Tag - turistificazione

ZES per il Sud e colonialismo interno. Lo sviluppo come grimaldello
di Giuseppe Vinci (*) La ZES unica è la Zona Economica Speciale per il Mezzogiorno. La sua istituzione nel 2023 risponde alla finalità di promuovere lo sviluppo economico e il riequilibrio territoriale, di rafforzare la competitività e la coesione sociale delle regioni meridionali. Si incentivano investimenti produttivi e nuove strutture industriali attraverso agevolazioni fiscali alle imprese e la semplificazione dei
September 22, 2026
La Bottega del Barbieri
[2026-09-30] Autodifesa Abitativa e Marco Santopadre presentano il libro "La rivolta nella città di plastica. La resistenza alla turistificazione nel Paese Basco" @ Spazio sociale occupato 100celle Aperte
AUTODIFESA ABITATIVA E MARCO SANTOPADRE PRESENTANO IL LIBRO "LA RIVOLTA NELLA CITTÀ DI PLASTICA. LA RESISTENZA ALLA TURISTIFICAZIONE NEL PAESE BASCO" Spazio sociale occupato 100celle Aperte - Via delle Resede, 5, 00171 Roma (mercoledì, 30 settembre 18:00) Ogni città ha mille anime diverse che coabitano. Ogni territorio può essere osservato attraverso sguardi e prospettive differenti. Come assemblea di Autodifesa Abitativa abbiamo deciso di presentare il libro di Marco Santopadre, 𝘓𝘢 𝘳𝘪𝘷𝘰𝘭𝘵𝘢 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘪𝘵𝘵𝘢̀ 𝘥𝘪 𝘱𝘭𝘢𝘴𝘵𝘪𝘤𝘢 non solo per l’importanza dei temi che affronta, ma anche perché riesce a raccontare le trasformazioni dei Paesi Baschi e la doppia anima di Donostia/San Sebastián attraverso uno sguardo immersivo, cioè quello di chi attraversa i processi, li osserva da vicino e, in qualche modo, ne fa parte. Cogliamo questa occasione per riflettere anche sulle dinamiche che attraversano Roma, dalla turistificazione alla profonda finanziarizzazione della città, mantenendo vivo uno sguardo rivolto alle pratiche di resistenza e di lotta. Ci vediamo 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗼𝗹𝗲𝗱𝗶̀ 𝟯𝟬 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲, 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟴:𝟬𝟬, nello spazio di 𝟭𝟬𝟬𝗰𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗔𝗽𝗲𝗿𝘁𝗲, in via delle Resede 5 (Metro C – Gardenie).
September 12, 2026
Gancio de Roma
Ex OGR. Il risveglio della ragione contro il modello unico
A notte fonda cadi dal letto e batti la testa, badabum! Ti svegli e ti accorgi che stavi dormendo da anni, un sonno incosciente e passivo, un torpore arido. Certo che eri contrario alle oligarchie autoritarie, alle multinazionali rapaci, alla … Leggi tutto L'articolo Ex OGR. Il risveglio della ragione contro il modello unico sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
L’ennesimo hotel di lusso o un bene pe tutti e tutte? La vicenda dell’ex Ospedale Marino di Cagliari
La bellezza di una spiaggia va ben oltre il suo valore estetico, la sua capacità di riempire una cartolina e i sogni di evasione di qualche turista. Sta tutta nel suo valore sociale: il suo essere bene comune, fruibile a tutti e tutte e non solo a chi può pagare per accedervi. In questa nostra isola, così come in Albania e nel resto del mondo, il capitale turistico si sta mangiando tutto: le nostre case a Cagliari, le nostre piazze e le nostre coste, tutto questo in cambio di lavori stressanti e mal pagati che però le varie amministrazioni comunali, di colori diversi ma accomunate da una generale carenza di dignità e della capacità di inventare un futuro, salutano come grandi prospettive di sviluppo. A Cagliari noi una spiaggia che era di tutti e tutte l’avevamo. Molti e molte di noi che non hanno la possibilità di spendere per andare in vacanza si consolavano all’idea di poter staccare comunque dal lavoro e poter “fare un po’ di mare” al costo di un biglietto del CTM. Ora, chi ancora resiste a Cagliari, e non è stato espulso/a dalla turistificazione del centro cittadino, andando al Poetto si trova di fronte a una inusitata espansione delle concessioni balneari che lascia pochissimo spazio alla spiaggia libera. A questo ora si aggiunge la privatizzazione di fatto di un altro pezzo di spiaggia, quello antistante l’ex Ospedale Marino, che la giunta che si è fatta eleggere “perché sennò arrivano i fascisti” non si vergogna a chiamare “Colonia Dux”. Uno dei pochi punti, oltretutto, nei quali si può sostare nei giorni di forte maestrale senza rischiare di trovarsi la schiena serigrafata. CHI GUADAGNA DALLA TRASFORMAZIONE DELLA SPIAGGIA DEI CAGLIARITANI? Da oltre un secolo il Poetto subisce una pressione continua. La sua storia è la storia di una lunga aggressione ai danni di un ecosistema costiero che ha pagato il prezzo dello sviluppo edilizio, delle speculazioni immobiliari, della militarizzazione di ampie porzioni di litorale e, più recentemente, della turistificazione. Ogni fase è stata presentata come inevitabile, necessaria, moderna. Ogni volta si è promesso sviluppo, occupazione e benessere. Ogni volta il risultato è stato un arretramento dell’interesse collettivo e un avanzamento della rendita privata. La prima ferita fu la sottrazione sistematica della sabbia. Per decenni il Poetto è stato utilizzato come una cava a cielo aperto per alimentare l’espansione edilizia di Cagliari. Si è distrutto un patrimonio naturale irripetibile per produrre profitti immediati. Poi sono arrivati gli stabilimenti, le infrastrutture, le servitù militari, la distruzione della pineta e l’occupazione progressiva degli spazi pubblici. Infine, all’inizio degli anni Duemila, è arrivato il ripascimento. Uno degli interventi più devastanti mai realizzati su una spiaggia italiana. Con il pretesto di salvare il Poetto (in realtà l’idea era quella di una riminizzazione della spiaggia) si è cancellata una parte della sua identità ambientale. La spiaggia bianca e sottile che aveva caratterizzato il litorale per generazioni è stata sostituita da una massa di sabbia grigia e grossolana. Un disastro ambientale pagato con denaro pubblico che ha prodotto benefici assai inferiori a quelli promessi e che ancora oggi rappresenta il simbolo di una gestione del territorio guidata più dagli interessi politici ed economici che dalla conoscenza scientifica. IL FALSO MITO DEL TURISMO COME SVILUPPO Oggi il Poetto è minacciato da una nuova forma di aggressione, forse meno evidente ma altrettanto pericolosa: la trasformazione della costa in una piattaforma economica destinata prevalentemente al consumo turistico. Da anni viene ripetuto che il turismo rappresenta il motore dello sviluppo.  È una narrazione potente, continuamente rilanciata da amministratori, operatori economici e mezzi di informazione. Tuttavia un numero crescente di studi dimostra il contrario.  Le ricerche sviluppate dal Nodo SET e da numerosi centri di ricerca italiani ed europei mostrano come la dipendenza dal turismo produca spesso effetti negativi sulle città: • Aumento dei prezzi delle abitazioni • Espulsione dei residenti dai quartieri centrali • Crescita del lavoro precario e sottopagato • Concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi operatori • Aumento delle disuguaglianze sociali Le città trasformate in destinazioni turistiche finiscono spesso per diventare luoghi sempre meno vivibili per chi le abita. Gli spazi pubblici vengono piegati alle esigenze del visitatore e del consumo. Il Poetto rischia di seguire esattamente questa traiettoria. L’espansione continua delle concessioni balneari rappresenta uno degli aspetti più evidenti di questo processo. Ogni anno nuovi tratti di arenile vengono occupati da strutture private, recinzioni, ombrelloni e servizi a pagamento. La spiaggia libera si restringe. Lo spazio comune arretra. Eppure le concessioni demaniali marittime rappresentano uno degli esempi più clamorosi di privatizzazione di un bene pubblico a costi irrisori. La domanda da porsi è semplice: perché un bene pubblico deve essere sottratto all’uso collettivo per garantire profitti a pochi? LA VICENDA DELL’EX OSPEDALE MARINO Non si tratta di essere contrari al turismo in quanto tale. Si tratta di rifiutare un modello economico che subordina ogni altra funzione del territorio alla massimizzazione dei flussi turistici. La vicenda dell’ex Ospedale Marino si inserisce perfettamente in questo quadro. Un bene pubblico viene lasciato degradare per anni. Le ipotesi di utilizzo pubblico vengono accantonate. Alla fine l’unica soluzione proposta diventa la trasformazione in struttura ricettiva di lusso, a vantaggio di un imprenditore Zuncheddu non nuovo a operazioni disinvolte di questo tipo. Ma perché un edificio pubblico affacciato sul mare dovrebbe necessariamente diventare un hotel? Perché non un centro culturale, un museo del mare, un polo dedicato alla ricerca ambientale o all’educazione? Perché il valore di un bene viene misurato esclusivamente in termini di rendita immobiliare? LE NOSTRE PROPOSTE: RIVOGLIAMO LA NOSTRA SPIAGGIA Difendere il Poetto significa molto più di difendere una spiaggia. Significa affermare che il mare, la costa e l’ambiente non sono merci. Noi rivogliamo indietro la nostra spiaggia. Pretendiamo: 1. Il rispetto della normativa Bolkestein (del 2006) con concessioni messe a gara. 2. Almeno l’80% di spiagge libere come previsto dal decreto 608/2006 (cioè per 100 metri di arenile, 80 devono rimanere pubblici). 3. Che un bene comune come l’Ex Ospedale Marino rimanga in mani completamente pubbliche. Con una popolazione che diventa sempre più anziana e bisognosa di cure, è spaventosa l’odissea che le famiglie devono affrontare per trovare una residenza per persone anziane nella quale le persone care possano trascorrere una vecchiaia dignitosa e ricca di stimoli, senza dover spendere migliaia di euro al mese. Vogliamo una RSA pubblica fronte mare, per far stare bene chi ha prodotto il nostro benessere di oggi. Gli spazi permetterebbero anche la creazione di campi estivi comunali per i bambini, creando un’esperienza d’incontro tra generazioni. Così la spiaggia sarebbe di nuovo di tutti e tutte e quindi bella.  Bella di comunità e di umanità. 19 agosto 2026 PaP Cagliari  Potere Al Popolo
August 24, 2026
Pressenza
Roma: a 10 giorni dallo sgombero di Spin Time centinaia di persone non hanno ancora una casa
Ieri in via Santa Croce in Gerusalemme a Roma c’è stata l’ennesima partecipata assemblea a difesa dell’esperienza di Spin Time. I suoi abitanti, oltre 400 tra cui circa 90 bambini, sono sotto sgombero, costretti a vivere per strada, nelle tende, e a fare i conti con il caldo rovente della capitale. In tanti hanno portato la loro solidarietà in questi giorni. Al presidio di ieri si è presentato anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che ha sottolineato la volontà del Comune di acquistare il palazzo posseduto da Investire SGR, dove 13 anni fa è nata l’esperienza autogestita di Spin Time. «La peggiore destra e la speculazione edilizia pensano di aver messo la parola fine a questa manifestazione straordinaria. Ma il tempo di Spin Time non è finito». Così gli abitanti di una delle esperienze di autogestione più famose e strutturate d’Italia, annoverabile nella categoria dei beni comuni urbani, hanno convocato l’assemblea di ieri, ampiamente partecipata dalla cittadinanza. D’altronde per il palazzo di via Santa Croce in Gerusalemme sono passati in questi 13 anni migliaia e migliaia di persone, tra dibattiti, corsi e opportunità sociali. Spin Time è diventato anche la casa di 130 famiglie, sgomberate il 31 luglio scorso a seguito di un principio di incendio. Da allora vivono per strada, bambini inclusi. Gli abitanti del bene comune chiedono — come da diversi anni a questa parte — che l’immobile torni nelle mani del soggetto pubblico per tutelare l’esperienza di Spin Time. Una trattativa che andrebbe avanti da almeno tre anni. Vista l’emergenza, c’è stata un’accelerata negli ultimi giorni. L’obiettivo era quello di vincolare la proprietà alla cessione dell’immobile e procedere nel frattempo al reintegro delle famiglie. Ma la trattativa è sfumata giovedì. Gualtieri rilancia: «adesso avvieremo le procedure di legge per la valutazione dell’immobile per un eventuale acquisto. Questa strada non è abbandonata. Anche se i tempi purtroppo sono molto più lunghi». Nel frattempo il sindaco di Roma ha firmato un’ordinanza per cercare soluzioni abitative temporanee — tra strutture laiche e religiose — e cominciare a smantellare il presidio. La nascita e lo sgombero di Spin Time hanno come sfondo la crisi abitativa nelle grandi città, esplosa in questi 13 anni. «Se questo palazzo tornasse sul mercato — denunciano gli abitanti di Spin Time — diventerebbe l’ennesimo hotel in una delle zone di Roma già più stritolate dalla monocultura turistica. Attorno a Santa Croce in Gerusalemme la mappa degli affitti brevi e delle strutture ricettive racconta già cosa succede quando un quartiere viene consegnato al turismo di massa: residenti espulsi, prezzi che salgono, senza servizi per chi abita il quartiere». The post Roma: a 10 giorni dallo sgombero di Spin Time centinaia di persone non hanno ancora una casa appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 8, 2026
L'INDIPENDENTE
[2026-07-08] Menù del Giorno: Lavoro giovanile, sfruttamento e precarietà nel settore della ristorazione e della movida @ La Comune Prenestina
MENÙ DEL GIORNO: LAVORO GIOVANILE, SFRUTTAMENTO E PRECARIETÀ NEL SETTORE DELLA RISTORAZIONE E DELLA MOVIDA La Comune Prenestina - Via Prenestina 320 (mercoledì, 8 luglio 18:00) I lavoratori e le lavoratrici del settore della movida e della ristorazione sono quel pezzo della classe operaia che si è vista, prima fra tutte, sacrificare tutti i fine settimana, tutte le ore di sonno, o tutta la mattinata successiva. Che sia per correre tra i tavoli, a fare inventari fino a notte fonda dietro a una cassa, o per racimolare poche mance a fine serata - sempre che non le prenda il padrone – si lavora 8-9-10 ore di fila, senza bere, senza mangiare, senza pause. Pochi soldi, spesso presi a nero, senza ferie, senza malattie pagate con un futuro precario, a chiamata, è questa la realtà che ci impongono attraverso la costante minaccia di essere rimpiazzati. Vale davvero la pena accettare il ricatto o è il momento di cambiare le cose? Questo settore ha conosciuto, fin da subito, la normalizzazione dello straordinario non pagato, part-time non rispettati e i turni spezzati che sequestrano l’intera giornata. Con la gentrificazione e la turistificazione sempre più massiva, prima del centro di Roma e poi delle nostre zone, l’ondata di abusi, mistificazioni, contratti fuffa e lavoro nero serpeggiano prepotentemente anche nei locali della movida dei quartieri romani periferici. Ci dicono che è flessibilità, che bisogna stare al passo con i tempi frenetici di questo mondo; ma la verità è che i profitti di bar, pub, ristoranti e catene di negozi si reggono sul ricatto quotidiano di noi lavoratori e lavoratrici, mentre ci restano in mano solo la stanchezza fisica, l’impossibilità di pianificare la nostra vita e pochi euro in tasca. Dietro i piagnistei dei padroni sui “giovani che non vogliono fare sacrifici” si nasconde una spietata guerra di classe: da un lato ci sono loro, che accumulano plusvalore record estorcendo tempo e salute; dall’altro ci siamo noi, costretti a svendere le nostre vite per sopravvivere. Non è sfortuna, è sfruttamento.
July 8, 2026
Gancio de Roma
Napoli. Il Kala, le sfogliatelle e l’ipocrita esecrazione antisociale
Questa volta le immagini del giovanotto urlante che brandisce un kalashnikov per le strade di Napoli hanno fatto il giro del web e dell’intero circo mediatico. Ancora una volta si è rimessa in moto la grancassa della retorica, della esecrazione e della mistificazione. Come sempre accade da oltre 48 ore […] L'articolo Napoli. Il Kala, le sfogliatelle e l’ipocrita esecrazione antisociale su Contropiano.
July 1, 2026
Contropiano
Continuano le proteste in Albania. Nel mirino c’è tutta la classe dirigente
È da quasi quattro settimane che la mobilitazione in Albania continua, e i suoi caratteri e obiettivi politici si sono ormai trasformati. Partite dalla critica ambientalista riguardante la svendita del patrimonio naturale del paese alla speculazione immobiliare guidata dal genero di Donald Trump, Jared Kushner, ormai le piazze sono arrivate […] L'articolo Continuano le proteste in Albania. Nel mirino c’è tutta la classe dirigente su Contropiano.
June 25, 2026
Contropiano
L’11 giugno un convegno sul diritto all’abitare alla Sapienza
L’11 giugno l’università di Roma “Sapienza” (aula 11, Facoltà di Medicina e Psicologia, Via dei Marsi 78) ospiterà un convegno sul diritto all’abitare, in una idea di funzione pubblica svolta dai luoghi del sapere e della conoscenza. Il convegno cade, per pura casualità, nel momento in cui l’abitare ha una […] L'articolo L’11 giugno un convegno sul diritto all’abitare alla Sapienza su Contropiano.
June 8, 2026
Contropiano