AMENDOLARA: SABATO MANIFESTAZIONE NAZIONALE. MARCO OMIZZOLO “CANCELLARE DEFINITIVAMENTE LA BOSSI-FINI”
Restano in carcere i 2 caporali pakistani accusati di aver bruciato vivi 4
braccianti afghani ad Amendolara – nella piana di Sibari, in Calabria -. Oggi
iniziate le autopsie sui corpi dei 4 lavoratori, tutti tra i 19 e i 29 anni.
Nelle parole dell’unico sopravvissuto si parla di vessazioni quotidiane,
violenze, schiavismo e del tentativo di ribellarsi, finito nel sangue e nel
fuoco. La Procura di Catanzaro intanto indaga sulla rete che controlla e sfrutta
i braccianti costringendoli a orari e condizioni di lavoro da schiavi, il tutto
per consentire gli affari lucrosissimi di grandi aziende italiane e di tutta la
filiera della GdO. Contro un sistema malato di caporalato e sfruttamento sabato
corteo nazionale ad Amendolara, con Cgil e Flai; ci saranno con uno spezzone
sociale anche diverse realtà di movimento, della Calabria in particolare ma non
solo.
Lo sfruttamento del padronato, ora ribattezzato “caporalato”, tocca tutta
Italia. Sono 235 mila le persone migranti ed italiani che sono vittime di forme
anche molto gravi di sfruttamento lavorativo, umiliati nella loro dignità umana.
Secondo Marco Omizzolo, sociologo e autore di saggi e ricerche nazionali ed
internazionali sullo sfruttamento del lavoro in agricoltura dei lavoratori
stranieri la prima cosa da fare è quella di “cancellare definitivamente la
Bossi-Fini, di cancellare per sempre le logiche che stanno dietro ai decreti
sicurezza, al decreto flussi, ai decreti Cutro”. Inoltre serve “aprire una
grande procura nazionale contro il padronato, il caporalato, la tratta, lo
sfruttamento e gli incidenti sul lavoro che abbia competenze nazionali, una
capacità di investigare il fenomeno nella sua reale dimensione e di intervenire
concretamente”.
Marco Omizzolo ai nostri microfoni Ascolta o scarica