BOLIVIA: GOVERNO PROCLAMA LO STATO DI EMERGENZA CONTRO I BLOCCHI DEGLI INDIGENI. TESTIMONIANZA DA LA PAZ
È entrata in vigore in Bolivia la Legge 1740 che disciplina gli stati di
eccezione, a oltre cinque settimane dall’inizio delle ampie proteste con blocchi
che hanno paralizzato il Paese. Promulgata dal presidente Rodrigo Paz, la norma
definisce il quadro giuridico per l’applicazione di misure straordinarie in
situazioni di crisi che possano minacciare l’ordine costituzionale, la sicurezza
pubblica, la sovranità nazionale o il funzionamento delle istituzioni
democratiche.
Con la pubblicazione della legge, le Forze Armate saranno autorizzate a
reprimere le proteste, in particolare, togliere i blocchi stradali che
caratterizzano le proteste boliviane.
Rodrigo Paz, al potere da sette mesi, si trova ad affrontare settimane di
malcontento da parte di diversi settori (operai, agricoltori, minatori,
trasportatori e insegnanti) che hanno eretto decine di blocchi stradali a causa
della rabbia per la grave crisi economica boliviana e ne chiedono le dimissioni.
Tuttavia secondo l’intervista che Radio Onda d’Urto ha realizzato con Luis
Arequipa, cittadino di La Paz, “il problema di fondo non risiede in una
rivendicazione di carattere economico, né di carattere sociale. Le proteste in
corso sono di carattere prettamente politico” e riguarda la rappresentanza dei
popoli indigeni all’interno dei centri di potere.
Le proteste sono animate dagli strati popolari che abitano la Bolivia rurale e
le periferie delle grandi città. Una larga fetta di popolazione che da anni
continua ad impoverirsi anche a causa delle politiche liberali imposte dagli
ultimi due governi, che hanno invece favorito i grandi latifondisti e il settore
agroindustriale.
Ad esacerbare la situazione era poi esploso lo scandalo della benzina
contaminata, allungata con varie sostanze per contenere gli aumenti del costo
del petrolio a causa della guerra degli Stati Uniti e Israele, all’Iran. La
benzina contaminata che è stata distribuita in Bolivia, aveva rovinato o messo
fuori uso i motori dei mezzi di trasporto pubblico e privato. Sullo scandalo è
in corso un’inchiesta, ma il popolo ha incolpato il governo che aveva scelto la
società che importava i carburanti dal Cile e che si è resa colpevole della
contaminazione della benzina.
Di tutto questo abbiamo parlato con Luis Arequipa, cittadino di La Paz, capitale
della Bolivia. Ascolta o scarica
La versión original de la entrevista en español con Luis Arequipa. Escuchar o
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