantita, come un mattoncino in un muro. I mattoncini del materiale didattico saranno dedicati ai lettori de L’Indipendente. Ogni passaggio resta tracciabile: la ricevuta del bonifico è consultabile a questo link. Se volete seguire da vicino cosa succede in quelle aule, senza aspettare i nostri resoconti, potete iscrivervi alla newsletter di Still I Rise, che manda aggiornamenti sulle attività delle scuole. Lo abbiamo scritto più volte: fare giornalismo, per noi, vuol dire anche provare a cambiare un pezzo di realtà. Questa volta quel pezzo sta tutto su un banco di scuola, per istruire gli adulti di domani. Grazie, a ciascuno di voi. The post Bonifico effettuato: i lettori de L’Indipendente hanno donato 77.097 euro a Still I Rise appeared first on L'Indipendente.
October 14, 2026
L'INDIPENDENTE
L’Indipendente: L’esercito entra nelle scuole di Emilia-Romagna e Toscana per spingere i ragazzi ad arruolarsi
DI VALERIA CASOLARO SU L’INDIPENDENTE DEL 13 OTTOBRE 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Valeria Casolaro e pubblicato su L’indipendente il 13 ottobre 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in occasione dell’ingresso dei militari nelle scuole dell’Emilia-Romagna e della Toscana. «Conferenze, incontri formativi, orientamento e visite guidate: anche quest’anno, con l’appoggio degli Uffici Scolastici Regionali e Provinciali, l’Esercito prepara il proprio programma per formare i ragazzi all’interno delle scuole. La denuncia arriva dall’Osservatorio contro la Militarizzazione nelle Scuole: dopo la Toscana, anche l’Emilia-Romagna apre le porte ai militari per l’anno scolastico 2026-27. L’offerta formativa è strutturata e mirato a spingere sempre più giovani a valutare un futuro all’interno delle Forze Armate, tramite programmi differenti e specifici per ogni fascia d’età, in quello che l’Osservatorio ha definito un chiaro tentativo di reclutamento direttamente nelle scuole.…continua a leggere su www.lindipendente.online. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Perché L’Indipendente non tratta (quasi) mai notizie di cronaca
Muore Ramy Elgaml e per giorni la politica discute di polizia, sicurezza e periferie. Scoppiano gli scontri al corteo contro la TAV e il Paese si divide tra chi sta con gli agenti e chi è accusato di fiancheggiare i violenti. Un gioielliere viene condannato per aver ucciso due rapinatori: pronto il dibattito sulla difesa sempre legittima oppure no. Uno straniero commette un crimine e si torna a parlare dell’emergenza immigrazione, lo commette un minorenne ed ecco i maranza e le baby gang. Cambia il fatto, cambia il tema, ma il meccanismo resta sempre lo stesso: la cronaca detta l’agenda dei media e l’agenda dei media detta l’agenda politica.  Gli studiosi lo chiamano “agenda setting”: i media non decidono per forza cosa dobbiamo pensare, ma hanno un enorme potere nel decidere a cosa dobbiamo pensare. Ci dicono che questo significa seguire l’attualità. Non è vero. L’attualità non esiste in natura: viene scelta. Ogni giorno si decide arbitrariamente quali fatti meritano una prima pagina, un inviato, una settimana di talk show. E quella scelta decide anche di cosa parlerà la politica e su cosa saremo chiamati a schierarci. La cronaca è perfetta per questo gioco: ha una vittima e un colpevole con i loro volti da amare o da odiare. Produce immediatamente paura, rabbia, indignazione, e quindi ascolti. E soprattutto permette di ridurre problemi complessi a domande semplici: con la polizia o contro la polizia? Contro l’immigrazione o per l’integrazione? Più carcere o più educazione? Con i manifestanti o con la polizia? Il pubblico viene diviso in tifoserie. Non gli si chiede di capire, ma solo di scegliere una parte.  Mentre discutiamo del caso del giorno, tutto il resto sparisce. Decidendo a cosa dobbiamo pensare, contemporaneamente i media decidono anche a cosa non dobbiamo pensare. I salari reali non hanno un volto, il riarmo europeo non ha una scena del crimine, lo smog non ha un colpevole sotto la cui casa inviare la troupe televisiva. Eppure sono temi che incidono sulla vita di milioni di persone e, nel caso dell’inquinamento, provocano ogni anno decine di migliaia di morti premature. Tutto senza produrre settimane di dirette, né plastici in studio o titoli a tutta pagina. La cronaca è un grande strumento di distrazione di massa: il cittadino passa continuamente da un’indignazione all’altra, guarda, commenta, prende posizione, ma resta dentro uno spettacolo costruito da altri. Mentre le cose realmente importanti accadono senza lasciare traccia sul racconto mediatico. L’Indipendente ha scelto di provare a costruire un altro modello di informazione. Non vogliamo inseguire ogni giorno il fatto che genera più paura, dirvi chi dovete odiare oggi, né inondare il lettore di articoli pieni di fatti che non aiutano a capire nulla. Se, talvolta, partiamo da un fatto di cronaca è perché crediamo che quel fatto serva a spiegare qualcosa di più grande. E allora cerchiamo i numeri, il contesto, le cause, gli interessi e le responsabilità. Possiamo farlo perché non abbiamo partiti da servire contribuendo a portare acqua al mulino della narrazione di qualche candidato. Ecco perché non parliamo quasi mai di cronaca: non vogliamo inseguire il caso che tutti stanno raccontando, vogliamo capire quali sono i fatti che davvero meritano di essere raccontati. E costruire un’agenda diversa. The post Perché L’Indipendente non tratta (quasi) mai notizie di cronaca appeared first on L'INDIPENDENTE.
September 22, 2026
L'INDIPENDENTE
Questa settimana doniamo tutto in favore di chi non può andare a scuola
Da martedì 8 a lunedì 14 settembre, tutto il ricavato dei nuovi abbonamenti a L’Indipendente – e di quelli regalati, ad eccezione del cartaceo – sarà devoluto a Still I Rise, l’organizzazione umanitaria che costruisce e gestisce scuole gratuite d’eccellenza per bambini profughi e vulnerabili in alcune delle aree più fragili del pianeta. Per ogni euro ricevuto, un euro sarà donato: nessuna trattenuta per le spese di gestione, nessuna quota per la redazione. È la seconda volta che scegliamo di rinunciare a una settimana di entrate per sostenere una causa che riteniamo urgente, dopo la donazione ai medici di Gaza del giugno 2025. Come già fatto in passato, ci impegniamo alla massima trasparenza: la cifra raccolta sarà resa pubblica al termine della settimana sul nostro sito e sui nostri canali social, e Still I Rise confermerà la ricezione della donazione. Fondata nel 2018 da Nicolò Govoni, Still I Rise è oggi attiva in Grecia, Siria nord-occidentale, Kenya, Repubblica Democratica del Congo, Yemen, Colombia e Sud Sudan, con nuove aperture previste in India e in Italia. Sette scuole d’eccellenza in altrettanti Paesi, oltre 77mila bambini e ragazzi sostenuti, due candidature al Premio Nobel per la Pace. L’organizzazione, con il motto «Cambiamo il mondo, un bambino alla volta», non riceve fondi da governi, Unione Europea o organismi sovranazionali: si sostiene esclusivamente con donazioni private, destinando oltre il 95% delle risorse raccolte ai programmi educativi e meno del 5% ai costi di gestione. Tra le scuole della rete, quella di Nairobi rappresenta il progetto più ambizioso. Sorge nella baraccopoli di Mathare, una delle più estese dell’Africa, e nel 2024 è diventata la prima scuola al mondo a ottenere lo status di IB World School offrendo gratuitamente l’International Baccalaureate — il percorso di studi più riconosciuto a livello internazionale — a studenti rifugiati e vulnerabili, entrando così nello 0,1% degli istituti IB di eccellenza del pianeta. Vi studiano ragazzi tra i 10 e i 15 anni, provenienti da una decina di Paesi diversi, che ricevono ogni giorno due pasti, materiale didattico, divise e assistenza sanitaria, oltre a un percorso accademico pensato per aprire loro le porte delle migliori università del mondo. I fondi raccolti sosterranno il programma di borse di studio grazie al quale ogni aspetto della frequenza scolastica – dalla retta ai pasti, dai libri alle cure mediche – resta gratuito per famiglie che altrimenti non potrebbero permetterselo. Come ripete la stessa organizzazione, non si tratta di carità ma di giustizia sociale: garantire a chi nasce ai margini le stesse opportunità di chi nasce altrove. Per noi fare giornalismo significa anche provare a incidere sulla realtà. Rinunciare a una settimana di entrate è uno sforzo rilevante per un giornale che si finanzia solo con gli abbonamenti dei lettori, senza pubblicità né contributi pubblici. Ma è uno sforzo che vogliamo continuare a fare, ogni anno, per un ente diverso, scelto con lo stesso criterio: rigore, trasparenza, impatto verificabile. Chi è già abbonato a L’Indipendente può partecipare regalando un abbonamento; chi non lo è ancora, o lo è stato in passato, può sottoscriverlo o riattivarlo, contribuendo così alla raccolta e, allo stesso tempo, a un’informazione libera. The post Questa settimana doniamo tutto in favore di chi non può andare a scuola appeared first on L'INDIPENDENTE.
September 8, 2026
L'INDIPENDENTE
“La Sardegna è sotto assedio”: la nuova inchiesta mensile de L’Indipendente
Da oggi è disponibile sul nostro sito il nuovo numero del Mensile de L’Indipendente, la rivista rilegata e da conservare al cui interno troverete 80 pagine di contenuti esclusivi, tra inchieste e approfondimenti riguardanti ambiente, diritti, consumo critico e molto altro. Si tratta di notizie che non troverete su altri media, perché noi, al contrario della maggior parte dei mezzi di informazione, non ospitiamo pubblicità e non siamo dunque influenzabili da poteri politici e interessi economici. L’inchiesta di copertina di questo mese è dedicata alla Sardegna, isola sempre più sacrificata agli interessi altrui tra resort di lusso in aree protette e devastazione ambientale, basi ed esercitazioni militari e speculazione energetica. Apre il numero un lungo reportage condotto sul campo che racconta, a partire dalla vittoriosa mobilitazione contro la speculazione a Cala Finanza, la lotta di una terra stanca di essere sacrificata in nome di interessi altrui. Una lotta che alimenta anche nuove e mai sopite spinte indipendentiste, come raccolto in una intervista esclusiva al portavoce del movimento Atzione Surra. Il mensile de L’Indipendente ha come sottotitolo i tre pilastri che ne definiscono la cifra giornalistica: inchieste, consumo critico, beni comuni. Ogni parola è stata scelta con cura, racchiudendo ciò che vogliamo e possiamo fare, perché non abbiamo padroni, padrini o sponsor da compiacere. Esse rappresentano i tre punti cardinali che sono alla base del nostro impegno giornalistico: inchieste (per svelare i lati nascosti della politica e dell’economia), consumo critico (per vivere meglio, certo, ma anche per promuovere scelte consapevoli capaci di colpire gli interessi privilegiati) e beni comuni (perché la nostra missione è quella di leggere la realtà nell’interesse dei cittadini e non delle élite oligarchiche che controllano i media dominanti). All’interno del mensile ci saranno poi, naturalmente, approfondimenti sull’attualità e sui temi che caratterizzano da sempre la nostra agenda: esteri, geopolitica, ambiente e diritti sociali. Questi sono solamente alcuni dei contenuti che potrete ritrovare nel nuovo numero: * le donne che difendono la rivoluzione curda: dopo l’offensiva di al-Shara’ di gennaio e la cessione dell’80% del territorio autonomo, i curdi del Nord-Est siriano trattano l’integrazione nell’esercito di Damasco. Ma le donne delle YPJ pongono un limite: nessuna rinuncia ai diritti conquistati in quindici anni di guerra; * Chat Control e sorveglianza di massa: il Parlamento europeo ha riconfermato Chat Control, la deroga che consente la scansione volontaria dei messaggi privati. Ne parliamo con Stefano Epifani, presidente della Fondazione per la Sostenibilità Digitale, tra dubbi sull’efficacia e rischi per la privacy; * Gli ebrei che si battono contro Israele: dalle correnti ultra-ortodosse che rifiutano Israele in nome dei tre giuramenti talmudici alle organizzazioni laiche come Jewish Voice for Peace, mosse da giustizia sociale e diritti umani: non tutti gli ebrei sono sionisti, e il sionismo non coincide con l’ebraismo; * il mercato degli ovuli in Italia: la Convenzione di Oviedo vieta il profitto sul corpo umano, e l’Italia rimborsa alle donatrici solo le spese di viaggio. Ma il 95% degli ovociti usati nella PMA eterologa arriva da banche estere, pagati migliaia di euro a criocontenitore: il paradosso di un divieto aggirato con l’importazione. Il nuovo numero del mensile de L’Indipendente è acquistabile (in formato cartaceo o digitale) sul nostro shop online, ed è disponibile anche tramite il nuovo abbonamento esclusivo alla rivista, con il quale potreste ricevere la versione cartacea a casa ogni mese per un anno al prezzo di 90 euro, spese di spedizione incluse. Per consultare le modalità dell’abbonamento ed, eventualmente, sottoscriverlo potete cliccare qui: lindipendente.online/abbonamenti. The post “La Sardegna è sotto assedio”: la nuova inchiesta mensile de L’Indipendente appeared first on L'INDIPENDENTE.
September 4, 2026
L'INDIPENDENTE
L’Indipendente: Roma, Valditara contestato dagli studenti: nel mirino la riforma degli istituti tecnici
DI SALVATORE TOSCANO SU L’INDIPENDENTE DEL 24 APRILE 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Salvatore Toscano e pubblicato su L’indipendente il 24 aprile 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in occasione della mobilitazione contro la riforma dei tecnici. «A dicembre il ministero presieduto da Valditara ha inviato gli ispettori nelle scuole che avevano precedentemente ospitato la Relatrice Speciale dell’ONU Francesca Albanese. Poche settimane prima era stato anche vietato un corso di formazione per la pace e contro il riarmo organizzato dall’Osservatorio Contro la Militarizzazione delle Scuole e delle Università. Ancora, nel 2024, il ministero ha emesso una circolare in cui chiedeva alle scuole di sanzionare e bocciare gli studenti protagonisti di un’occupazione scolastica…continua a leggere su www.lindipendente.online. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente