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Cuba sotto assedio: il silenzio del mondo davanti al genocidio
Ci sono guerre che si combattono con i bombardieri, con i carri armati e con i missili. E poi ci sono guerre più subdole, meno appariscenti, spesso invisibili ai grandi mezzi di comunicazione, ma non per questo meno devastanti. La guerra economica che gli Stati Uniti conducono contro Cuba da […] L'articolo Cuba sotto assedio: il silenzio del mondo davanti al genocidio su Contropiano.
June 9, 2026
Contropiano
Attaccato in Libia il Convoy per Gaza
In un alert diffuso in serata, il Sumud Convoy diretto a Gaza bloccato in Libia segnala che veicoli non identificati hanno speronato le tende, le persone vengono picchiate e trascinate con la forza in auto e autobus. Uomini e donne vengono violentemente aggrediti e costretti ad abbandonare il sito dove […] L'articolo Attaccato in Libia il Convoy per Gaza su Contropiano.
May 26, 2026
Contropiano
Oggi riparte la Flotilla verso Gaza. Dal mare e da terra, stop al genocidio dei palestinesi
La Global Sumud Flotilla è pronta a salpare oggi dal porto di Marmaris con un una cinquantina di imbarcazioni dirette a Gaza. Lo hanno annunciato gli attivisti durante la conferenza stampa. La Flotilla sarà formata da 54 imbarcazioni. Oltre a una trentina di navi arrivate dalla Grecia, la Flotilla conta […] L'articolo Oggi riparte la Flotilla verso Gaza. Dal mare e da terra, stop al genocidio dei palestinesi su Contropiano.
May 14, 2026
Contropiano
La Flottilla riparte. Ribadita la richiesta di liberazione di Thiago e Seif
“Oggi, venerdì 8 maggio, la nostra flotta partirà dalla Grecia alla volta della Turchia, dove oltre 30 imbarcazioni si uniranno alle altre in attesa per riunirsi all’Assemblea Internazionale di Marmaris, dove approfondiremo la nostra strategia politica e definiremo le prossime fasi della nostra missione”. La Global Sumud Flottilla ha fatto […] L'articolo La Flottilla riparte. Ribadita la richiesta di liberazione di Thiago e Seif su Contropiano.
May 8, 2026
Contropiano
Faro di Roma: L’educazione sotto assedio: contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Il ruolo dell’Osservatorio e la voce critica di Michele Lucivero
DI LAURA TUSSI SU FARO DI ROMA DEL 5 MAGGIO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Laura Tussi, pubblicato su Faro di Roma il 5 maggio 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in relazione alla pratiche pedagogiche che si possono attuare nelle scuole. «In questo scenario, l’Osservatorio svolge un ruolo fondamentale di denuncia e contro-narrazione. Raccoglie segnalazioni, produce analisi, promuove dibattiti e interviene nei contesti decisionali della scuola, cercando di arginare collaborazioni che rischiano di snaturare la funzione educativa. Non è solo un organismo di monitoraggio, ma uno spazio politico e culturale che rimette al centro una domanda scomoda: a cosa serve davvero la scuola? Tra le figure più attive emerge quella di Michele Lucivero, docente e protagonista del sindacalismo scolastico di base. Il suo contributo è tanto organizzativo quanto teorico. Lucivero non si limita a denunciare: costruisce una visione alternativa, radicata in una tradizione pedagogica che vede nella scuola un luogo di emancipazione, non di addestramento. Un luogo dove si impara a pensare, non a obbedire...continua a leggere su www.farodiroma.it. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
60 barche della nuova flotilla per rompere l’assedio di Gaza sono partite dalla Sicilia
È partita domenica 26 aprile, dal porto siciliano di Augusta la seconda missione della Global Sumud Flotilla (GSF), l’esercito pacifico di barche che tenterà ancora una volta di rompere l’assedio a Gaza, imporre un corridoio di aiuti umanitario e riportare l’attenzione internazionale sul genocidio tuttora in corso nella Striscia. Nonostante le difficili condizioni imposte dal conflitto regionale in Medio Oriente, la missione è più imponente della precedente: se in ottobre Tel Aviv aveva dovuto faticare per bloccare una quarantina di barche – che avevano anche contribuito a scatenare forti mobilitazioni in tutto il mondo – nelle prossime settimane dovrà vedersela con forse il doppio delle navi. Inoltre, vi sarà anche un convoglio che cercherà di arrivare al valico di Rafah via terra, per entrare nella Striscia con oltre 100 mezzi e camion di aiuti umanitari. «Sono 60 le imbarcazioni partite», ha detto Maria Elena Delia, la referente italiana della GSF a L’Indipendente. «E se ne aggiungeranno altre dalla Grecia e dalla Tunisia. Forse si uniranno, tra qualche giorno, anche le barche delle Thousand Madleens» riporta, riferendosi a uno degli altri movimenti internazionali nato con la stessa idea: forzare l’assedio israeliano. «I motivi che ci hanno spinto a partire sono prevalentemente gli stessi dell’anno scorso: Gaza continua a essere occupata, continua ad esserci un genocidio anche se “a bassa intensità”» insiste la referente italiana. «Da quando è stato dichiarato il cessate il fuoco sono stati uccisi quasi 800 palestinesi; più del 60% della Striscia è occupata dall’esercito israeliano e quasi due milioni di palestinesi sono costretti a vivere in un migliaio di tendopoli in condizioni igieniche terrificanti, con una forte mancanza di cibo, acqua, cure mediche. La pulizia etnica va avanti: l’unica cosa che è davvero cambiata è che nessuno oggi ne parla più.» Anche per ripuntare i riflettori su Gaza la GSF ha scelto di tornare in mare, allargando la missione anche via terra. «Noi partiamo per arrivare, non partiamo pensando che verremo fermati. Non stiamo facendo una performance, così come non erano delle performance le precedenti flotille», ha continuato Delia. «Proveremo a rompere il blocco navale illegale che esiste dal 2007 e che di fatto detiene la popolazione di Gaza sotto una sorta di punizione collettiva. Partiamo anche per aprire un corridoio umanitario permanente e mettere in evidenza che le modalità di aggressione colonialista che la Palestina sta subendo da moltissimi decenni in questo momento sono trasferite al Libano e all’Iran. Siamo di fronte a un’espansione di quello che viene chiamato il “modello Gaza”: non possiamo ignorarla» Il convoglio terrestre che si unirà alla Flotilla tra pochi giorni partirà dalla Mauritania, per attraversare il Maghreb e arrivare al Valico di Rafah, confermando la grandezza dell’impresa di questa nuova missione. 1.000 persone delle delegazioni africane partiranno con oltre 100 mezzi di cui 50 camion di aiuti umanitari, case mobili ed autoambulanze, per unirsi a circa 400 attivisti provenienti dal resto del mondo a Tripoli, in Libia, nella prima settimana di maggio. Marco Contadini, romano, sarà uno di loro. Eco-builder, anche l’anno scorso aveva preso parte alla GSF, scendendo però a Creta. «La Flotilla sfida l’assedio dal mare. Il Convoglio Terrestre lo sfida dalla terraferma», dice a L’Indipendente. «Trasporteremo aiuti umanitari, medici, infermieri, ingegneri, insegnanti, costruttori. Dalla Libia attraverseremo l’Egitto per provare a forzare il blocco a Rafah. Non sarà un viaggio facile, e avremo bisogno del supporto popolare per fare pressione sul regime egiziano,» dice. In Italia, anche “gli equipaggi di terra” si stanno organizzando: il 12 aprile, da Nord a Sud, si sono svolte assemblee regionali con l’obiettivo di sostenere le Flotille e rilanciare una mobilitazione popolare e internazionale contro il genocidio, l’occupazione e la complicità politica ed economica con Israele. Ma la GSF parte non senza difficoltà: l’attenzione mediatica è scarsa e, a differenza dello scorso autunno, si porta dietro pochi personaggi riconosciuti e politici. Inoltre, a causa della situazione geopolitica, il futuro è ancora più incerto. Le critiche arrivano anche dall’interno: è Francesca Albanese che pochi giorni fa, proprio al Congresso della Sumud, ha fatto un duro intervento contro quello che, a suo parere, la GSF rischiava di diventare, ma rilanciando anche quelli che secondo lei sono obiettivi chiari che il movimento dovrebbe avere. «Voi siete un movimento, ma un movimento, senza direzione è caos,» ha detto, parlando anche del rischio di “istituzionalizzazione”. «Un movimento deve essere effettivo. Io non sono contro all’essere “performativi”. È buono esserlo. Ma le performance, da sole, non sono sufficienti». La relatrice speciale dell’ONU per i Territori Palestinesi occupati rimette il punto sugli obiettivi: «Spero che non siate qui a parlare di “diritti”. È chiaro che i palestinesi hanno diritti. Ed è chiaro che gli Stati membri hanno obbligazioni e le imprese hanno obbligazioni di non commerciare e di non aiutare uno Stato che sta commettendo un genocidio. Quindi le vostre azioni devono essere dirette per finire completamente queste complicità». E ha specificato: «Dobbiamo interrompere le infrastrutture materiali che sostengono il sistema in maniera coordinata. Sumud non è solo “stare”. Ma è “stare” in forma efficace». Alle critiche della referente speciale ONU, Delia risponde con un ringraziamento. «Siamo grati a Francesca Albanese per tutto quello che ha fatto e continua a fare per la Palestina», ha detto a L’Indipendente. «Noi accogliamo le critiche; abbiamo però fatto le nostre valutazioni, dal punto di vista di attivisti politici e militanti. E noi pensiamo che, contrariamente a quello che è stato detto, la Flotilla l’anno scorso ha ottenuto molti risultati, anche se non siamo arrivati a Gaza. È vero che non abbiamo la certezza che ricapiti la stessa cosa. Ma come militanti sappiamo che se una cosa non provi a farla, hai già perso in partenza».   L'Indipendente
April 28, 2026
Pressenza
La mattina del 26 aprile oltre 60 imbarcazioni della Global Sumud Flotilla salperanno da Augusta verso Gaza
Dalle 12:00 di domenica 26 aprile, al porto Xiphonio di Augusta le imbarcazioni italiane e spagnole della Global Sumud Flotilla lasceranno gli ormeggi siciliani con l’obiettivo di sfidare l’assedio illegale, aprire un corridoio umanitario in Palestina e costruire un fronte globale di azioni coordinate per spingere i governi ad imporre l’embargo e le sanzioni a Israele: “Insistiamo con boicottaggio, pressione interna, scioperi e mobilitazioni”. Le oltre 60 imbarcazioni italiane e spagnole presenti al porto di Augusta salperanno nella mattinata del 26 aprile con un obiettivo chiaro: spezzare l’assedio, riaffermare il diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione, e  creare le condizioni per una mobilitazione internazionale permanente che si rinvigorisca con la partenza,  come atto politico integrale concreto che mira a sfidare il blocco illegale imposto a Gaza, forzare l’apertura di un corridoio umanitario permanente e denunciare congiuntamente la complicità della comunità internazionale. La Dichiarazione di Bruxelles, adottata il 22 aprile 2026 al primo Congresso parlamentare della Global Sumud Flotilla, ha sancito un principio ormai ineludibile: di fronte al reiterato inadempimento delle misure della giustizia internazionale, al finto cessate il fuoco, alla consistenza dell’occupazione dei territori palestinesi, all’aggressione nel sud del Libano, alla persistente chiusura delle vie di terra e alla continua negazione dell’accesso umanitario a Gaza, non è più sufficiente la sola denuncia dello Stato di Israele e dei suoi alleati.  È necessario agire in modo integrale e differenziato, costruendo un fronte internazionale capace di colpire il sistema di complicità che tiene in vita l’assedio:  boicottaggio, pressione politica interna, mobilitazione sindacale, scioperi generali e azioni di disobbedienza civile nonviolenta – tutti questi strumenti sono oggi messi in campo come parte di una strategia comune, affinché venga rispettato il diritto all’autodeterminazione dei popoli. Global Movement to Gaza
April 25, 2026
Pressenza
25 nuove imbarcazioni si aggiungono in Italia alla Global Sumud Flotilla
La convergenza della flotta a Siracusa segna una significativa escalation, con la missione che ora supera le dimensioni totali dell’anno scorso prima dell’arrivo negli ultimi porti. La Global Sumud Flotilla è entrata in una nuova fase di escalation con la convergenza di imbarcazioni provenienti da Barcellona e da tutta Italia presso Marina di Siracusa, formando una flotta unificata notevolmente ampliata, pronta a proseguire il suo viaggio verso Gaza. Con l’arrivo di 25 imbarcazioni aggiuntive in Italia, la flottiglia supera ora le dimensioni dell’intera missione dello scorso anno, segnalando una crescente partecipazione internazionale e un’intensificazione della pressione civile per contrastare l’illegale assedio israeliano di Gaza. Con altri due porti ancora da raggiungere, la missione continua a crescere in termini di dimensioni, coordinamento e visibilità globale. La convergenza a Siracusa rappresenta sia una pietra miliare logistica che una dichiarazione politica: la flotilla non è statica, ma cresce, si adatta e avanza. Chat Telegram Sumud supporters Roma Redazione Italia
April 24, 2026
Pressenza
Le barche di Thousand Madleens to Gaza partiranno dalla Francia il 4 aprile per il punto di incontro internazionale
Dal 2008 le flottiglie della Freedom Flotilla Coalition e di altri movimenti hanno lavorato per rompere l’assedio di Gaza e lottare per l’autodeterminazione dei palestinesi a Gaza e in Cisgiordania. Quando abbiamo deciso di lanciare una nuova ondata, non è mai stato per replicare la missione di settembre. Come attivisti internazionali nel movimento di solidarietà con la Palestina, abbiamo la responsabilità non solo di mostrare determinazione nel rompere l’assedio, ma anche di valutare realisticamente il nostro impatto, poiché il nostro obiettivo principale è sempre stato organizzare azioni dirette strategicamente rilevanti per la lotta palestinese e contro il fascismo. Siamo una flottiglia e un’iniziativa che ha sempre compreso i rischi insiti nel navigare verso Gaza per rompere l’assedio. Nel frattempo, riteniamo anche imperativo che le nostre decisioni rimangano strategiche e prese con lo sguardo rivolto alla Palestina. La situazione geopolitica in Asia Occidentale è radicalmente cambiata negli ultimi mesi. Stiamo navigando in una zona sempre più militarizzata, aumentando significativamente i rischi per i partecipanti e rendendo il nostro obiettivo di rompere l’assedio più difficile, almeno nel contesto attuale. Sebbene molti nel movimento siano disposti a farsi carico di questo rischio, tale rischio deve essere assunto solo nel momento strategico ottimale. Le flottiglie non sono mai state pensate come una strategia isolata; facciamo parte di una vasta rete di azioni dirette di persone che si sollevano contro l’oppressione dei popoli ovunque. Come uno dei pochi movimenti di azione diretta per la Palestina visibili su più continenti, abbiamo la responsabilità di usare le risorse a nostra disposizione per massimizzare il nostro impatto. Per questo motivo, abbiamo deciso di rivedere in modo completo la nostra strategia attuale e continueremo a farlo, consultandoci con la comunità palestinese. Partiremo comunque da Marsiglia il 4 aprile come previsto per raggiungere il punto di incontro internazionale, continuare la pianificazione e preparare un’escalation, poiché rimaniamo determinati a lottare contro l’entità sionista e tutte le altre forze coloniali e fasciste. Il nostro movimento non deve essere fermato dalle forze fasciste; la nostra determinazione rimane incrollabile. Invitiamo tutti i movimenti ad agire e a intensificare la pressione mentre cresce la pressione dall’ordine coloniale occidentale. Ulteriori informazioni saranno fornite a breve. Redazione Italia
April 2, 2026
Pressenza
La Spring Mission 2026 della Global Sumud Flotilla a Civitavecchia il 29 marzo
La Global Sumud Flotilla salperà dai porti italiani nel corso del prossimo mese: 100 barche, 50 delegazioni da tutto il mondo con l’obiettivo non solo di rompere l’assedio illegale e portare aiuti umanitari, ma anche di condurre a Gaza medici, costruttori, educatori e altre figure fondamentali per la vera ricostruzione della Striscia, e denunciare con forza il piano coloniale della “riviera di Gaza” e del Board of Shame. Nonostante la finta tregua a Gaza non è rimasto nulla: è una zona fantasma, la “tregua” è solo un sipario calato su quel nulla, i valichi sono di nuovo chiusi, l’assedio continua per terra e per mare. La Flotilla è l’alternativa solidale e pragmatica all’inazione e alla complicità del governo: un’iniziativa che nasce dalla volontà dei popoli come strumento di lotta, arrivando dove i governi e le istituzioni internazionali hanno fallito. Il 29 marzo nella darsena del Porto di Civitavecchia daremo il benvenuto e il buon vento a una della barche della Flotilla che si prepara a salpare per Gaza, dove gli uomini, le donne e i bambini continuano a morire non solo per le bombe e i proiettili, ma anche per la mancanza di cibo, di acqua, di medicine. Insieme a noi ci sarà il movimento degli studenti palestinesi in Italia, che il 29 marzo commemora lo Yom al-Ard, il Giorno della Terra, che ricorda gli avvenimenti del 30 marzo 1976: durante uno sciopero generale e manifestazioni nelle città arabe dalla Galilea al Negev contro l’annuncio di un piano di esproprio di centinaia di ettari di terra palestinese, l’esercito e la polizia israeliana uccisero sei cittadini palestinesi disarmati, ferendone decine e arrestando migliaia di persone. Per il popolo palestinese la terra non è solo uno spazio geografico, ma identità, memoria e radici e l’ulivo è infatti uno dei simboli più profondi della Palestina: radici, radicamento alla terra. Camminiamo insieme nel corteo del 29 marzo a Civitavecchia: celebriamo il Giorno della Terra, sosteniamo la missione della Global Sumud Flotilla, perché solo la mobilitazione dal basso può costruire percorsi di giustizia, solidarietà e autodeterminazione. Il programma della giornata  Ore 11.00 – appuntamento in P.zza Guglielmotti, per la partenza del corteo. Percorso del corteo: P.zza Guglielmotti – Via Santa Fermina – V.le Baccelli – L.go Monsignor D’Ardia – C.so Centocelle – V.le Garibaldi – L.go Falcone e Borsellino (Marina). Accessibilità: percorso urbano standard privo di ostacoli strutturali.  Ore 11:30 – conferenza stampa presso la Darsena Romana nel Porto di Civitavecchia, molo San Teofanio con Maria Elena Delia portavoce GSF/GMTG Italia, equipaggio della Flotilla, Maya Issa del Movimento Studenti Palestinesi in Italia, Global Movement to Gaza Italia, Prof. Giovanni Testa, presidente del Circolo Nautico, Riccardo Petrarolo, rappresentante portuali USB del Porto di Civitavecchia e altri. Al termine dell’incontro con la stampa, l’imbarcazione lascerà il porto in direzione Marina di Civitavecchia, dove il corteo terminerà la propria marcia all’incirca per le 13.30, con un breve intervallo che ci accompagnerà alla pausa pranzo: assisteremo all’esibizione in anteprima delle performer Usiko e Marte. Per tutta la durata dell’evento, sarà possibile fotografarsi di fronte al modello a grandezza naturale dell’opera Potenziali Bersagli 2026 di Alessandro “Mefisto” Buccolieri del collettivo Arte come Sopravvivenza, che verrà inaugurata il 25 aprile a Roma, in P.zza delle Camelie a Centocelle. L’artista sarà presente e a disposizione del pubblico per raccontare l’installazione e le fasi della lavorazione. Dalle ore 15.00 sessione di interventi in P.zza Fratti. Con la moderazione di Francesca Incardona, che peraltro presenterà lo studio di cui è coautrice “Gaza. Giornalisti e sanitari: vittime collaterali o bersagli?”, si svolgerà un confronto/dibattito tra membri degli Equipaggi di Mare (Paolo De Montis e Silvia Severini) e di Terra (Francesca Putini e Marco Faiola), il rappresentante USB Porto di Civitavecchia Riccardo Petrarolo e il fotografo palestinese Hazim Madi. Interverranno: Maria Elena Delia per GSF, Maya Issa del Movimento degli studenti palestinesi in Italia; Vera Pegna, traduttrice, attivista e scrittrice; Valentina Micheli, giurista; Ludovico Lamarra e Franco Pietropaoli, musicisti de Il Muro del Canto; Dr.ssa Simona Mattia della rete nazionale Digiuno Gaza; i portavoce di Emergency, Amnesty e Open Arms; Diana Agostinello per CGIL Roma e Lazio; un rappresentante del Coordinamento docenti di Viterbo; Prof.ssa Marta Malaguti, Coordinamento docenti di Civitavecchia; Cinzia Leoni dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università; Simona Ricotti e Mathias Mancin per Supporto Global Sumud Flotilla. Saranno presenti traduttori di lingua araba e interprete LIS. A seguire: reading di poesie con Le Voci e musica dal vivo con MichiMa, Cecilia Baliva Trio, Anafem, Manifesto e Centrale Sound System feat. Percezione Sesto Senso e Skasso. E’ possibile comunicare in anticipo la presenza presso la conferenza stampa al form RSVP: https://rsvp/prelanci/GSF In un momento in cui l’attenzione sulla Palestina si affievolisce, fagocitata dalle mire imperialiste di Stati Uniti e Israele, la Global Sumud Flotilla torna a salpare in direzione della popolazione palestinese e di tutti i popoli oppressi Global Movement to Gaza
March 25, 2026
Pressenza