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CRISI CLIMATICA: LOMBARDIA, EMILIA ROMAGNA, ABRUZZO E MARCHE COLPITE DA GRANDINATE E NUBIFRAGI. GRAVE SICCITA’ IN PIEMONTE
Continua l’ondata di nubifragi sul Centro-Nord Italia, con grandinate violente e forti raffiche di vento che stanno mettendo in ginocchio abitanti, aziende agricole e produzioni, ancora una volta alle prese con gli effetti sempre più devastanti degli eventi climatici estremi. In Lombardia le grandinate hanno interessato nuovamente le province di Brescia e Mantova, dove chicchi di ghiaccio del diametro di 4-5 centimetri hanno flagellato mais, meloni, angurie e zucche. La situazione più critica si registra nel Mantovano, dove si stimano perdite tra il 70 e l’80% delle produzioni orticole interessate. Alle conseguenze nei campi si aggiungono quelle sulle strutture aziendali e case civili, con tetti scoperchiati, automobili colpite dalla grandine, fienili crollati e serre gravemente compromesse. In Emilia-Romagna, nuove grandinate accompagnate da raffiche di vento particolarmente intense hanno investito la provincia di Ferrara, provocando perdite irreversibili alle produzioni in pieno campo, soprattutto orticole e seminativi. Nel Modenese risultano inoltre gravemente compromesse le produzioni di cocomeri, meloni, pere e susine, in molti casi andate completamente perdute. Grave anche la situazione in Abruzzo, dove una violenta grandinata si è abbattuta su un’ampia area della provincia di Teramo, causando pesanti ripercussioni sulle campagne proprio nel pieno della stagione produttiva. Non solo. Nelle Marche sono stati colpiti anche i cittadini sfollati dal terremoto del 2016, che vivono da allora (e ancora oggi) nelle Soluzioni abitative d’emergenza (le Sae) in Appennino, nella frazione di Pieve Torina a Macerata. Qui gli abitanti segnalano danni ai tetti delle case prefabbricate dove ora si stanno verificando infiltrazioni d’acqua. Situazione differente si registra in Piemonte. Qui la regione sta vivendo una grave emergenza siccità con precipitazioni inferiori alla norma e temperature da record. Il fiume Po presenta un deficit idrico che supera localmente il 75%, mentre oltre cento comuni hanno introdotto il razionamento dell’acqua potabile, specialmente nell’Alessandrino e nel Canavese. Il settore agricolo soffre, in particolare le colture di mais e riso che necessitano di tanta acqua. L’indice sintetico di siccità evidenzia condizioni di siccità severa in tutto il bacino del Tanaro, Scrivia e del Po a monte della confluenza con la Dora Baltea. Per fronteggiare la situazione la Regione Piemonte ha riattivato, in piena emergenza, l’Osservatorio per l’emergenza idrica e discusso della possibilita di aumentare i prelievi idrici dai fiumi da destinare all’agricoltura intensiva. “La siccità viene ancora trattata come un’emergenza temporanea ma siamo ormai di fronte a un cambiamento strutturale che impone di ripensare la gestione della risorsa idrica. Ridurre l’impronta idrica delle nostre coltivazioni è un obiettivo fondamentale: la politica dovrebbe seguire le indicazioni della ricerca e della tecnica, dell’agroecologia, più che inseguire soluzioni propagandistiche”. L’intervista a Fabrizio Garbarino, presidente dell’Ari, Associazione Rurale Italiana e all’allevatore nell’astigiano Ascolta o scarica   
July 22, 2026
Radio Onda d`Urto
Nuovi OGM, ARI si mobilita: «Saremo il 16 giugno a Strasburgo per dire no»
I contadini e le contadine di ARI saranno presenti il 16 giugno Strasburgo per la grande manifestazione Europea promossa dal Coordinamento Europeo Via Campesina  (ECVC) e altre organizzazioni della società civile in occasione del voto all’europarlamento che dovrà decidere se deregolamentare la coltivazione di vegetali OGM, prodotti con la tecnica cisgenica e chiamati comunemente NGT o, solo nell’Italia dei furbetti, TEA. Se vincessero i sì diventerà possibile vendere prodotti OGM-NGT senza una effettiva tracciabilità, senza etichettatura e senza valutazione precauzionale; prodotti che sarebbero coperti da brevetti sui caratteri modificati, la cui portata si estende anche alle piante coltivate e ai cosiddetti “caratteri nativi” dei vegetali stessi, una vera e propria clava che si abbatterebbe sugli agricoltori e sui consumatori.. Da più di 5 anni ARI insieme al Coordinamento Europeo Via Campesina (ECVC) e ad altre organizzazioni della società civile italiane ed europee lotta contro questa deregolamentazione che  è pesantemente  in contrasto con le normative europee e Italiane, che calpesta il principio di precauzione e va contro a una sentenza della Corte di Giustizia Europea del 2018 che sancisce la natura OGM dei prodotti di queste nuove tecnologie genomiche. Per questo invitiamo i contadini e le contadine italiani a unirsi alla nostra manifestazione a Strasburgo per chiedere a gran voce che gli europarlamentari votino no a questa deregolamentazione e a lottare nei territori italiani perché questa normativa, se malauguratamente fosse approvata, non venga applicata. Applicarla significherebbe distruggere quello che abbiamo costruito, con gravissime conseguenze anche economiche per gli agricoltori, e metterebbe i consumatori nella condizione di non poter sapere cosa acquistano, privandoli della possibilità di scelta. Ci appelliamo alle organizzazioni dei consumatori che già hanno preso posizione contro questa deriva affinché, insieme a noi, intensifichino la pressione sugli amministratori locali perché dichiarino il loro territori liberi da OGM.   Il ritrovo sarà a Strasburgo alle ore 8.30 del 16 giugno di fronte al Parlamento Europeo   Contatto   Alessandra Turco ARI ECVC 3476427170   segreteria@assorurale.it Redazione Italia
June 10, 2026
Pressenza