ALBANIA: PROSEGUONO LE PROTESTE CONTRO LA DISTRUZIONE DELLE COSTE. “NON E’ TURISMO MA SPECULAZIONE IMMOBILIARE”A Tirana migliaia di persone protestano da diversi giorni contro il mega resort
di Jared Kushner, genero del presidente statunitense Donald Trump. Il progetto
minaccia l’area protetta di Vjosa-Narta. Le ruspe sono già al lavoro e la
piazza, composta principalmente da giovani generazioni e movimenti
ambientalisti, chiede lo stop ai cantieri e le dimissioni del primo ministro Edi
Rama.
Il progetto prevede la costruzione di strutture alberghiere su diversi ettari
dell’area protetta di Vjosa-Narta, nella zona di Zvërnec, e sulla disabitata
isola adriatica di Saseno. L’ondata di proteste era gia’ iniziata a maggio,
quando le autorità hanno innalzato recinzioni sormontate da filo spinato sul
sito previsto, impedendo da allora sia ai residenti sia ai turisti di accedere
alla spiaggia. Secondo gli abitanti del posto le conseguenze non sono solo
ambientali, ma anche sociali ed economiche per le famiglie che vivono nella
zona. Tutti i pescatori e gli allevatori di bestiame della zona sono rimasti
senza lavoro e alle famiglie da un giorno all’altro è stato vietato l’accesso
alle spiagge.
Ieri nuove proteste di piazza, cominciate verso la fine di maggio, quando sono
state erette le prime recinzioni sormontate da filo spinato, impedendo a
residenti e turisti di accedere alla spiaggia. In particolare, le manifestazioni
si sono svolte di fronte al cantiere del progetto e a Tirana. Un’altra protesta
nei pressi di Valona è in programma il prossimo 6 giugno. Manifestazioni sono in
programma in altre citta’ europee dove è presente la diaspora albanese, come a
Londra. Appuntamento anche a Brescia alle ore 18 in Piazza Duomo.
Per i portavoce del nuovo partito politico di sinistra Lëvizja Bashkë (Together
Movement), lo sviluppo non può venire attraverso la vendita del mare, del sole e
della natura. “Quando ci dicono che il turismo ci rende più ricchi, dobbiamo
chiederci: chi effettivamente si arricchisce con i turisti? ? Sapevate che siamo
tra i popoli che consumano otto volte meno pesce rispetto ad altre popolazioni
costiere? Sapevi che visitiamo il mare in media solo tre giorni all’anno? E tu
mi dici che questo modello in costruzione oggi ci avvicinerà al mare?” hanno
detto durante la manifestazione. Secondo Lëvizja Bashkë il profitto principale
generato dall’attuale modello di sviluppo in Albania non è il turismo, ma la
speculazione immobiliare. “Quelli che diventano ricchi oggi sono quelli che sono
riusciti a rilevare la proprietà pubblica, portandola via dai residenti da sud a
nord e da nord a sud solo per venderla e arricchirsi”, hanno ancora dichiarato
in piazza.
L’intervista a Alfred Bushi di Lëvizja Bashkë parte del movimento di protesta
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